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Forse non si aspettavano che ci fossero persone capaci di dignità

TRIPPA PER I GATTI / 816 - Il destino si chiama Antonella - Il contenzioso con l'ex Segretario e Direttore di Via San Cristoforo come un platano che cada sul coppino di Eraldo Botta e Piero Gaetano Vantaggiato 

Per il poco che ancora si capisce, i cavoli sembrano assai amari

Provincia di Vercelli

La sua preparazione tecnico giuridica è riconosciuta da tutti: nell’ambiente è persino famosa.

La sua preparazione tecnico giuridica si esprime mediante citazioni e richiami, chiari e trasparenti delle norme: circostanza che da molti è temuta.

La sua preparazione tecnico giuridica forma come un dittico con la sua onestà.

Anche intellettuale.

Sicchè è (anche) per una forma singolare di degnazione che a certi compromessi non aderisce: le basta quello che guadagna (invero, un bello stipendio, come tutti i Segretari Generali di grandi Enti), senza andare a leccare i piedi degli Amministratori, nella speranza di ricevere qualcosa in più: circostanza che qualcuno non tollera.

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La storia di Antonella Mollia, (ormai, praticamente ex) Segretario e Direttore Generale della Provincia di Vercelli cade come un platano sul coppino degli inquilini di Via San Cristoforo, proprio nel momento in cui nessuno se l’aspettava.

Pasciuti dell’abbuffata di posti rimediata con le recenti elezioni di dicembre.

Pronti a replicare con la rielezione alla Presidenza, di Eraldo Botta, dopo lo switch dalla poltrona di Sindaco di Varallo Sesia a quella di Sindaco di Civiasco. O di Campertogno. O, mal che andasse, di Borgosesia, Fabrizio Bonaccio permettendo.

Una poltroncina, quella di Civiasco o di qualche altro posto, ma che gli permette di indossare di nuovo una fascia tricolore, requisito essenziale per aspirare al bis (ben retribuito: 4 mila euro al mese, per ora, ma presto saranno il almeno il doppio) nell’incarico di Presidente della Provincia.

La Provincia: tutt’altro che un Ente inutile.

Il crocevia dal quale transitano pratiche strategiche, interessi enormi.

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Stiamo, per ora, ad alcuni fatti che sono all’ordine del giorno dell’Amministrazione Provinciale di Vercelli

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QUELL’INCIDENTE D’AUTO, UN VERO … SINISTRO

Come nell’immortale “Il destino si chiama Clotilde” di Giovanni Guareschi, la storia non è priva di colpi di scena, a partire dall’

incidente d’auto che, qualche mese fa, vede coinvolta la Dottoressa Mollia.

Se gli accertamenti che seguiranno alle segnalazioni della Dirigente sortiranno effetti, bisognerà concludere che, in quel 29 novembre dell’anno scorso, il “sinistro” più grave e gravido di conseguenze non sarà stato quello di Arola.

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Antonella Mollia, nei giorni della degenza successivi all’infortunio, non sta con le mani in mano e segue da remoto la vita degli Enti nei quali ricopre incarichi di responsabilità (tra gli altri, come si è visto, il Comune di Verbania) e, naturalmente, sorveglia gli Atti della Provincia.

Quale non è la sua sorpresa quando si avvede che, in sua assenza, accadono due cose.

La prima.

Il Dirigente di tanti Settori di Via San Cristoforo (ormai, pressochè tutti) Piero Gaetano Vantaggiato, si autoliquida una bella somma, a titolo di “retribuzione di risultato”, complessivamente € 26.372,44 per l’anno 2019 ed € 22.236,44 per l’anno 2020: in tutto, più di 48 mila euro.

I provvedimenti sono contenuti

in queste Determine

adottate da chi?

Dallo stesso Vantaggiato.

Ma proprio Antonella Mollia avverte (ricorda) ad Eraldo Botta che si tratti di provvedimenti da lei stessa come “frenati” proprio per le verifiche necessarie ed anche per conseguenza di riserve etiche.

Poi, una considerazione il cui fondamento certo non sfugge ai più, soprattutto in momenti come questi:

“Se ben ricorda, Presidente, mi sono opposta alla liquidazione di queste ingenti somme, neanche percepite dai dirigenti delle Città Metropolitane.

Inizialmente, per ragioni di etica. Una indennità di risultato superiore a uno stipendio annuo percepito da un cantoniere della provincia per me è una vergogna!

Le ebbi a suggerire, inascoltata come molte altre volte, di operare come la Provincia di Biella ossia, raggiungere accordo con i sindacati per ridurre l’importo e conferirlo al bilancio. Le assicuro che i rappresentanti dei lavoratori

avrebbero preso bene la proposta; ci avrebbero apprezzati insieme agli stessi lavoratori perché avremmo calmierato talune erogazioni di danaro, per riportarle in ambito di equità e moralità (…)”.

Va ricordato, infatti, che l’indennità di risultato è corrisposta al Dirigente in aggiunta al proprio già lauto (quanto legittimo) stipendio.

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La seconda.

Ma Antonella Mollia non si ferma qui.

Viene a sapere che, sempre in sua assenza, la Provincia si riorganizza.

Confermando, però, l’incarico dirigenziale per l’Ambiente ed il Personale a Piero Gaetano Vantaggiato.

Qui la lunga lettera dell’ex Segretario.

In sintesi: l’Autorità anticorruzione raccomanda di ruotare gli incarichi.

Secondo l’Anac non è conveniente per la Pubblica Amministrazione che un Dirigente risulti inamovibile da un certo posto per decenni.

Ed è proprio il caso di Vantaggiato.

Che fa Eraldo Botta?

Toglie ogni responsabilità diretta su settori operativi della Provincia, non a Vantaggiato, ma proprio ad Antonella Mollia.

Che, ad un certo punto, per non stare dietro ad una scrivania a girarsi i pollici e dato che il lavoro non le manca, saluta e se ne va.

Vano il tentativo di Botta (trovatosi anche di fronte al “muro” dei Sindaci ove Mollia presta servizio di Segreteria Comunale) di rimettere il dentifricio dentro il tubetto.

Ormai Mollia ha deciso e si è organizzata e, così, la Provincia si tiene Vantaggiato e perde Mollia.

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UNA MINA DI PROFONDITA’

L’impressione, sfogliando le carte che possiamo esaminare, è di essere soltanto all’inizio di una storia che avrà risvolti importanti sulla vita politica ed amministrativa della provincia di Vercelli.

Il confine tra le prerogative dei Dirigenti e quelle degli Amministratori deve sempre essere attentamente presidiato.

Come spesso accade, ci sono mine di profondità il cui detonatore è azionato pressochè casualmente.

Vicende di premi, retribuzioni, incentivi: cose che sanno i tecnici.

Ma che possono rivelarsi bucce di banana, sulle quali anche il più callido equilibrista finisce per scivolare.

(1.Continua)