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Che quel dehors fosse in posizione di rischio si è sempre saputo.

Un peccato, perché la cucina che quel locale offre è veramente di qualità.

Ma, come si dice, il rischio di incidente è sempre stato “dietro l’angolo” ed in questo caso sembra proprio il caso di dirlo.

E, infine, è successo.

Nella prima serata del 18 dicembre scorso (i particolari sono emersi soltanto nelle scorse ore), un’auto condotta da una persona in stato di alterazione ha fatto bingo.

Dapprima, a ridosso di Piazza Roma, di fronte alla Stazione delle corriere, ha centrato un’auto parcheggiata lungo Viale Garibaldi.

Poi ha percorso tutto il Viale, quindi Piazza Paietta, si è infilata in Corso Prestinari e, cercando di svoltare in Via Testi, ha preso in pieno il dehors.

Per fortuna il locale era chiuso e, quindi, senza avventori.

Il blocco di ventilazione per l’aria condizionata, che ora si vede penzolare, è rovinato sopra un’auto parcheggiata proprio lì vicino.

Bilancio severo: le Forze dell’Ordine hanno preso in carico il caso.

Si può dire che un caso come questo fosse ampiamente prevedibile.

Il cantiere di Via Donato – Strada Olcenengo, a Vercelli si protrae nel tempo, apre, chiude, dopo un po’ riapre.

I residenti della zona, stamane, 17 gennaio, quando hanno scattato questa foto, attorno alle 7,30, non erano più di tanto meravigliati che, alla fine, il sinistro fosse capitato.

Per fortuna senza conseguenze per le persone.

La recinzione appena posticcia che ripara la fossa entro cui è caduta la vettura della foto non ha retto l’impatto.

I residenti stanno meditando di procedere ad una raccolta firme per sollecitare la fine lavori.

***

Come spesso accade, quando i buoi sono scappati, si chiude la stalla: questa la recinzione ripristinata nel corso della giornata, con qualche attenzione anche all’illuminazione.

Speriamo bene.

I Servizi Educativi del Museo Leone e il Centro Diurno “Airone” di Ghislarengo dopo il progetto “Incontri al Museo”, sviluppato e vissuto insieme tra il 2018 e il 2019, non si sono mai persi di vista nonostante i lockdown e le restrizioni relative all’emergenza sanitaria da COVID 19.

Il 2020 ha costretto alla “distanza” accorciata solamente dalle videochiamate tra gli operatori del Museo e gli ospiti del centro con l’intento di mantenere vivo il legame creatosi precedentemente. Le nuove chiusure dell’inizio del 2021 hanno però fatto nascere i “Laboratori in scatola” o… “Le scatole magiche” come sono chiamate da Alessandro, Giuseppina, Romana, Paolo e tutti gli altri partecipanti e dal loro educatore.

I “Laboratori in scatola” sono attività “a sorpresa”, appositamente studiate da Federica Bertoni e Francesca Rebajoli, educatrici del Museo Leone, che arrivano fisicamente al Centro Diurno in una scatola di cartone chiusa con il fiocco e numerata; con questo inizio di 2022 siamo ormai all’ottava consegna! E che cosa contengono? Ogni scatola contiene un Kit Didattico con tutti i materiali necessari per svolgere dai 2 ai 4 laboratori sul tema scelto e suddivisi in ulteriori buste chiuse o scatole più piccole da scoprire man mano. Insieme allo scatolone entrano al Centro, seppur virtualmente, anche gli operatori del museo, attraverso brevi video di introduzione e tutorial per ogni attività contenenti i suggerimenti e le indicazioni di lavoro. I video, girati ad hoc e fruibili attraverso YouTube, sono visibili dallo schermo del cellulare dell’educatore.

