VercelliOggi
il primo portale quotidiano della provincia di Vercelli
Gli esuli dall'Ucraina potranno restare qui molto tempo

TRINO - Accoglienza fa rima con serietà - La città si prepara ad ospitare i rifugiati ucraini - Operazione umanitaria impegnativa, da affrontare con responsabilità 

Meglio un'azione coordinata tra tutti coloro che sono disponibili

(Marilisa Frison) – Dopo la fiaccolata silenziosa per la pace di mercoledì 2 marzo 2022, dove un vero fiume di persone si è riversata in Corso Italia, lunedì 14 marzo, alle 21, presso il Teatro Civico di Trino, si è tenuta una riunione aperta a tutti coloro che nelle svariate forme sono intenzionati a collaborare all’accoglienza dei profughi ucraini.

Il Teatro era gremito, tanta la partecipazione, il Sindaco Daniele Pane, ha aperto il discorso fornendo notizie sui due bilici carichi di beni di prima necessità partiti dalla città, grazie alla generosità dei cittadini e dei paesi limitrofi, per Varsavia, dove ad attenderli ci sono due nostri concittadini, Franco Diliberti giunto in loco appositamente per occuparsi della distribuzione assieme a Davide Guazzone nostro concittadino che risiede in Polonia e si è occupato del trasporto.

Il Sindaco ha sottolineato che il trasporto dei due bilici, più di un terzo bilico che partirà a breve non ci costa nulla, ci è stato omaggiato.

Il costo per il solo trasporto sarebbe stato di circa 2.500/3000 euro a bilico.

Chiusa questa parentesi, Pane ha ricordato che l’ideatore di questo incontro, per cercare di organizzare e seguire una procedura, un criterio, tramite compilazione di moduli per raccogliere le informazioni necessarie sulla disponibilità dei trinesi per fare le cose per bene, è il parroco don Patrizio Maggioni.

“Non si può pensare di andar a prendere gli sfollati al confine senza sapere dove metterli – ha continuato il Sindaco – Sono molte le famiglie che hanno manifestato la loro disponibilità a ospitare in casa propria dove vivono o mettere a disposizione alloggi liberi.

Io ringrazio, ma bisogna essere coscienti di quello cui si va incontro, non voglio disincentivare, ma una volta data la vostra disponibilità non è pensabile di tornare indietro e demandare la cosa a comune, prefettura o parrocchia.

Bisogna essere coscienti che se si ospita non sarà per breve tempo e si potrebbe presentare ogni genere di difficoltà, dalla lingua alla convivenza.

Le cose vanno fatte in modo corretto, bisogna registrare le persone che arrivano perché sono extracomunitari e bisogna seguire un iter, per quanto riguarda i bambini orfani c’è una procedura speciale”.

Sulla pagina del Comune ci sono i due moduli da compilare a cui si allegherà copia del passaporto delle persone ospitate tramite mail a: emergenza.ucraina@comune.trino.vc.it , chi ha problemi a farlo online può recarsi in Comune presso l’ufficio affari generali.

Il Sindaco ha avvisato di tenere conto anche del fattore vaccinazione, perché non tutti saranno vaccinati, ma sicuramente non positivi.

I positivi verranno ospitati presso la Cascina Guglielmina che verrà messa a disposizione da parte dei responsabili del Bosco della Partecipanza di Trino. Ivano Ferrarotti ha precisato che ci sono 24 letti.

Il Rotary club di Casale si è offerto di andare a prendere alcune persone al confine e ospitare qualche famiglia, questo è stato comunicato da Ruggiero Vigliaturo che fa parte dell’Associazione.

Il parroco ha ribadito che la parola accoglienza è una parola importante e non sappiamo l’intenzione delle persone che arrivano, possono poi voler rientrare nel loro paese, ma chi ha perso tutto può anche pensare di fermarsi e rifarsi una vita qui.

“L’accoglienza deve essere pronta con tutte le variabili, ci saranno anche un buon numero di bambini e di orfani.

Se qualcuno accoglie privatamente se la vede per proprio conto, ma se si mettono insieme le forze e si fa un’accoglienza di comunità si possono dare delle risposte buone, ciascuno darà ciò che può, in denaro, in tempo da dedicare, può mettere a disposizione la propria lavatrice, insegnare l’italiano ecc.

Chi si impegna in questo gruppo sa che deve perdere qualcosa, non c’è da guadagnare, deve essere tutto molto trasparente. – Precisa don Pato – Tutto ciò che verrà raccolto nel fondo profughi deve essere utilizzata per questa finalità, se ci sarà un avanzo di cassa quando i rifugiati torneranno al loro Paese, ciò che verrà avanzato verrà devoluto alla comunità di questi profughi per far fronte alle spese di ripartenza.

Chi si impegna però poi non può tirarsi indietro, sia come tempo che economicamente”.

Il Vice Sindaco Elisabetta Borgia ha reso noto che, per quanto riguarda gli aiuti dello Stato, sono previsti per le Cooperative, per i privati non ci sarà nulla; si è pensato che chi vorrà potrà fare una donazione pro rifugiati alla Caritas e il Presidente Carlo Terrone provvederà a tenerne la contabilità.

Per quanto riguarda gli aiuti da parte del Comune, che versa un “tot” e si avvale dell’assistenza socio assistenziale, a riguardo non ci sono ancora disposizioni.

È tutto in divenire.

L’arch. Patrizia Ferrarotti, l’idraulico Roberto Boscolo e l’elettricista Alessandro Fabrizio, si sono resi disponibili a verificare l’agibilità degli immobili messi a disposizione, hanno già fatto sopralluoghi e individuato alloggi, ma serve aiuto manuale (tinteggiatura, manutenzioni varie, verifica serrature, maniglie, ecc.) ed economico per sistemarli.

È intervenuto Giancarlo Cavigiolo, che lavora presso la tenuta “Castello” della frazione Robella, in rappresentanza del titolare il dott. Alberto Balzaretti, che mette a disposizione i locali dove vengono ospitate le mondine e un possibile alloggio per 4 persone con cucina, ma carente di arredo.

Il Sindaco ha aggiunto che i rifugiati possono essere assunti in regola e inquadrarli lavorativamente.

Al termine don Patrizio, per avere qualcosa di concreto e definitivo, ha consegnato e spiegato i moduli da compilare per dare la propria disponibilità che devono essere riconsegnati a breve termine, è possibile compilare questi moduli anche online sulla pagina facebook della San Vincenzo.

Il prossimo appuntamento con chi dà la propria disponibilità al progetto “Operatori di pace”, è previsto per la prossima settimana.

In allegato il video con tutti gli interventi, più il video della bellissima fiaccolata organizzata dalla Parrocchia, dal Comune e dalla Comunità Musulmana.

L’accoglienza è un’apertura di braccia, non si può scegliere, specialmente per quanto riguarda i bambini, che poi il Paese li rivuole indietro.