VercelliOggi
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Vercelli Città

Vercelli, provincia di Vigevano.

Ha tutta l’aria di una gioiosa cavalcata nelle praterie eusebiane l’avanzata di Aziende e professionisti di Vigevano, messi a contratto dal Comune di Vercelli.

Delle fortune (fino a prova del contrario, meritate) delle Cooperative Alemar e Start si è già detto in altro articolo.

Ora è la volta di Studi professionali i quali, come se non ci fossero abbastanza Architetti ed Ingegneri nella provincia di Vercelli, oppure fossero tutti a tal punto oberati di lavoro così da non poter essere ulteriormente onerati, sono scelti proprio in provincia di Pavia e soprattutto a Vigevano.

In pochi mesi (almeno) tre incarichi.

Si incomincia il 21 marzo 2022 quando l’Arch. Liliana Patriarca (nota ai nostri Lettori anche con l’affettuoso nick name affibbiatole dagli amici, di “Tripla I” – Infallibile, Insostituibile, Inimitabile)

si determina – leggi qui.

A cosa si determina?

Ad assegnare “l’incarico professionale per la redazione del Progetto Definitivo riferito all’intervento di “Realizzazione nuovo asilo nido Villaggio Concordia”.

La scelta cade sullo “Studio Buscaglia Associati, con sede in C.so Repubblica n. 19 – 27029 Vigevano (PV)” per un onorario previsto in 36 mila euro oltre oneri.

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Poi, ad agosto scorso, l’incarico che l’Ing. Marco Tanese, Dirigente dell’Ufficio Tecnico, assegna ad un Professionista che pare apolide.

Perché – a differenza di tutti gli altri Atti, siano Determine o Deliberazioni – quello riferito all’Ing. Lorenzo Duico omette (di proposito?) di indicare dove questo Professionista abbia Studio.

Si badi: non dove abiti, che questo sarebbe (più) comprensibile.

No: proprio dove abbia Studio, sempre che un Ufficio ce l’abbia.

Si sa che è iscritto

all’Ordine degli Ingegneri di Pavia – leggi qui –

e questo non potrebbero fare a meno di indicarlo (forse, perché a questo punto, se ne vedono tante…).

Sempre che non si tratti di un omonimo, sarebbe un Tecnico dell’Università di Pavia che ha maturato una certa esperienza proprio nel settore delle piscine, sette o otto anni fa.

Ma non basta ancora.

E’ lo stesso Ing. Tanese che, di nuovo a proposito di collaudi al Centro Nuoto, settore la cui responsabilità politica non è dell’Assessore allo Sport, come si potrebbe pensare, ma del Vice Sindaco ed Assessore ai Lavori Pubblici, il sagacissimo Massimo Simion, nei giorni scorsi nomina un altro Professionista, sempre di Vigevano.

Si tratta – leggi qui – dell’Ing. Chiara Casalino.

Questa Professionista uno Studio ce l’ha: ”con studio in via Isonzo, 14 – 27029 Vigevano (PV), Iscritto all’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Pavia al n. 2549”.

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Perché di Duico non abbiano scritto nulla e perché, invece, degli altri pubblichino i dati, peraltro già pubblici, non si sa.

Ma il punto è un altro.

Tre Professionisti tutti di Vigevano o Pavia in poche settimane.

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Chissà se il Pirata lo sa.

Perché, in fondo, potrebbe anche pungergli vaghezza di fare due chiacchiere con Sìmion per cercare di capire il motivo per cui, all’ex Collegio delle Orfane Isabella de Cardona (sede degli Uffici Tecnici: nella foto, il ritratto della Fondatrice), pare abbiano questa predilezione per il Pavese. Inteso come territorio.

A proposito: nella Lega pare non trovino un accordo ormai nemmeno sulla corretta pronuncia del cognome del Sagacissimo.

Si dice Sìmion?

O Simìon. O, ancora Simiòn.

Parola sdrucciola, piana o tronca. Vai a sapere.

Se lo chiedete a Romano Lavarino magari dice sdrucciola.

Ma poi, in fondo, non è importante.

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Dunque, il Pirata, un tempo così attento a queste coincidenze (perché, almeno per ora e fino a prova del contrario, così si debbono chiamare: coincidenze) ora pare ignorare.

Almeno, pare ignorare, fino a prova del contrario.

