VercelliOggi
Il primo quotidiano online della provincia di Vercelli
Il partito si ispira alle idee del filosofo Diego Fusaro

TRIPPA PER I GATTI / 815 - Nasce "Ancora Italia Vercelli" - E la GdN tenta di soffocarla in culla - Per ora, però, tengono duro: mi togli il gazebo senza un vero perchè?! E io ti scrivo la lettera aperta -   

Il Comune prima concede, poi revoca lo spazio per il banchetto

Provincia di Vercelli

Per un nuovo partito che, prima di tutto, si impegna ad organizzare una scuola di

politica pensata senza trascurare (anche) un’infarinatura di filosofia greca,

è appena normale trovarsi alle prese con certa “fenomenologia” vercellese: quella della Giunta del Niente (in sigla GdN), piuttosto che di Husserl.

Del tipo: ti concedo (a te nuovo partito) lo spazio per mettere il tuo gazebo, all’incrocio tra Via Veneto e Corso Libertà: tutti i sabati, 9 metri quadri belli belli.

Poi, però, ti revoco il permesso ( leggi qui ) fino al 31 marzo, fine del periodo di emergenza (se sarà vero).

E sai perché?

Perché c’è il Covid.

E sai che c’è ancora?

Che, invece, per i gazebo delle Associazioni di volontariato, il Covid o non c’è, oppure deve andare bene così lo stesso, perché loro il gazebo lo mettono come vogliono.

***

I rappresentanti vercellesi del partito che si ispira al filosofo Diego Fusaro ed ha come leader nazionale il giornalista e avvocato Francesco Toscano, rimangono perplessi.

Ma come?!

– A noi via il gazebo ed in Piazza Cavour, invece, vai con i banchetti?!

Allora – bisogna capirli, perché sono nuovi – fanno la cosa più semplice: una bella lettera aperta al Sindaco per chiedere spiegazioni.

Ma qualcuno può credere che il Pirata risponderà?!

Si accettano scommesse.

Però bisogna ammirare la tenacia: per ora non demordono, sempre che poi non si stufino.

La domanda è: Ancora Italia riuscirà a fare diventare la Giunta del Niente un po’ meno niente o, invece, sarà la Giunta del Niente che farà diventare Ancora Italia, un po’ meno Italia e un po’ più Vercelli?

E qui, né i greci, né Fusaro, né Husserl: come minimo, ci vorrebbe Jacques Lacan

E già par di udire Dante chiosare: ma quel Lacan è parente di Lapo?

Dante?! Che c’entra Dante?! – E’ l’affettuoso nick name che gli amici affibbiano a Gian Carlo Locarni, riconosciuto vero rifondatore della lingua italiana.

Ma ecco la lettera aperta di Ancora Italia Vercelli al Sindaco Andrea Corsaro.


ANCORA ITALIA VERCELLI
Lettera aperta al Sig. Sindaco di Vercelli

Signor Sindaco,
prima che come gruppo politico, ci appelliamo a Lei ed al Suo sentimento democratico, nel quale confidiamo, come cittadine e cittadini vercellesi.
Vorremmo metterLa al corrente che, nei giorni scorsi, l’Amministrazione comunale, della quale Lei è responsabile, ha improvvisamente ritenuto di impedire al nostro partito, Ancora Italia – Vercelli, di svolgere la propria attività politica, democratica e pacifica.
In particolare, ci è stato revocato, dopo una sola uscita, il permesso di tenere il nostro gazebo settimanale in Via Veneto.
Questo nonostante tale attività ci fosse stata regolarmente e preventivamente autorizzata, per ogni sabato da qui a seguire, dagli stessi uffici comunali a ciò preposti.
Senza pretendere di riuscire laddove rimangono inascoltati professori del rango del giurista Ugo Mattei o del filosofo Massimo Cacciari quando ammoniscono sulla pericolosa deriva anti-costituzionale del perpetrarsi di un atteggiamento autoritario di uno Stato che, con plateale arroganza, disconosce anche i più basilari fondamenti etici del nostro ordinamento e le più elementari gerarchie tra le fonti di produzione del diritto, tanto che oramai anche i più universali ed umani diritti alla libertà personale, all’autodeterminazione, alla manifestazione del pensiero, alla partecipazione politica, sono in qualsiasi momento comprimibili perfino da un atto amministrativo, talvolta addirittura interno, come, in questo caso, una “direttiva” ministeriale, noi sentiamo comunque il dovere di far arrivare a Lei ed a tutti i nostri concittadini vercellesi un grido dall’allarme sulla vera emergenza ancora in atto: quella democratica.
Nello specifico, gli uffici alle Sue dipendenze hanno “giustificato” la revoca del permesso di allestire il gazebo con una interpretazione della direttiva del 10 novembre 2021 del Ministro Lamorgese che stride a tal punto col testo “normativo” della stessa da rendere evidente una deliberata e preoccupante volontà punitiva nei confronti del nostro movimento politico da parte dell’Amministrazione comunale.
La direttiva in questione, infatti, che aveva intenzione di reprimere i moti di ribellione civica che continuamente riempivano le piazze e le vie con partecipatissimi comizi e cortei, dice che il centro città – non deve ma – “può essere interdetto” alle “manifestazioni”, non potendo in alcun modo – non lo consentirebbe la stessa lingua italiana – con questo termine riferirsi ad altri tipi di “assembramenti” se non i due appena ricordati.
Siccome ci hanno vietato di star seduti all’aperto sotto un gazebo, dobbiamo pensare che i nostri uffici comunali la direttiva non l’abbiano nemmeno letta, perché in caso contrario, non sarebbe potuto sfuggire loro il passaggio in cui la stessa dice che le manifestazioni in questione “potranno tenersi nel rispetto di modalità restrittive, quali ad esempio lo svolgimento in forma statica in luogo di quella dinamica.”
Cosa c’è di più statico di un gazebo?
D’altronde, che il Comune di Vercelli non ritenga pericolosi veicoli di contagio bancarelle e simili, lo testimonia lo svolgimento del mercato bisettimanale e la regolare presenza negli ultimi week-end, sotto gli occhi di tutti, di numerosi stand promozionali di associazioni ed enti vari.
A noi di Ancora Italia, quindi, non resta che sospettare che forse l’unico contagio che si ha paura possa essere veicolato in città con il nostro gazebo è quello del diffondersi di un chiaro messaggio di libertà: prima ancora che i partiti possano concorrere alla formazione della volontà popolare, è necessario che ogni cittadino possa manifestare liberamente il proprio pensiero, e solo un individuo che abbia conservato quantomeno la sovranità sul proprio corpo può ancora essere definito libero di autodeterminarsi.
Signor Sindaco, siamo sicuri non volterà le spalle a dei Suoi concittadini, sinceri democratici come Lei
Con fiducia,
Tutti gli Iscritti e gli Amici di
Ancora Italia Vercelli