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Rispetto al nostro articolo di otto giorni fa

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è cambiata una cosa: sono arrivate davvero le bollette energetiche in tante case ed imprese.

Quelle spedite dal Fornitore Atena Trading recano importi maggiori anche del triplo rispetto allo stesso periodo della stagione termica 2021 – 2022.

Non è, dunque, sufficiente parlare ancora del problema, perché è il problema che parla a noi, ci interpella ponendo soprattutto una domanda: ce la farete, voi consumatori, a pagare?

Le questioni conseguenti mettono i brividi: cosa accadrebbe in caso di morosità incolpevole, ma “di massa”?

Come reagirebbe una famiglia messa alle strette: se non pago il gas mi staccano il contatore; ho bambini piccoli, oppure anziani in casa?

A cosa si potrebbe rinunciare ancora?

Alle vacanze? Già fatto.

All’auto? Già fatto.

Alle piccole evasioni come andare in pizzeria? Ci siamo quasi.

La pizzeria, poi, come farà a pagare certe bollette senza aumentare i prezzi, anche della ‘margherita’, non parliamo della pizza prosciutto e funghi.

Bando, però, alle facezie, perché c’è ben poco da scherzare: inutile elencare quali saranno, a cascata, le conseguenze di una bolletta energetica moltiplicata per tre, emergenza alla quale si deve, ovviamente, accostare anche il tema parallelo rappresentato dal costo dei carburanti per autotrazione.

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Poi, può darsi che qualcuno tra i politici si sia accorto  che, quando si compra un chilo di pasta al Supermercato, non si spende mai meno (se va bene) di un euro e 50 centesimi, mentre l’anno scorso si trovavano ancora tante marche al di sotto di un euro al chilo, quanto meno in occasione delle promozioni, ma non solo.

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Come abbiamo visto, la decisione di muovere guerra alla Russia, magari gongolando per quanto potranno nuocere all’economia di Mosca le sanzioni comminate da Europa e Stati Uniti, incomincia a fare i conti con i costi che tutto ciò rappresenta e rappresenterà per la gente, soprattutto in Italia.

L’equazione è semplice, introdotta dell’interrogativo retorico  efficacemente illustrato l’ex Primo Ministro Mario Draghi: volete il riscaldamento, i termosifoni accesi, oppure la pace?

 

Le aree di crisi dove sono in corso conflitti locali – leggi qui – 

o comunque gravi instabilità e tensioni che sfociano spesso nelle violenze e nell’uso delle armi sono – come si vede in queste tavole –  alcune decine nel Mondo.

Ma noi, in Italia, ci stiamo impegnando per la pace tra Ucraina e Russia, incominciando ad inviare armamenti a Kiev almeno ancora per tutto il 2023: così ha confermato, proprio nelle scorse ore, il Parlamento.

Vogliamo la pace ed inviamo le armi, secondo categorie che richiamano l’eterogenesi dei fini e linguaggi “disnomici””, per la verità comuni a tutti coloro che hanno, dal secondo Dopoguerra ad oggi, deciso le ricorrenti interferenze tra Stati sovrani: il Patto di Varsavia portava la pace in Cecoslovacchia (1968), con i carri armati; la Nato liberava e pacificava Baghdad (2003), soprattutto per disinfestarla da un arsenale di ordigni nucleari, in verità mai scovati da nessuna parte.

Questione di scelte e priorità: in Afghanistan gli Stati Uniti hanno, al contrario, deciso che i conflitti interni fossero (ritornassero) fatti loro, andandosene dal Paese e lasciando, così, campo libero a quei liberali dei talebani.

E, nell’Estate scorsa, diligente, la Ue ha riallacciato relazioni con Kabul.

Senza dimenticare che il ventennio di pacificazione Nato (2001 – 2021) era stato preceduto da un altrettanto generoso tentativo di portare pace al canto gioioso e marziale del kalasnikov, da parte dell’Unione Sovietica: che ci ha provato per tutto il decennio tra il 1979 ed il 1989.

Insomma, nulla di nuovo sotto il sole.

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Come si vede, ci sono molti motivi per pensare.

Pensare qualcosa.

Dallo scenario internazionale al forno a legna della pizzeria che amiamo frequentare, fino alla scelta che in tanti potrebbero essere chiamati a compiere: pago la bolletta di Atena o pago l’affitto?

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Di fronte a questa cascata di problemi, che irrompono (pre)potentemente nelle case e nei luoghi di lavoro delle persone, i Consiglieri Comunali di Vercelli non hanno perso l’abitudine di pensare.

E’ una cosa che conforta.

Abbiamo eletto persone che – forse non paghe di un’azione amministrativa comunale consistente soprattutto nei minuetti da una festicciola all’altra, di Mimmo Sabatino; consistente nell’inchino profondo alla Camerata Ducale e addirittura piegato ad acutangolo nei confronti di Iren – ancora pensano.

Sicchè è venuto in mente alle Opposizioni di riunirsi nella Prima Commissione del Consiglio Comunale di Vercelli.

Quella che si occupa di Bilancio ed Aziende Partecipate.

Per cosa?

Per confrontarsi.

Per parlare tra persone ragionevoli, per cercare di capire cosa stia succedendo e cosa potrebbe capitare tra poche settimane, al massimo tra qualche mese.

Insomma: i Consiglieri Comunali pensano e desiderano mettere in comune i pensieri e le idee; cosa indispensabile, se si intende cercare e si spera di trovare qualche soluzione.

