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S’inizia con uno scontro molto duro tra maggioranza e Opposizione la parabola amministrativa della Giunta di Varallo, guidata da Pietro Bondetti (Vice Sindaco nella precedente Amministrazione).

Se una cronaca sui lavori d’Aula sarà on line nelle prossime ore, un capitolo a parte merita ora la nomina (elezione) del Pro Sindaco di Sabbia.

Abbiamo filmato le fasi salienti della discussione: eccole in repertorio.

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Andiamo con ordine: è d’uopo riepilogare.

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Sappiamo che nel 2017 si procedette alla fusione del Comune di Sabbia per incorporazione in quello di Varallo.

Ci si avvalse di una previsione di Legge che, in qualche modo, “premiava” e premia queste iniziative, poiché ai due Enti, se riuniti in uno, sarebbe arrivata (e per ora arriva) una messe di contributi pubblici in conto capitale: cioè senza alcune forma di restituzione.

La fusione avvenne nel 2017 e al referendum che ne doveva sancire il gradimento da parte dei cittadini interessati, la proposta fu bocciata da quelli di Sabbia, mentre trovò il consenso di quelli di Varallo.

Sproporzionata la differenza numerica dei due corpi elettorali, si procedette comunque ad incorporare Sabbia in Varallo, di cui il piccolo comune divenne una semplice Frazione.

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Sicchè al Comune di Varallo stanno già arrivando (circa un milione di euro l’anno) i contributi a fondo perduto che, alla fine del periodo, dovrebbero sommare a oltre 11milioni di euro.

Già nelle scorse settimane abbiamo – leggi qui – dato voce a quei cittadini di Sabbia

che si chiedono che fine abbiamo fatto i soldi destinati alla loro (oggi) Frazione: perché lo spirito della norma è “fare un po’ per ciascuno”.

“Preferibilmente” anche in questo caso? Vedremo poco oltre perché incominciamo a porre l’enfasi su questo così poco consolatorio avverbio.

Come si potrà leggere nel testo, la fusione avrebbe dovuto (preferibilmente?) vedere realizzate opere pubbliche a beneficio del territorio di Sabbia, per un totale di 2 milioni, degli 11 da erogarsi.

Per il momento, dicono alcuni cittadini, non si è visto un gran che.

In ogni caso, cliccando qui è raggiungibile il progetto di fusione integrale.

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Dunque, se si può riassumere, i cittadini di Sabbia, che già non avrebbero voluto la fusione, ora si sentono anche turlupinati, perché i soldi finora arrivati li ha visti solo Varallo.

Per farne che?

Lo diranno.

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A garantire, anche nel corso degli anni, una sorta di controllo e presenza viva, qualcuno che fosse pronto a “tirare per la giacchetta” il Comune eventualmente di memoria corta e scarso di attenzione verso Sabbia, lo Statuto Comunale prevede una figura di garanzia: il Pro Sindaco.

Cioè una sorta di Vice Sindaco dedicato a Sabbia.

Un contentino? Non si può dire: i ruoli possono diventare importanti o meno anche in ragione di chi li interpreta.

Comunque è una carica non retribuita.

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Ma qui arriviamo alla materia del contendere.

Perché – come ampiamente lasciato intendere anche nei giorni precedenti, da una garrula attività di messaggeria su Fb – Pietro Bondetti, giunto al fin della licenza (riunione: parafrasando Cyrano) “spacca”, dicendo: proponiamo al Consiglio come Pro Sindaco di Sabbia Loris Terrafino.

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Una cosa prevista dagli osservatori più attenti.

Il giovane 21enne è – nella gerarchia provinciale di Azione, il partito di Carlo Calenda – il numero 4.

Prima di lui Gabriele Molinari, Fabrizio Finocchi, Gianpaolo De Dominici.

E il quinto?

Non c’è.

Che si sappia, gli iscritti al partito si fermano a quattro e coincidono con la dirigenza.

Magari la mamma di Gabriele Molinari avrà aderito, ma il dato è solo in parte politico.

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Al di là delle appartenenze politiche nazionali, le fortune locali di Terrafino si sono iniziate – così informa una qualificata rappresentanza di Varallo – quando Carlo Stragiotti è caduto in disgrazia.

Ad un certo punto, l’Eraldo non l’avrebbe più voluto, al punto che,

né lui, né l’Architetto Pietro, l’hanno messo in lista per queste ultime Amministrative – leggi qui – .

