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ISTITUTO CAVOUR VERCELLI - Visita didattica al Vittoriale, alla scoperta dei segreti di D’Annunzio    

Le allieve Lobascio Marajah e Ferrari Sofia raccontano l’interessante esperienza

Vercelli Città

L’8 aprile 2022 le classi 5 I e 5D Turismo dell’Istituto Cavour di Vercelli si sono recate al Vittoriale degli Italiani.

Dopo due anni finalmente l’occasione per “uscire” … dalle mura di casa, da quelle scolastiche e da quelle che la pandemia ha eretto dentro ognuno di noi!

Grazie alla nostra professoressa di Italiano e Storia, Marilina Conti, che ha organizzato la gita, e ai docenti Luigi Geddo, Antonella Gianasso, Elena Ingrao e Giampiero La Cava, che ci hanno accompagnato, dopo un viaggio tra i paesaggi piemontesi e lombardi siamo giunti alla nostra ambita meta.

Pochi passi e siamo stati accolti da un panorama mozzafiato: l’anfiteatro come un immenso balcone sporto  sul lago di Garda,  ci ha lasciati a bocca aperta.  Ma è stato solo l’inizio!

Divisi a piccoli gruppi, in attesa di scoprire il cuore della residenza,  la Prioria, ci siamo addentrati nell’immenso parco, all’interno del quale abbiamo potuto scoprire le diverse sfaccettature del Vate pubblico e privato.

Memento Audere Semper, campeggia all’ingresso dell’area in cui è possibile ammirare il MAS 96 utilizzato per la celeberrima “Beffa di Buccari”.

Impavidi abbiamo continuato la nostra esplorazione raggiungendo la sommità del Vittoriale occupata dal Mausoleo, monumento funebre realizzato dall’architetto Maroni dopo la morte di D’Annunzio.

Al centro della spianata la sepoltura di d’Annunzio – a custodia della cui memoria sono stati posti, a dimensioni naturali, i suoi amati levrieri – circondata  dalle arche di dieci, fra eroi e legionari fiumani cari al poeta. Scendendo sotto il colle mastio, nel parco, è collocata la nave militare Puglia, sulla cui tolda abbiamo passeggiato prima di raggiungere il museo D’Annunzio Segreto con la collezione di abiti del Vate e quelle della sua amante, l’attrice Eleonora Duse, insieme a oggetti personali, tra cui una sella e finimenti da equitazione.

Finalmente è giunta l’ora della visita guidata alla Prioria, la casa museo simbolo del suo “vivere inimitabile”.

La guida ci accoglie con una “chicca”: il poeta aveva previsto ben due entrate, una per gli ospiti graditi, gli amici del poeta, e una per gli ospiti sgraditi, le visite ufficiali, tra cui anche quella di Mussolini che fu fatto attendere per ben due ore.

Le stanze, oscurate da vetrate dipinte e finestre con pesanti tendaggi – a causa della  fotofobia di D’Annunzio –  sono sovraccariche di oggetti  e di libri, tra cui una preziosa edizione della Divina Commedia, opere in tedesco e francese, e pianoforti un po’ ovunque (la sua ultima amante era un’ottima pianista),  foto di Eleonora Duse, la sua musa, altari e bandiere delle sue imprese.

Il poeta , ipocondriaco, aveva anche una propria farmacia personale. Attraverso la  sua Officina, “lo studio dell’operaio della parola, come era solito definirsi, la vista si è conclusa  nella stanza del Lebbroso, realizzata come sua ultima dimora.

Prima di raggiungere l’auditorium, in cui è esposto l’aereo S.V.A. con il quale il 9 agosto 1918 il Poeta volò su Vienna, abbiamo percorso i labirintici spazi di Schifamondo dove è stato realizzato il museo D’Annunzio Eroe che celebra il suo eroismo e le imprese del popolo italiano nella guerra del 1915-1918.

All’interno del  parco abbiamo passeggiato tra limonaie, roseti e laghetti – come quello delle Danze-  scoprendo opere d’arte contemporanee perfettamente fuse con il paesaggio, nel pieno rispetto di quel panismo tanto caro al poeta.

Tempus fugit. Avremmo ancora tante cose da scoprire ma è tempo di fare ritorno.

È stata un’esperienza faticosa ma molto interessante che ci ha dato l’opportunità di uscire dalle pagine dei libri di testo, ma anche dalla virtualità della rete, per “vivere” la vita e la storia di Gabriele D’Annunzio.

 

Lobascio MarajahFerrari Sofia  –  Classe 5^I Turismo