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LUCI E OMBRE, DALLA RIUNIONE DELLA PRIMA COMMISSIONE

E qui sono incominciate le sorprese e deve ora iniziarsi la cronaca della riunione tenutasi, appunto, il 18 gennaio scorso, convocata dal Presidente della Commissione, Paolo Campominosi (Lista Voltiamo Pagina, di Roberto Scheda).

Andiamo, dunque, con ordine, incominciando proprio dall’inizio: dall’appello.

Che ci mette di fronte ad un primo dato, confortante.

Erano presenti tutti i Commissari.

Consiglieri componenti la Commissione, sia di maggioranza, sia di Opposizione: il plenum.

Forse – almeno, a memoria nostra – non era mai capitato, in tre anni e più.

Appena giusto, dunque, che il Lettore sappia chi siano stati, sicchè, se vorrà, potrà in futuro farne memoria.

(L’immagine è parziale perchè erano presenti, oltre a Consiglieri e Funzionari comunali, anche privati cittadini, uditori)

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Dapprima i Consiglieri che fanno parte della Commissione: oltre al Presidente Campominosi, Carlo Riva Vercellotti, Donatella Demichelis e Stefano Pasquino (FdI); Giorgio Malinverni (FI), Vice Presidente di Commissione; Alberto Pipitone (Lega); Maura Forte (Pd); Pier Giuseppe Raviglione (SiAmoVercelli).

Ma – il Regolamento lo consente – hanno voluto prendere parte a questo “think tank” anche Consiglieri Comunali che non sono stati nominati in quella Commissione: però interessati al confronto.

Eccoli: Alessandro Stecco (Lega), Michelangelo Catricalà (Gruppo Misto), Renata Torazzo (SiAmoVercelli), Gianni Marino (FI), Alberto Fragapane (Pd).

Per la Giunta era presente il solo (anche se, ad onor del vero, è quello competente per materia) Assessore al Bilancio e Partecipate, Luigi Michelini.

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Della buffa assenza, (apparentemente) giustificata con ancor più buffi motivi dei tre (quanto utili lo sanno loro) Amministratori di Asm Vercelli spa si è già detto nell’articolo della scorsa settimana, inutile intrattenersi ancora sul nulla.

Da sinistra, Baglione, D’Addesio, Prencipe

Le motivazioni per (tentare di) giustificare in qualche modo un’assenza parsa a qualcuno evocare la arcinota locuzione attribuita al Marchese del Grillo sulla considerazione che si può avere degli interlocutori, hanno però motivato un primo intervento, da registrarsi a futura memoria, del Presidente Campominosi.

Il Consigliere di Voltiamo Pagina, nel commentare l’annunciata assenza di Angelo D’Addesio, Antonio Prencipe, Daniele Baglione, ha chiosato: una prova in più di quanto, ormai, siano utili ben tre Consiglieri di nomina comunale per amministrare l’azienda di Corso Palestro.

Tre di nomina comunale e quattro di nomina Iren: una cura dimagrante del (costoso) consesso è più che mai opportuna.

Ne bastano e (forse) avanzano tre in tutto: due di Iren, uno del Comune. Finchè Palazzo Civico resta socio (ma questa sarà argomento del secondo argomento, che vedremo poco oltre).

Anche perché i tre costano qualcosa come 30 mila euro l’anno per Angelo D’Addesio e 20 mila ciascuno per Baglione e Prencipe.

Soldi che si potrebbero risparmiare senza danni per niente e nessuno e che, certo non direttamente, sono pagati dagli Utenti.

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Ma andiamo oltre.

Perché, se si devono registrare assenze, va, al contrario, detto che Atena Trading, cioè l’azienda più direttamente interessata all’argomento, era adeguatamente e costruttivamente rappresentata dall’Amministratore Delegato Paolo Echino (Iren), in carica da pochi mesi e dal Consigliere Franco Pauna, di nomina comunale.

Con loro uno Staff attento e motivato.

Né Pauna, né, soprattutto, Echino, si sono sottratti al confronto cui, anzi, hanno partecipato con particolare disponibilità.

Sicchè, cerchiamo di riassumerne qualche passaggio, almeno quelli cruciali emersi nella discussione: procediamo, nel tentativo di semplificare una dialettica complessa, isolando i singoli argomenti; hanno partecipato alla discussione tutti i Consiglieri presenti.

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Primo argomento: è vero o no che gli aumenti tariffari sono dell’entità temuta, cioè anche di tre volte rispetto all’anno scorso, con punte (per alcuni contratti giunti a rinnovo, di sette volte).

La conferma è giunta proprio da Echino.

Varie le motivazioni e, soprattutto, una: le aziende che “vendono” gas, lo devono a loro volta acquistare in certi e precedenti momenti dell’anno.

Atena Trading è stata compratore sul mercato delle “molecola”, come si dice nel gergo tecnico, nel corso dei mesi estivi, quando la tensione internazionale (e commerciale) era al massimo livello, sicchè il trend delle quotazioni ha risentito di pesanti condizionamenti portati anche da fattori emotivi.

Ciò non cambia, però, le cose: Atena ha comprato pagando certi costi che ora (se nessuno dice niente) non può che ribaltare sugli utenti.

Quindi ora si parla di tariffe unitarie al metro cubo, a carico dei contatori, che oscillano tra 2,20 e 2,80 euro, a seconda che si tratti di mercato libero o tutelato.

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Nel corso degli ultimi giorni non sono mancate informazioni circa le tariffe praticate da altre municipalizzate; ad esempio il gruppo Amc Casale è riuscita a contenere a 1,80 euro circa per metro cubo.

Ciò vale per i rinnovi contrattuali.

