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Il cartello dei simpatici burloni è sempre valido - Inverno 2021 o 2022 che differenza fa?

TRIPPA PER I GATTI / 876 - Cavalcavia di Corso Avogadro: le rampe stanno sempre lì - E non c'è nemmeno il contratto per buttarle giù - Insomma non c'è niente: la GdN supera se stessa - VIDEO E GALLERY          

Un po' come la storia dei 40 milioni di euro dell'Architetto Chiparo: qualcuno magari ci crede anche

Cavalcavia di Corso Avogadro a Vercelli: qual è lo stato dell’arte?

Lasciamo parlare il corredo iconografico messo a repertorio questa mattina, 19 agosto.

Come si vede, i lavori di abbattimento del tratto di viadotto (cioè la parte di infrastruttura che era sovrastante la strada e la ferrovia) è pressochè completata.

Si vede altrettanto chiaramente che le due “rampe”, cioè le salite d’accesso al “ponte” sono ancora lì.

E siamo, appunto, al 19 agosto.

Ancora una volta smentite, quindi, le previsioni dei buontemponi che, magari nell’ora post prandiale, dopo una sosta ristoratrice da Paolino, hanno, da ultimo, assicurato che i lavori sarebbero finiti a fine agosto.

Che succede?

Succede che la Ditta “General Smontaggi spa” di Novara, che sta procedendo alla demolizione, ha un contratto molto chiaro, che sta onorando al meglio.

Anche dal punto di vista del disagio patito dai residenti in zona, hanno cercato di ridurlo al minimo possibile.

Ma quel contratto, stipulato con il Comune di Vercelli, è, appunto, chiaro in ogni sua parte: demoliscono il viadotto, ma non si parla di rampe.

Nessuno ha mai commissionato la demolizione delle rampe.

Che, perciò, almeno per ora non si muovono.

Dal Comune, qualche settimana fa, è stato chiesto alla Ditta se, eventualmente, sarebbe disponibile ad occuparsi anche dell’abbattimento delle rampe.

Eventualmente.

E la Ditta ha risposto che, eventualmente, lo sarebbe.

Ma non c’è contratto, non c’è deliberazione della Giunta, né Determinazione della Dirigente dei Lavori Pubblici, Liliana Patriarca, non c’è, quindi, impegno di spesa.

Non c’è niente di niente.

Perfettamente in linea con il niente della Giunta del Niente.

C’è soltanto – e qui sta il punto – una lettera inviata dalla stessa Patriarca alle Ferrovie.

Cosa dice la lettera?

E qui le voci non sono tutte univoche, ma la sostanza sarebbe: Signore Ferrovie, possiamo (noi Comune) abbattere anche le rampe?

Si dice di interpretazioni non univoche perché altri sostiene, invece, che a fine luglio, primi di agosto, non è che sia partita la lettera di Liliana Patriarca: sarebbe, invece, già arrivata la risposta delle Ferrovie che darebbero l’ok all’abbattimento.

Ma, se anche fosse vera questa seconda ipotesi (e non si capirebbe, però, perché, con la pletora di conferenze stampa cui la Giunta del Niente si abbandona alla ricerca di sollazzo mediatico, non lo potessero dire, papale papale) resta sempre il fatto che, dall’ok delle Ferrovie all’inizio lavori di demolizione il passo non sarebbe, dati i tempi tecnici, breve.

Acquisterebbe, perciò, una paradossale attualità l’immagine diffusa dai simpatici burloni che annunciavano per “il prossimo inverno” la fine lavori.

Una cosa più immaginata che reale, come i 40 milioni in arrivo grazie all’Architetto Chiparo.

Con il consueto impegno di Liliana Patriarca di correggere: Kipar, Assessore, Kipar. Non Chiparo.

Architetto Kipar.

Prima o poi ce la farà.

E così, prima o poi, sempre che le Ferrovie dicano di sì, anche le rampe saranno abbattute.

Per ora, però, lì sono e lì restano: Kipar o non Kipar.

Diciamo che il lato positivo della situazione è la possibilità di vedere scorci panoramici davvero belli, della città e della campagna, grazie alla cortesia sempre speciale del Vercelli Palace Hotel, che ringraziamo come sempre per la gentile collaborazione.

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