Ci sarà una relazione tra l’ascesa di Terrafino nel cerchio magico dell’Eraldo e la cacciata di Stragiotti?

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Resta il fatto che il Loris era rimasto tagliato fuori (in gergo politichese: trombato) avendo raggranellato non più di 55 preferenze e, in particolare, zero a Sabbia. E, del resto, Sabbia è stata avara di voti un po’ con tutti loro: a Botta soltanto due preferenze.

Proprio a Sabbia, i voti di lista hanno visto premiata la compagine di Ricotti (16 voti, mentre 10 a Bertoli e solo 6 a Bondetti).

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E qui, per capirci qualcosa (come i cittadini di Sabbia si meritano, ma forse anche per capire come girerà il fumo nei prossimi mesi)

Ecco, integrale in pdf, cliccando qui, lo Statuto del Comune di Varallo –

Ed ecco qui il ritaglio del testo che interessa.

Siamo finalmente alle prese con l’avverbio più citato nel corso della riunione.

Il succo è questo: mentre le Opposizioni argomentavano che sarebbe stato meglio designare all’incarico un cittadino di Sabbia (preferibilmente), l’Architetto Pietro (il video in certi tratti e spassoso) ribadisce con forza che la sua maggioranza, di quel preferibilmente non sa che farsene.

Del resto “preferibilmente” non vuol dire che sia obbligato, questo è pacifico, dal punto di vista giuridico: da quello politico e amministrativo si vedranno i risultati.

Deve sistemare Terrafino e tanto basti.

Il pubblico presente in Aula rumoreggia e rende applausi a scena aperta, soprattutto dopo gli interventi di Mario Casaccia ed Elisa Astori, mentre è parso ai più inutilmente irenico quello di Marco Ricotti.

Alle contestazioni, il nuovo Pro Sindaco risponde così, il giorno seguente, dalla sua pagina Fb.

Vi lasciamo con il video.

C’è un pezzo di Varallo che sembra Vercelli.

Oppure, c’è un po’ di Vercelli anche a Varallo.

Ieri, 20 giugno, in attesa del Consiglio Comunale (altro servizio a breve) abbiamo bighellonato un po’. 

Con piacere, abbiamo rivisto la bella cittadina dove, purtroppo, non si riesce a tornare quanto si vorrebbe.

Altrettanto bella la visita al Sacro Monte (altro servizio ancora, per ascoltare dai protagonisti come stiano davvero le cose alla Casa del Pellegrino), poi il ritorno verso la sala riunioni.

Di strada, c’è l’Istituto Caimi e, addentrandosi verso il piazzale, sulla destra il Museo della Pesca.

E – sorpresa – è sembrato di essere a Vercelli, dove del Decoro Urbano si occupa la Giunta del Niente.

E come potrebbero fare, poveretti, a trovare il tempo per tutto?

Il Sindaco, tutto occupato com’è, a documentarsi sulla piritera, per riferirne poi puntualmente in Consiglio.

L’Assessore competente tutto preso dal tormentone che toglie il sonno dall’Indren a Motta dei Conti, senza trascurare Alto Novarese e adesso anche Vigevano: passa o non passa?

In Fratelli d’Italia?

E i suoi, passano o non passano? E chi, eventualmente, tra i suoi passa? Passano prima, come pesci pilota? Passeranno dopo, finalmente convertiti? Passeranno con lui, per non lasciarlo solo con quello di cui ora ci sfugge il nome, ma che ha messo giorni fa un post di fb con un cartellino di partecipazione ad un convegno di maggio e tutto il mondo politico giù a darsi di gomito ed a condividere quella foto delle palle, che, se permesso, abbiamo anche altro da fare nella vita?

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Bisogna, dunque, capirli. Non si può avere tempo per seguire tutto.

Il Primo Cittadino studia e si documenta sulla piritera, sull’uso, problemi e prospettive della vanvera.

Qui lo vediamo mentre mima la fuoriuscita accidentale del flatus, proprio per dire che l’accessorio non fosse poi così inutile.

L’Assessore al Decoro Urbano, ma nella sua veste di Segretario Provinciale di Fratelli d’Italia, forse anche per allinearsi alla (nuova?) attenzione del Sindaco ad un certo quadrante anatomico, sta sempre ad annusare le pette (politiche) dell’On. Tiramani, per sapere – appunto – che aria tira.

Aria eventualmente convogliata, quindi, nella vanvera.

Sicchè: immondizia in strada, incuria, sono inevitabili, la giornata per tutti ha 24 ore.