Che mettono a disposizione dati concreti preoccupanti: si è udito in Commissione che, nell’occasione di qualche rinnovo, nel corso delle ultime settimane, l’utente si è visto cambiare il prezzo del gas da 0,39 euro a 2,80 euro al metro cubo: sette volte tanto.

Se prima pagava mille euro, ora ne dovrebbe pagare settemila.

Inutile dire che il risultato sia stata la fuga da Atena verso altri fornitori.

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Evidenza che prepara al secondo argomento: la gente pagherà?

Superfluo dire che molti non potranno pagare, né in presenza di un delta così macroscopico, né se il differenziale tra stagione termica 2021 – 2022 e quella 2022 – 2023 fosse anche minore, appunto (anche in questo caso, già verificato) tre volte tanto.

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Il terzo argomento risuona come la domanda posta a suo tempo da Lenin, nel saggio: Che fare (problemi scottanti del nostro movimento)?

Perché la difficoltà per famiglie ed imprese nel sostenere questi costi può dare luogo a diversi comportamenti nella dialettica tra cliente e fornitore.

Abbiamo visto che uno di quelli temuti è la morosità incolpevole, a sua volta, almeno potenzialmente, generativa di “ripieghi” derivati dal fatto che nessuna famiglia può rinunciare al gas ed all’elettricità.

A farne le spese, quindi ed inevitabilmente, altre voci di costo: lo scenario è quello di un vero e proprio dramma sociale che si profila, se nessuno si fa venire in mente idee e soluzioni.

Anche perché, qualora (stiamo parlando della ipotesi peggiore, ovviamente) la morosità fosse, come anticipato, “di massa”, difficilmente Atena potrebbe procedere a stacchi anch’essi di massa.

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Ma, almeno per ora, il modo per difendersi dagli aumenti praticati da Atena Trading è quello che molti utenti stanno mettendo in pratica spontaneamente ed alla ricerca, ormai molto dinamica, di fornitori alternativi.

Che non mancano, del resto, anche se il trend in aumento delle tariffe riguarda un po’ tutti.

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E ciò basta perché alcuni Consiglieri introducano il quarto argomento: Atena Trading è preparata ad una migrazione dei propri utenti, a perdere clienti?

Questa emorragia è già in corso? E, nel caso, di quale entità?

E’ questo l’unico argomento sul quale Echino appare, se non in difficoltà, quanto meno tradire un certo imbarazzo.

Anzitutto, niente numeri, che invece erano stati a profusione diffusi quando si parlava dei trend nazionali sui corsi tariffari.

Atena sta perdendo clienti?

Risposta: mah, non ci sono dati, però pare di no, quanto meno non in modo consistente.

A molti è parso singolare che, a consuntivo 2022, non fossero disponibili dati precisi sul saldo positivo o negativo della platea di contatori gestiti da Corso Palestro.

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Si ritorna, come ad una sorta di gioco del Monopoli, all’assunto di base.

Pare che Mario Draghi abbia tratteggiato e vaghegghiato una situazione per cui, riassumendo:

facciamo la guerra al maggiore fornitore di gas.

Questo interrompe le forniture.

Allora lo prenderemo da altre parti, a maggior prezzo.

Ma preferiamo la pace o il termosifone acceso?

Però: se preferiamo la “pace”, cioè la guerra alla Russia, i costi sono a carico dei cittadini.

Perché, invece, gli utili delle grandi multiutilities (da Iren a A2A, e via enumerando) quelli sono sacri, almeno quanto la pace e non si possono toccare.

I bilanci di famiglie e imprese possono andare in frantumi, ma non quelli di Iren e compagnie consorelle.

I costi della guerra tutti scaricati sui cittadini consumatori: famiglie, imprese, gli stessi Enti pubblici e quelli locali in particolare.

Non è che, invece, almeno per una fase temporanea, si potrebbe rinunciare agli utili o (almeno in ipotesi) mettere in preventivo un esercizio anche in perdita, da recuperarsi poi in quelli successivi?

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Rispetto a queste considerazioni, Echino non può, evidentemente, che fare il pesce in barile, perché non decide, in ogni caso, lui cosa fa o non fa Iren, questo è ovvio e sarebbe stato inutile ed anche poco costruttivo tentare di estorcergli altro.

Anche perché, come detto, la discussione è sempre stata caratterizzata da un clima di rispetto e cordialità molto costruttivi.

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Ma è proprio su questo versante che i Consiglieri interpellano la Giunta comunale di Vercelli (come detto, presente in persona dell’Assessore Michelini), per presentare il vero e proprio cubo di Rubik con il quale ci si deve cimentare.

Dunque: se Atena tiene questi prezzi, queste tariffe al metro cubo: 1) rischia una morosità di massa e 2) rischia di perdere clienti.

In entrambi i casi, il bilancio non potrebbe essere brillante, sicchè, i famosi “utili” e, quindi, “dividendi”, sperati tanto da Iren, quanto dal Comune di Vercelli, rischierebbero seriamente di svanire.

E, inoltre, bisognerebbe poi fare i conti con un’emergenza sociale quale non è difficile pre-vedere.

Quindi: non sarebbe meglio che il Socio Comune di Vercelli prendesse il toro per le corna, chiedendo all’altro Socio (Iren, maggioritario al 60 per cento) di dare un’indirizzo agli Amministratori dell’Azienda affinchè pilotassero una strategia di “dumping” (prendiamo a prestito una parola che va, evidentemente, oltre il segno) cioè rinunciassero a parte degli aumenti, anche se ciò dovesse nuocere al bilancio?

Si può rinunciare agli utili per un anno?