Il progetto “Laboratori in scatola” nasce proprio dalla volontà di raggiungere a distanza un pubblico che ha sofferto particolarmente l’isolamento forzato dal 2020 e risvegliare, attraverso l’attività creativa, emozioni, ricordi, abilità e manualità … I protagonisti delle scatole sono i dipinti della collezione del Museo che, presentando soggetti e stili molto diversi tra loro, forniscono molteplici spunti. Un lungo filo rosso appeso nel salone del Centro Diurno ospita i quadri che di volta in volta vengono presi in considerazione: ogni scatola contiene le immagini su cartoncino di ciascun quadro e delle mollette di legno per appenderle e ricreare così una sorta di galleria di dipinti da ammirare e dalla quale prendere spunto per il lavoro creativo.

La prima scatola parlava ad esempio dei ritratti, poi si è passati agli autoritratti, alle rappresentazioni floreali, ai dipinti con animali, ai paesaggi e alle nature morte. Le attività proposte permettono di sperimentare tecniche ogni volta diverse, di lavorare sulle immagini e sulle emozioni, di dare vita nuova a materiali naturali o di recupero, di stimolare attività collaterali quali ad esempio la fotografia o il contatto con la natura.

Arrivando da un lungo periodo di isolamento all’interno del Centro quelle proposte dalle scatole già consegnate sono state attività molto sentite, che hanno coinvolto i partecipanti e che hanno fatto affiorare in loro ricordi di persone lontane e del loro paese di provenienza, rafforzando così il legame alle loro case e famiglie.

Gli educatori raccontano di come l’arrivo della scatola presso il Centro sia un momento molto atteso: appena la scatola viene appoggiata sul tavolo i ragazzi si siedono vicini in attesa di scoprire quali sorprese riserverà. Con la sua apertura e lo svelamento delle attività proposte arriva anche la visione dei video, utilissimi per lo svolgimento dell’attività laboratoriale pratico-creativa.  La musica di introduzione, come nota l’educatore,  funziona anche come catalizzatore dell’attenzione poiché alla partenza del video i ragazzi, riconoscendo il motivetto, arrivano spontaneamente.

Circa a metà percorso è stato somministrato un breve questionario ad utenti ed educatori per comprendere se le modalità fino a quel momento adottate potessero essere valide o vi fosse la necessità di modificare e rivedere qualcosa. Convinti che questa progettazione possa essere adottata anche con altri utenti concludiamo con le parole di chi, da operatore, ha vissuto e sta vivendo e toccando con mano i “Laboratori in scatola”.

Fin dalla prima scatola il vostro progetto è parso straordinario, la scatola ci chiedeva di realizzare dei ritratti magari di persone che non vedevamo da tempo (erano mesi ancora quasi in pieno lockdown) e quindi la scatola diventava il principale strumento di elaborazione delle emozioni di quel periodo. Dai ritratti agli autoritratti, dalle bottigliette alle foto in cornice, dai fiori ai profili di cartone delle nostre città: ogni scatola sapeva cogliere aspetti diversi e divertenti, stimolanti e mai uguali e soprattutto la risposta del gruppo era sempre più entusiastica; tutti i ragazzi vi hanno sempre lavorato, logicamente ognuno con le proprie capacità, magari stando solo vicino a me, tenendomi un foglio o battendo i pugni sul foglio appena incollato. Un giorno arrivo in cortile, Giuseppina mi guarda dalla finestra e urla: “ha portato la scatola!”, dire che è stata un’emozione è poco, sarei voluto andare subito in pensione, di più non potrò mai fare! Da quel momento le SCATOLE sono per noi diventate SCATOLE MAGICHE! La magia di aprire la scatola è oramai attesa da tutti e poi i video, che naturalmente fa partire Alessandro, appassionato di tutto ciò che è tecnologico…sono video fatti benissimo, molto chiari e importanti. Per noi è diventata la principale attività anche perché ruota attorno alle emozioni, che sono il tema portante delle attività del nostro Centro e poi forniscono tanti spunti di carattere cognitivo che si possono elaborare in molti momenti della giornata e della settimana”.

Decisamente felici per i risultati ottenuti i Servizi Educativi del Museo Leone restano sempre a disposizione di associazioni e strutture in genere per progettare insieme nuovi percorsi adatti alle esigenze di tutti.

