VercelliOggi
Il primo quotidiano online della provincia di Vercelli

Sample Page

L’opera Scena storica di Pietro Francesco Guala entra a far parte delle collezioni museali di Casale Monferrato, andando ad arricchire il già ricco patrimonio artistico del Museo Civico e Gipsoteca Bistolfi.

«In un panorama nazionale in cui l’acquisto di opere d’arte da parte dei musei civici è ormai un evento rarissimo – ha voluto ricordare il sindaco Federico Riboldi -, siamo orgogliosi di annunciare questa acquisizione importante per il nostro Museo e che va a integrare l’elevata qualità delle opere già esposte al primo piano, in pinacoteca, e si affianca all’importantissima donazione di opere di Bistolfi del 2021».

Il notevole dipinto del pittore casalese, vissuto tra il 1698 e il 1757, è un’opera a soggetto mitologico raffigurante una Scena storica, con tecnica ad olio su tela, dal grande formato di 200 centimetri per 220 centimetri.

Il quadro proviene da una proprietà privata, che già dal 2015 lo aveva generosamente concesso in comodato al fine di arricchire il percorso espositivo della Galleria del Settecento.

Nel corso del 2022 la proprietà ha comunicato la decisione di voler cedere l’opera privilegiando la cessione al Comune di Casale Monferrato.

«L’ultimo acquisto di opere d’arte da parte del museo casalese – ha sottolineato l’assessore Gigliola Fracchia – risale ormai a oltre vent’anni fa. La nostra amministrazione si è data l’obiettivo di incrementare il patrimonio artistico, ove possibile, e nel mantenere i traguardi prefissati ci teniamo a ringraziare i proprietari per la sensibilità con cui hanno voluto riservare la cessione del loro dipinto all’ente pubblico».

L’acquisto è stato effettuato grazie ai fondi che il Comune di Casale Monferrato ha ricevuto dall’eredità di Bruno Bigotti, permettendo così di aggiungere l’importante tela ai sei dipinti di Guala già di proprietà comunale.

Un’acquisizione che permette ancor di più al Museo di essere scrigno d’arte rappresentativo delle eccellenze artistiche del territorio; partendo proprio dal Guala, la cui presenza in città è infatti documentata, oltre che in Museo, nelle principali chiese cittadine (San Domenico, Cattedrale, Santo Stefano) e in alcuni tra i più prestigiosi palazzi nobiliari settecenteschi (Palazzo Treville, Palazzo San Giorgio, Palazzo Sannazzaro).

Il Museo Civico organizzerà, per l’occasione, una speciale visita guidata tra Museo e città in programma per domenica 9 ottobre, alle 16.30.

«Il Museo – ha concluso l’assessore Fracchia – da sempre svolge un ruolo importante di attrattore di opere d’arte tra i collezionisti privati, tanto che alcune prestigiose opere visibili in pinacoteca (Morbelli, Pellizza, uno splendido paliotto-arazzo rinascimentale) provengono proprio da proprietà private concessi con contratto di comodato gratuito. Nostro compito è quello di conservarle e valorizzarle al meglio, impegno che portiamo avanti con convinta determinazione».
L’opera
La tela Scena storica raffigura il noto episodio della leggenda romana con Muzio Scevola nell’atto di sacrificare la sua mano sinistra di fronte a Porsenna comandante degli Etruschi.

Non sono ancora note le vicende documentarie del dipinto, ma il buono stato di conservazione permette una puntuale lettura stilistica, non lasciando dubbi sull’autografia.

L’opera è inserita nel catalogo del pittore curato da Silvia e Sergio Martinotti (1994, p. 176, n. cat. 69) con una collocazione cronologica vicina alla tela con la Disfatta degli Albigesi, opera datata e firmata.

La tavolozza impiegata rimanda, infatti, alla sua prima produzione artistica, del quale non disponiamo di molte testimonianze.

Inoltre il quadro documenta la dimestichezza di Guala con una produzione differente, profana, rispetto alla più conosciuta pittura religiosa.

Questi elementi insieme all’indubbia qualità concorrono all’importanza dell’opera, sia per quanto riguarda il suo posto all’interno del percorso espositivo del Museo Civico di Casale Monferrato, sia, in generale, per la ricostruzione storica della personalità artistica di Guala.

 

Redazione di Vercelli

Festa Popoli  è ormai entrata nel vivo e si prepara a offrire altri appuntamenti interessanti e ricchi di prospettive diverse.

L’idea dell’Arcidiocesi, in collaborazione con il Comune di Vercelli e il supporto del CTV VC-BI, è quella quest’anno di indagare sui significati dell’amicizia.

Grande orizzonte, che non può che abbracciare anche il passato, le radici, il nostro territorio nei suoi legami con il mondo.

Nasce da queste prospettive la propostadi della una visita speciale al MAC, il Museo Archeologico della città nel quale sono conservati diversi reperti che documentano contatti anche a lungo raggio con tutto il bacino mediterraneo: si partirà così dalla cultura materiale per illustrare legami che, pur trasformandosi, hanno radici molto antiche anche a Vercelli.

A condurci in questo affascinante tuffo nel passato sarà Fabio Pistan, Conservatore del Museo.