Provincia di Vercelli

Un tempo, si sarebbe detto che sono “esplose le contraddizioni del sistema”.

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Leggi cliccando qui la prima lettera.

Leggi cliccando qui la seconda lettera.

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E’ proprio quello che sta succedendo nella Lega vercellese e valsesiana, dove ormai sembrano venute allo scoperto le contraddizioni di un “sistema” arrivato al capolinea.

E’ fin troppo facile, dal punto di vista di una storia di questa comunità locale, che certo meriterà scrivere, fare risalire le ragioni della crisi di oggi alla prematura scomparsa di Gian Luca Buonanno, nel giugno 2016 – leggi qui – .

 

Chi scrive non si permette giudizi di sorta sulla vicenda umana (di nessuno e nemmeno) di Gianluca Buonanno: su quella politica tanto hanno detto le cronache e molto dirà, un giorno, la Storia

E’ comunque certo che la sua morte abbia trovato la società civile e la comunità politica di questa provincia, in particolare della sua componente valsesiana, tanto impreparata, quanto nella condizione, inaspettata, di doversi cercare una nuova leadership.

La soluzione si chiamò Paolo Tiramani, ma l’epilogo di questi ultimi sei anni fa capire che si dovrà cercare ancora.

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Per non rischiare di banalizzare ciò che sta capitando nella Lega dove (non va dimenticato ed ammesso che la modesta opinione di chi scrive interessi a qualcuno) vi sono tante persone e Amministratori perbene, capaci ed in buona fede, non si può omettere di partire da qui: da giugno 2016.

Nelle mani di Riccardo Molinari e di Matteo Salvini (se a loro importa qualcosa di Vercelli e della Valsesia) sta ora un problema: come “ricostruire” il partito in provincia.

Partito che, come abbiamo visto, può contare (anche) su molti validi ed onesti Amministratori.

Per un paradosso solo apparente, la Lega in provincia di Vercelli presenta, all’esame di chi voglia tentare una non improvvisata ed obbiettiva analisi politica, una disponibilità, forse anche una “abbondanza” di quadri: e proprio sulla necessità di non disperdere (ulteriori) energie, talenti, risorse, cercando di conciliarle tutte verso una nuova prospettiva di convivenza, progettualità politica e collaborazione, si misurerà la lungimiranza e la capacità dirigente dei responsabili regionali e nazionali del partito.

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Per chiunque dovrà politicamente giudicare, il problema sta tutto qui, inevitabilmente partendo dalla valutazione delle due lettere di cui parliamo in questo articolo: lettere quasi uguali, ma recanti istanze opposte.

Ed anche questa inedita specultarità” dei due documenti non fa che accrescere la necessità di una lettura approfondita di entrambi, come della diagnosi sugli ambienti in cui ne è maturata la stesura.

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Scorrendo le firme in calce ai due testi si vedono, anche quelle, appunto, di Amministratori onesti e capaci.

Prendiamo ad esempio alcuni di questi nomi, pur consapevoli di correre un rischio, quello di essere fraintesi: non è che gli altri siano nomi meno presentabili. Non sta a noi dire e giudicare.

Ma serve qualche esempio, crediamo, per capire.

Nel primo gruppo, ci sono Amministratori Locali da tutti stimati e certamente idonei a ricoprire incarichi di responsabilità politica come, appunto e ad esempio, Claudio Tambornino, Alessandro Montella, Maurizio Tascini.

Nel secondo, Michele Pairotto, Carlo Stragiotti, Alberto Mocca.

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Vogliono, però, cose opposte.

I primi (lettera di Daniele Baglione ed Eraldo Botta) chiedono che sia nominato un Commissario “terzo” rispetto ai protagonisti della spaccatura, ormai insanabile, venutasi a creare.

I secondi, al contrario, chiedono che resti Commissario del partito, fino ad un imminente (forse, non è detto) Congresso, lo stesso Tiramani.

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Vedremo poco oltre gli altri motivi di discordia o di imbarazzo: tutti hanno un fondamento proprio nei trascorsi degli ultimi sei anni.

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IL CONGRESSO, TRA VOGLIA E PAURA

Ora tentiamo di capire perché entrambi gli schieramenti sembra abbiano soprattutto paura di una cosa: quale sarà la base elettorale di iscritti che voterà al prossimo Congresso?

Cioè hanno paura di una cosa (di una pre-condizione) di cui hanno anche voglia (il Congresso che consegni il partito ad un nuovo gruppo dirigente).

