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PREMIO CAVALLINO D’ORO - Assegnato il Premio istituito da Carlo Olmo e le Borse di studio      

In dettaglio i premiati

Vercelli Città

E’ l’ex comandante della caserma Scalise, il colonnello Cristian Ingala (ora in servizio a Bolzano) il primo “Cavallino d’oro” nella storia del Premio istituito da Carlo Olmo che, secondo le intenzioni del filantropo vercellese, sarà consegnato ogni anno, sempre il 4 marzo, al teatro Civico. E, con esso, saranno sempre distribuite borse di studio (quest’anno erano quindici) ai migliori studenti delle medie e delle superiori della città segnalati dai singoli istituti.

Ingala, che era accompagnato dal suo ex “vice”, il tenente colonnello Andrea Maria Gradante (adesso allo Stato Maggiore dell’Esercito, a Roma) ha ricevuto il riconoscimento – che consisteva in una statuetta d’ottone dorato, con basamento in marmo, appunto rappresentante un cavallo, proprio perché le sue “Voloire”  avevano consentito a Olmo di andare a portare migliaia di maschere a Vercelli, come in altri centri della Provincia (e anche a Bergamo), pur in tempo di lockdown. Il sì di Ingala ha probabilmente salvato la vite a parecchi vercellesi, di qui la scelta della commissione allestita da Olmo e composta da da Serena Rubini, che rappresentava il settore artistico; dal rappresentante della società civile Claudio Zammarchi; dall’esponente del settore sanità Katia Morgante; dal rappresentante del mondo dello sport Domenico Limardi; dall’esponente del mondo scolastico Ilaria Ottino; dal rappresentante del settore imprenditoriale Pablo Carrara e dal giornalista Enrico De Maria.

Oltre al trofeo Cavallino d’oro (statuetta in ottone dorato con basamento in marmo) sono stati consegnati diplomi di merito a tre persone che erano state indicate alla commissione e che sono state ritenute da quest’ultima degne della segnalazione pubblica. Si tratta della dirigente delle Politiche sociali del Comune, Alessandra Pitaro, che si spende per le persone bisognose ben al di là dei suoi compiti istituzionali; del giovane del Gambia Cham Modou, che lavora presso una comunità di accoglienza di Prarolo e che, per tutto il periodo in cui in piazza Mazzini si affollava di profughi dal Pakistan, andava a servirgli la colazione e a caricarli in macchina per portarli, di notte, a dormire sotto un tetto; ed infine di Carmelino Gianella, pensionato che si occupa, del tutto disinteressatamente, di tenere pulita la nostra città, con interventi quotidiani molto apprezzati dalla popolazione.

Nella serata presentata con verve e grande professionalità dalla giornalista della Rai Silvia Squizzato, stato spazio anche per le esibizioni musicali e di danza di artisti vercellesi: i giovani ballerini della Danzarte di Annalisa Braghin e Nicoletta Guizzardi; la  cantautrice Nosylla (al secolo Adriana Lariccia) con i suoi Eclipsis,; il chitarrista Giuseppe Garavana con il suo gruppo del progetto Gara 00 e il fisarmonicista Piero Ambrosini. 

Il soprano Serena Rubini, che ha curato anche nei dettagli la scaletta della serata, ha aperto cantando l’Inno di Mameli, con l’accompagnamento alla tromba di Francesco Cilione e al pianoforte di Silva Poy. Hanno quindi portato i saluti la presidente dell’Aism vercellese, Antonella Barala (la serata era dedicata alla compianta tesoriera dell’Associazione Rita Casè, scomparsa a soli 58 annni) e il presidente dell’Aior (l’Associazione degli Insigniti all’Ordine della Repubblica) Fulvio Pacileo.

C’erano il sindaco di Asigliano, Carolina Ferraris; il vice sindaco di Motta de’ ContiCristina Ferraris; il sindaco di Benna, Cristina Sitzia; il sindaco di Fontanetto Po, Riccardo Vallino; il sindaco di Langosco, Margherita Tonetti; il vicesindaco di Prarolo, Dario Caldera; il sindaco di Stroppiana, Maria Grazia Ennas e il sindaco di Olcenengo, Anna Maria Ranghino. Il Comune di Vercelli era rappresentato dall’assessore Ombretta Olivetti e dal vice presidente del Consiglio comunale Gianni Marino. La Regione dal consigliere Carlo Riva Vercellotti, la Provincia dal consigliere Pier Mauro Andorno (che è anche sindaco di Borgo d’Ale), che ha consegnato ai quindici giovani destinatari della borsa di studio anche un diploma dell’amministrazione provinciale.

Hanno ricevuto la borsa di studio Antonia Petruse, del Liceo Musicale “Lagrangia”; Idris Biancamano, dell’Atletica 78 di Vercelli; Monia Capogreco, dell’Ipsia “Francis Lombardi”; Andrea Dal Passo, de Liceo cientifico “Avogadro”; Riccardo Savova, del Liceo Scientifico “Avogadro”; Pietro Lovati, della media “Avogadro”; Sofia Fanicchia, della media “Avogadro”; Maryam Badri, del Liceo Linguistico “Lagrangia”; Alberto Ghirelli, della scuola media “Pertini”; Marta Iannucci, della scuola media “Pertini”; Andrea Polenghi, della scuola media “Verga”; Livia Campione, della scuola media “Ferrari”; Lucy Gaia Spigolon, della scuola media “Abbiate”, Eleonora Orso, dell’istituto “Cavour”, e Marta Tortolone”, dell’istituto professionale Lanino”. Al termine della serata, distribuiti anche diploma di merito a tutti gli altri studenti super bravi che, segnalati dalle scuole, non erano riusciti ad arrivare alle borse di studio.

A proposito di queste borse di studio, per la maggior parte sono state finanziate da Olmo, ma alcune sono state offerte da associazioni e privati: la Professional Wushu Kung Fu Association di Milano; l’artista Daniele Bello di Quinto Vercellese; i coniugi Carlo e Michele Costantino di San Germano Vercellese, in memoria del figlio Fabio; e Marisa Morra, di Crescentino, nel ricordo della sorella Giuseppina Morra Barbano, che viveva a Torino. Da sempre vicino ai Vigili del fuoco, Olmo ha scelto di consegnare un riconoscimento anche a loro per la loro opera quotidiana e meritoria: e il premio, consistente in un’opera d’arte realizzata da Giada Paione, è stato finanziato dalla Pro Loco Famija Cruatin-a di Crova.

La borsa di studio dell’ex scuola di arti marziali di Olmo, consegnato fai maestri Walter Lorini e Gianni Nese, doveva andare ad un atleta vercellese, e così è avvenuto per Idris Biancamano, mentre quello intitolato al maestro Angelo Gilardino (istituto da Olmo nel ricordo del grande chitarrista e compositore scomparso il 24 gennaio scorso) è ovviamente andato ad una giovane musicista, nella fattispecie una violoncellista (il violoncello era, chitarra a parte, lo strumento amato, e anche suonato in gioventù da Gilardino), Antonia Petruse.

Redazione di Vercelli