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Prima libiamo nei lieti calici, poi arriva croce e delizia - Se avessero studiato meglio la Traviata forse si sarebbero regolati diversamente

TRIPPA PER I GATTI / 890 - Fusione tra Comuni: a Varallo arrivano i dobloni, a Sabbia...lo dice la parola stessa - Anche nel 2023 oltre un milione di euro, ma il piano di investimenti per il Comune incorporato per ora è un libro dei sogni -

A meno che, sullo sfondo non ci sia la faida intraleghista...

Fusione: croce (per Sabbia) e delizia (per Varallo)?

La vicenda degli investimenti promessi e (almeno, per ora) mai visti a beneficio del (ex) Comune incorporato in quello maggiore

(leggi cliccando qui l’intero progetto di fusione e, a pag. 71, il libro dei sogni)

non finisce di procurare tormenti.

Del resto, la celebre aria de “La Traviata” che attacca con il duetto “Croce e delizia, delizia al cor” arriva subito dopo il più corale “Libiam nei lieti calici”.

Qualcosa che pare autorizzare a ritenere: passata la festa, gabbato lu Santo.

Anche perché, nell’ultima seduta di Consiglio Comunale, il 19 dicembre scorso (sempre itinerante, questa volta al Nino Caffè di Roccapietra) gli Eletti si sono visti presentare una bella previsione di entrata: oltre un milione di euro (per la precisione, 1.107.000) per il 2023, come rata annuale del contributo riconosciuto a quello che ora è l’unico Comune: Varallo + Sabbia = Varallo.

Insomma, i cittadini di Varallo e quelli di Sabbia sapevano che, nel corso di 10 anni, sarebbero arrivati complessivamente 11.280.000 euro se si fossero uniti: di due Comuni ne facciamo uno. Si dice fusione per incorporazione.

E, in effetti, i soldi stanno arrivando.

Senonchè, arrivano in ragione di un programma di investimenti: è quello riportato al link che rimanda al libro dei sogni.

E’ passato ormai il quarto anno ed a Sabbia si è visto ben poco: se è vero che l’operazione prevedesse la realizzazione di undici opere (il libro dei sogni) nei 10 anni, è altrettanto vero che, per ora, ne sono state completate soltanto due: l’abbattimento del digital divide, seguito dall’ex Sindaco del comunello minore, Carlo Stragiotti, che ha curato le trattative con gli operatori telefonici insediatisi sul territorio,e un recente intervento su un acquedotto da parte del Cordar Valsesia, in cui il Comune di Varallo ha dovuto sbrigare solo qualche formalità.

Ma a suscitare i dubbi di tanti residenti a Sabbia, in questi giorni che sono passati, dopo il giorno del Consiglio, c’è anche un altro particolare.

Nel piano di investimenti comunali programmati per il 2023, approvato dai Consiglieri il 19 scorso, sono previste soltanto due delle nove opere ancora mancanti all’appello.

Si tratta della la continuazione della strada Massera-Salaro (che da tre anni finisce in un bosco senza collegamenti) e la sistemazione della strada per l’Alpe Campo ed Erbareti.

E, perciò, sempre a Sabbia, si mormora: dov’è la programmazione delle sette opere previste dall’accordo di programma di fusione quali, ad esempio, la ristrutturazione della Casa parrocchiale utilizzata dalla Pro Loco di Sabbia o la bonifica della discarica del Torrente Saccora, di cui non si è ancora mai parlato?

Per ora una sola risposta è possibile a simili domande: boh !?

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Ma è proprio stando con i piedi per terra, cioè restando ad esaminare le uniche due opere per ora previste che viene (verrebbe) il bello: perché il bilancio che i Consiglieri hanno votato prevede una cosa singolare.

Infatti uno (una cornacchia? Un gufo? Un’oca polemica? Vai a sapere) potrebbe pensare: ma se ricevete da Regione e Stato più di un milione di euro per realizzare le opere previste per la fusione, per queste due cose in croce userete, per l’appunto, quei soldi.

Invece no: i Consiglieri hanno votato che si accenderà un mutuo, di 225 mila euro.

Magari abbiamo capito male (dicono a Sabbia), altrimenti è una cosa da spiegare meglio, perché non si comprenderebbe la ragione di mutuare capitali, quando ne arrivano di freschi.

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E forse è proprio questo particolare ad avere attirato l’attenzione del Consigliere di Opposizione Mario Casaccia, che ha incominciato a mettere i puntini sulle “i” anche a proposito della situazione finanziaria di Villa Durio.

Che paga ogni anno qualcosa come 400 mila euro di interessi passivi.

Ma di questo si riparlerà, a questo punto nell’anno nuovo.

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Quelli che ne sanno di cose politiche valsesiane, distillano anche altri pensieri.

Perchè ormai sanno tutti, anche le pietre, che la Lega è divisa in (almeno) due fazioni, in provincia di Vercelli.

Ed i due protagonisti della fusione tra Sabbia e Varallo sono uno da una parte, uno dall’altra.

Carlo Stragiotti: ultimo Sindaco del piccolo centro, che peraltro fu tra i promotori, a causa della precaria condizione in cui versavano le casse comunali.

Eraldo Botta, all’epoca Sindaco di Varallo. E poi anche Presidente della Provincia; ed è in questa veste che forse sarà ricordato soprattutto perché, nel corso del suo mandato, Iren spa ha ottenuto di realizzare a Vercelli l’impianto per la produzione di pallet. Decisione, come è appena ovvio ed è persino superfluo richiamarlo, presa dai Tecnici, senza il minimo condizionamento della politica ed in modo del tutto regolare, almeno fino a prova del contrario.

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Le incomprensioni tra i due sono cosa nota: al punto che Stragiotti si è trovato elegantemente sovrannumerario

quando è stata ora di comporre la lista dei candidati per il Consiglio Comunale di Varallo, solo qualche mese fa.

Ed in pochi ne hanno capito il motivo.

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Come finirà?

Chi vivrà, vedrà.

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