E’ un problema solo apparentemente tecnico, invece è di sostanza.

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Per quello che abbiamo capito, tutti (entrambe le “correnti”) danno per archiviata l’esperienza Tiramani.

Ci torneremo, come detto, poco oltre.

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Vediamo, quindi, dapprima, perché sia gli uni che gli altri hanno timori circa la composizione della base elettorale che potrebbe o non potrebbe votare alla future assise congressuali.

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I seguaci di Baglione e Botta hanno un (ragionevole) timore: se si indicesse un Congresso ora, voterebbero, ovviamente, solo gli iscritti Militanti che sono “sopravvissuti” in questi sei anni di “gestione Tiramani”.

Insomma, si tratterebbe di una base congressuale in qualche modo non rappresentativa proprio perché “in continuità” con un periodo che si vuole lasciare alle spalle.

Se si fa la conta dei “morti” e degli abbandoni di questi ultimi sei anni, appare un cimitero di guerra e tra le croci spicca quella di Emanuela Buonanno, che però non è l’unica.

Ci sono (ci sono stati) anche mondi vicini, contigui: persone che erano simpatizzanti e che si sarebbero, magari, potute iscrivere, continuare un percorso dentro la Lega.

Se, per esempio, qualcuno chiedesse al Vice Sindaco di Livorno Ferraris, Franco Sandra, un tempo attivo nelle campagne elettorali a favore della Lega, se abbia cambiato strada perché non gli piacesse più Matteo Salvini o perché non gli piacesse il marketing aggressivo di qualche Cooperativa ansiosa di assumere incarichi nei servizi di pulizia degli uffici, l’interessato potrebbe dare la risposta.

Poi c’è il Gruppo Consiliare al Comune di Vercelli, letteralmente decimato dal 2019 ad oggi.

Partito con 12 Consiglieri, si ritrova con otto.

Perché?

Certo, i “miracolati” come Romano Lavarino e Gian Carlo Locarni, terranno duro.

La lettura in filigrana della lettera indirizzata a Molinari e Salvini dal gruppo di Baglione e Botta (vedremo poi come ha funzionato il “servizio postale”) pare dire proprio questo.

Abbiamo bisogno di tempo, della gestione “terza” da parte di un Commissario perché sia ricostituito un tessuto associativo che dia garanzie a tutti.

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E proprio qui sta la ragione del timore che sembrano coltivare gli altri, quelli che, stamane, hanno spedito la seconda lettera, che non è più appropriato chiamare “gruppo Tiramani”: loro per primi si rendono conto che quel periodo è tramontato.

Per convenzione e brevità, li chiameremo, dunque, della “attuale maggioranza”.

Sono quelli che, in prevalenza, non hanno responsabilità di come siano andate le cose.

Qual è il timore di queste persone?

Quello di essere fatte fuori da un ipotetico “nuovo corso”.

Di nuovo, il problema starebbe nel tesseramento.

Quelli della “attuale maggioranza”, se abbiamo ben capito, sembrano credere: se si aprisse un periodo di commissariamento di medio lungo periodo (che gli altri reputano necessario per ricostituire una credibile base elettorale) potremmo correre il rischio di essere fatti fuori. Baglione e “compagni” potrebbero sollecitare tante nuove adesioni (fare le tessere, come si diceva un tempo, ndr), che potrebbero essere accolte, mentre quelle che potremmo sollecitare noi potrebbero essere respinte.

Così, mentre ora siamo in maggioranza, allora potremmo trovarci in minoranza.

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Timori infondati?

Da un lato, una siffatta impostazione parrebbe sottointendere una sostanziale sfiducia nella imparzialità dello stesso Molinari.

Dall’altro lato, chi conosce la politica sa che queste cose sono possibili.

Non è detto che debbano accadere, ma sono possibili.

Così come è assai probabile (i numeri sono numeri) che un Congresso celebrato ora non farebbe che riprodurre la situazione attuale, “modellata” (conformata?) in questi sei anni.

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Come si vede – se questa può essere una plausibile interpretazione dei percorsi che hanno portato a scrivere le due lettere – le prossime elezioni non c’entrano praticamente niente.

Si potrebbe dire che le elezioni del 25 settembre importino ben poco, un po’ a tutti: anche perchè – come è chiaro a tutti – non ne determineranno il risultato nè Tiramani, nè Botta o Baglione, nè nessun altro in particolare in questa provincia.