Ma qui siamo, invece, a Varallo, dove si diceva che certe cose non potessero succedere.

Invero, al viandante occasionale paiono abbastanza circoscritte all’area Caimi – Museo della Pesca.

Però, non scherzano.

Il luogo è dedicato ai Marinai d’Italia.

E qui uno (disinformato) potrebbe dire: vabbè, ma cosa vuoi che importi dei marinai a gente di montagna.

E, invece, come sappiamo, Varallo è tutt’altro che estranea a questa sensibilità.

E quindi, perché si lascia l’erba che cresce a piacere, i quadri elettrici aperti e fissati con le cordicelle a muriccioli tutti sbreccati?

E poi i detriti, i cestini pieni di rifiuti?

Insomma, se avete bisogno, chiamate Vercelli. 

 

Urne chiuse, scrutini completati, si convocano i Consigli Comunali per le sedute d’insediamento e vari adempimenti di rito.

Tra questi, ovviamente il più atteso è la comunicazione, da parte del Sindaco, degli incarichi assessorili.

Vediamoli secondo rumors attendibili.

I Consigli Comunali, sia di Borgosesia, sia di Varallo, sono entrambi convocati per lunedì sera, 20 giugno.

Borgosesia.

Bookmakers concorsi nel dire che Vice Sindaco sarà Eleonora Guida. Ha i titoli, sia per numero di preferenze (342) sia per designazione di Paolo Tiramani.

Per la nomina degli Assessori la partita è (solo di poco) più aperta.

Sicuro l’ingresso nell’Esecutivo di Francesco Nunziata (stessi titoli di Guida); questi gli altri componenti: Gianna Poletti, Tatiana Bernardi e Paolo Urban.

Si fa anche il nome di Marco Buonamici, ma non è chiaro chi dei precedenti dovrebbe essere sacrificato.

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Varallo Sesia.

Gia nominato (su Facebook: atti pubblicati non se ne vedono all’albo pretorio) il Vice Sindaco Eraldo Botta, che stamane era già in Municipio.

In Giunta Enrica Poletti e, come seconda “quota rosa”, Roberta Bonazzi.

Quanto a preferenze ottenute (96), Bonazzi è a pari merito con Gaetano Amodio.

Roberto Carelli dovrebbe entrare “di diritto”, stando alle preferenze ottenute (101) a meno che non trovino fondamento le voci su un ingresso “esterno”, nella persona di Marco Molino. 

La formazione più probabile resta comunque il 2 più 2: Botta, Carelli, Poletti, Bonazzi.

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Come finirà?

Lunedì arriva presto e presto si saprà.

Il 22 giugno l’ultracycler eporediese sarà la protagonista della pedalata “Semi (verdi) della Serra” per raccontare le buone pratiche e conoscere le criticità sul tema della sostenibilità  tra Canavese e Biellese.

Proprio così: il prossimo 22 giugno, Paola Gianotti, la ciclista e influencer d’Ivrea, prenderà la bici e andrà a conoscere le attività delle associazioni ambientaliste tra Canavese e Biellese.

La proposta del giro conoscitivo le è arrivata dai Semi di Serra di Roppolo, associazione che da anni si occupa di educazione ambientale e passeggiate sulla Via Francigena con i bambini della bassa Serra.

E proprio la Serra, la collina morenica che divide Ivrea e Biella, sarà la cerniera che lega i due versanti.

I due territori, da sempre così divisi, si stanno sempre più avvicinando grazie alla diffusione del cicloturismo e all’innovazione delle e-bike.

Questa unione non avviene solo per fenomeni virtuosi, ma anche a causa di possibili criticità.

Sarebbero entrambi interessati, infatti, dall’eventuale costruzione del mega inceneritore di rifiuti speciali non pericolosi a Cavaglià, proposto da una multiutility privata e in fase di Valutazione d’Impatto Ambientale da parte della Provincia di Biella.

Dalla piccola associazione di genitori di Roppolo è partita la chiamata, e in breve tempo Legambiente Dora Baltea, il Movimento Valledora e Movimento Lento hanno unito le forze e si sono fatti promotori dell’iniziativa, coinvolgendo e collaborando con le altre associazioni e le amministrazioni locali.

Paola Gianotti ha accettato entusiasta di inforcare la bici con gli attivisti e i sindaci.

