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Non ha futuro chi non sa fare memoria della propria storia

VERCELLI, DALLE LEGGI RAZZIALI ALLA SHOAH - Per non dimenticare, nel giorno della memoria, protagonisti i giovani

La Comunità ebraica testimone del tempo e promotrice di cultura -

Vercelli Città

Cerimonia davvero coinvolgente e bella anche perché essenziale ed autentica, nella sua semplicità.

Cerimonia che ha permesso – sia consentito di dirlo prima di entrare in argomento, senza nessun paternalismo – di apprezzare il contributo di giovani di talento a questo momento alto che esige la revisione persino dell’insegnamento di Eugenio Montale: il più alto ufficio della memoria è dimenticare.

No.

Non sempre almeno.

Non si deve dimenticare, perché non ha futuro chi non sa fare memoria della propria storia: si resta soltanto carichi di passato.

Oggi 27 gennaio, dunque, alla Sinagoga di Via Foa a Vercelli, un momento semplice ed alto, di cui sono stati protagonisti ragazzi che giustificano una speranza per il futuro.

E’ bastato che si levassero le struggenti note del tema di Schindler’s list, il capolavoro di John Williams per dire che a Vercelli c’è un Liceo Musicale davvero di ottimo livello, frequentato (non è la prima volta che li ascoltiamo: restammo stupiti, tempo fa, di una esecuzione fantastica del celebre preludio per violino di Pugnani-Kreisler) e di nuovo le parole di due ragazzi allievi del Liceo Lagrangia hanno scandito i nomi degli ebrei deportati nei campi di sterminio nazisti.

L’Aron Ha Kodesh attuale, nella Sinagoga di Vercelli in Via Foa

Emozioni che il nostro filmato, volentieri messo a repertorio anche come modesto segno della partecipazione di VercelliOggi.it alla memoria della Comunità ebraica e di tutta la società civile, ripropone, nella speranza che l’espressione di questi sentimenti accompagni i giorni futuri.

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L’antico Aron Ha Kodesh recentemente restaurato, con i testi recuperati da Rav Elia Richetti

Il video riprende, altresì, l’intervento della Presidente della Comunità ebraica di Vercelli, Rossella Bottini Treves, sempre capace di illustrare con efficacia anche le nuove iniziative: una per tutte, quella del restauro di un antico “Aron Ha Kodesh”, ora riportato alla sua originaria bellezza e, almeno in parte, alla sua funzione liturgica: vi è dipinta una scritta che riprende testi sapienziali recuperati da Rav. Elia Richetti, recentemente scomparso.

L’Aron è il luogo sacro in cui è contenuto il rotolo della Torah, con il testo ebraico dei primi cinque Libri della Bibbia.

La Presidente Treves è stata, anche in questa occasione, aiutata dalla sua Assistente, una studiosa di talento della cultura ebraica (un’altra giovane protagonista della giornata) Sara Minelli.

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La giornata di oggi, dal punto di vista storico, si è naturalmente appuntata sui fatti del 27 gennaio 1945, quando le truppe dell’Armata Rossa entrarono nel campo di sterminio di Auschwitz.

E l’orrore irruppe sulla scena del Mondo.

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Ma – dando, ancora una volta, un sincero riconoscimento ad altri giovani – ci pare bello pubblicare qui, a corredo di questo articolo, un video preparato nel 2020 dagli allievi dell’Istituto Ipsia “Bellini” di Novara.

I ragazzi presero l’iniziativa di intervistare l’Ing. Mario Misul, non soltanto esponente della Comunità ebraica di Torino e poi di Ivrea, ma soprattutto un testimone del suo tempo.

Testimone del periodo compreso tra il 1938, anno in cui furono approvate in Italia le Leggi razziali, prodromiche ai fatti del 1943 – 1945, quando entrò nella sua fase più feroce la persecuzione degli ebrei.

Mario Misul racconta ciò che rimase impresso nella memoria di un bambino al quale piovve addosso, quasi da un giorno all’altro, un cambio di “sistema”.

Un documento che ci pare unico, che merita una riflessione attenta.

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Un plauso ai ragazzi dell’Istituto Ipsia Bellini e, naturalmente, anche i loro Insegnanti, sicuramente capaci di stimolare intelligenza e accuratezza della ricerca storica.