C’entrano, semmai, le prossime elezioni del Consiglio Provinciale (2023) e dei maggiori Consigli Comunali, a partire da quello di Vercelli (2024).

E’ chiaro che la candidature saranno decise dalla Segreteria provinciale o dal Commissario provinciale.

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Ma è anche questa un’evidenza (la prima, dal punto di vista della “vita” del partito) che conferma una cosa: la responsabilità sta tutta nelle mani di Riccardo Molinari in particolare.

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Sarà lui, in caso di commissariamento, a dover garantire che il tesseramento assicuri agli uni ed agli altri le medesime possibilità,  la parità dei punti “di partenza”.

Proprio perché sarà necessario assicurare alle tante persone valide, una piena agibilità politica.

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C’E’ POSTA PER VOI

Veniamo, ora, ai contenuti espliciti delle due missive.

Anzitutto, occorre riprendere l’articolo della riunione tenutasi ad Arborio,

lo scorso martedì 30 agosto – leggi qui -.

Quando è stato respinto al mittente l’invito rivolto da Daniele Baglione a Paolo Tiramani per fare un passo indietro e rassegnare il mandato di Commissario.

C’E’ POSTA PER VOI / 1 – La prima lettera

Subito dopo (?) si sono messi al lavoro per compilare la lettera, allegata all’inizio, in pdf.

I firmatari (oltre a Botta e Baglione: Alessandro Montella, Claudio Tambornino, Denis Cazzadore, Franco Bercellino, Maurizio Tascini, Roberto Carelli) sono tutti leghisti della prim’ora; inutili le presentazioni.

Quando è stata consegnata la lettera a Molinari e Salvini?

Nel corso della cena tenutasi ieri sera a Spinetta Marengo, in provincia di Alessandria, a conclusione del tour elettorale del Segretario.

I “postini”, in quella occasione, non si sono limitati alla mera consegna del “plico”.

Sarebbe emerso (di nuovo, perchè aleggia da tempo e pare abbia avuto un peso nelle recenti decisioni di Fratelli d’Italia, per non accogliere nuovi arrivi)  un ulteriore problema di opportunità politica, che avrebbero riassunto come segue.

Da tempo ormai lo stesso Tiramani non fa mistero (anche con post su Facebook, assai eloquenti riferiti a suoi impegni di lavoro, per esempio a Vigevano) di avere nuove prospettive di lavoro.

Oltre a quelle ben note a molti Amministratori Locali del territorio: dall’attività di Direttore Tecnico e Amministratore nella Coop. Egida, a quella di Socio della Società Accounting srl.

Da qualche tempo l’orizzonte si estende a Vigevano, sede delle due Cooperative Alemar di cui è, rispettivamente, Legale Rappresentante o magna pars l’imprenditore Claudio Sempio.

Negli ultimi due anni la Coop. Alemar ha mietuto successi in provincia di Vercelli, acquisendo contratti tanto al Comune di Borgosesia, quanto presso quello di Vercelli

(ex multis, leggi cliccando qui).

( e cliccando qui).

L’imprenditività di Sempio è giunta al punto di costituire una società di Capitali con lo stesso Tirmani, nel luglio 2021 per la gestione di strutture residenziali, con sede proprio a Vigevano: la Villa San Gaudenzio srl, con sede legale in Vigevano.

Se bisogna dare per acquisita e fino a prova del contrario, la buona fede di tutti,  la legittimità delle gare che hanno visto aggiudicataria la Coop. Alemar a Borgosesia e Vercelli, pare si rilevino ora caratteri di opportunità politica, bisognosi di valutazione anche da parte degli Organismi superiori del partito.

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C’E’ POSTA PER VOI / 2 – La seconda lettera

Nella prima mattina di oggi arriva la seconda lettera, quella inviata agli stessi destinatari (Molinari e Salvini) proprio dal gruppo della attuale maggioranza”.

Si tratta di: Michele Pairotto, Francesco Pietrasanta, Alberto Mocca, Margherita Candeli, Carlo Stragiotti, Paolo Ferrari, Leonardo Falcetta, Davide Tagliabue.

Chiedono una cosa diversa ed opposta dai primi: che sia confermato Tiramani alla carica di Commissario e si vada al più presto al Congresso.

