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ENTE DI GESTIONE DELLE AREE PROTETTE DEL PO PIEMONTESEOtto grandi saggi abitano nella Foresta condivisa      

Aggiornato l’elenco nazionale degli alberi monumentali 

PiemonteOggi, Regione Piemonte, Trinese

Il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha approvato, su indicazione dei Comuni, come previsto dalla normativa vigente, l’aggiornamento annuale dell’elenco nazionale degli alberi monumentali Mipaaf- Elenco degli alberi monumentali d’Italia (politicheagricoli.it).

Il numero complessivo di alberi o di sistemi omogenei di alberi iscritti sono attualmente 4.006 di cui 247 in Piemonte.

Questi sono i mirabili otto che vivono nelle aree protette e nei siti di Rete Natura 2000 in capo all’Ente di gestione delle Aree protette del Po piemontese:

Il sorbo ibrido (Sorbus x tomentella) di Tetti Coggiola a Baldissero Torinese, nel Parco naturale della Collina di Superga, è una rarità botanica in quanto incrocio tra sorbo montano (Sorbus aria) e sorbo ciavardello (Sorbus torminalis).

Lasciato crescere in libertà, ha raggiunto il metro e mezzo di circonferenza, dimensione che per un arbusto è ragguardevole, vive nei boschi alle spalle della Basilica di Superga, nei pressi di strada Moncanino.

Il pioppo nero (Populus nigra) di Morano sul Po, nel Parco naturale del Po piemontese, ha dimensioni importanti per la specie, ben 6 metri di circonferenza, e una storia da raccontare.

Cresce su un lembo di territorio del comune di Coniolo, sulla sponda sinistra del Po, ed è legato alla storia del porto natante e del traghetto che un tempo collegava i comuni di Coniolo e Morano.

Vigila sul fiume e celebra ancora oggi la vicinanza tra i due comuni, sotto la sua ombra si fanno feste di paese e picnic.

È sul percorso della ciclovia Vento.

A Valmacca, a due passi dal confine con la Lombardia, in frazione Mezzano, un platano (Platanus acerifolia) – il più grande dei tanti messi a dimora una settantina di anni fa – segna il confine del Parco naturale del Po piemontese.

In pianura era una pratica comune tagliare a ceduo anche questa specie, motivo per cui i grandi esemplari come questo albero di 5,10 metri di circonferenza sono molto rari.

Filari di platani venivano piantati lungo i canali oppure lungo le grandi strade di comunicazione o ancora segnavano le vie d’accesso delle case patronali, proprio come quelli di cui si sta scrivendo che crescono lungo la via che porta all’azienda agricola della frazione.

Al centro dell’Area di particolare interesse conservazionistico in località Ghiaia Grande, a Pontestura, vive una farnia (Quercus robur) rigogliosa, la sua chioma è perfetta e armoniosa, come lo sono quelle degli alberi sani e liberi di distendere i loro rami, la sua circonferenza è di 4,15 metri.

Ancora una volta una farnia, in questo caso di più di 3 metri di circonferenza, è riconosciuta quale simbolo del Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino, per la forma, il portamento e il valore storico e culturale.

È l’emblema di tutti gli alberi del Parco naturale del Bosco della Partecipanza e delle Grange vercellesi, di tutti quelli che hanno vissuto e che vivranno qui.

Lo si incrocia, ed è ben visibile dai visitatori, camminando lungo il sentiero della Costa.

A Palazzolo Vercellese, in località Isola Colonia, vive un pioppo ibrido (Populus euroamericana) di 4,10 metri di circonferenza.

Lo si raggiunge percorrendo strada Isolata Isolotto, un nome di luogo che testimonia il tempo in cui quel lembo di terra era un’isola nel Po e che ci rammenta che gli spostamenti sono nella natura dei fiumi e che per contro la loro canalizzazione e l’occupazione di gran parte delle aree naturali di esondazione sono tra le principali cause che hanno aumentato parecchio il rischio per le popolazioni e per molti centri abitati lungo i fiumi.

Il tracciato della ciclovia Vento passa nelle sue vicinanze.

Nella Riserva naturale del Bosco del Vaj, proprio sul Bric del Vaj, in mezzo al bosco, in comune di Castagneto Po, cresce un faggio (Fagus sylvatica) di oltre 4 metri di circonferenza.

Fa parte delle faggete della collina di Torino, formazioni vegetali che hanno una peculiarità: vegetano alla quota meno elevata in assoluto in Piemonte.

Infatti ovunque altrove la specie si trova qualche centinaio di metri più in alto.

Questa presenza si spiega con il microclima particolare e i venti freschi della collina torinese che per i faggi sono vitali.

Si arriva fino a lui attraversando l’area attrezzata che si trova all’ingresso del Bosco del Vaj (entrata bassa – Castagneto Po) e salendo per una strada sterrata che si inoltra nel bosco.

La passeggiata è breve, circa 300 metri, e non ci si può sbagliare, il faggio è visibilissimo sulla sinistra andando in su.

La rul verda è una cerrosughera (Quercus crenata) di 3,25 metri di circonferenza che vive a Casalborgone, sul Bric Turniola, tra i rilievi che dividono Castagneto Po da Casalborgone e Rivalba, all’interno della Zona Speciale di Conservazione (ZSC) IT1110009 “Bosco del Vaj e Bosc Grand”: è una rarità botanica, di valore storico, culturale, religioso.

Il percorso più breve per raggiungerla passa da Cascina Scarassa in comune di Rivalba.

Tutti gli alberi d’Italia:

Mipaaf – Elenco degli alberi monumentali d’Italia (politicheagricole.it)
Alberi monumentali | Regione Piemonte

 

Redazione di Vercelli