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Già oggi si sa con certezza che lunedì mattina mancheranno molti Insegnanti: come fare?

SCUOLA, DA DOMANI TUTTI IN PRESENZA "WHATEVER IT TAKES" - Dopodomani non si sa - L'ottimismo del Governo non convince chi lavora davvero tutti i giorni nelle aule con gli studenti -

Se la Dad è un ripiego, l'attività in presenza non diventi un idolo -

Domani, 10 gennaio, le Scuole riaprono in presenza.

Dopodomani non si sa.

Anche a Vercelli, al di là dell’ottimismo “whatever it takes” dispensato “spes contra spem” dal Governo dei Tecnici, restano le preoccupazioni dei “pratici”, cioè di coloro che tutti i giorni debbono fare i conti con il lavoro quotidiano e reale.

Insomma, il mondo della Scuola vissuta e non solo contemplata della provincia di Vercelli, dalla Valsesia al Capoluogo, che conta 27 “autonomie”, cioè Istituti comprensivi e superiori.

Sappiamo, poi, che, nell’ambito di ogni Istituto Comprensivo lavorano Scuole dell’Infanzia e Primarie (dalla Materna alle Elementari) e Secondaria di Primo grado (le Medie) talvolta accorpate in plessi vicini, mentre in altri casi punteggiano vari Comuni di un territorio (abbastanza) omogeneo.

Ebbene, chi lavora in questo mondo (forse più dei Colleghi delle “Superiori”) pare condividere le perplessità dei

2.000 Capi d’Istituto che, da tutta Italia,

hanno inviato la ormai nota “lettera aperta” al Ministro dell’Istruzione ed al Presidente del Consiglio: meglio la Didattica a distanza per due settimane, che consentano di mettere a fuoco con precisione la situazione, piuttosto che doversi ridurre in Dad poco dopo il 10 gennaio, in ordine sparso ed a brandelli.

A Vercelli la situazione, per quello che si può capire alla vigilia, ascoltando i protagonisti, la situazione è tale da non autorizzare diagnosi semplicistiche, né superficiali.

Ma andiamo con ordine.

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Bisogna sapere che, ormai da tempo, ogni Scuola ha un Docente investito del ruolo di “responsabile Covid”.

L’Insegnante raccoglie tutte le informazioni, che, in ogni plesso, fa registrare l’andamento della pandemia a carico di tutta la popolazione scolastica: allievi, Docenti, Personale Ata, cioè Amministrativo ed Ausiliario.

I Responsabili Covid hanno lavorato e raccolto dati anche nel corso delle vacanze di Natale, che terminano oggi.

Così è già chiaro ad alcuni Dirigenti (Presidi) che domani si troveranno con il 30 per cento di Insegnanti in meno, per vari motivi: sospensione no vax, oppure congedo per malattia.

Come fare per le sostituzioni?

Non sarà facile.

Perché, soprattutto per le Materne e le Elementari, si è già dato corso a tutte le supplenze disponibili in graduatoria: così non ci sono più Supplenti disponibili.

Ma non è che stiano tanto meglio anche in molte Scuole Medie.

Non si potrà che fare ricorso, dunque, al cosiddetto Personale docente che si “Mette a disposizione” (sempre che si trovino disponibilità, è ovvio) in attesa di vedere riaperte le graduatorie biennali (il 2022 è appunto l’anno dei nuovi inserimenti.

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Ma, in concreto, domani cosa accadrà?

Che si navigherà a vista; tra l’altro, i dati poco prima richiamati ed aggiornati alle 12 di oggi, domenica 9 gennaio, non tengono conto delle (possibili, probabili?) telefonate di domattina alle 7,30 di chi dichiarerà forfait.

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E se la Dad è solo un rimedio, certo indesiderabile, è altrettanto ovvio (forse) che la Didattica in presenza non possa diventare un idolo o, come dice il Segretario Nazionale della Cgil Scuola, Franco Sinopoli, un “totem”.

I Sindacati della Scuola vercellesi e valsesiani sembra condividano le preoccupazioni dei Dirigenti scolastici della provincia e si preparano a fare il punto nel corso della giornata di domani.

Così Claudio Canato, responsabile della Cgil Scuola vercellese e valsesiana, che nel pomeriggio di oggi ha inviato un messaggio ai referenti territoriali del suo Sindacato affinchè, nelle prossime 24 ore, si possa fare il punto, assumendo poi, eventualmente, iniziative confortate dai dati raccolti sul campo.

Sulla stessa lunghezza d’onda Elisabetta Ronco, per molti anni punto di riferimento Cisl per il mondo della Scuola e da quest’anno in pensione, ma, per il Sindacato, tutt’altro che “in quiescenza”: domani la verifica sui dati reali.

Conclude Francesco Fonzetta, nuovo responsabile Scuola per la Cisl Vercellese e Valsesiana e docente all’ Istituto Comprensivo di Borgosesia:

“Domani sarà un giorno di grande affanno, giorno in cui ancora una volta la Scuola è chiamata con un grande senso di responsabilità a dare la possibilità a tutti i ragazzi di vedere garantito il loro diritto allo studio, diritto che il Coronavirus ha loro rubato.

Ancora una volta il Sindacato sarà presente per aiutare il personale della scuola a svolgere questa missione, non dimenticando che il loro lavoro ha una dignità che deve essere riconosciuta a qualunque livello.

Diritto allo studio e diritto ad una dignità del lavoro che devono essere garantiti in piena sicurezza.

Ma domani la sicurezza sarà presente nelle aule con noi oppure sarà una mera chimera?”.

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Complesso anche il sistema di regole e l’ambito della prevenzione che riguarderà gli allievi.

Una sintesi la offre il Corriere della Sera con questa grafica.

Superfluo dire che il ritorno alla Dad impatta in modo molto diverso sulle famiglie, a seconda dell’età dei figli studenti.

Gli alunni dalle Elementari alle Medie non possono essere lasciati a casa da soli, cosa che è ovviamente possibile per i ragazzi delle Superiori.

Questi ultimi dovranno fare i conti, però, con la soppressione di corse del Tpl, cioè il trasporto pubblico locale, treni e pullman: il Covid non risparmia né macchinisti, né autisti.

Per ora Atap spa (l’Azienda del trasporto su gomma della provincia) ha annunciato la soppressione soltanto delle due Vercelli – Bianzè della prima mattina

peraltro sostituite: si consiglia comunque di consultare il sito internet dell’Azienda.

Insomma, lunedì 10 gennaio non si potrà che tenere monitorata la situazione: le decisioni nei giorni successivi.

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