Anche perché – ricorda Campominosi – il Comune fondò a suo tempo la “municipalizzata” Aasm e resta socio in Asm Vercelli spa, non per fare l’industriale, ma per erogare servizi ai cittadini, pareggiando i costi, non certo per guadagnarci.

Al Comune è stato chiesto, in sostanza, cosa pensi del futuro, se abbia strategie, almeno in embrione, per prevenire un’emergenza tutt’altro che fantasiosa, ipotetica, lontana.

Minimizzando ancora di più: la Giunta ha questo argomento, almeno all’ordine del giorno?

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SE L’EMERGENZA E’ REALE, IL VUOTO DI IDEE E’ DRAMMATICO

Quale non è stata la sorpresa di molti tra i presenti nel prendere nozione del vuoto pneumatico che pare la dominante della proposta offerta dalla Giunta del Niente.

Sicuro l’Assessore Michelini, che ha detto qualcosa suonato così; primo: quelli di Atena Iren sanno fare il proprio lavoro molto meglio di tutti i presenti. Quindi non impicciamoci, velleitariamente quanto inutilmente.

Secondo: quando ci sarà il Bilancio di previsione del Comune vedremo se e come si potrà mettere a disposizione risorse per sovvenire alle necessità delle “famiglie più bisognose”.

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Sarà per il ricorso al lessico caro al pauperismo ottocentesco (famiglie più bisognose), sarà per l’idea (apparsa singolare) che un Socio (ad esempio, il Comune) non possa dare indirizzi di gestione all’Amministrazione di una Srl, che qualche Consigliere di maggioranza, all’udire il pensiero (modi di dire) della Giunta del Niente, si guardava mestamente ed imbarazzato la punta delle scarpe, non osando nemmeno levare lo sguardo.

Se l’Assessore ha correttamente interpretato il pensiero della Giunta, pare che questo sia il grado di consapevolezza del problema: vedremo, quando sarà ora, che fare per le “famiglie più bisognose”.

Forse senza avvedersi che, già ora, ad essere “bisognose” sono tante le famiglie, sono tante le imprese, qualcuna più, qualcuna meno e che, se dovesse prepararsi una fuga di massa degli utenti da Corso Palestro, finirebbe per diventare “bisognosa” la stessa Atena Trading.

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Alla fine la riunione si è sciolta, non senza che il Presidente Campominosi potesse concludere con la seconda osservazione (la prima, come abbiamo visto, sul pletorico CdA di Asm Vercelli) sul rapporto tra Iren e Comune, in seno a questa “partecipata”: ha ancora senso tenere quel 40 per cento di azioni in Asm – Atena – Minerva (Minerva è la newco di cui diremo meglio in un prossimo articolo)?

Non è meglio vendere, recuperare, da parte del Comune, quel che si può recuperare (sulla carta, 48 milioni di euro, tanto, sempre sulla carta, varrebbe il portafoglio comunale) e poi ognuno potrebbe fare la propria strada con maggior soddisfazione per tutti?

Certo, non sfugge a nessuno e di sicuro non può sfuggire all’Assessore Michelini che, ove si mettesse in vendita il 40 per cento di azioni che il Comune detiene in Asm – Atena – Minerva, il più probabile valore di mercato sarebbe, assai verosimilmente, ben lontano dai 48 milioni che tengono su (a livello di carta) lo stato patrimoniale del Comune di Vercelli.

Se – una mera ipotesi – invece di 48 milioni di euro, il mercato dovesse dire che la partecipazione di Palazzo Civico in Corso Palestro vale la metà, diventerebbe “bisognoso” improvvisamente, quanto realisticamente, anche lo stesso Comune di Vercelli.

E, se così fosse, se questo dovesse ritenersi uno scenario plausibile, magari un’operazione verità non guasterebbe.

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Ma questa sarà materia, come è appena ovvio, non tanto per decisioni da prendersi in questo deprimente crepuscolo della Giunta del Niente, quanto per i programmi e le proposte dei futuri candidati Sindaco.

Provincia di Vercelli

Importante momento di aggiornamento per i Docenti delle Scuole vercellesi, questa mattina, 23 gennaio.

Organizzato dal Provveditorato agli Studi (ora, come sappiamo, Ufficio Scolastico Regionale e Territoriale d’Ambito di Vercelli) il corso di aggiornamento in materia di Educazione alla sicurezza stradale ed alla legalità.

Persino superfluo richiamare la circostanza che vede gli Insegnanti essere “educatori” a tutto tondo di ragazzi adolescenti, di fatto impegnati a trasferire non solo nozioni inerenti alla sicurezza, ma soprattutto una sensibilità al tema, a porre le basi per una cultura della prevenzione e contrasto ai rischi, quanto della difesa della vita, di cui c’è davvero bisogno proprio quando i giovani accedono ad una mobilità indipendente.

Così oggi la Prof. Laura Musazzo ha invitato, se non “attorno al tavolo”, poichè il numero dei partecipanti è stato davvero notevole, come si vede anche dalla nostra illustrazione, quanto meno “in aula” (presso la Scuola Media Pertini) proprio i Docenti, che hanno potuto ascoltare e porre domande a relatori d’eccezione.

Relatori che, al di là di una riconosciuta competenza giuridica, di alto livello, hanno potuto mettere a disposizione la propria esperienza quotidiana come rappresentanti delle Forze dell’Ordine, ogni giorno impegnati in ruoli delicati quanto “immersi” nella realtà concreta, a contatto con la vita reale e vissuta.