Per contatti e informazioni: didattica@museoleone.it / 3483272584

Redazione di Vercelli

La Sezione di Vercelli della Associazione Radioamatori Italiani (ARI), è presente nella nostra città da 53 anni. Costituita nel 1969, è stata ed è tuttora il punto di riferimento di generazioni di “radioamatori”, cioè di appassionati che, superato lo specifico esame, hanno conseguito la cosiddetta “patente” e successivamente una “autorizzazione generale” a trasmettere, utilizzando le frequenze radio assegnate al Servizio di radioamatore.

I Soci della Sezione ARI di Vercelli, oltra alle attività di ricerca e sperimentazione, gestiscono la Sala Radio della Prefettura di Vercelli per garantire, in caso di emergenza, le comunicazioni radio con il Dipartimento di Protezione Civile e il Ministero degli Interni.

La sezione ARI di Vercelli organizza il 10° Corso per il conseguimento della patente di Radiomamtore.

Mercoledì 2 febbraio 2022 alle ore 21,00 nei locali della sezione Scuola “Borgogna” – P.za Cesare Battisti, 9 – Vercelli.

Il corso verrà presentato agli interessati.

Le lezioni hanno cadenza settimanale (mercoledì) e hanno lo scopo di consentire ai partecipanti di superare l’esame scritto, costituito da quiz a risposta multipla. Gli argomenti sono spiegati in modo semplice e chiaro perché il corso è destinato anche a coloro che non hanno alcuna conoscenza della materia: sono richiesti solamente impegno e passione. 

Il costo del corso è di 10 Euro per spese di segreteria, da versarsi al momento dell’iscrizione.

Per informazioni e pre-iscrizioni inviare una e-mail a arivercelli@retor.it

Consultare il sito della sezione: www.retor.it/ari

Tutte le iniziative e gli incontri vengono organizzati nel rispetto della normativa vigente anti Covid-19 L’accesso alla Sede è consentita esclusivamente a chi è in possesso (con esibizione) della Certificazione COVID-19 (Green pass rafforzato) – cartacea o digitale – in corso di validità. Rimangono in vigore le misure di distanziamento personale, rilevamento della temperatura, impiego della mascherina di protezione e le procedure di igiene delle mani

Redazione di Vercelli

Protti nel Green Pass Card Trophy a Cavaglià

Sabato 15 gennaio al Gc Cavaglià si è inaugurata ufficialmente la stagione 2022 con la tappa del circuito Green Pass Card Trophy (18 buche, Stableford, 3 categorie) che, favorita da una splendida giornata, ha visto al via un’ottantina di partecipanti. Premiati. 1a categoria: 1° lordo Paolo Protti Cavaglià 30 punti, 1° netto Daniele Tonso Cavaglià 36, 2° netto Luca Miconi Crema 32. 2a categoria: 1° Netto Cristiano Bongianino Cavaglià 38, 2° netto Gianfranco Scoppettone Royal Park Roveri 37. 3a categoria: 1° Netto Andrea Seidita Crema 40, 2° Netto Oscar Donati Crema 39. 1° Ladies Annalisa Lorenzini Biella Betulle 35. 1° Seniores Giovanni Greppi Cavaglià 38.

Programma weekend: scatta il Trofeo Invernale

Favoriti dal bel tempo proseguono gli eventi al Golf Club Cavaglià. Domenica si giocherà la tappa del  #GolfPassion CMF Next Winter Tour 2022 (18 buche, Stableford, 2 categorie – Iscrizioni: soci 20€, esterni 70€). 

Questa gara sarà anche la prima delle 5 prove valide per il  Trofeo Invernale by Pro shop Cavaglià (le altre si svolgeranno domenica 30 gennaio e 6-20-27 febbraio).

In palio al 1° classificato del circuito un carrello Sun Mountain Pathfinder PX3. 

La classifica del circuito sarà data dalla somma dei migliori 3 score netti sulle 5 gare. Premi ai primi 3 classificati.

Info e iscrizioni 0161/966771 o segreteria@golfclubcavaglia.it.

