VercelliOggi
Il primo quotidiano online della provincia di Vercelli

(Stefano Di Tano, per Vercelli Oggi) – L’immagine che si riceve entrando nel bellissimo negozio inaugurato due giorni fa in Via Massaua è gradevole ed altamente professionale.

La luce, i colori, i profumi del Pane in tutte le sue tipiche produzioni territoriali, inebriano il cliente che si sente “accolto” e non soltanto “atteso” dalla Signora Marisa Vaudagna con le sue giovani collaboratrici, Evellyn ed Elisa.

L’impatto è subito piacevole alla vista perché il locale offre l’immediata sensazione di essere il punto conclusivo della migliore produzione e dell’offerta del Pane al cliente.

Le bellissime opere di Monet alle pareti, tipiche della campagna in fiore, dei prati verdi tempestati dai colori dei papaveri e fiordalisi cresciuti tra le spighe, regalano una soffice sensazione di libertà e di serenità.

Proprio come quando si afferra una morbida pagnotta e la si gusta già con lo sguardo, accettandone la forma, il colore, la fragranza….

Ma questo Pane della signora Marisa, chiediamo, da dove viene, da cosa è accompagnato sui banchi, sui cesti, nei sacchetti con decine di grissini appetitosi?

Facile la risposta: sono i più noti Panifici del territorio cittadino e provinciale, scelti dalla Titolare a realizzare i preziosi impasti coi quali si preparano i vari tipi di pezzature, caratteristiche per il gusto, la forma, gli ingredienti che affinato il profumo e il sapore, il colore, la sostanza.

Unitamente ai prodotti del forno, la Signora Marisa, vuole anche proporre altre novità provenienti da aziende agricole che offrono ottime marmellate, miele, cioccolato, sughi naturali, gustosi biscotti, e grissini, per non parlare delle focacce e altre delizie per la vista ed il gusto.

Insomma, la novità è veramente interessante, e già dalle prime ore di apertura i clienti sono accorsi numerosi per avere le conferme ai loro desideri, ottenendo ovviamente grande soddisfazione.

Emozione e gioia nella giornata inaugurale, quando una folta rappresentanza dell’ASCOM di Vercelli, con dirigenti e collaboratori ha portato saluti ed auguri alla nuova azienda, effettuando il tradizionale taglio del nastro e la degustazione di alcuni prodotti molto nutrienti e gustosi.

Ci uniamo ai tanti messaggi di buon lavoro ricevuti dalla Signora Vaudagna, invitando i lettori a visitare questa bellissima “Isola della Genuinità e dell’Artigianalità, nata all’insegna della Tradizione e del Progresso”.

 

Redazione di Vercelli

La Sanremese con 52 punti occupa la seconda posizione in classifica, inseguendo il Sestri Levante a meno 5.

I liguri sono la squadra che ha perso meno (2 partite), vantano il miglior attacco (44 gol segnati) e la quarta miglior difesa (21 reti incassate).

La squadra arriva da 5 vittorie di fila e non subisce gol da 7 turni.

Il modulo di gioco è il 4-3-3.

In porta c’è il classe 2004, scuola Benevento, Clemente Tartaro.

In difesa spazio a: Simone Bregliano (1989, ex Argentina), Vladimir Mikhaylovskiy (1989, ex Gozzano, 1 gol in campionato), Lorenzo Bechini (2001, ex Real Forte, 1 rete) e Youssef Nouri (2001, ex Casale).

In mediana si schierano: Alfred Owusu (2004, scuola Bologna), Simone Giacchino (2003, ex Piacenza) e Roberto Maglione (2002, scuola Genoa, 2 gol).

Il tridente è formato da: Alessaio Rizzo (1998, ex Borgosesia, 5 reti), Sebastiano Aperi (1992, ex Vado, 10 gol) e Giorgio Gagliardi (1994, ex Vado, 7 reti).

