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Don Riccardo Leone, ha benedetto le persone con i loro beniamini a quattro zampe

TRINO - Suggestiva e partecipata Celebrazione per la Festa di Sant'Antonio Padre del Deserto, protettore degli animali amici dell'uomo - Dalla realtà agro rurale alla vita d'oggi, il rapporto tra uomo e natura cambia forme, ma non sentimenti

La Coldiretti ha anche fatto due righe di conti su cosa costi tenere un animale d'affezione in casa, oggi

(marilisa frison) – Dopo la Santa messa delle 18 di martedì 17 gennaio 2023, come tradizione vuole, nel cortile della parrocchia San Bartolomeo, di Trino, sono stati benedetti gli animali domestici per intercessione di Sant’Antonio Abate, Padre del Deserto vissuto tra III e IV Secolo, ribattezzato in Meridione Sant’Antuono, anche per distinguerlo da Sant’Antonio da Padova, francescano vissuto più o meno mille anni dopo.

Tanti gli animali d’affezione, accompagnati dai loro padroni, che impazienti facevano sentire la loro presenza e richiamavano l’attenzione con un gioioso abbaiare, diciamo un animato saluto tra amici a quattro zampe.

Prima di impartire la benedizione agli irrequieti animali don Riccardo Leone, coadiuvato da Giancarlo Tione, ha voluto benedire tutte le persone presenti, per poi, in nome del Santo asceta, passare alla singola benedizione di ogni animale, donando ai proprietari una bellissima immaginetta di Antonio Abate.

Si narra che durante un gelido inverno Sant’Antuono, preso dalla compassione, con uno stratagemma e l’aiuto del suo maialino, abbia rubato il fuoco a Lucifero e con il suo bastone di ferula, a forma di “Tau”, l’abbia portato fuori dagli inferi e acceso una grande catasta di legna, in modo che la gente potesse accingersi e prenderlo per riscaldarsi e cucinare.

Infatti, Sant’Antonio è invocato anche come Santo ausiliare per impetrare la guarigione dal cosiddetto Fuoco di Sant’Antonio, l’herpes.

È stato un bel momento e molto apprezzato, perché ormai questi animali sono parte integrante della famiglia, anche se purtroppo ultimamente dopo la pandemia sembra vi sia un boom di abbandono tra cani e gatti; pare non sia una scelta sempre dettata dall’indifferenza, ma anche la crisi economica contribuisce all’aumento del fenomeno.

Da un’indagine nazionale di Coldiretti, risulta che il 60% di chi ospita animali domestici spende mensilmente tra i 30 e i 100 euro; il 22% meno di 30 euro e il 18%, secondo l’Eurispes, gli dedica addirittura un budget tra 100 e più di 300 euro.

Gli animali più diffusi nelle case sono i cani con il 44,7% delle presenze, a cui seguono i gatti con il 35,4%.

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