Volendo estendere lo sguardo tenendo fermo il tema dell’iniziativa, si rifletterà sul fenomeno della fondazione degli hospitalia per i pellegrini, con riferimenti anche a quelli che transitavano da Vercelli: strutture – a parte casi eccezionali come quello di S. Andrea – molto semplici, modeste, segno della volontà di accogliere tutti quelli che ne avessero avuto bisogno, indipendentemente dal loro ceto o capacità.

Di tale sviluppo, e dunque dell’ospitalità nel mondo tardoantico e medievale, si occuperà in particolare la professoressa Eleonora Destefanis, docente di Archeologia tardoantica e medievale presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università del Piemonte Orientale.

Come per ogni appuntamento di Festa Popoli, anche la visita e il dialogo a due voci di domenica 9 ottobre alle ore 17 sarà a ingresso libero.

Lunedì 10 ottobre, alle 18, si tornerà in Seminario Arcivescovile per assaporare il respiro internazionale della nostra università: i Progetti di internazionalizzazione e di cooperazione internazionale sono davvero tanti e di alto livello, consentendo a decine di studenti provenienti da altri Paesi ci avviare o proseguire la loro formazione accademica nelle diverse sedi dell’UPO. In questo caso sarà il professor Gianluca Gaidano, delegato del rettore dell’Ateneo per la cooperazione internazionale a presentate alcuni degli studenti e delle storie che li hanno portati qui, insieme al valore che tali opportunità rappresentano per la loro vita. Non solo per la loro: la presenza di giovani provenienti da luoghi, lingue culture differenti non può che essere formativa per gli italiani. Trattandosi di cooperazione si aggiungono la dimensione della giustizia e della fraternità verso fratelli e popolazioni spesso povere, oppresse e lacerate da conflitti. Basti pensare che saranno presenti studenti afghani, eritrei, sudanesi, pakistani, siriani, giovani che ricevono la nostra ospitalità come possibilità di rinascita e di reale costruzione del futuro.

Al termine dell’incontro si riproporrà il banchetto con le eccedenze alimentari dalle panetterie di Vercelli: amicizia e Festa popoli vogliono dire anche lotta allo spreco alimentare, sobrietà, equità nella distribuzione dei beni e gioia conviviale.

La sera successiva, il martedì alle ore 20.30, l’appuntamento sarà al Cinema Italia in piazza Pajetta: il Centro Territoriale per il Volontariato, che coordina il Tavolo carcere, invita tutti alla proiezione del film Aria ferma, con Toni Servillo, Silvio Orlando, Fabrizio Ferracane e la regia di Leonardo Di Costanzo.

Il film drammatico uscito nelle sale nello scorso anno sarà l’occasione per aprire lo sguardo su un luogo che solitamente sta e si preferisce stia a parte, un luogo di fatiche ma anche di relazioni, talvolta di amicizie. Un luogo dove l’incrocio tra diverse culture è una necessità e al tempo stesso un’opportunità.

La visione del film sarà introdotta dai saluti degli assessori Gianna Baucero e Ketty Politi e da Germana Fiorentino, vicepresidente di CTV, oltre che dall’intervento di Bruno Mellano, Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Piemonte.

È consigliata la prenotazione scrivendo a tavolocarcerevercelli@gmail.it

Mercoledì 12 ottobre Festa popoli rientrerà negli spazi del Seminario Arcivescovile, per un incontro dedicato alla catastrofica emergenza alimentare che ha gravemente colpito il Corno d’Africa e il Kenya durante la scorsa estate.

Alla lunga siccità nella regione si sono infatti recentemente aggiunte le conseguenze innescate dal conflitto russo-ucraino.

La chiusura dei porti ucraini e l’impossibilità di approvvigionamento (di grano, innanzitutto) hanno infatti causato uno sproporzionato aumento dei prezzi dei beni alimentari e ridotto in miseria popolazioni già provate dai conflitti armati locali e dalle conseguenze della pandemia.

Tale sguardo su terre lontane sarà anche l’occasione per riflessioni antropologiche e universali sui significati del pane, anche collegandosi a realtà del nostro territorio.

Interverranno sul tema Daniele Albanese, di Caritas Italiana (Ufficio Politiche Migratorie e Protezione Internazionale), Giorgio Boatti, giornalista e scrittore, e Davide Porporato, professore dell’Università del Piemonte Orientale. A moderare l’incontro sarà Gioele Cristofari, dottorando presso il Dipartimento di Studi Umanistici.

Al termine della discussione sarà nuovamente proposto un buffet, interamente donato dalle panetterie vercellesi, che rappresenti simbolicamente la possibilità di un’equa distribuzione e giustizia alimentare.

Durante ogni incontro sarà possibile anche acquistare, a offerta libera, la t-shirt di Festa popoli

Si ricorda che tutti gli appuntamenti di Festa popoli sono a ingresso libero.

È possibile effettuare la prenotazione – non obbligatoria, ma molto gradita, soprattutto per gruppi- scrivendo a voltiamamre@gmail.com

 

 

 

Redazione di Vercelli

Domenica 9 ottobre l’Archivio di Stato di Vercelli aprirà nuovamente il chiostro di Santa Maria delle Grazie di via Manzoni 11 per 2 eventi aperti al pubblico.