 

Redazione di Vercelli

 

Pro Vercelli 0

Pro Patria 2

Marcatori: 38’ pt Pitou, 31’ st Piu

Pro Vercelli (4-1-4-1): Rizzo M.; Clemente (14’ st Iezzi), Cristini, Rizzo N., Anastasio (14’ st Arrighini); Emmanuello (1’ st Laribi); Vergara (1’ st′ Guindo), Saco, Corradini, Iotti; Comi. A disp.: Valentini, Lancellotti, Gatto, Gheza, Febbrasio, Macanthony. All.: Paci.

Pro Patria (3-5-2): Del Favero; Sportelli, Saporetti, Molinari; Perotti (30’ pt Ndrecka), Stanzani (16ì st Piu), Bertoni (25’ st Brignoli), Ferri, Vezzoni; Castelli (16’ st Vaghi), Pitou (25’ st Gavioli). A disp.: Mangano, Fietta, Citterio, Piran, Lombardoni, Cassano, Zanaboni. All.: Vargas.

Arbitro: Rinaldi di Bassano del Grappa

Guardalinee: Fumarulo di Barletta e Fracchiolla di Bari

Quarto uomo: Dasso di Genova.

Ammoniti: Perotti (PP), Castelli (PP), Vergara (PV), Molinari (PP), Comi (PV), Cristini (PV), Arrighini (PV), Del Favero (PP), Corradini (PV)

Recupero: 1’ pt – 4’ st

Dopo la gioia del derby vinto arriva la sconfitta interna contro la Pro Patria.

La partita ha visto le due squadre studiarsi e giocare in equilibrio per una buona parte del primo tempo.

La gara si sblocca nel primo tempo con il gol di Pitou che porta in vantaggio gli ospiti mentre il gol vittoria è realizzato da Piu nel secondo tempo.

Dopo il fischio dell’arbitro, il gioco da ambo le parti è di studio dell’avversario e sono poche le azioni da segnalare.

Le squadre cercano il momento opportuno per superarsi.

Al 34’ ci prova la Pro Vercelli con Anastasio che non inquadra la porta.

Il vantaggio per la Pro Patria arriva al 38’ su errore difensivo dei padroni di casa: Pitou si invola verso la porta e insacca sull’uscita di Rizzo.

I leoni non ci stanno e provano a reagire.

Comi al 41’ colpisce di testa ma la palla esce sul fondo.

Le squadre vanno al riposo con gli ospiti in vantaggio.

Nella ripresa al 4’ su corner Anastasio colpisce di testa la palla che termina alta sopra la traversa.

Passano 5 minuti e risponde la Pro Patria con Castelli ma Rizzo non si fa sorprendere.

Attaccano le bianche casacche: al 20’ Laribi si libera e calcia ma trova pronto Del Favero.

La Pro Patria raddoppia al 31’ con Piu che beffa Rizzo con un tiro imparabile.

Non impensieriscono il portiere avversario i tentativi di Comi e Laribi.

Ancora protagonista Del Favero al 42’ con una grande parata sul colpo di testa di Iotti.

Dopo non ci sono altre emozioni e la gara termina con la vittoria della Pro Patria.

 

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Redazione di Vercelli

(marilisa frison) – Domenica 29 febbraio, IV domenica del tempo ordinario, a Trino è iniziata la prima parte dei grandi festeggiamenti per la ricorrenza della dipartita del grande Alfiere dei giovani.

In chiesa parrocchiale si respirava aria di gioia, i banchi alla destra dell’altare erano occupati dalla Bella Castellana Emiliana Gallone, dal Capitano Ceccolo Broglia Marco Moret, dalla figlia Aurora e da tutta la Corte, accompagnati dal Presidente Davide Ciceri, mentre le prime file di banchi sulla sinistra erano occupate dai bambini e ragazzi del catechismo con le Catechiste.

Il canto “Padre, maestro e amico”, intonato gioiosamente dalla corale San Bartolomeo, ha aperto la celebrazione delle 10.

Il parroco, don Patrizio Maggioni, in una San Bartolomeo gremita di presenze, ha dato il benvenuto alle “Maschere”, che sono portatrici di buonumore e allegrezza, proprio in un giorno in cui si festeggia la gioia e l’allegria, perché don Bosco è il Santo dei giovani, che portano freschezza, vita, contentezza, felicità e letizia.

