il primo portale quotidiano della provincia di Vercelli

Può forse sembrare strano, o almeno insolito, che, dopo aver lavorato tanto per quasi due anni al servizio di coloro che avevano e hanno più bisogno, siano loro a dire: grazie.

Eppure, stiamo per raccontare proprio la storia di un grazie.

Siamo sicuri sin d’ora di interpretare i sentimenti dei nostri Lettori, ricambiando: siamo noi, è la città, a dire “grazie” a voi.

Per il bene che fate ed avete fatto, ma soprattutto per l’esempio che avete dato.

***

“Loro” chi sono?

Sono Wanna Goddi e Valeria Simonetta che, dal marzo 2020, quando il Covid19 è entrato nella nostra Storia, si sono date da fare.

Per aiutare tante persone “invisibili”.

Invisibili perché c’è una forma di difficoltà economica, di disagio sociale, di bisogno, che è particolarmente difficile anche da confessare, da dire: non avere i soldi per andare a fare la spesa.

Non sapere come fare a comprare da mangiare per la propria famiglia.

Fino a ieri appartenevi a quella che i sociologi chiamano “società integrata” e poi, in breve tempo, giorno dopo giorno, scivoli nella povertà della quale prima avevi soltanto sentito parlare. Ti ritrovi a fare parte di quella “società marginale” che è un incubo, ma nella quale finisci per rifugiarti tu stesso.

Perché quel “bump down” ti fa male due volte: una perché ti manca il necessario e l’altra perché ti vergogni della tua nuova condizione; così stai ai bordi del campo.

Eppure, è successo e succede continuamente: in una famiglia perde il lavoro prima un coniuge, poi l’altro; per un po’ c’è qualche riserva, che però ben presto se ne va, finisce.

Allora chi vuole veramente aiutarti deve anche avere la straordinaria bontà, la comprensione e l’intelligenza di farlo con discrezione: proprio come hanno fatto Wanna e Valeria.

Hanno messo un banco in Via Paggi: chi può portare porti, chi ha bisogno di prendere, prenda.

Ed il loro sforzo, la loro solidarietà intelligente e fattiva, praticata, non solo predicata o, peggio, declamata, sono stati premiati.

Nessuno, davanti a loro, ha dovuto abbassare, una volta di più, lo sguardo.

***

I risultati sono arrivati gradualmente, ma sempre in crescita.

Così, sono riuscite ad aiutare, dapprima qualche famiglia, poi decine ed ora centinaia di nuclei familiari.

Tutto a partire da un banchetto, anch’esso quasi “invisibile”, in Via Paggi a Vercelli.

Il Covid con loro non ce l’ha fatta.

Il Covid che è stato ed è la causa di tanto dolore, per la malattia, per i lutti, ha provato anche dal punto di vista economico tante famiglie.

Loro due, “Il Gruppo Alimentare di Via Paggi”, dapprima con un banchetto sul marciapiede e poi conquistando sempre più spazio, si sono “fatte prossimo”.

Chi è il tuo prossimo? La risposta a questa domanda è nota da quando abbiamo sentito parlare di quel samaritano, che si prende cura di un altro uomo.

Non conosce quel poveretto, mezzo morto per le percosse ricevute, riverso lungo la strada che lui si trova a percorrere.

Non si chiede perché quell’altro uomo sia lì, chi sia, se – eventualmente – sia compito di qualcun altro pensare a lui, ricoverarlo da qualche parte: avranno già chiamato la Caritas, oppure i Servizi Sociali? Magari la San Vincenzo?

No: il Samaritano sa che quell’uomo sconosciuto, mezzo morto per le percosse ricevute, è figlio dello stesso suo Padre.

Sa che la domanda “sono forse io il custode di mio fratello?” non è per lui, è l’artificio retorico rimediato non soltanto da colui che potrebbe persino arrivare ad uccidere il proprio fratello. Peggio ancora: è l’espediente cui ricorre chi ha già ucciso il proprio fratello.