In occasione della Domenica di Carta 2022, verrà sviluppato ulteriormente il tema “Coperte-Scoperte” – già inaugurato durante le Giornate Europee del Patrimonio il 25 settembre – con una conferenza di Don Denis Silano, esperto di musicologia e maestro di cappella della Cattedrale di S. Eusebio, che ci farà addentrare nella storia dei documenti a carattere musicale.

L’intervento di Don Denis Silano avrà il titolo: “Note S-coperte. Inediti e sorprese tra le carte musicali dell’Archivio Capitolare di Vercelli: un ponte tra la città eusebiana, Roma e la Polonia a cavallo tra Cinque e Seicento”.

Sarà inoltre nuovamente visitabile la mostra “Coperte-Scoperte: Copertine alla ribalta”, per chi se la fosse persa e per chi desidera rivederla.

La mostra sarà aperta dalle 15 alle 19, la conferenza inizierà alle 17.

Gli eventi sono a ingresso libero e gratuito.

Mons. Denis Silano, (Vercelli, 1977), è presbitero diocesano e parroco.

Maestro di Cappella e canonico onorario della Cattedrale di Vercelli, è laureato in Composizione Corale e Direzione di Coro con il massimo dei voti presso il Conservatorio “Vivaldi” di Alessandria, con una tesi sul musicista seicentesco Pietro Heredia (1575c.–1648). Ha studiato Organo e Composizione.

Ha conseguito la licenza (laurea magistrale) in Musica Sacra con indirizzo Direzione di Coro (Summa cum laude) presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma, approfondendo parallelamente lo studio della composizione sacra.

Ha conseguito (Summa cum laude) il diploma biennale di studi avanzati (DAS) in Canto gregoriano, Paleografia e Semiologia gregoriana presso la Scuola Universitaria Professionale di Lugano (CH). Nel 2021 ha conseguito la laurea magistrale (110 e lode) in Musicologia presso l’Università degli Studi di Pavia, sede di Cremona, con una tesi dal titolo Musiche di Luca Marenzio a Vercelli: testimoni inediti dall’Archivio Capitolare, curando la prima incisione mondiale delle stesse per la casa discografica Dynamic (2022).

Ha curato l’edizione critica dell’opera Harmonia super vespertinos omnuim solemnitatum psalmos a sei voci (Venezia, 1579) di O. Colombano (Lugano, 2017), di cui ha diretto la prima incisione discografica mondiale per l’etichetta olandese Brilliant Classics (2018).

Per Elegia Classics ha diretto nel 2019 un’altra prima incisione assoluta: l’antologia Mottetti–Inni–Antifone di M. A. Centorio (1600c.–1638) e P. Heredia. Nel 2020 ha pubblicato, sempre per Brilliant Classics, l’integrale delle musiche inedite per strumenti e per voci e strumenti di M. A. Centorio (Vocal and instrumental music). Anche di queste incisioni ha predisposto l’edizione moderna delle musiche, partendo dai manoscritti inediti custoditi nell’Archivio Capitolare di Vercelli. Ha pubblicato l’edizione critica di Missa et motecta ternis vocibus di V. Bona (1560ca – 1620ca) nella collana Corpus Musicum Franciscanum (48/1), per la quale si sta occupando anche dell’edizione di altre musiche di Bona, Benedetti e Mortaro. Nel 2022 uscirà il volume, in curatela congiunta con Paolo Cavallo, dal titolo La musica nella cattedrale di Vercelli.

Storia, istituzioni, figure. 1372-1650, nella collana di studi storici della Società Storica Vercellese (curata da Alessandro Barbero).

È responsabile della rubrica Repertorio della rivista Dirigo, trimestrale dell’Associazione Nazionale Direttori di Coro Italiani (ANDCI). Ha pubblicato articoli di argomento storico-musicologico in diverse riviste di settore (Vox Antiqua, Bollettino Storico Vercellese, Rivista Internazionale di Musica Sacra, Dirigo).

Si occupa, fin dal 2000, della vita musicale nella Cattedrale eusebiana e ha composto numerosi brani vocali e strumentali destinati alla liturgia.

Sue composizioni liturgiche sono pubblicate da Rugginenti di Milano e dalle Edizioni Paoline di Roma.

È stato docente di Musica d’insieme corale presso il Liceo musicale statale “Lagrangia” di Vercelli e dirige dal 2016 la Scuola Diocesana di Musica Sacra di Vercelli, dove insegna Direzione di Coro, Musicologia liturgica, Semiografia della musica antica, Armonia e Contrappunto. Insieme al m° Teresa Nesci si occupa del gruppo di voci bianche Collegio degli Innocenti, legato alla Cappella Musicale della Cattedrale di Vercelli.

 

Redazione di Vercelli

 

Ultimi giorni per partecipare al Premio “Storie di alternanza”, l’iniziativa promossa dal sistema camerale con l’obiettivo di valorizzare i percorsi formativi degli studenti a cui aderisce anche la Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte.
Ad essere premiati saranno i video realizzati dai giovani protagonisti per raccontare le proprie esperienze di apprendistato, tirocinio, “alternanza rafforzata” o percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento svolte a partire dal 1° gennaio 2020.