Durante l’omelia, il sacerdote ha parlato del Vangelo dei campioni, ma anche della gioia perché il Signore ci vuole contenti e ha esordito: “proprio don Bosco, girando nei vari oratori capiva se tutto andava bene guardando il volto dei propri ragazzi, se vi vedeva gioia significava che tutto procedeva bene, se non vi era gioia c’erano sicuramente dei problemi. Quindi, per il Santo era importantissima la gioia perché da buon sacerdote sa che il Signore ci vuole felici e contenti. Una fede forte dà gioia dà contentezza, se con il nostro vivere portiamo tristezza, la nostra vita è da rivedere”.

 

Ha inoltre fatto riferimenti a Madre Teresa di Calcutta, ai nostri tre Beati trinesi per poi passare a spiegare la bellezza delle Beatitudini.

In bellavista innanzi all’altare i panini con l’effige di don Bosco, che dopo la Benedizione, al termine della Santa messa, sono stati distribuiti all’assemblea dalla Castellana e dal Capitano.

La foto di gruppo con le maschere, il parroco e i ragazzi ha suggellato il momento, dopodiché i personaggi storici al suono di tamburo si sono recati presso palazzo Paleologo a ritirare le chiavi della città dalle mani del Sindaco, Daniele Pane.

Mentre anche gli ex allievi Salesiani, alle 11, presso la chiesa Sacro Cuore di Trino festeggiavano don Bosco e per l’occasione è tornato a celebrare l’ex parroco sdb don Gianni Rigo, che con grande verve ha portato sull’altare l’importanza dei giovani e l’importanza che Papa Francesco dà ai giovani, che sono il futuro dell’umanità. (In allegato video con l’omelia di don Rigo, oltre al video con la celebrazione di don Maggioni).

Gli ex allievi Salesiani con don Rigo e i sacerdoti trinesi hanno proseguito la festa in oratorio con un eccellente pranzo.

La festa continuerà proprio nella data a lui dedicata, martedì 31 gennaio, un pullman nel pomeriggio partirà da Trino, alla volta di Valdocco, per assistere alla Santa messa delle 18,30, nella Basilica di Maria Ausiliatrice.

A Trino dopo 150 di convivenza con i Salesiani, si sente ancora forte il loro carisma e domenica 5 febbraio, dopo la Santa messa delle 10, gli animatori con il parroco, hanno organizzato una grande parata con la statua di don Bosco dalla parrocchiale all’oratorio Sacro Cuore, a cui sono invitato tutti i ragazzi con i loro genitori.

Non mancheranno sbandieratori, saltimbanchi, giocolieri, acrobati e nastri. Giunti sul luogo, ci sarà uno spettacolo degli animatori, alle 12,30 pranzo condiviso (Primo: pasta al costo di 2 euro, secondo: ognuno porta qualcosa e si condivide), alle 14 grandi giochi e si concluderà la festa con la merenda delle 16,30.

E’ possibile iscriversi on line cliccando su questo link.

Ero come molti convinto – ha dichiarato il segretario regionale del PRC-SE del Piemonte e VdA Alberto Deambrogio – che con l’inizio del nuovo anno sarebbe finalmente arrivata, alla fine dell’iter stabilito, la pubblicazione della CNAI (Carta Nazionale delle Aree Idonee) per l’individuazione del sito dove costruire il deposito nazionale per le scorie nucleari che, ricordo, stanno per la maggior parte in Piemonte stoccate in un luogo pericolosissimo”.

La doccia fredda è arrivata invece qualche giorno fa dal Ministro dell’Ambiente Pichetto, che essendo piemontese dovrebbe sapere bene in che stato problematico versano gli esiti di un nucleare che egli vorrebbe invece rilanciare.

Ancora una volta un rinvio, che sarebbe dovuto alla necessità di integrare alcune informazioni da parte di Sogin (la società che si occupa del decommissioning nucleare).

Naturalmente piazzare il deposito nel sito meno inidoneo possibile non sarà cosa facile, ma avere dei dati da poter confrontare scientificamente e razionalmente è decisivo.

A quando una risposta?