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Una cosa è chiara: si tratta di posizioni inconciliabili.

E non c’è dubbio soltanto su una cosa: i vertici della Lega hanno di fronte un problema di non facile soluzione.

Erano più di trenta, ieri sera, 30 agosto, ad Arborio, i Soci sostenitori e militanti della Lega, riuniti a valle delle ferie “ad aquas” del Commissario provinciale, Paolo Tiramani.

Un minimo di explicatio terminorum.

Nella Lega, in questo momento (come già osservato in altre occasioni) non c’è un Organo collegiale di direzione politica a livello provinciale.

C’è solo un “Commissario” nominato dagli Organi regionali (per loro,  nazionali) e Nazionali (per loro, federali), in attesa del Congresso.

Il Commissario, come sappiamo, è lo stesso Tiramani.

Chi c’era, dunque, ad Arborio?

Erano invitati, come abbiamo visto, i Soci.

Sono sostenitori quelli che si iscrivono (anche on line) pagando 10 euro di tessera.

Militanti si diventa, invece, dopo almeno un anno di anzianità e su richiesta, quando e se vi sia l’approvazione degli Organi superiori, a loro insindacabile giudizio.

Sicchè da tempo (in astratto: non sappiamo se sia concretamente successo) si diventa militanti se lo vuole Tiramani.

Solo i militanti con almeno tre anni di anzianità possono votare per eleggere gli Organi collegiali direttivi che, appunto, al momento, a livello provinciale non ci sono.

Salvo errori ed omissioni, perché non è facile capire questi meccanismi, figuriamoci illustrarli.

Si è risolto il problema di chi chiamare o non chiamare, invitando direttamente i Soci: allargare il perimetro, in fondo, è sempre la cosa migliore. Anche se i Soci attuali sono, in un certo senso, quelli che sono rimasti.

Motivo ufficiale della riunione, preparare la campagna elettorale per la candidatura di Eraldo Botta al Senato.

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Tra i tanti presenti, questi quelli di cui ci hanno detto.

Nutrita la delegazione di Vercelli città, con Gian Carlo Locarni, Ombretta Olivetti, Massimo Simion, Maurizio Tascini.

Poi Daniele Baglione, Eraldo Botta, Angelo Dago, Alessandro Montella, Michele Pairotto, Gian Mario Morello (che, da qualche tempo, gli amici chiamano affettuosamente con un curioso nick name: “il Maltese”).

Assente Alessandro Stecco perché in ferie.

Alcuni aventi titolo erano, invece, impegnati alla cena dei Sindaci alla Patronale di Trino.

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Le sedie non sono ancora calde, quando chiede ed ottiene la parola Daniele Baglione e dice qualcosa che è suonato così: guardate, Signori cari, inutile nascondersi che qui c’è un problema. Nel partito c’è un problema.

Siamo riuniti sotto la presidenza di Paolo Tiramani, ma è ormai evidente che, se non l’hanno candidato, gli Organi regionali e nazionali del partito non hanno più fiducia in lui.  Quindi “commissario” per conto di chi è ancora?

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E qui arriva la vera e propria bomba: Baglione, anche a nome di Eraldo Botta e di un gruppo di leghisti, chiede al Commissario di fare un passo indietro. In sostanza, di dimettersi.

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Invito che lo stesso Tiramani declina: se è vero che Riccardo Molinari non ha più fiducia in me, non ha che da mandarmi due righe sollevandomi dall’incarico di Commissario e amen.

Poi (ma qui preferiamo pensare di avere capito male), pare che il Commissario abbia insinuato un sospetto: se Molinari ce l’ha con me è perché sa che io potrei essere il suo antagonista. (*)

(* Aggiornamento ore 14,50) – Effettivamente, c’era stato un fraintendimento: l’ipotesi che Molinari potesse vedere in Tiramani un pericolo per la propria leadership non è stata formulata dall’ex Sindaco di Borgosesia – E questo non può che fare piacere, anche perchè ne confermerebbe la propria eccellente igiene mentale – L’ipotesi è stata formulata da un suo supporter presente alla riunione e, si sa, i gregari possono incappare in qualche eccesso di zelo.

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Insomma, Riccardo Molinari avrebbe motivo di temere che Paolo Tiramani potrebbe insidiarne la leadership.