Ha esordito, per il Comando di Polizia Locale di Vercelli, l’Ispettore Antonella Guerra, sul tema: ”Educazione alla Sicurezza stradale nella Scuola, i pericoli e l’incidentalità”. Per proseguire poi con la “lettura della strada e norme di comportamento”. Affrontando, infine, l’argomento quanto mai attuale, per non dire ‘emergente’, della “Circolazione dei pedoni, dei ciclisti e dei monopattini”.

A seguire, l’intervento della Polizia Stradale, con il Commissario Luca Roncarolo, che ha illustrato gli obbiettivi dell’educazione stradale, con riferimento alle principali cause di incidenti quali il consumo di alcol e di droghe, così come la velocità e la distrazione (si pensi, a quest’ultimo riguardo, a quanti “sinistri da smartphone” dobbiamo documentare praticamente ogni settimana).

Nella relazione del Commissario non è mancata una parte espressamente dedicata all’impiego delle cinture di sicurezza, pratica oggi fortunatamente più, ma non ancora abbastanza, accettata e diffusa.

Hanno fatto seguito gli interventi dedicati al tema di fondo, “Educazione alla Legalità”, affidati al Commissario Capo della Polizia di Stato, Deborah Cresciullo ed al Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Borgosesia, Capitano Annalisa Menga.

Ha concluso la Guardia di Finanza, ponendo l’accento sulla legalità economica e finanziaria, trattata dal Comandante Giuseppe Rizzo.

Borgosesia 0

Chieri 0

Borgosesia (3-4-3): V. Gilli; Pierantozzi, F. Gilli, Rekkab; Frana (16’ st Monteleone), Lauciello (16’ st Colombo), Mirarchi, Vecchi; Favale, Fossati (40’ st Tobia), Donadio.

A disp.: Gavioli, Iannacone, Pecci, Attolou, D’Ambrosio.

All.: Lunardon.

Chieri (4-3-1-2): Virano; Capra, Priola, De Letteriis, Ciccone; Balan (34’ st Varano), Bortoletti, Di Lernia; Ponsat; Emane (28’ st Lacava), Camilli (12’ pt Libertazzi).

A disp.: Ciquera, Calò, Bonelli, Papagno, Bellocchio, Biondo.

All.: Sorrentino.

Arbitro: Re Depaolini di Legnano.

Guardalinee: El Handoui di Novi Ligure e Cisafulli di Imperia.

Note: cielo sereno. Terreno in erba sintetica. Spettatori: 200 circa. Ammoniti: Libertazzi, Di Lernia, Capra. Angoli: 4-3. Recupero: 1’ pt – 4’ st.

Sfida ad alta tensione quella che va in scena al Comunale di Borgosesia.

I granata ospitano il Chieri con le squadre appaiate a quota 23 punti.

I ragazzi di mister Manuel Lunardon, orfani dello squalificato Giraudo e degli infortunati Areco e Giacona, arrivano da due sconfitte e vogliono cambiare marcia.

I collinari non vincono dal 20 novembre e hanno raccolto 5 punti nelle ultime 7 gare disputate.

La prima emozione la genera Fossati che dopo 2 minuti con un diagonale manda a lato di poco.

Dopo è Lauciello a provarci ma la sua conclusione non inquadra lo specchio della porta.

Minuto 12; il Chieri è costretto al cambio; esce Camilli, entra Libertazzi.

Al quarto d’ora, Donadio stacca di testa ma la mira non è quella giusta.

Il Chieri si fa vivo al 24’ con un tiro sballato di Emane.

Passano tre minuti e Di Lernia colpisce la traversa; sulla ribattuta Gilli dice di no a Balan.

Prima del riposo, Pierantozzi si esibisce in una bella rovesciata che termina centrale.

Dopo una fase senza grosse emozione la ripresa si sviluppa a tinte granata.

Nel giro di un minuto, tra 17’ e 18’, i valsesiani sfiorano il vantaggio in un paio di occasioni.

Prima Favale impegna Virano che si salva in angolo.

Sugli sviluppi del corner, Mirarchi ci prova al volo, il numero 1 avversario respinge, ne nasce una mischia che la difesa torinese risolve.

Al 35’ Vecchi mira sul primo palo, la sfera termina a lato.

Dopo permane l’equilibrio e le squadre ottengono un punto a testa.

 

Redazione di Vercelli

Vercelli Città

Un’occasione importante, quella odierna, per ascoltare di nuovo la sempre affascinante storia di quel giovane vissuto circa 1. 700 anni fa.

Lo aveva colpito un racconto del Vangelo di San Matteo (19,16-30), che abbiamo udito echeggiare proprio oggi, in Santa Maria Maggiore a Vercelli:

16 Ed ecco un tale gli si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?». 17 Egli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». 18 Ed egli chiese: «Quali?». Gesù rispose: «Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, 19 onora il padre e la madre, ama il prossimo tuo come te stesso». 20 Il giovane gli disse: «Ho sempre osservato tutte queste cose; che mi manca ancora?». 21 Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi». 22 Udito questo, il giovane se ne andò triste; poiché aveva molte ricchezze (…)”.

Il parallelismo è ancora più persuasivo se si legge, dei tre sinottici, questo Vangelo, perché è l’unico ad informarci che quel ricco preoccupato della propria vita eterna fosse un “giovane”.

Ma tutti concordano nel dire che, udita la risposta del Signore, quel ragazzo se ne andò “triste”, rattristato.

Il giovane Antonio, invece, che pure aveva molti beni di famiglia e ne aveva sempre seguito la cura in modo intelligente e diligente, non seppe resistere al richiamo di quella parte così esigente della Parola di Dio e scelse la via, difficile, alla felicità.