Pichetto dice il prima possibile, ma è del tutto evidente che anche lui sta dimostrando tutta la sua debolezza di fronte a questi problemi.

Il fatto poi che non si arrivi a un deposito nazionale in tempi brevi ci mette in serissima difficoltà con i Paesi che ospitano temporaneamente una parte consistente delle nostre scorie nucleari.

Può darsi che alla fine si convincano a tenerle per altro tempo, ma è del tutto evidente che si tratterà di una scelta molto onerosa, con sicure ricadute fiscali negative per la nostra cittadinanza.

Il nuclearista Pichetto – ha concluso Deambrogiodovrebbe meditare su quanto sia facile a parole rilanciare l’atomo e quanto invece sia complicato gestirlo nei fatti. A Saluggia siamo all’inquietante seconda crisi (dopo quella del 2011) dell’iter di cementificazione delle scorie allo stato liquido (CEMEX). Ora si passerà a una nuova ennesima selezione di soggetti realizzatori: uno scandalo infinito, un pericolo permanente. Pichetto fa parte di un governo che fa accordi per continuare sulla strada del fossile, condannando migliaia di migranti alle angherie nei lager libici. Lui propaganda magnifiche sorti nucleari, ma ai cittadini Piemontesi e italiani deve risposte certe sugli esiti del passato che non è in grado di dare”.

Redazione di Vercelli

Il percorso PCTO (Competenze Trasversali e per l’Orientamento, nome con il quale dal 2018 sono stati denominati i percorsi di alternanza scuola–lavoro) dal titolo “Hortus Sanitatis”, nato dalla collaborazione tra il Museo Leone e il Liceo Scientifico Edoardo Agnelli di Torino, è stato premiato presso la Camera di Commercio di Torino come miglior progetto a livello regionale.

La sua originalità e la sua interdisciplinarità lo hanno portato alla vittoria della quinta edizione del concorso “Storie di alternanza”.

Un importante riconoscimento, quindi, per il museo vercellese anche al di fuori dei confini della provincia.

I ragazzi della 5LA del Liceo Scientifico tradizionale diplomatisi lo scorso anno, tra ottobre 2020 e maggio 2021, in un percorso che aveva coinvolto gli insegnanti di latino e scienze Alessandro Antonioli e Matteo Negro, affiancati da Federica Bertoni e Riccardo Rossi del Museo Leone, avevano analizzato e studiato l’Hortus Sanitatis un bestiario medievale del 1538 ospitato nella ricca biblioteca antica del Museo Leone.

Erano state individuate, all’interno del prezioso volume, undici creature fantastiche, assegnate poi agli studenti che lavorando a coppie avevano trascritto il testo latino e lo avevano tradotto in italiano.

A quel punto era stata eseguita un’analisi criptozoologica per capire quali animali della realtà avessero ispirato quelli della fantasia.

Tutto il lavoro era poi confluito nella realizzazione di pannelli esposti in una mostra dal titolo “Hortus Sanitatis. Draghi, basilischi e chimere: dai mostri della fantasia agli animali della realtà”, tenutasi al Museo Leone nel novembre 2021.

Innegabile la grande soddisfazione del Museo Leone per un successo che ha coinvolto tutto il suo staff, dalla biblioteca alla didattica. Anche il Presidente Gianni Mentigazzi e il Conservatore Luca Brusotto hanno sottolineato come il premio sia un ulteriore riconoscimento per un impegno, a fianco del mondo della scuola, che prosegue ormai da anni e fa del Museo Leone un punto di riferimento non solo per il territorio vercellese, come dimostrato dal risultato di questa collaborazione.

Da anni, infatti, il Museo di via Verdi opera nell’abito dell’alternanza scuola-lavoro con progetti che coinvolgono istituti scolastici di tutto il Piemonte e costituisce una destinazione ambita da molte scuole e famiglie per lo svolgimento di questi percorsi.

 

Redazione di Vercelli

 

 

Momento difficile in casa Casale che dopo i problemi societari si ritrova a giocare con quella che di fatto è una Juniores.

La squadra ha raccolto 1 solo punto nelle ultime 9 partite; la vittoria manca dal 20 novembre, quando in casa i nerostellati sconfissero 1 a 0 il Bra.