Potranno partecipare, singolarmente o in gruppo, gli studenti di Licei, Istituti tecnici, Istituti professionali, Istituti Tecnici Superiori e dei Centri di Formazione Professionale.

«Una delle sfide più attuali ed urgenti, come emerge dai dati sulle difficoltà di reperimento dei profili professionali espressi dalle nostre imprese, è quella di ridurre il gap che separa mercato del lavoro e mondo della scuola» commenta Fabio Ravanelli, presidente della Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte.

«È fondamentale che gli studenti comincino a fare esperienze già durante il loro percorso di studi e ciò è possibile se esistono reti di soggetti, tra cui imprese ed istituzioni, impegnati nella formazione dei giovani, un ambito in cui il nostro Ente camerale è particolarmente attivo, sia con attività di orientamento che di sviluppo delle competenze».

Per i progetti presentati a livello locale, ossia nelle province di Biella, Novara, Vercelli e Verbano Cusio Ossola, in palio un montepremi che ammonta complessivamente a 10.500 euro, con importi differenziati a seconda delle quattro categorie e della classificazione in graduatoria stabilita da un’apposita Commissione (1.250 euro al primo classificato, 1.000 euro al secondo, 750 al terzo, 550 al quarto e 450 al quinto).

I video-racconti selezionati a livello locale (fino ad un massimo di tre per ciascuna categoria) verranno inoltre segnalati ad Unioncamere e potranno così partecipare al concorso nazionale, i cui premi finali ammontano complessivamente a 20mila euro.

Due le scuole del territorio che si sono distinte a livello nazionale nelle precedenti edizioni del concorso, giungendo sul podio per la categoria istituti tecnici italiani: nel 2021 l’I.T.I. “Giuseppe Omar” di Novara si è aggiudicato il secondo premio, dopo aver conquistato il primo e una menzione speciale nel 2020, mentre l’I.T.I. “Giulio Cesare Faccio” di Vercelli ha raggiunto il terzo posto nella sessione di maggio 2019 e il secondo a novembre 2017.

Per partecipare al Premio “Storie di Alternanza” è necessario registrarsi sul portale storiedialternanza.it ed inviare la propria candidatura entro venerdì 14 ottobre 2022: regolamento e modalità di adesione sono disponibili sul sito www.pno.camcom.it.

Ulteriori informazioni possono essere richieste alla Camera di Commercio (promozione@pno.camcom.it).

 

Redazione di Vercelli

 

Regione Piemonte

(elisa moro) – O Rosario benedetto di Maria; Catena dolce che ci rannodi a Dio; Vincolo di amore che ci unisci agli Angeli; Torre di salvezza negli assalti d’inferno”: così il testo della Supplica alla Madonna del Santo Rosario di Pompei porta subito a meditare la grandezza della festa che la Chiesa celebra il 7 ottobre, ricordando la Regina delle Vittorie.

Il Santo Rosario, preghiera diffusa universalmente, risale ad una rivelazione, della stessa Vergine, a San Domenico di Guzman, in cui la Madonna annunciava al predicatore spagnolo la vittoria sulle eresie, che a quel tempo funestavano il sud della Francia, proprio attraverso questa pia pratica.

È certamente però la figura di un altro Santo domenicano – e piemontese – San Pio V, a istituire la pratica del Santo Rosario nella forma attuale, con la bolla Consueverunt del 1569.

Egli, devoto alla Santa Vergine e preoccupato per la minaccia ottomana all’Europa, ascrisse alla recita del Rosario la vittoria della flotta cristiana su quella turca, nelle acque di Lepanto, il 7 ottobre del 1571.

Una forma di preghiera, dunque, che in passato ha conosciuto popolarità, anche grazie alla semplicità della forma, ma che, in tempi più recenti, è stata spesso bistrattata, considerandola monotona e priva di un senso profondo.

Tuttavia, e già Papa Benedetto XVI lo affermava qualche anno fa, “il Rosario sta invece conoscendo quasi una nuova primavera. Questo è senz’altro uno dei segni più eloquenti dell’amore che le giovani generazioni nutrono per Gesù e per la Madre sua Maria. Nel mondo attuale così dispersivo, questa preghiera aiuta a porre Cristo al centro, come faceva la Vergine, che meditava interiormente tutto ciò che si diceva del suo Figlio, e poi quello che Egli faceva e diceva” (03/05/2008); infatti “il Rosario, quando è pregato in modo autentico, non meccanico e superficiale ma profondo, reca infatti pace e riconciliazione. Contiene in sé la potenza risanatrice del Nome santissimo di Gesù, invocato con fede e con amore al centro di ogni Ave Maria” (ibidem).

Da questi primi spunti si possono ricavare due riflessioni relative alla festa della Madonna del Rosario, che ne valorizzano il suo significato sempre attuale.

Torre di salvezza”: l’intercessione potente di Maria e del Santo Rosario mostrano che la Chiesa, nei momenti difficili, nelle lotte e tribolazioni passate ed attuali, ha fatto ricorso e continua a confidare in questa potente preghiera, per ottenere l’aiuto di Dio mediante l’intercessione della Madonna.