Redazione di Vercelli

La Dea Bendata ha scelto i vincitori del concorso a premi “Compra locale vinci il Natale” indetto dall’8 al 24 dicembre, organizzato da Ascom Confcommercio Imprese per l’Italia della provincia di Vercelli e Comtur con il sostegno della Fondazione CRV ed il supporto di Atena Iren.

Coinvolti tutti i Comuni (anche fuori Provincia) facenti parte dei Distretti del Commercio nati sul territorio provinciale oltre ai Comuni della provincia che non partecipano ai Distretti.

Questi i numeri fortunati:

Premio e codice vincente

Kia Picanto                                               

SCC1CWPRTWEVYHX                                                     

Telefono Samsung – Distretto al Point      

XH70BUOTJTSUBOA                                     

Telefono Samsung – Distretto Borgosesia 

DPIZQTWR4EIAXWM                          

Telefono samsung – Distretto Gattinara    

PIER6ICZMQDF89B             

Telefono samsung – Distretto Porta Grange

5QJDXZNTG2N6FRI                        

Telefono Samsung – Distretto Terre D’Acqua

KVEHFK8CZPOXYHT                    

Telefono Samsung – Distretto Valsesia 

W0LTNXGFCFAZBPB

Telefono Samsung – Distretto Vercelli

LUP61QTAICY99VC

I vincitori dovranno contattare l’organizzazione info@ascomvc.it – tel. 0161-250045 per la verifica dei requisiti di assegnazione e la conseguente consegna del premio.

Redazione di Vercelli

Si presenta al Comunale da fanalino di coda il Saluzzo che ha sin qui raccolto 11 punti.

I cuneesi con due sole vittorie, sono al pari della Caronnese, la squadra che ha vinto di meno.

Numeri non buoni anche per quanto concerne i gol: peggior attacco del girone (10 reti segnate) e terza peggior difesa (26 gol subiti).

Fuori casa, la squadra ha conquistato due soli punti, l’ultimo dei quali il 7 novembre.

Il modulo di gioco utilizzato è il 3-5-2.

La porta è protetta da Simone De Marino, estremo difensore classe 2000, ex Borgaro.

Il pacchetto arretrato è composto da: Luiz Felipe (1999, ex Tre Valli), Allison Kieling (2000, ex Tre Valli) e Gabriele Carli (1988, ex Pro Vercelli).

A centrocampo, la corsie esterne sono affidate a: Matteo Ientile (2003, scuola Torino) e Nicolò Poppa (2002, ex Alessandria).

Al centro si schierano: Simone Clerici (2001, prodotto del vivaio), Simone Serino (1990, ex Savigliano) e Aquiles (2000, ex Tre Valli).

L’attacco è molto sudamericano con: Victor Pucinelli (1995, ex Tre Valli, 1 gol), Arthur Taufer (1999, ex Tre Valli), Fink Hassan Fiori (2001, ex Tre Valli), Santiago Josue Pavisich (1992, ex Igea).

Il miglior marcatore è Giacomo Gaboardi (2002, scuola Torino, autore di 4 reti).

Redazione di Vercelli

Sono attualmente in corso le operazioni di bonifica e spegnimento dell’incendio che, nelle prime ore di oggi, lunedì 17 gennaio, ha interessato i boschi del Comune di Cellio con Breia, situato nella valle del fiume Sesia, in provincia di Vercelli.

La Squadra del Comando di Verbania, in collaborazione con sei squadre dei Vigili del Foco del Comando di  Vercelli e nove squadre AIB provenienti da tutta la provincia del vercellese, coordina la bonifica dell”area interessata, realizzata sia con personale da terra, sia con l’ausilio del mezzo aereo.

Non risultano al momento coinvolte persone o abitazioni.

Le cause dell’incendio sono al vaglio del personale dell”area dei Carabinieri Forestali di Varallo Sesia, intervenuti sul posto.