Ho accettato di essere testimonial di questa pedalata – ci spiega Paolaperché amo moltissimo il mio territorio che è caratterizzato da una natura splendida, da tante meravigliose piccole realtà che lo valorizzano e dalla sua particolare conformazione morfologica. Mi alleno continuamente percorrendo le strade di casa che voglio preservare e tutelare”.

Sarà una pedalata tra le molte luci e le possibili ombre del territorio, documentata da riprese video realizzate da Movimento Lento e, naturalmente, da post, video e dirette social sui profili facebook e instagram di Paola Gianotti.

Mettere in mostra la bellezza del nostro territorio è un modo per farlo conoscere e per evitare che venga deturpato a causa degli interessi economici” motiva infine così la sua partecipazione Paola.

Si partirà da Ivrea, esattamente dallo Zac! Esperienza di rigenerazione urbana esemplare.

Successivamente Paola Gianotti incontrerà a Chiaverano il Piccolo Carro e Legambiente Dora Baltea che sono impegnati a recuperare e mantenere i boschi e i muri a secco da quella parte della Serra. Prenderà poi la Ciclovia Francigena e attraverserà la collina morenica fino a Roppolo.

Là incontrerà il Movimento Lento che, grazie al successo del Cammino d’Oropa, è l’esperienza di turismo sostenibile più matura della zona.

Successivamente si dirigerà verso il Municipio di Alice Castello dove la aspetterà il Sindaco Luigi Bondonno.

Andrà a visitare con lui la zona delle discariche e il sito dove vogliono costruire l’inceneritore e conoscerà a Cavaglià il sindaco Mosè Brizi e il Movimento Valledora con le altre associazioni che si oppongono al progetto.

Dopo pranzo Paola Gianotti raggiungerà in bici il Brianco a Salussola dove il Comitato Ambiente e Futuro sta lottando per non permettere la realizzazione della discarica di amianto proprio nella zona dove si coltiva il riso Dop di Baraggia.

Risalirà poi la Serra e andrà a Vermogno, nella piccola frazione dove Vermogno

Vive ha realizzato un forno, esempio di come riattivare comunità; poi raggiungerà Magnano e l’associazione Agri Magnano che recupera campi incolti coltivando patate sulla Serra.

Infine tornerà a Ivrea al Parco ex Lago di Città dove Legambiente gestisce, con altre associazioni, un’area verde nel cuore della città.

Potrete seguire la pedalata

Instagram:

paola_gianotti

noinceneritoreacavaglia

Facebook:

Paola Gianotti

Semi di Serra

Mercoledì 22 giugno a conclusione della pedalata “Semi verdi della Serra”, 83 km percorsi da Paola Gianotti con gli attivisti delle associazioni e i sindaci dei piccoli Comuni per conoscere le molte luci e le possibili ombre del territorio tra Canavese e Biellese, i giornalisti sono invitati all’aperitivo offerto da Legambiente presso l’orto comunitario del Parco Lago di città, Via Ulderico – Piazza del Mercato, Ivrea. L’arrivo previsto di Paola Gianotti e del resto dei ciclisti è per le 18.00.

Paola Gianotti è un ultra ciclista, coach, una speaker motivazionale , nonchè attivista solidale ed ambientale, influencer e scrive libri sulla sua storia per dimostrare attraverso il suo esempio e le sue strategie, che tutto è possibile, e che ognuno di noi è responsabile delle proprie azioni quotidiane nel confronto del pianeta.

Ha battuto 4 Guinness World Record, con l’obiettivo di raggiungere importanti traguardi solidali ed ambientali.

Attraverso il suo esempio permette alle persone di capire che ogni sogno è realizzabile e con la sua energia e solarità emoziona e motiva le platee affinché migliorino se stessi e l’ambiente che li circonda.

Laureata in Economia e Commercio, viaggiatrice zaino in spalla e sportiva da sempre, quando nel 2012 ha dovuto chiudere la sua azienda si è reinventata decidendo di fare il giro del mondo in bici per battere il Guinness World Record come donna più veloce ad aver circumnavigato il globo.

 

Redazione di Vercelli

Foto Ivana Castagna
Foto Ivana Castagna

Per scelta o per necessità.

Il titolo dell’ormai imminente Seminario di aggiornamento organizzato dagli Ordini degli Architetti e degli Ingegneri della Provincia di Vercelli a Moncrivello è eloquente.

A patto di sapere cosa sia proprio l’Inarcassa: si tratta della Cassa di previdenza dei Professionisti, che ha sempre assicurato prestazioni certe ed ora con una proiezione sempre più estesa al welfare.