Si liberò di tutti gli “averi” e scelse di “essere”, di fare l’eremita, aprendo la strada ad un nuovo e fondativo corso nella vita della Chiesa, nata da poco e ponendo le basi per nuove esperienza spirituali nella lunga e feconda stagione del monachesimo.

Di tutto questo ha parlato l’Arcivescovo di Vercelli, Mons. Marco Arnolfo, nel corso dell’omelia dettata oggi proprio in occasione delle memoria liturgica del Padre del Deserto: l’omelia è integrale nel video che abbiamo messo a repertorio e che volentieri offriamo perché i sentimenti e gli insegnamenti di questa giornata restino nella disponibilità anche di chi non ha potuto prendervi parte.

Come tradizione, la Festa di Sant’Antonio Abate (del deserto) celebra anche il rapporto tra uomo e natura, tra i tanti soggetti e protagonisti della Creazione.

Molti i valori che questo giorno richiama, a cominciare da quello vissuto sempre intensamente nei campi, luogo di lavoro comune tra l’uomo e tanti animali che ne hanno condiviso le fatiche. Nel corso dei secoli la festa è stata vissuta con particolare condivisione nel mondo rurale, celebrando il lavoro dei campi, che dà il pane: proprio la benedizione e distribuzione del “pane di Sant’Antonio” è segno ancora oggi di quella radice culturale, oltre che spirituale.

Non meno importante, però, il rapporto tra l’uomo e gli animali cosiddetti d’affezione, i nostri piccoli amici a quattro zampe, soprattutto cani e gatti, che vivono con noi tutti i giorni.

A loro è dedicata buona parte della gallery.

Con Mons. Arnolfo hanno celebrato Mons. Pino Cavallone e Don Gian Mario Isacco: padrone di casa sempre perfetto, in rappresentanza della Confraternita omonima, Giulio Pretti.

Hanno animato la liturgia con canti da tutti apprezzati i bambini del coro diretto da  Francesca Borsetti.

Renate 1

Pro Vercelli 0

Marcatori: 5’ st Esposito su rigore

Renate:(4-3-3): Drago; Anghileri, Silva, Angeli, Possenti; Baldassin, Esposito (35’ st Nelli), Squizzato; Ghezzi (16’ st Saporetti), Nepi, Sorrentino (1’ st Morachioli). A disp. Tanzi, Ermacora, Larotonda, Marano, Simonetti, Colombini. All.: Dossena.

Pro Vercelli: (4-3-1-2): Rizzo; Clemente (33’ st Arrighini), Cristini, Perrotta, Anastasio (44’ st Febbrasio); Corradini, Emmanuello (22’ st Iotti), Calvano (44’ st Saco); Vergara; Della Morte, Comi. A disp.: Valentini, Lancellotti, Masi, Mustacchio, Gatto, Gheza, Iezzi, Guindo. All.: Paci.

Arbitro: Taricone di Perugia.

Guardalinee: Spataro di Rossano e Nigri di Trieste.

Quarto uomo: Terribile di Bassano del Grappa.

Ammoniti: Clemente (PV), Calvano (PV), Cristini (PV), Drago (R), Squizzato (R)

Recupero: 0’ pt – 5’ st

Terza sconfitta consecutiva per la Pro Vercelli.

Dopo il fischio d’inizio, parte bene la Pro che al 3’ conquista un calcio d’angolo battuto da Anastasio: Calvano colpisce di testa ma la palla è alta sopra la traversa.

Al 22’ cross di Clemente ma Dago non si fa sorprendere.

Impegnato ancora il portiere lombardo al 27’ che para un tiro in area di rigore di Della Morte.

Per il Renate ci prova al 38’ Ghezzi ma non conclude.

La prima frazione di gioco termina in parità, con poche emozioni da ambo le parti e le squadre vanno negli spogliatoi sul risultato di 0 a 0.

Nella ripresa passano 4 minuti e l’arbitro concede un calcio di rigore per il Renate per fallo di mano di Cristini: si incarica di batterlo Esposito che segna il gol del vantaggio per i padroni di casa.

La Pro cerca di trovare il pareggio con Vergara al 62’ e Comi al 64’ ma i tentativi sono vani.

Al 71’ i leoni conquistano tre corner consecutivi: i lombardi  difendono bene la loro porta.

Pericolosa la Pro al 79’ con Arrighi che si trova davanti a Dago ma viene segnalato il fuori gioco.

Morachioli all’85’ tenta il raddoppio, Rizzo blocca.

La gara finisce con la sconfitta della Pro.

Redazione di Vercelli

Provincia di Vercelli

Il momento più atteso, la vestizione con il tradizionale velo bianco, è arrivato ieri sera, 5 gennaio, nel corso del sempre affollato e allegro veglione alle Acacie di Vercelli.

La Bèla Maijn del Carnevale Benefico 2023, Sharon Basiricò, è arrivata tra gli applausi ed ha subito dimostrato di essere a proprio agio con il pubblico, ma soprattutto con coloro che saranno i suoi compagni di viaggio, nel lungo itinerario del

Carvè: i gruppi, le Maschere e primo fra tutti il suo Bicciolano, l’ormai collaudato Enrico Rampazzo.

Quest’anno si è tornati, con grande soddisfazione di tutti, in presenza e la risposta è stata subito buona.

Ma ieri c’è stata una festa nella festa che ha dato un tocco in più di allegria, amicizia e coesione di questo bel gruppo: una sorpresa.

Una sorpresa soprattutto per l’interessata: prima che la festa entrasse nel vivo, Roberta Roncarolo ha chiesto il microfono.