Redazione di Vercelli

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Per il Giorno della Memoria (27 gennaio) la sezione ANPI, in collaborazione con la Biblioteca Degregoriana e l’Assessorato alla cultura del Comune di Crescentino, organizza per sabato 22 gennaio, alle ore 16 al Teatro Angelini di Crescentino, la presentazione del libro “Da Primo Levi alla Libreria del Popolo. L’Amico del Popolo. 1945-1950”, a cura di Bruno Ferrarotti e di Enrico Pagano (edizioni Effedi).

Il libro racconta la nascita del giornale della Federazione comunista di Vercelli, L’amico del popolo, il 25 settembre 1945, che fu diretto da Silvio Ortona, avvocato, comandante partigiano e sindacalista.

Pubblicò per primo, alcuni capitoli di Se questo è un uomo, volume che allora era stato rifiutato dalla casa editrice Einaudi.

Il settimanale vercellese divenne anche un punto di riferimento per la rinascita morale e materiale del nostro Paese, dopo la tragica seconda guerra mondiale. Con la presentazione del saggio potremo riflettere su tanti temi, dai campi di prigionia alla ricostruzione, dalla Shoah alla violenza del nazifascismo – sottolinea la presidente Marilena Vittone -. In questo modo l’ANPI intende commemorare degnamente il Giorno della Memoria e ricordare le vittime delle persecuzioni, perché simili eventi non accadano più. Per chi è interessato sarà possibile rinnovare la tessera dell’associazione.”

L’accesso al teatro è consentito nel rispetto delle norme anti Covid (mascherina FFP2 e Green Pass).

Redazione di Vercelli

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Facile previsione, quella di domenica scorsa,

per un rientro a Scuola in “presenza forzata”, forse politicamente corretta, ma assai lontana dal mondo di chi a Scuola vive e lavora davvero tutti i giorni.

Come si ricorderà, il primo (e unico) postulato, ai limiti del sillogismo,

del teorema governativo, che aveva portato a bocciare (in qualche caso, addirittura con toni sprezzanti)

l’invito di ben 2 mila Presidi di tutta Italia,

per una Dad (didattica a distanza) di due o tre settimane, in attesa di sapere quale sarebbe stata la situazione concreta dei contagi e delle assenze, fu: i contagi sono aumentati durante le vacanze di Natale. Quindi non è stata “colpa” della Scuola.

Tenendo il profilo basso di chi abbassa la schiena

tutti i giorni per lavorare, timidamente tanti Operatori scolastici avevano tentato di replicare: e certo, se si sono contagiati già in vacanza, figuriamoci ora che si torna in aula e, soprattutto, per quanto riguarda le Superiori, sul pullman.

In aule dove, tra l’altro, le implementazioni della ventilazione chiesta da oltre un anno dai Sindacati della Scuola non sono mai state realizzate e dove – ma su questo paradossale aspetto si tornerà in altro articolol’accorpamento o no delle aule è deciso non dai Presidi, non dal Provveditore,

bensì da un algoritmo dei programmi informatici ministeriali.

***

Poi ha rivelato tutte le (facilmente) prevedibili fragilità e falle il groviglio di regole (meglio dire la “stratificazione” di divieti e prescrizioni) imposte per prevenire e contrastare il contagio.

Ecco il “percorso” riassunto dalla grafica del Corriere della Sera.

Ancora: alle notizie (apparentemente) rassicuranti divulgate dal Ministero, appoggiandosi su statistiche assai vicine a quelle dei polli di Trilussa, fa riscontro la realtà concreta, fatta di numeri reali.

Quando si dice di un tasso di assenteismo tra Docenti (no vax, come contagiati, come assenti per altre patologie o istituti contrattuali, ad esempio aspettativa) che si aggira attorno al 5 per cento, si dice una mezza (forse meno) verità.

Perché, a Scuola, uno non vale uno.

Ad esempio, se in una Scuola Media è assente l’Insegnante di Lettere, spesso di Lettere e Geografia e Storia, oppure (o magari entrambe) la Prof. di Matematica o Matematica e Scienze, i conti sono tutti diversi.