San Giovanni Paolo II confidò che fin dagli anni giovanili la preghiera del Rosario aveva avuto un posto importante nella sua vita.

Nella lettera apostolica sul Rosario, in occasione dell’anno del Rosario, Rosarium Virginis Mariae

(16 ottobre 2002 – leggila integrale cliccando qui),

il compianto Pontefice afferma: “Il Rosario mi ha accompagnato nei momenti della gioia e in quelli della prova. A esso ho consegnato tante preoccupazioni, in esso ho trovato sempre conforto”(n. 2).

Non va dimenticato che, proprio in occasione della promulgazione di questa Lettera Apostolica, il Santo Padre introduceva (al n. 38) il quarto ordine di “Misteri” nella preghiera del S.Rosario, i Misteri della Luce.

Come non pensare al capolavoro del Manzoni, “I promessi sposi”, dove Lucia, nel momento più drammatico della sua vita, estrae dalla sua tasca la corona e recita il Rosario (cap. 21), sentendo sgorgare in sé, proseguendo in questo devoto esercizio, un’improvvisa speranza e una fiducia sconfinata.

Il Rosario vince le “battaglie di Lepanto” dell’oggi, dell’indifferenza, del silenzio contro i tanti episodi di male, di odio, di violenza; il Rosario libera dagli egoisti, dalle eresie dell’autoaffermazione, rende semplici.

È quanto affermava – con un linguaggio certamente desueto, ma non per questo meno veritiero – Papa Leone XIII: “vi sono incessanti e gravi lotte che travagliano la Chiesa. La pietà cristiana, la pubblica moralità e la stessa fede – il più grande dei beni, e fondamento di tutte le altre virtù – sono esposte a pericoli sempre più gravi” (Supremi apostolatus officio, 1/9/1883).

Solo il Rosario, effige di vittoria della donna dell’Apocalisse contro il drago (cfr. cap. 12), diventa un faro di speranza, il successo certo contro le insidie di ogni epoca, contro i dubbi che albergano nel cuore di ogni uomo, contro le derive, spesso celate, sociali e spirituali.

Dolce catena che ci rannodi a Dio”: nella parte mediana del grande affresco del Giudizio universale della Cappella Sistina, dipinto da Michelangelo tra il 1536 e il 1541, spicca un dettaglio: uno dei risorti porge con la mano sinistra la corona del Rosario a un uomo e a una donna per aiutarli a salire in Paradiso aggrappandosi ad essa.

Con questa sobria raffigurazione pittorica l’artista ha espresso la convinzione che il Rosario è una preghiera importante per ottenere la salvezza eterna, ma ancor più ha sottolineato, con un linguaggio iconico, il concetto di “catena”, di vincolo che unisce il fedele a Dio.

Attraverso il Rosario infatti si sperimenta la vita del Signore Gesù, “lasciandosi introdurre alla contemplazione della bellezza del volto di Cristo e all’esperienza della profondità del suo amore. Mediante il Rosario il credente attinge abbondanza di grazia, quasi ricevendola dalle mani stesse della Madre del Redentore” (Rosarium Virginis Mariae, n. 1).

E’ un cammino, quello del Rosario, di crescita e conformazione a Cristo, sotto la guida di Maria, che svela il Verbo agli uomini, nei misteri stessi della Sua vita, quel “mistero nascosto da secoli e da generazioni, ma ora manifestato ai suoi santi: Cristo in voi, speranza della gloria. È lui infatti che noi annunciamo, ammonendo ogni uomo e istruendo ciascuno con ogni sapienza, per rendere ogni uomo perfetto in Cristo” (Col 1,26-28).

Nel Rosario è quindi Maria stessa che insegna a pregare (cfr. At. 1, 14) il Figlio, intercedendo per ogni devoto che fiduciosamente a lei si affida.

Con le parole di San Giovanni Damasceno, che ben aveva colto il ruolo di Maria come strumento di salvezza, si può allora guardare alla Regina vittoriosa del Rosario, salutandola con queste parole, piene di gratitudine: “Tu benedici il mondo, santifichi l’universo; sei sollievo per chi soffre, consolazione per chi piange, guarigione per gli ammalati, porto per chi è sconvolto dalle tempeste, perdono per i peccatori, dolce esortazione per chi è afflitto, sollecito ausilio per tutti quelli che ricorrono a te… Volgi lo sguardo verso di noi, nobile sovrana, Madre del buon Sovrano, stimandoci degni della futura beatitudine” (Omelia I sulla Dormizione, PG 96, 716-717, 720-721).

Provincia di Vercelli

Dunque si diceva che nella Lega, anche qui in provincia di Vercelli, ormai siano un po’ tutti contro tutti.

Vabbè.

Si guardano in cagnesco, se ne dicono di tutti i colori, i pugnali saettano sotto i tavoli, però sembrano uniti da un comun denominatore, che già era stato tratteggiato con qualche evidenza nelle scorse settimane.

Le Amministrazioni a trazione leghista della provincia di Vercelli pare gareggino nel dare incarichi professionali all’Ing. Stefano Vantaggiato e gentile Consorte Arch. Ilaria Angioni, coniugi uniti nella buona e nella cattiva sorte ed anche nella sfera professionale, nello Studio Riadatto, con sede a Milano.