E lei, Elisabetta Galante, gliel’ha concesso, gentile e garbata come sempre.

Ma la sorpresa era proprio per lei: perché, da 15 anni, Elisabetta festeggia il compleanno il 5 gennaio, proprio nel giorno del veglione, quando è impegnatissima a sorvegliare che tutto giri al meglio.

E non è mai stata festeggiata.

Ma quest’anno non si sarebbe potuto fare a meno di pensare per lei una fascia speciale, perchè Elisabetta (per tutti, Betty) ha compiuto i suoi primi 40 anni.

Ora vi lasciamo con il video che documenta tanti momenti di questa serata: sfilano tutti i protagonisti, i Rioni cittadini, i gruppi dei paesi, le Maschere.

Manca solo il Rione Isola ed anche questo è stato un gesto encomiabile, di vera responsabilità: come sappiamo un grave lutto ha colpito tutta la comunità, con la scomparsa del grande Parroco Don Augusto Scavarda. Quando Elisabetta ha annunciato il motivo di questo gesto, si è levato spontaneo un applauso, certo per Don Augusto, che ora seguirà e proteggerà il Carnevale da lassù, dopo averlo animato personalmente per tanti anni. Ma un applauso anche per questi amici del Rione, che hanno voluto dare questo bell’esempio.

Ed ecco anche una piccola gallery.

Buona visione e ci rivediamo ai tanti appuntamenti del Carnevale Benefico 2023.

 

Provincia di Vercelli

(elisa moro) – “Siamo venuti per adorarlo” (Mt. 2, 2): la Solennità dell’Epifania, della manifestazione e rivelazione a tutte le genti del Bambino nato a Betlemme, il Figlio di Dio fatto uomo, contiene al suo interno un respiro ampio e profondo, permettendo di allargare lo sguardo alla stessa Pasqua – il cui annuncio avviene proprio al termine della liturgia di questo giorno – e al compimento stesso del mistero della salvezza.

Un’interessante allusione propone di comparare l’Epifania alla pienezza del mistero pasquale, che si realizza nella Pentecoste, legandone, per così dire, le due feste:

“cinquanta giorni sono necessari allo svelamento del mistero della risurrezione per tutti i popoli, che si radunano davanti al Cenacolo per ricevere dalla bocca degli apostoli l’annuncio della vittoria di Cristo; dodici notti (dopo Natale) sono necessarie perché il Bambino sia trovato con gioia da questi misteriosi personaggi” (Fratel Michael Davide, p. 105).

Senza soffermarsi sui significati teologici e simbolici legati ai Magi e ai preziosi doni recati, splendidamente descritti da diversi Padri della Chiesa, richiamandone in particolare le allusioni alla Passione e allo stesso sacrificio in Croce per la salvezza dell’umanità, merita invece porre l’attenzione sul senso attuale di questo cammino, mosso dalla luminosa stella cometa, che conduce ad un incontro vero e unico con la Persona di Cristo.

“Camminare per adorare”: San Leone Magno, in un brano dedicato a questa Solennità ricorda che:

“ (…) i tre magi, chiamati dai loro lontani paesi, furono condotti da una stella a conoscere e adorare il Re del cielo e della terra ” (Discorso 3).

In primo luogo i Magi sono dei cercatori, uomini assetati di verità e di giustizia (cfr. Mt. 5, 6), disponibili a lasciarsi interrogare e arricchire dalle inesauribili profondità che la vita e la storia offrono.

Sono immagine del vero discepolo che adopera la ragione nel credere, visto che “credere null’altro è che pensare asserendo. Chiunque crede pensa, e credendo pensa e pensando crede. La fede se non è pensata è nulla” (Fides et ratio, 9).

Essi vedono una stella che li attrae, li seduce (Ger. 20,7), spingendoli a passare dal con-siderarla (guardarla) al de-siderarla (sceglierla), fino ad eleggerla come guida stessa, emblema di quella divina:

“Dio è luce e in lui non ci sono tenebre” (1 Gv 1, 5).

Più volte, infatti, nella storia biblica, Dio ha mandato segni luminosi per guidare il popolo verso il luogo da Lui prescelto.

Come non ricordare, ad esempio, la nube in Nm. 9, 15-23, che accompagnava gli ebrei nel deserto e che, nel corso della notte, assumeva l’aspetto del fuoco?

È tuttavia nel Libro della Sapienza, scritto pochi decenni prima della nascita di Gesù, che si precisa meglio la funzione e l’immagine di questa nube: Dio diede al popolo pellegrino

“una colonna di fuoco come guida in un viaggio sconosciuto e come sole innocuo per il glorioso migrare” (Sap. 18, 3), una

“luce di stelle nella notte” (Sap. 10,17).

Con l’agostiniana inquietudine del cuore, quella stessa che tante volte l’attuale società tenta di “narcotizzare”, i Magi

“hanno seguito la stella; attraverso il linguaggio della creazione hanno trovato il Dio della storia” (Benedetto XVI, omelia del 6 gennaio 2012), il nuovo e vero Re, davanti al quale si sono prostrati in segno di totale adorazione.

“Adorare per camminare”: l’adorazione comporta anche un dono, che, nel caso dei Magi, può diventare icona di pienezza, simbolo di una fede che diventa fiducia e servizio, di una speranza che è capace di sciogliere le vele e di un’autentica condivisione e comunione d’amore.

I doni a Colui che si è fatto Dono indicano che la meta è raggiunta, i Magi hanno concluso quel viaggio fisico che li ha condotti a Betlemme.