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Tiene ancora banco, poi, la questione del tentato passaggio, andato male, del Commissario a Fratelli d’Italia. Il Commissario rintuzza le contestazioni con uno stile assai vicino a quello che gli è proprio quando frequenta il metaverso della sua bacheca di Facebook: se qualcuno può testimoniare di avermi visto chiedere di entrare in Fratelli d’Italia, alzi la mano.

La discussione sul punto pare non sia andata oltre.

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Al di là delle discussioni interne che sono sempre state proprie di tutti i partiti, soprattutto se radicati nei territori, è ormai evidente una spaccatura che, nella Lega, corre dalla Valsesia giù lungo il fiume, fino a Vercelli e tutto lascia immaginare che se ne parlerà ancora a lungo. Certo i leghisti vercellesi e valsesiani potrebbero essere chiamati a dire da che parte stanno: con Tiramani o con Botta e Baglione?

L’unico che potrebbe avere già deciso è Gian Carlo Locarni: con tutti e tre.

Nel breve: questa spaccatura avrà una qualche influenza sul risultato elettorale del 25 settembre?

Al momento i segnali percettibili dicono di no: è più probabile che i risultati in provincia di Vercelli, nel bene e nel male, saranno quelli che il partito si è guadagnato in questi anni.

trippa

Vercelli Città

Cavalcavia di Corso Avogadro a Vercelli: qual è lo stato dell’arte?

Lasciamo parlare il corredo iconografico messo a repertorio questa mattina, 19 agosto.

Come si vede, i lavori di abbattimento del tratto di viadotto (cioè la parte di infrastruttura che era sovrastante la strada e la ferrovia) è pressochè completata.

Si vede altrettanto chiaramente che le due “rampe”, cioè le salite d’accesso al “ponte” sono ancora lì.

E siamo, appunto, al 19 agosto.

Ancora una volta smentite, quindi, le previsioni dei buontemponi che, magari nell’ora post prandiale, dopo una sosta ristoratrice da Paolino, hanno, da ultimo, assicurato che i lavori sarebbero finiti a fine agosto.

Che succede?

Succede che la Ditta “General Smontaggi spa” di Novara, che sta procedendo alla demolizione, ha un contratto molto chiaro, che sta onorando al meglio.

Anche dal punto di vista del disagio patito dai residenti in zona, hanno cercato di ridurlo al minimo possibile.

Ma quel contratto, stipulato con il Comune di Vercelli, è, appunto, chiaro in ogni sua parte: demoliscono il viadotto, ma non si parla di rampe.

Nessuno ha mai commissionato la demolizione delle rampe.

Che, perciò, almeno per ora non si muovono.

Dal Comune, qualche settimana fa, è stato chiesto alla Ditta se, eventualmente, sarebbe disponibile ad occuparsi anche dell’abbattimento delle rampe.

Eventualmente.

E la Ditta ha risposto che, eventualmente, lo sarebbe.

Ma non c’è contratto, non c’è deliberazione della Giunta, né Determinazione della Dirigente dei Lavori Pubblici, Liliana Patriarca, non c’è, quindi, impegno di spesa.

Non c’è niente di niente.

Perfettamente in linea con il niente della Giunta del Niente.

C’è soltanto – e qui sta il punto – una lettera inviata dalla stessa Patriarca alle Ferrovie.

Cosa dice la lettera?

E qui le voci non sono tutte univoche, ma la sostanza sarebbe: Signore Ferrovie, possiamo (noi Comune) abbattere anche le rampe?

Si dice di interpretazioni non univoche perché altri sostiene, invece, che a fine luglio, primi di agosto, non è che sia partita la lettera di Liliana Patriarca: sarebbe, invece, già arrivata la risposta delle Ferrovie che darebbero l’ok all’abbattimento.

Ma, se anche fosse vera questa seconda ipotesi (e non si capirebbe, però, perché, con la pletora di conferenze stampa cui la Giunta del Niente si abbandona alla ricerca di sollazzo mediatico, non lo potessero dire, papale papale) resta sempre il fatto che, dall’ok delle Ferrovie all’inizio lavori di demolizione il passo non sarebbe, dati i tempi tecnici, breve.

Acquisterebbe, perciò, una paradossale attualità l’immagine diffusa dai simpatici burloni che annunciavano per “il prossimo inverno” la fine lavori.

Una cosa più immaginata che reale, come i 40 milioni in arrivo grazie all’Architetto Chiparo.