In poche settimane, hanno rimediato ben tre nuovi incarichi.

Ma comepotrebbe insorgere il cultore di belle lettere giuridichenon sapete che, nel nostro Ordinamento, questo genere di decisioni, gli Atti conseguenti, le prendono i Tecnici, i Dirigenti?!

I politici, gli Amministratori eletti non c’entrano niente!

Parole sante.

E chi potrebbe dire il contrario?

***

Per esempio, è un Tecnico e Dirigente il Dott. Piero Gaetano Vantaggiato che, dal suo incarico di Responsabile del Servizio Finanziario al Comune di Landiona, assegna alla

Società Accounting srl un incarico di assistenza contabile a beneficio dello stesso Comune. – Leggi qui – .

E non è l’unico incarico assegnato a questa società di consulenza dal Comune di Landiona.

Come abbiamo già avuto modo di illustrare, la Accounting srl è una rinomata società con Sede Legale a Santhià (e così si mette in sicurezza un primo rilevante dato: è tutto legale, a partire dalla Sede).

Società che vede tra i fondatori e soci il Vice Sindaco di Vercelli, Assessore ai Lavori Pubblici,

il Dott. Massimo Simion – leggi qui – per tacere degli altri.

***

UFFICIO TECNICO DI VERCELLI: AL PRIMO PIANO SI FA UN MODO, AL SECONDO IN UN ALTRO MODO

Come si sono regolati al primo piano di Via Quintino Sella

Sicchè il primo caso che balza agli occhi, scorrendo l’Albo Pretorio on line del Comune di Vercelli, è quello che riguarda il primo piano dell’ex Collegio Isabella de Cardona in Via Quintino Sella, dove hanno sede gli Uffici Tecnici del comune.

Al primo piano opera con zelo l’Ing. Marco Tanese il quale, in questo caso, è onerato, oltre alle abituali incombenze del proprio Settore (Settore Edilizia, Ambiente e Sicurezza Territoriale), di un incarico che, a tutta prima, pare invece afferente ad un “lavoro pubblico”.

Ma sapran loro: sutor ne ultra crepidam, ce lo diciamo da soli.

Ebbene, occorre affidare incarichi di progettazione, sia per il “consolidamento impianto sportivo Palapiacco”, sia per la realizzazione di un “impianto sportivo in Strada per Olcenengo”.

In questo caso, per affidare l’incarico di progettazione ad uno Studio di Professinisti, non si procede a nessuna forma di selezione o gara ad evidenza pubblica.

Sono incarichi “sotto soglia”, cioè al di sotto di un importo massimo e questa circostanza permette di affidare direttamente a chi pare meglio al Dirigente.

E al Dirigente pare bene affidare entrambi gli incarichi (non senza, dice, avere esperito una “indagine di mercato”) allo Studio Riadatto di Milano, di cui sono appunto titolari l’Ing. Stefano Vantaggiato e l’Arch. Ilaria Angioni.

Figlio e nuora di Piero Gaetano Vantaggiato.

Ecco l’Atto cliccando qui.

Ed ecco un estratto, poi riportato in formato espanso a fondo pagina.I

Insomma, si tratta complessivamente di qualcosa come 115 mila euro e rotti.

E siamo al 16 settembre scorso.

***

Ma la giornata di Marco Tanese è fatta di sole 24 ore e gli impegni sono tanti.

Sicchè, ad un bel momento, si risolve a dire chiaro e tondo che da solo non può fare tutto, non può anche controllare step by step cosa faranno i professionisti dello Studio Riadatto di Milano.

Allora ecco che dice: ho bisogno di un “supporto al Rup”.

***

Due parole di spiegazione per i non addetti ai lavori (pubblici).

Il Rup è, nel lessico amministrativo, il Responsabile unico del procedimento.

Quello che, di fronte alla Pubblica Amministrazione per cui opera ed anche di fronte a Terzi, è unico referente e, appunto, responsabile di quella iniziativa.

In questo caso, qualcuno (di solito la Giunta) deve avere indicato proprio nello stesso Tanese la figura del Rup.

***

Torniamo al sovraonerato Dirigente e Rup.

Che, un bel giorno, e siamo al successivo 29 settembre, dice

– clicca qui per vedere l’Atto integrale –

qualcosa che suona così:

“data l’attuale dotazione organica di Settore, considerati i carichi di lavoro e le specifiche professionalità presenti nonché i tempi programmati per l’espletamento delle attività d’istituto, risulta necessario ricorrere a idonee professionalità esterne cui affidare l’incarico professionale per l’espletamento delle attività di supporto al RUP (…)”.

E con che cuore uno potrebbe negare una cosina del genere?!

Immaginiamo quanto Tanese possa essersi spremuto le meningi per andare a trovare nella figura di un Tecnico in pensione, residente in provincia di Pavia il desiderato supporto al Rup.

E cerca in provincia di Vercelli.

E cerca in provincia di Biella.

E cerca in provincia di Novara.

E cerca in provincia di Alessandria.

Nessuno.

Finalmente, lo trova in provincia di Pavia: territorio che ormai pare diventato un vero e proprio serbatoio di cervelli di cui la municipalità vercellese volentieri si avvale.