VercelliOggi.it aveva già incontrato le Categorie proprio su questi temi ai primi di febbraio 2020, quando Vercelli ebbe il piacere e l’onore di ospitare per un intervento tematico il Presidente nazionale di Inarcassa, Arch. Giuseppe Santoro, che sarà di nuovo con i Colleghi alla riunione del prossimo 15 giugno a Moncrivello.

Dopo la “pausa Covid” riprendono anche questi incontri e la sede scelta, il Castello di Moncrivello, sicuramente conferirà un tocco particolarmente gradevole da tanti punti di vista: da quello storico architettonico, a quello artistico, senza lasciare del tutto inesplorato anche quello gastronomico, con cui la giornata avrà termine.

In questi giorni ci sono Sindaci del Territorio che sono invitati ad inviare una lettera alla Prefettura di Torino (sede che governa le assegnazioni dei Segretari Comunali, così come gli “scavalchi”) del seguente tenore:

io Sindaco, so che si vorrebbe assegnare l’incarico di Vice Segretario di Pray al Dott. Piero Gaetano Vantaggiato.

Per me è compatibile con il servizio che fa da noi.

Parola più parola meno.

I Primi Cittadini contattati, infatti, sono quelli presso i quali – leggi qui – già lavora il Vice Segretario della Provincia.

Ad eccezione, forse, di

Grignasco – leggi qui – dove è consulente.

Come abbiamo già osservato in altri articoli, si tratta di incarichi i quali presuppongono alcune pre-condizioni, che i cultori di belle lettere sintetizzano così.

La prima è che l’Amministrazione di appartenenza dia il proprio assenso: in questo caso la Provincia.

Fino a ieri, l’ultima “new entry” nel “portfolio” di Piero Gaetano Vantaggiato è stata,

come ampiamente anticipato da VercelliOggi.it, il Comune di Villata.

La seconda: la sottoscrizione – se ci sarà – di quelle lettere, peraltro, non significa che vengano meno alcune norme generali che, a loro volta, si possono riassumere così: un dirigente può svolgere, al di fuori dell’ente di appartenenza, al massimo 12 ore di servizio settimanali.

Inoltre non si potrebbe procedere a rimborsi chilometrici, tantomeno dall’abitazione del dirigente.

Ciò in quanto il regime di lavoro risponde a norme che datano sin dal 2004.

Come finirà?

Chi vivrà, vedrà.

Tragico sinistro all’alba di oggi, 12 giugno sulla strada provinciale 8, tra Varallo Sesia e Quarona.

L’auto condotta dal 45enne Emanuele Agnelli, residente a Varallo è precipitata nella scarpata adiacente la carreggiata.

Le condizioni della persona sono subito apparse gravissime ai soccorritori – informa un comunicato dei Vigili del Fuoco – che hanno disposto il ricovero in codice rosso.

Purtroppo non c’è stato nulla da fare. Aggiornamenti nelle prossime ore.

Una parola chiara sulla situazione piscine.

Oggi, 9 giugno, alla contr’ora delle 14, sotto un bel sole, il Comune ha annunciato che la piscina Enal aprirà tra due giorni e che, per quanto riguarda il Centro Nuoto scoperto (la ex piscina coperta di Via Baratto), “siamo alla fase di piastrellatura”.

Dato il caldo ed il sole a picco, è un’affermazione più che comprensibile, considerando anche il periodo di ora legale: perciò, sarebbero le 13.

Il video e le foto in gallery messe a repertorio attorno alle 19 di oggi, 9 giugno, illustrano la situazione reale.

In effetti, qualche piastrella è posata nella parte del compendio dove si intuisce sono in costruzione i locali spogliatoio. Forse, però, non è l’evidenza maggiore nella situazione che si vede.

 

Come già in altre occasioni, peraltro, la visione dell’alto della vasca maggiore offre alcuni rilievi tecnici per i quali saranno necessari approfondimenti: poca roba, peraltro, giusto per capire.

Il sito ufficiale del Comune illustra anche la volontà, già espressa nel Dup (Documento unico di programmazione) di ristrutturare la piscina di Via Prati.

Un passo avanti rispetto alla Amministrazione Corsaro II che ne vagheggiava l’abbattimento perché “i muri sono vecchi”. Seguita, peraltro, sulla stessa strada, dalla Amministrazione Forte.

Insomma: il recupero non sarà per oggi né per domani, ma almeno non si parla più di abbattimento.