Nello specifico l’ultimo successo esterno è datato 16 ottobre a Gozzano.

Sono stati raccolti 22 punti (5 vittorie, 7 pareggi e 11 sconfitte).

Capitolo gol: quelli segnati sono stati 22 (secondo attacco meno prolifico del girone) e 40 quelli subiti (seconda difesa più battuta).

Il modulo di gioco è il 4-5-1.

In porta c’è il classe 2002 ex Borgaro Francesco Dosio.

La difesa è composta da prodotti del vivaio, i 2005: Nelson Kemayou, Nicolò Cipollone, Amedeo Zoboli e Francesco Perdicaro.

A completare il pacchetto arretrato c’è il classe 2003 Giovanni Vicini.

A centro campo le fasce sono affidare a Luca Mazzucco (2004, cresciuto nell’Alessandria) e a Lorenzo Lanza (2002, ex Pastor Frigo).

Al centro spazio al prodotto del vivaio casalingo Nicolas Sanna (2005) e ad Alberto Petrarca (2000, ex Benarzole).

Giovanni Daidola (2000, ex LG Trino) è il punto di riferimento offensivo.

 

Redazione di Vercelli

Il filmato del “canide” che si aggirava velocemente nel centro di Varallo Sesia, in Via Brigate Garibaldi, intorno alle 22 del 19 gennaio scorso, ha attirato l’attenzione di media e social.

Dalla verifica del breve filmato di 4 secondi da parte degli esperti del progetto Life Wolfalps Eu, non esistono i presupposti per classificare con certezza la specie dell’animale avvistato (cane o lupo).

L’animale è stato ripreso con un cellulare e data la scarsa qualità del video non è possibile identificarlo in modo certo come un lupo ed escludere che si tratti di un esemplare di “cane lupo cecoslovacco”, che risulta molto simile a un lupo selvatico.

In effetti circola sui social la notizia che un cane lupo cecoslovacco sia scappato al padrone proprio nella zona e nel periodo dell’avvistamento.

Gli avvistamenti di lupo documentati con video e foto rappresentano una fonte di informazione importante per il monitoraggio del lupo, ma è necessario che siano rispettati una serie di criteri, tra questi una accurata identificazione dell’animale attraverso il riconoscimento di tratti somatici peculiari del lupo, come indicato da ISPRA nelle “Linee guida e protocolli per il monitoraggio nazionale del lupo in Italia”, a cui anche il Progetto Life Wolfalps Eu si attiene.

Anche i video di buona qualità ripresi da cittadini e poi postati sui social in cui è possibile identificare il lupo sono segnalazioni utili, previa la verifica della localizzazione attraverso apposito sopralluogo effettuato dagli operatori esperti, specializzati nel monitoraggio del lupo e facenti parte del Network Lupo Piemonte.

A tal proposito risulta necessaria la collaborazione dei cittadini affinché siano segnalate   eventuali altre osservazioni della presenza di canidi che per aspetto possano essere assimilati a lupi all’interno di centri abitati.

Per quanto riguarda la sicurezza è bene puntualizzare che i lupi rifuggono la presenza dell’uomo e, secondo recenti analisi non risultano attacchi agli umani in Italia.

Anche a livello mondiale gli attacchi sono estremamente rari e riconducibili a animali rabidi (problema non presente nel nostro territorio) o fortemente condizionati dalle persone.

A questo proposito si raccomanda ai cittadini di non lasciare fonti di cibo disponibili al lupo e alla fauna in genere, perché potrebbero costituire un attrattivo e favorire l’ingresso e la permanenza di questi animali all’interno del centro abitato.

In assenza di attrattivi, non sussistono motivazioni per questi animali nel frequentare zone urbanizzate.

I lupi sono infatti molto elusivi e rifuggono qualsiasi contatto e interazione con le persone.

In inverno la frequentazione di zone abitate può essere più frequente perché la copertura nevosa spinge le prede selvatiche del lupo a scendere di quota, dove il manto nevoso è meno cospicuo, ed è più facile spostarsi e cercare cibo.