E’ (questo supporto al Rup) ormai il quarto professionista scelto dal Comune di Vercelli tra quelli della provincia di Pavia (due direttamente a Vigevano)

nel giro di poche settimane – leggi qui – .

Di chi si tratta?

Si tratta dell’Ing. Piergiuseppe A. (Amilcare, ndr) Dezza con studio in Pavia (PV), via Fratelli Marozzi n.4.

Il Professionista è stato a suo tempo Dirigente della Provincia di Alessandria ed ora, evidentemente, non ama stare con le mani in mano.

Magari non si ricorda nemmeno, magari sì, nel 2018 fu proprio la Provincia di Alessandria ad affidare un incarico all’Ing. Stefano Vantaggiato.

Dezza aveva lasciato l’Ente

(pensionato giovane, dato che è classe 1957 – leggi qui il curriculum)

ad aprile e l’incarico è di giugno, ma queste sono cose che non maturano in pochi giorni.

***

Come hanno fatto al secondo piano dell’ex Collegio delle Orfane.

Sempre a proposito di incarichi professionali, il ramo dell’Ufficio Tecnico di cui è, invece, responsabile l’Arch. Liliana Patriarca, almeno in una recente occasione ha pensato bene di agire diversamente.

Vediamo come hanno fatto.

Cliccando qui l’Atto integrale, che è dello scorso 8 settembre.

Si tratta della presa d’atto di una gara, già conclusa, di cui si dà conto dell’esito.

Dunque, bisogna sapere che occorreva affidare incarichi di progettazione e direzione lavori per un immobile di Via Cagna.

Si deve bandire la gara, perché la somma era presuntivamente “sopra” soglia: cioè non si sarebbe potuto procedere all’affidamento diretto.

Partecipano i concorrenti

Si aggiudica l’incarico con un ribasso del 41 per cento sull’importo posto a base di gara, uno studio di Varese.

Si badi che l’importo presunto, cioè posto a base di gara, era (si legge nell’Atto) di circa 234 mila euro.

Per 234 mila euro si fa la gara, per i 115 mila affidati direttamente a Riadatto no.

E’ tutto regolare: di poco sotto soglia, di poco sopra soglia.

Di poco, ma i numeri sono numeri.

***

Ebbene, lo Studio di Varese che si è aggiudicato l’incarico ha offerto un ribasso del 41 per cento sulla base d’asta, sicchè la parcella che esporrà al Comune di Vercelli sarà di €. 137.232,37.

Cioè: esperendo una gara il Comune risparmia quasi 100 mila euro su una base d’asta di 234 mila.

Quanto avrebbe risparmiato se avesse posto a gara anche i due incarichi (regolarissimi: di poco sotto soglia) affidati a Riadatto per complessivi euro 115 mila?

A questi costi occorre, naturalmente, aggiungere quelli per compensare il “supporto al Rup” di Pavia, che sono dettagliati nell’Atto di Tanese.

Quando l’importo dell’incarico che si vuole affidare è sotto soglia, è chiaro che si può evitare la gara.

Ma se si vuole, invece, esperirla, questa benedetta gara, non è che sia vietato.

Chissà cosa ne può pensare il Pirata?

E’ contento?

Non è contento?

***

QUARONA, INCARICO A RIADATTO A MEZZO COMUNICATO STAMPA

Andiamo in Valsesia, territorio dove lo Studio Riadatto ha maggiore radicamento.

Il Comune invia ai giornali un comunicato stampa (siamo al 2 settembre) in cui si dice, in sostanza

– cliccando qui il testo integrale –

Guardate, Signori cari, abbiamo ricevuto un po’ di euri (23 mila e rotti) per uno studio di fattibilità.

E lo studio abbiamo pensato bene di farlo redigere da Stefano Vantaggiato e dall’ Arch. Giovanni Poncino.

***

Che ci sia un comunicato stampa è una gran bella cosa.

Quello che non si riesce (non ci riusciamo noi, poi magari ci sono tanti più bravi) a capire è dove sia l’Atto che rende concreta l’assegnazione.

Non siamo stati capaci di trovare da nessuna parte sul sito del Comune di Quarona né una Delibera, né una Determina.

Che ci sarà di sicuro: gli incarichi non si possono conferire a mezzo comunicato stampa.

Ma non siamo riusciti a trovarla.

***

VARALLO, L’ABITUDINE E’ UNA SECONDA NATURA?

Parlare dello Studio Riadatto a proposito di Varallo Sesia è quasi come parlare di una (buona?) abitudine.

Rovello che ha attratto i pensieri di grandi filosofi, da Aristotele a Biagio Pascal

Molteplici gli incarichi negli scorsi mesi ed anni – leggi qui – .

Ora ce n’è un altro, quello di luglio 2022.

Ecco di cosa si tratta – leggi qui – .

Anche in questo caso procede il Tecnico comunale, Ing. Riccardo Peco, che affida allo Studio Riadatto per 38 mila euro.

***

Questo “quadro d’unione” è, naturalmente, suscettibile di aggiornamenti ulteriori.