***

Dunque, Wanna e Valeria in questi due anni ce l’hanno fatta.

La loro semplice e fattiva bontà, la loro fatica sopportata nel silenzio, la loro onestà e la loro trasparenza non sono però passate inosservate e in tanti nella nostra città e da alcuni paesi limitrofi, hanno visto in loro esempi credibili di solidarietà e generosità e le hanno sostenute.

Ed è proprio a queste tante persone che Wanna e Valeria dicono – anche tramite le pagine web di VercelliOggi.it – grazie e qui indichiamo solo alcuni dei loro sostenitori in questa missione di bontà.

Grazie al Lions Club di Vercelli che, con due service a Natale 2020 e 2021 ha consegnato ed affidato a loro ben 350 grandi borse alimentari per le famiglie nella necessità.

Grazie al Kiwanis club di Vercelli che le ha sostenute (c’è stato, in particolare, lo “zampino” di Gianni Marino) devolvendo l’intero cospicuo ricavato di una lotteria benefica.

Grazie al Comitato Vecchia Porta Casale, grazie agli Alpini di Vercelli, ai tanti risicultori e riserie del Vercellese.

Grazie alla Panetteria di Vercelli che ogni sera ha consegnato tutto il pane invenduto a Valeria perché lo consegnasse; grazie a molti liberi professionisti, a molte famiglie e a privati cittadini di Vercelli e dintorni che hanno donato generi alimentari e finanziato con molte offerte quintali di generi alimentari.

In questi quasi due anni Wanna e Valeria hanno aiutato oltre 400 (quattrocento!) famiglie vercellesi e di paesi dell’ hinterland,  con particolare attenzione alle tante famiglie bisognose con bambini a cui sono stati forniti anche generi di abbigliamento.

Wanna e Valeria non si sono dimenticate anche delle persone speciali e a Natale 2021, in collaborazione con Liberi di Scegliere Odv, hanno distribuito un gradito omaggio a tanti ragazzi abili in modo diverso.

La loro “fatica col sorriso” già era stata consacrata con un bellissimo riconoscimento nell’ estate 2021 col Premio della Bontà 2020 Piero Gallardi da parte del Giornale La Sesia, ma la loro opera continua incessantemente e siamo certi che continuerà nel tempo.

Teniamo viva la fiamma del Carnevale.

Questo il messaggio più importante che arriva questa sera, 6 gennaio 2022 da Santhià, dove, alle 20, lungo una via deserta, ma illuminata a festa ed al rullare del tamburo, l’Antica Società Fagiuolesca, con l’accompagnamento di “Pifferi e Tamburi” ha sfilato insieme alle Maschere, Stevulin (Dario Callegari) e Maijutin (Susanna Gallo). Con loro Fabrizio Pistono, Presidente della Pro Loco.

Inutile ripetere che si stava “meglio” quando si poteva, a quest’ora, nel giorno dell’Epifania, rientrare da Santhià avendo messo a repertorio tante altre immagini, suoni, l’allegria di tutte le Maschere del Carnevale di Vercelli che, la sera prima, 5 gennaio, avevano “incoronato” con il velo bianco la Bèla Maijn.

Torneranno anche quei tempi.

Ora, teniamo viva la fiamma e ringraziamo tutti i Volontari per quanto riusciranno comunque a fare, in questo 2022: il Carnevale è divertimento, ma è soprattutto Storia, Cultura, Tradizione, Solidarietà.

Il premio più grande per tutti gli attori di questa sempre grande festa è il sorriso dei bambini, un momento di allegria per gli anziani Ospiti delle strutture residenziali, per gli ammalati in Ospedale, per i ristretti in Carcere.

Un momento che porta “al centro” della piazza multicolore tutti coloro che sono nella prova, soprattutto coloro che affrontano una delle prove più dure, la solitudine.

Il programma? Anche per quest’anno si “navigherà a vista”: non importa.

Si terrà viva la fiamma.