Inizia ora, citando le parole di Papa Benedetto XVI alla veglia della GMG di Colonia del 2005, nel cui Duomo sono venerate le Reliquie dei Magi,

“(…) un nuovo cammino, un pellegrinaggio interiore che cambia tutta la loro vita. Perché sicuramente avevano immaginato questo Re neonato in modo diverso… Dovevano imparare che Dio è diverso da come noi di solito lo immaginiamo. Qui cominciò il loro cammino interiore… Egli contrappone al potere rumoroso e prepotente di questo mondo il potere inerme dell’amore, che sulla Croce – e poi sempre di nuovo nel corso della storia – soccombe, e tuttavia costituisce la cosa nuova…Ora imparano che devono donare se stessi – un dono minore di questo non basta per questo Re. Ora imparano che la loro vita deve conformarsi a questo modo divino di esercitare il potere, a questo modo d’essere di Dio stesso. Devono diventare uomini della verità, del diritto, della bontà, del perdono, della misericordia. Non domanderanno più: Questo a che cosa mi serve? Dovranno invece domandare: Con che cosa servo io la presenza di Dio nel mondo? Devono imparare a perdere se stessi e proprio così a trovare se stessi” (Veglia di preghiera con i giovani della GMG a Colonia, 20 agosto 2005).

E’ questo il continuo e mai concluso cammino non solo dei Magi, ma di ogni discepolo, chiamato a rinnovarsi e mettersi in cammino verso la vera Luce, seguendo l’invito del profeta Isaia:

“Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce… Cammineranno i popoli alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere” (Is 60, 1-3).

Questo è il compito del discepolo, quello di attrarre, nell’ordinarietà della vita nelle azioni quotidiane, mediante la testimonianza dell’amore concreto, tutti gli uomini a Dio:

“così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli” (Mt 5, 16), fino a diventare “epifania” incarnata, vissuta, nell’apertura del cuore alla Grazia e aderendo in pienezza alla Parola rivelata.

La cronaca di oggi, 3 gennaio, si apre con la notizia del sinistro stradale verificatosi in Via Paggi a Vercelli attorno alle 14.

 

Sono entrati in collisione un furgone per il trasporto di generi alimentari ed un’utilitaria, quest’ultima finita sul marciapiede.

Da prime sommarie informazioni non si registrerebbero gravi conseguenze per gli occupanti dei veicoli.

(marilisa frison) – In questo uggioso primo giorno nonché prima domenica dell’anno, il richiamo delle campane è forte e gioioso è il richiamo alla prima Santa messa Solenne del 2023.

Il parroco di Trino, don Patrizio Maggioni, alle 10, è candidamente di bianco vestito, si festeggia Maria Santissima, madre di Dio, oltre a celebrare la Giornata Mondiale della Pace e si prega per il Papa emerito Benedetto XVI, un Papa innamorato di Gesù, le sue ultime parole sono state: ”Gesù ti amo”.

Dal pulpito arriva un’omelia, sentita, improntata sul bene per vincere il male. Alcuni stralci di don Maggioni:

“Il Signore ci insegna a benedire non a maledire, a dir bene delle persone senza cadere nel buonismo, ma per far loro coraggio, dare conforto e infondere sicurezza. Non ci rendiamo conto di quanto sia deleterio dar spazio al male. Nel palinsesto di un telegiornale sembra quasi si faccia a gara per dare cattive notizie, facendo crescere in noi un’idea cattiva dell’esistenza, mentre il Signore ha creato il mondo per una vita bella, senza malelingue pronte a distruggerla.

La vita è un miracolo meraviglioso che il Signore ci ha donato”.

Il sacerdote ha riportato in auge le belle parole di Madre Teresa di Calcutta, che come pochi ha saputo vivere bene la vita e ci invita a vivere la vita che è un’opportunità ed è bellezza e va benedetta, non bisogna sfuggirla.

Continua don Patrizio:

“Quante cose cambierebbero se partissimo da una Benedizione per renderci conto che quanto abbiamo per vivere: è tanto, è bello, è prezioso, sempre comunque e nonostante tutto”.

E ci lascia leggendo queste significative parole del testo di una canzone di Fiorella Mannoia, arrivata seconda a Sanremo 2017:

“Ho sbagliato tante volte nella vita. Chissà quante volte ancora sbaglierò . In questa piccola parentesi infinita quante volte ho chiesto scusa e quante no. È una corsa che decide la sua meta quanti ricordi che si lasciano per strada. Quante volte ho rovesciato la clessidra. Questo tempo non è sabbia ma è la vita che passa che passa. Che sia benedetta. Per quanto assurda e complessa ci sembri la vita è perfetta. Per quanto sembri incoerente e testarda se cadi ti aspetta. Siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta, tenersela stretta. Siamo eterno siamo passi siamo storie. Siamo figli della nostra verità. E se è vero che c’è un Dio e non ci abbandona. Che sia fatta adesso la sua volontà”.

Che dire?! Buon anno!

Rocambolesco incidente in Tangenziale Ovest a Vercelli, nel tardo pomeriggio di oggi, 29 dicembre.

Attorno alle 17,30, approssimativamente di fronte al campo da Padel della palestra Move, due auto sono entrate in collisione, una utilitaria bianca ed una station wagon Bmw di colore nero.

L’utilitaria ha terminato la propria corsa contro un guard rail, restando incastrata sul montante: al momento si attendono i Vigili del Fuoco per liberare la carreggiata.

La dinamica del sinistro è al vaglio della Polizia Locale, accorsa tempestivamente insieme al Servizio 118.

Non si sono registrati feriti.

Il traffico lungo la strada è stato a lungo rallentato e si sono formate code in direzione Biella.