Vercelli Città

Pomeriggio movimentato quello di oggi, 6 ottobre a Vercelli, dove si sono verificati, tra le 16 e le 17, ben tre sinistri stradali, fortunatamente senza conseguenze per gli occupanti dei veicoli in ciascuno dei casi. Continue reading “VERCELLI – Tre incidenti stradali nel pomeriggio”

Mettere un tetto al prezzo del gas che sta facendo esplodere le bollette di famiglie e imprese, superare i limiti di produzione di energia solare con i tetti delle stalle pronti a diventare centri fotovoltaici al servizio del Paese e promuovere l’utilizzo dei fertilizzanti organici. E’ l’appello lanciato da Coldiretti e Filiera Italia nella lettera inviata ai parlamentari europei in riferimento all’annuncio della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen sulla possibilità di mettere un tetto massimo al prezzo del gas utilizzato per generare elettricità.

 

La crisi ha provocato un aumento dei costi delle materie prime e del prezzo del gas, ormai fuori controllo, generando una situazione non più sostenibile per la quale gli agricoltori rischiano ancora una volta di essere le prime vittime – denunciano il Presidente di Coldiretti Vercelli-Biella Paolo Dellarole e il Direttore Luciano Salvadori -. Per questo è necessario porre un tetto al prezzo del gas, non solamente a quello proveniente dalla Russia, che ormai rappresenta meno del 9% dell’approvvigionamento europeo, ma a tutto il gas in Europa. Si tratta infatti dell’unico strumento in grado di arrestare o quanto meno contenere i fenomeni speculativi responsabili di buona parte dell’innalzamento del prezzo e un pronunciamento in tal senso del Parlamento sarebbe fondamentale per consentire di superare gli egoismi di singoli Stati membri e passare ad un vero spirito di solidarietà europeo. E’ fondamentale anche incentivare l’installazione dei pannelli fotovoltaici sui tetti per stimolare la produzione di energia rinnovabile nelle aziende agricole, superando a livello europeo, il limite dell’autoconsumo come barriera agli investimenti agevolati, oltre a promuovere l’utilizzo dei fertilizzanti organici e, in particolare, del digestato facendo chiarezza sulla possibilità di utilizzo ed eliminando la soglia dei 170 chilogrammi di azoto per ettaro all’anno. Una misura necessaria a fronte di prezzi dei fertilizzanti andati alle stelle che mettono in ginocchio le imprese agricole in tutto il mondo”.

 

 

Redazione di Vercelli

Una squadra dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Varallo Sesia è intervenuta questa mattina, giovedì 6 ottobre intorno alle ore 5.00, nel comune di Valduggia in frazione Arlezze per incendio legnaia.

Sul posto sono intervenuti tre mezzi per evitare il propagarsi dell’incendio al bosco adiacente.

Visto il luogo isolato da idranti e sorgenti è stato necessario fare più viaggi per l’approvvigionamento idrico sino a valle.

I Vigili del Fuoco hanno provveduto all’estinzione del grande focolaio per la salvaguardia dei boschi e alla messa in sicurezza dell’area interessata.

Non ci sono da segnalare feriti.

 

Redazione di Vercelli

Chi ha detto che arte e natura non possano convivere sotto lo stesso tetto? E chi ha detto che con le opere di una Pinacoteca non si possa creare un Museo di Storia Naturale? Questi due spazi non sono poi tanto diversi tra loro come si crede! Anzi! Insieme sono una vera forza!
E lo dimostreremo a Palazzo dei Musei domenica 9 ottobre alle ore 15: dopo una breve visita al Museo Calderini di Storia Naturale, andremo alla ricerca degli animali e delle piante che popolano le opere della Pinacoteca, per poi riprodurli e costruire un personalissimo ‘Museo artistico di storia naturale’!
E’ con questa iniziativa che approda per la prima volta a Varallo la Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo – F@Mu, l’evento culturale dedicato ai bambini più importante in Italia, nato per promuovere e facilitare l’incontro tra le famiglie e i molti luoghi espositivi che arricchiscono il nostro Paese.
Diversi ma uguali è il titolo di F@Mu 2022: il tema di quest’anno parte dal presupposto che la valorizzazione della diversità culturale, fisica o cognitiva è strumento indispensabile di inclusione sociale.
Per trasmettere i valori di questa edizione – l’accoglienza, la gentilezza, la tolleranza, l’unicità – testimonial ufficiale dell’evento sarà Geronimo Stilton, il famoso topo giornalista amato dai bambini di tutto il mondo che li accompagnerà, tra le pagine del taccuino F@Mu, nel loro percorso esplorativo, con giochi e attività.

La piccola pubblicazione dedicata alla giornata e al tema specifico di quest’anno sarà consegnata gratuitamente a tutti i piccoli visitatori.
Non mancherà infine come ogni anno il concorso F@Mu, organizzato in collaborazione con FedEx Express, dedicato ai bambini che parteciperanno all’evento: F@Mu li inviterà a “raccontare” la propria esperienza al museo attraverso la realizzazione di un disegno.
Il costo di partecipazione al programma proposto da Palazzo dei Musei è di 5 € a persona.

E’ consigliata la prenotazione, da effettuarsi a info@palazzodeimusei.it oppure 0163.51424.

Il laboratorio è indicato per bambini dai 4 ai 12 anni.

 

Redazione di Vercelli