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TRIPPA PER I GATTI / 807 Bis - Se la vins la Meloni, ti 'fe 'l vardasigeli - E lui pensa il "Guardasigilli" - Ma no: è guarda secchielli - Un maledetto equivoco anche per la Provincia di Vercelli?

Il passo falso dell'On. Andrea Delmastro non è certo passato inosservato -

Provincia di Vercelli

Se è così, chiediamo venia.

Perché, quando si sbaglia, la cosa migliore da fare è riconoscerlo subito, chiedere scusa alle eventuali vittime dell’equivoco e guardare avanti, facendo tesoro dell’esperienza, che fa sempre rima con prudenza, mannaggia!

Ma andiamo con ordine.

Dunque, bisogna sapere che, nelle scorse ore, appena pubblicata la Trippa n. 807, nonostante fossero le 23 passate del 27 dicembre, subito alcuni bene informati ci hanno avvisto: ma guarda che non è mica andata così…

Ecchecavoli.

Ecco il link per rileggere quella Trippa.

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Nella 807, in buona sostanza, si diceva: la Lega (per Salvini Premier: non ci crede più nessuno, ma la ragione sociale è sempre quella) ha preso 6 Consiglieri (Presidente compreso) su 11 componenti del Consiglio dell’Amministrazione Provinciale di Vercelli, la maggioranza assoluta; questo sarebbe capitato perché l’On. Andrea Delmastro, astro nascente di Fratelli d’Italia, avrebbe lasciato il guinzaglio lungo al Ghiottone che, come sempre, avrebbe finito per fare gli interessi dei leghisti.

Sei Consiglieri su 11 alla Lega (d’ora in poi, in breve: PSP, per Salvini Premier) vuole dire che la nuova esperienza della Provincia parte già confinata in una dimensione astratta, magica rispetto alla gente vercellese e valsesiana vera e propria: se si votasse oggi, è assai probabile che il partito (PSP) prenderebbe, a dire tanto, il 25 per cento dei voti (una stima, è ovvio).

E questo tutto compreso: Vercellese, Valsesia, per non parlare del comune di Vercelli, dove chissà che accadrebbe.

Ma, anche circoscrivendo l’esame al corpo elettorale chiamato alle urne il 18 dicembre, in una elezione di secondo livello, dove votano elettori a loro volta già “eletti”, cioè Consiglieri Comunali e Sindaci deli 82 Comuni della provincia, i conti non tornerebbero.

A cominciare dal Capoluogo dove, partita con 12 Consiglieri eletti a Palazzo Civico nel momento magico del 2019, la Lega PSP ne ha già persi per strada due certi ed “emersi” ed altri due sarebbero ancora confinati in ambiente ipogeo, ma (dicunt) prossimi a palesarsi: e, comunque, già il 18 dicembre scorso, questi due non hanno votato per i candidati di partito, ma per qualcun altro.

Poi, d’altra parte, sono fatti loro.

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Ciò che riguarda tutti è, invece, una realtà singolare dal punto di vista sia della rappresentanza, sia della rappresentatività: il Consiglio Provinciale della Provincia di Vercelli non riflette, nella sua composizione, sostanzialmente e fedelmente, le istanze politiche dei cittadini del territorio.

Poi, speriamo bene: è una circostanza importante e ingombrante, ma che, di per sè, non impedisce agli eletti di fare bene comunque, come tutti ci auguriamo.

Come si è arrivati a tanto?

Come talvolta accade: perché ci sono alcuni più esperti di altri nelle tecniche elettorali.

Ciò permette di regolare i dinamismi dei consensi nel modo desiderato.

Peraltro, è sempre stato vero che un’iniziativa, espressa in ambiente privo di altre iniziative, non possa che portare a simili risultati.

E, del resto, insegnava John Kenneth Galbraith che tre siano le “fonti” del potere: la proprietà, la personalità e l’organizzazione.

E la conoscenza delle tecniche elettorali rappresenta uno dei fattori, appunto organizzativi, fondamentali dell’attività politica.

Anche perché, come ammoniva, il Senatore Leone (storico esponente del PCI vercellese), la politica non è polenta.

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Per cui – si diceva – se Delmastro lascia fare al Ghiottone e tutti gli altri non sono capaci di esprimere iniziative diverse, è chiaro che non possa finire in altro modo, peraltro senza che sia commesso nulla di men che lecito.