Esempi concreti: i “moduli orari” erogati in una settimana di frequenza, secondo il programma delle Scuole Medie, sono 35.

Se manca l’Insegnante di Italiano (in molti casi: Italiano, Geografia, Storia), mancano 9 “moduli”.

Nove su 35 quanto fa in percentuale?

Il 5 per cento, oppure il 25,7 per cento?

E se manca l’Insegnante di Matematica e Scienze (6 moduli), la percentuale è del 5 per cento, oppure del 17 e rotti per cento?

Le ore perse, le percentuali reali già scontate nella settimana che si è conclusa, chi le restituisce ai ragazzi?

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Concretamente, in provincia di Vercelli la situazione, già dopo la prima settimana di scuola in presenza politicamente corretta, è – ad essere ottimisti – a macchia di leopardo.

E’ vero che i ragazzi sono stati in presenza.

Ma spesso senza Insegnanti; così: ingressi posticipati, uscite anticipate.

Piuttosto che la Didattica a distanza, nessuna didattica.

Enorme lo sforzo organizzativo dei Capi di Istituto per cercare supplenze che – fino a venerdì e nella maggior parte dei casi – non si sono trovate con nuovo Personale, ma a cui si è fatto ricorso con il corpo Docente delle stesse Scuole: con l’ovvio limite che il Prof. di Educazione Fisica non possa insegnare Matematica.

Nella migliore delle ipotesi si coprono le ore, surrogando i Bidelli.

Domani, lunedì, si vedrà il “bollettino dei contagi”.

Che già in serata di oggi, domenica, annuncia altre classi in una Dad di fatto.

Si prenda – ad esempio – il caso della Scuole Superiori (quelle più esposte al contagio sui mezzi del Trasporto pubblico locale); le regole sono chiare.

Se ci sono due Studenti contagiati, dal momento della notifica del tampone positivo scatta una Didattica bipolare: i ragazzi vaccinati o guariti in presenza, gli altri in didattica da casa.

Ma se arriva anche il terzo tampone positivo, tutti in Dad.

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Però, non si pensi che i Docenti che sono a casa, in quanto no vax, possano – come in tanti casi vorrebbero – dedicarsi alla Dad.

Sono, appunto, sospesi: quindi non possono insegnare nemmeno a distanza.

Sono a casa, negativi al tampone (fatto a loro spese), vorrebbero insegnare (eventualmente anche in Dad), ma non possono essere impiegati perché sospesi.

Lo stato di emergenza finirà il 31 marzo.

Loro staranno a casa senza stipendio e senza insegnare fino al 15 giugno.

Poi, soprattutto se minori di 50 anni, cosa accadrà?

Al momento non si sa.

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A proposito di tamponi, è appena ovvio che si sia in piena emergenza per la diagnostica.

Tanto i ragazzi, quanto il Personale docente e non docente devono provvedere all’accertamento con tampone rapido.

Con i conseguenti problemi che sono di due ordini, entrambi, nei fatti a pari livello di disagio per le famiglie: il primo è, naturalmente, quello dei costi, ma il secondo è quello organizzativo.

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Insomma, i numerosi contatti di queste ultime ore con Operatori veri della Scuola reale dicono come il dogmatismo ministeriale si stia infrangendo contro la realtà, così come avevano ben chiaro i 2 mila Capi di Istituto che avevano richiesto la Dad fino a fine gennaio, proprio per avere un arco temporale sufficiente ad adottare le misure organizzative necessarie per affrontare il quotidiano, assicurando di non dissipare del tutto il risultato didattico.

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QUALCHE COMUNE AIUTA, TRA SCUOLA, ASL, FAMIGLIE

Si deve, intanto, registrare qualche positiva iniziativa di Comuni che si sono messi a disposizione delle famiglie, messe alle strette con i test praticati con i temponi rapidi.

Gli Enti Locali stanno cercando e già trovando Farmacie disponibili ed il costo del test sarà rimorsato dal Comune.

E’ il caso, ad esempio, di Quarona, Borgosesia, Varallo.