Il cittadino di Varallo Sesia che ci scrive, si pone domande che, a ben vedere (o, meglio, a ben udire, se si vuole) sono sulla bocca di tutti, una in particolare: che fine hanno fatto i soldi dati da Stato e Regione per la fusione di Sabbia con Varallo?

La domanda non è oziosa, se si pensa che quei soldi non sono erogati “a pioggia”, ma in conseguenza soprattutto di un “piano” preparato dai due Consigli Comunali, presentato ai rispettivi cittadini per il voto referendario.

Dunque, andiamo con ordine, riepilogando i termini anche giuridici della questione.

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Le fusioni tra Comuni sono regolate dalla Legge 7 aprile 2014 nr. 56, la cosiddetta “Legge Delrio”.

Il calcolo dei contributi è determinato dalla Legge di Bilancio che, dal 2018, prevede un ammontare degli stessi pari al 60% dei trasferimenti indicizzati al 2010 dei Comuni coinvolti nella fusione. Tale dato è deducibile dal sito del Ministero dell’Interno.

Questi contributi, sommati a quelli regionali per i primi  sei anni, ammontano in totale a circa 11.280.000 di euro, quindi circa un milione di euro l’anno a fondo perduto.

L’accordo di programma prevedeva, oltre al mantenimento dei servizi minimi essenziali che Sabbia non poteva più garantire (un esempio per tutti: nel 2017 erano disponibili per lo sgombero neve circa mille euro, contro i 15-20 mila necessari) investimenti per almeno due milioni di euro sul territorio sabbiese, concorrendo alla realizzazione delle 11 opere previste nell’ultima pagina (72 – 73) del progetto di fusione.

Leggi qui, integrale nelle sue 73 pagine, tutto il progetto di fusione: un libro dei sogni?

Risultava previsto anche che il Sindaco uscente Carlo Stragiotti ricoprisse la carica di Prosindaco dell’unico Comune di Varallo, incarico cui ha rinunciato per aver perso il referendum a Sabbia, non ritenendo opportuno rappresentare gli interessi dei sabbiesi dopo il voto contrario, avendo già dovuto procedere con la fusione nonostante il voto contrario per continuare a garantire, almeno, i servizi minimi essenziali.

Ad oggi, dell’accordo di programma risulta completato solo il digital divide con la realizzazione del traliccio in loc. Massera-Piane di Cervarolo, seguito per intero dal

Sindaco uscente di Sabbia Carlo Stragiotti in qualità del Segretario del Presidente della Provincia Eraldo Botta – leggi qui

Nel programma del candidato Sindaco Pietro Bondetti, a parte la realizzazione della strada Massera-Salaro, non si fa cenno alla fusione ed al completamento degli impegni dichiarati, che vedrà comunque ancora contributi in favore dei varallesi fino al 2028. La stessa strada Massera – Salaro, ora risulta incompleta finendo in un bosco, nonostante sia stata iniziata il 26 giugno 2019: in corso d’opera, si è anche dovuto registrare il crollo di un tornante appena costruito.

Il Cantiere risulta deserto da più di un anno.

In metà tempo almeno metà opere (o quasi, considerando il covid) dovevano essere completate. 

Inoltre non si ha notizia della pubblicazione di una rendicontazione di dove siano stati investiti questi soldi.

Non solo la quota di Sabbia, ma soprattutto della cospicua parte di Varallo (circa 800.000 € all’anno).

Molto varallesi si chiedono dove essi siano stati spesi e ne chiedono notizia.

E, in mancanza di notizie non solo o non tanto “ufficiali”, ma soprattutto vere e confortate da elementi contabili, si fa largo un dubbio: che siano finiti per tappare i deficit della società Milanaccio e di Villa Becchi?

Come si vede, il Lettore che ci scrive pone domande tutt’altro che peregrine e si fa portavoce di esigenze, soprattutto di trasparenza, molto sentite.

(ore 11,30) –

Mentre si teme il peggio anche per un quarto giovane,

coinvolto nel tragico sinistro di Busonengo, all’alba di oggi, 5 giugno, quello ricoverato in codice rosso all’Ospedale di Novara (si tratta del conducente, le cui condizioni sono gravissime), sono note le generalità delle tre vittime accertate, tutti passeggeri.

Si tratta di tre giovani tutti residenti nella provincia di Biella: Raffaele Petrillo (classe 2005), Alessandro Messina (2005), Carmine Marotta (classe 2000).

Aggiornamenti nella prossime ore.