Per ulteriori informazioni è possibile visionare documenti e informazioni sul sito del progetto LIFE WOLFALPS EU: https://www.lifewolfalps.eu

 

Redazione di Vercelli

Vercelli Città

Molière, ultimo atto.

Il capolavoro del grande commediografo francese del XVII Secolo è anche il suo canto del cigno: morirà poche ore dopo la rappresentazione della commedia, in cui egli stesso impersona il protagonista.

Era il 17 febbraio 1673 e l’appuntamento vercellese (Teatro Civico, ore 21, mercoledì1 febbraio, spettacolo in abbonamento nella Stagione 2022 – 2023) giunge, dunque, quasi a commemorare i 350 dalla morte dell’Autore.

Ma ecco qualche informazione su questa interpretazione offerta da Piemonte dal Vivo.

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IL MALATO IMMAGINARIO

con Emilio Solfrizzi
e con Lisa GalantiniAntonella PiccoloSergio Basile, Viviana AltieriCristiano DessìCecilia D’amicoLuca MassaroRosario Coppolino
adattamento e regia Guglielmo Ferro
costumi Santuzza Cali’
scenografie Fabiana Di Marco
musiche Massimiliano Pace

“Il teatro come finzione, come strumento per dissimulare la realtà, fa il paio con l’idea di Argante di servirsi della malattia per non affrontare “i dardi dell’atroce fortuna”. Il malato immaginario ha più paura di vivere che di morire, e il suo rifugiarsi nella malattia non è nient’altro che una fuga dai problemi, dalle prove che un’esistenza ti mette davanti. La tradizione, commettendo forse una forzatura, ha accomunato la malattia con la vecchiaia, identificando di conseguenza il ruolo del malato con un attore anziano o addirittura vecchio, ma Molière lo scrive per sé stesso quindi per un uomo sui 50 anni, proprio per queste ragioni un grande attore dell’età di Emilio Solfrizzi potrà restituire al testo un aspetto importantissimo e certe volte dimenticato. Il rifiuto della propria esistenza. La comicità di cui è intriso il capolavoro di Moliere viene così esaltata dall’esplosione di vita che si fa tutt’intorno ad Argante e la sua continua fuga attraverso rimedi e cure di medici improbabili crea situazioni esilaranti. Una comicità che si avvicina al teatro dell’assurdo, Moliere, come tutti i giganti, con geniale intuizione anticipa modalità drammaturgiche che solo nel ‘900 vedranno la luce. Si ride, tanto, ma come sempre l’uomo ride del dramma altrui”.
Guglielmo Ferro

BIGLIETTI

BIGLIETTI SINGOLI SPETTACOLI
Furore, Inferno, La vita davanti a sé, Cyrano De Bergerac, Le mie canzoni altrui, Il malato immaginario, Otello, Azul, La corsa dietro il vento, The Funeral Home, La fabbrica dei sogni

Poltronissima intero € 25 – ridotto € 23
Poltrona intero € 20 – ridotto € 18
Poltroncina intero € 15 – ridotto € 13
Palchi poltrona € 20 – sgabelli € 18
Galleria intero € 10 – ridotto € 8

I POSTI IN GALLERIA SARANNO MESSI IN VENDITA SOLO PREVIO ESAURIMENTO DELLE ALTRE ZONE.

RIDUZIONI per BIGLIETTI SINGOLI
Le riduzioni per i singoli biglietti saranno valide per: abbonati alla stagione 2022/2023, under 25, over 65, universitari, insegnanti, possessori Abbonamento Musei, Tesserati FAI, Abbonati alle stagioni a cura della Fondazione Piemonte dal Vivo, dipendenti del Comune di Vercelli, dipendenti della Regione Piemonte.
Tutte le riduzioni valgono su presentazione della tessera e fino a esaurimento dei posti disponibili.

Tutti gli abbonamenti e i biglietti singoli saranno disponibili anche on line e nei punti vendita consultabili sul sito www.vivaticket.it contestualmente alle date di inizio vendita della biglietteria. In prevendita e on line sarà applicato un diritto di maggiorazione sui biglietti.