Per tutti ne parla Francesco Pietrasanta, Sindaco di Quarona, recentemente eletto Presidente della Comunità Montana:

Nonostante la scuola abbia riaperto da pochi giorni, diverse classi delle Primarie dei Comuni di Varallo, Quarona e Borgosesia, sono già state messe in DAD a causa anche solo di un caso positivo riscontrato, che ha comportato, come da indicazione dell’ASL l’isolamento per 10 giorni in attesa del tampone dell’ASL, che sappiamo al momento trovarsi in grande difficoltà per la diffusione del contagio e la conseguente forte richiesta di test.

Comprendendo il disagio delle famiglie e il forte momento di stress per i bambini, sentita l’ Asl Vc e la Dirigenza dell’Istituti Scolastici dei tre Comuni, abbiamo chiesto alle farmacie cittadine di effettuare entro tempi brevi il tampone ai bambini della classe,  messa in DAD (il famoso T0 che ora l’ASL non riesce ad effettuare) e consentire quindi, in caso di negatività di tutti gli altri alunni e di conferma di una sola positività verificatasi in precedenza, alla classe di rientrare a scuola quanto prima.

Analoga possibilità sarà riservata agli alunni dell’Infanzia per il tampone di uscita dopo la quarantena di 10 giorni.

Il costo dei tamponi per i bambini dell’ Infanzia e della Primaria sarà a carico dei Comuni.

Mentre a Borgosesia si stanno individuando le farmacie disponibili, a Varallo si potrà effettuare i tamponi presso la Farmacia Dott. Gino e a Quarona presso la Farmacia Ricaldone, che ringraziamo perché hanno manifestato subito di aderire all’iniziativa.

Naturalmente, trattandosi di bambini piccoli, sarà facoltà della famiglia decidere o meno di sottoporre il proprio figlio al tampone che, qualora non volesse farlo, dovrà stare necessariamente in isolamento per i 10 giorni previsti.

Da lunedì 17 gennaio, pertanto, verranno avviate tali modalità per l’effettuazione dei tamponi antigenici, attraverso le procedure che verranno indicate dalle Segreterie delle Scuole interessate.

***

I SINDACATI DELLA SCUOLA PREOCCUPATI

Infine, i Sindacati della Scuola della Scuola in provincia di Vercelli rimarcano anche dal canto loro ciò che, proprio la settimana scorsa, alla vigilia della riapertura, avevano sottolineato.

Ecco la posizione di Cgil, Cisl, Uil Scuola:

Dopo esserci c(onsultati, come Organizzazioni sindacali confederali della Scuola ci sentiamo di fare le seguenti osservazioni:

1. Condividiamo le perplessità sulla riapertura delle scuole in presenza, manifestate dai Dirigenti Scolastici (i 2 mila Presidi di cui si è detto, ndr), che chiedevano di posticipare l’apertura sino a fine gennaio, in attesa del picco di contagi.

2. Il mantenimento delle scuole in presenza non significa che il personale della comunità educante: Dirigenti, Docenti e Personale Ata, debba essere lasciato solo con le proprie responsabilità decisionali.

Le scuole non devono essere lasciate da sole, serve tutta la collaborazione delle Asl e degli Enti Locali, per dare il necessario supporto in un momento di criticità, che vede l’aumento dei contagi tra studenti e lavoratori.

3. Il voler riaprire a tutti i costi, senza garanzia delle necessarie misure di sicurezza, come la mancata fornitura delle FFP2, sta mostrando la fragilità di un sistema, che ha proceduto, già all’inizio dell’anno scolastico, con un organico basato sui vecchi parametri, come se nulla fosse successo in questi due anni, mentre il necessario sdoppiamento delle classi rende ormai imprescindibile una diminuzione del numero degli alunni per classe

4. I contratti Covid (peraltro pagati con grave ritardo) sono stati prorogati solo fino al 31 marzo.

Tra due mesi, saremo ancora qui a discutere sulla proroga fino a giugno?

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Non resta che tenere monitorata la situazione, anche nella settimana che si inizia domani, lunedì 17 gennaio.