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Ma – secondo le già richiamate osservazioni nottetempo ricevute, anche a prezzo di ulteriormente differire la già parca cena, in prevalenza costituita da minestrone riscaldato – le cose non starebbero così.

Perché, dicono i nostri interlocutori, guarda che Delmastro non ha lasciato fare al Ghiottone.

Ha lasciato fare direttamente al Tir (nello slang politico locale: l’On. Paolo Tiramani).

La sorpresa è a mille.

Al punto che è impossibile trattenere la domanda antica, quella fatta di una sola, breve, parola: perché?

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E qui bisogna andare non solo con ordine, ma proprio come se fossimo Alice nel Paese delle Meraviglie.

Dunque, bisogna sapere – informa la Fonte – che già l’On. Delmastro da mesi vivrebbe una situazione di disagio non solo politico, ma soprattutto esistenziale, umano.

Perché ogni mattina, quando apre la porta di casa per uscire, rischia di inciampare in un sacco che si trova sul pianerottolo.

In quello che lui – a tutta prima – crede che sia un sacco.

Invece è il Tir che gli dorme davanti alla porta, per convincerlo a farlo entrare.

Ma, almeno per il momento, non se ne parla proprio.

Sarà vero? Non sarà vero? Ma come possiamo saperlo con precisione noi, suvvia!?

Sono rumors!

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Senonchè, sempre nelle scorse settimane e mesi, all’On. Delmastro sarebbe venuta la bella idea che tanti, se non tutti, ormai sanno: candidare sua sorella Francesca alla Presidenza della Provincia di Biella.

Proposito, umanamente parlando, perfettamente lecito e sintomatico di una lodevole cura degli affetti familiari, al quale, tuttavia, ancor prima del voto, in provincia di Biella pare siano state riservate accoglienze piuttosto tiepide.

A titolo meramente esemplificativo,

ecco una nota garbata e felpata, ma sapientemente allusiva,

preparata da una importante firma del giornalismo biellese.

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Fin qui, nulla di nuovo sotto il sole: tutti possono prendere una cappella.

Ma il nostro interlocutore notturno continua.

Sicchè – dice – avrebbe ispirato, su Vercelli, una sostanziale desistenza di Fratelli d’Italia, che si sarebbe tradotta, per inevitabile conseguenza, in una vera man bassa di posti in Via San Cristoforo a beneficio della Lega PSP. Tutto ciò perchè?

Perche avrebbe forse nutrito la speranza che ciò avrebbe potuto motivare la gratitudine dei leghisti biellesi, di rimando, questa volta a beneficio della sorella.

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Il Lettore vorrà concedere che sia impossibile trattenere grasse risate.

Cioè: questo avrebbe voluto, dicunt i voti dei Consiglieri Comunali e Sindaci leghisti del Biellese per la sorella e avrebbe venduto la Provincia di Vercelli al pur ottimo Tir che – per quanto abbia il suo bel seguito in zona Vercelli – è risaputo, ed è appena ovvio, che non abbia grandi truppe laniere.

Sicchè – per poco che si conosca come agisca l’Onorevole valsesiano – è veramente difficile credere che abbia promesso ciò che non avrebbe potuto mantenere.

Forse è l’altro (Onorevole) che avrebbe voluto illudersi da sé.

Un po’ come se, a Biella, qualche vecchio camerata gli dicesse, nel caratteristico vernacolo: ma varda che, se la vins la Meloni, ti ‘t fè al vardasigeli.

E lui pensasse “Guardasigilli”.

Ma no: vardasigeli sta per guarda secchielli.

Una cosa (questa sì) compatibile con l’equazione tra Sorella e Vercelli.

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E, oggi (di nuovo, si salta praticamente il pranzo, ma amen) ci viene fatto notare il particolare decisivo.

La Provincia ha corretto.

Ha corretto l’elenco dei partecipanti all’incontro della spartingaia sulle deleghe, sui posti, che era stato l’ingrediente forse principale della Trippa 807.

Come si ricorderà, prima (nella prima versione del comunicato) veniva nominato Alberto Cortopassi, delegato “alla” Segreteria di Fratelli d’Italia.

E noi, giù ad elucubrare congetture.

Oggi (solo sul profilo Fb, non sul sito, ma, in fondo, chi se ne frega) è chiarito: il Ghiottone era lì in quanto delegato della Segreteria.

Una preposizione non vale l’altra, of course.