BIGLIETTERIA SERALE
In teatro a partire da un’ora prima dell’inizio delle recite.

Per ulteriori informazioni:
Biglietteria Teatro Civico
Via Monte di Pietà, 15, Vercelli – tel. 0161255544

 

(Stefano Di Tano, per Vercelli Oggi). La lunga settimana del “dopo Trento” era diventata una valle di lacrime per tutto l’ambiente sportivo cittadino, e con i tristi lamenti, piovono anche le previsioni catastrofiche che seguono i periodi neri: cessioni, annunci di crisi societarie, partenze,  esoneri, ecc. ecc.

Non era certo una novità, perché alcune cocenti delusioni, i tifosi le avevano già provate fin dalle prime giornate del campionato; ma qualche risveglio improvviso ed una ventina di punti sopraggiunti avevano rinnovato le speranze.

Questo l’ambiente di gennaio, ma la recente tripla batosta era proprio diventata insopportabile.

I passi di Massimo Paci scricchiolavano sonoramente, e la gara con gli alabardati giuliani per tutti sembrava un segnale d’allarme: forse anche un addio…

Per questo, stranamente, la quantità di pubblico presente allo stadio è apparsa notevole, ed anche caldissima.

Proprio così.

La partita dal primo minuto è apparsa roccheggiante, subito due, tre passaggi ben dosati, subito un paio di tentativi a rete.

Eh, già…. La formazione era praticamente “nuova” in un certo modo, ma di nuovo c’era un’altra cosa: la voglia di andare al bersaglio, al più presto .

10° minuto, 20° minuto,  due gol firmati dai nostri leoni più caparbi e decisi a tutto, Della Morte e Comi.

Gli applausi erano più che giustificati, certo meritati, anche per il gioco coerente e magico di tutti i compagni;  prima del 45° le reti potevano anche diventare tre, diciamo quattro e il risultato pareva acquisito.

C’era aria rivoluzione, di grande cambiamento.

Proprio quello che desideravano tutti.

La rete della Triestina (Di Gennaro, al 62°) procurava creava qualche apprensione, ma  questa volta il traguardo era stato raggiunto, e la festa poteva cominciare, a partire dalla tribuna, poi dai popolari e infine calorosamente dalla Curva Ovest, con un collettivo abbraccio fra giocatori e tifosi!

Pochi commenti dubbiosi, elargiti sui social come sprangate di ferro sulle spalle della Società e dell’Allenatore, mi hanno fatto pensare che qualcuno dal calduccio del suo divano casalingo abbia guardato un’altra partita e poi con il senso critico di un cinghiale o di un orso bruno, abbia voluto farneticare sulle ragionate scelte di Mister Paci che ha rimediato ai clamorosi errori di formazione con un nuovo “vaccino” miracoloso che gli ha fatto percorrere la via giusta per riprendersi un po’ di fiato.

Molto strano, il nostro infallibile giudice, perché mentre si elogiano i giocatori messi in campo a sorpresa con la rabbia repressa diventata vero calcio, lui si replica commentando la grigia sciacquatura del secondo tempo dominata dal terrore di perdere il vantaggio… cosa che non è affatto avvenuta, visti i vani tentativi dell’attacco triestino tenuti a bada dai nostri difensori (forse, con qualche fallo da amonizione, di troppo).

Bene, comunque, un sospiro di sollievo per tutti finalmente, con qualche pensierino positivo da tenere buono per il futuro, ma niente di più.

La 24^ giornata ci mette ora di fronte un avversario tanto atteso e tanto temuto, il clan azzurro del Novara, sempre pericoloso, ma anche qualche volta perdente, sia in casa che fuori. 

Andremo allo Stadio Piola con le carte in regola per restituire la sconfitta subita a Vercelli qualche mese fa. 

Niente di più.

Certamente non mancherà il forte sostegno dei tifosi vercellesi per questo nuovo irresistibile confronto all’insegna del Vecchio Quadrilatero Piemontese.

Oggi allora cambiamo il motto: “A Novara: Tradizione o nò…Forza Bianchi, Forza Pro”.

(sd)

Redazione di Vercelli