Con il consueto impegno di Liliana Patriarca di correggere: Kipar, Assessore, Kipar. Non Chiparo.

Architetto Kipar.

Prima o poi ce la farà.

E così, prima o poi, sempre che le Ferrovie dicano di sì, anche le rampe saranno abbattute.

Per ora, però, lì sono e lì restano: Kipar o non Kipar.

Diciamo che il lato positivo della situazione è la possibilità di vedere scorci panoramici davvero belli, della città e della campagna, grazie alla cortesia sempre speciale del Vercelli Palace Hotel, che ringraziamo come sempre per la gentile collaborazione.

Provincia di Vercelli

Si avvicina il momento di congedarsi dalla Grotta di Massabielle, portando negli occhi, ma soprattutto nel cuore, la figura di Maria, Madre di Dio e dell’umanità.

Ma oggi, lunedì 15 agosto, solennità dell’Assunzione di Maria al Cielo,  è stato il giorno importante dell’itinerario di fede e spiritualità mariana compiuto dai pellegrini che hanno condiviso l’esperienza del pellegrinaggio interdiocesano dell’Oftal.

Il momento centrale è stato certamente quello della S.Messa internazionale alla praterie.

Ma anche ora, quando si condivide la processione con le fiaccole, si percepisce di vivere un momento che resterà sempre nei ricordi.

In questi giorni si sono susseguiti tanti momenti importanti, in questo luogo in cui si intrecciano tanti percorsi esistenziali.

Ci piace soffermarci su uno di questi, che ha per protagonisti una giovane mamma, Megain Nadege, con i suoi tre bambini. Sono tutti qui a Lourdes. E’ arrivata in Italia dal natio Cameroun, alla ricerca di un lavoro e di un futuro per i suoi figli.

Un giorno, tramite una vicina di casa, conosce il gruppo Oftal di Chivasso e decide di portare qui anche i suoi bambini, perché conoscano quello straordinario e grande affresco delle Fede che è il ciclo delle diciotto apparizioni della Vergine a Bernadette.

Tutto il gruppo Oftal le mostra solidarietà e questo progetto, che fino a qualche tempo prima sarebbe parso un sogno, si avvera.

La Madonna certamente guarda con amore particolare questa piccola famiglia che in Lei ripone tanta fede e tutte le sue speranze e non farà mancare ogni benedizione per il futuro di questi piccoli.

***

Ancora un’icona che non ha mancato di emozionare tanti presenti.

In uno degli incontri di preghiera, l’Arcivescovo di Vercelli, Mons. Marco Arnolfo, che presiede il pellegrinaggio Oftal, ha incontrato, dopo tanti anni, Don Tonino di Chivasso, che accompagna il gruppo Oftal guidato da Gian Luigi Scala e della decana Mariuccia Dellarole Squara.

Don Tonino è stato compagno di corso di Mons. Arnolfo e tutti hanno plaudito all’abbraccio fraterno che ha suggellato questo incontro.

Ora vi lasciamo con qualche immagine di oggi, in attesa di raccontare la giornata di domani e poi il rientro.

Provincia di Vercelli

Cari Lettori,

vi auguriamo un Buon Ferragosto, nella speranza che per tutti si preparino giorni sereni, anche per chi è nella prova, senza dimenticare coloro che sopportano la dura prova della solitudine.

Noi ci prendiamo tre giorni di riposo, da sabato 13 a lunedì 15 agosto compresi, nel corso dei quali aggiorneremo comunque i Portali per il torneo triangolare del Borgosesia Calcio (domani sera) e per le Celebrazioni liturgiche dell’Assunta, anche per la bella notizia che arriverà da Alice Castello.

La posta elettronica

info@vercellioggi.it

sarà regolarmente scaricata ed il numero di telefono e wapp

3358457447

sarà sempre disponibile per urgenze di cronaca.

Grazie per l’amicizia con cui ci seguite e che accompagna la vostra assiduità.

Buon Ferragosto a tutti.

Abitava in Frazione Arro di Salussola Andrea Guizzardi, il tecnico di 58 anni

scomparso ieri per un incidente sul lavoro a Santhià, presso l’impianto di compostaggio “La Coccinella” del Gruppo Iren – leggi qui.

Persona molto nota ed unanimemente stimata non soltanto in paese per l’attività di volontariato, ma anche dal più vasto mondo, sempre capace di grandi gesti di amicizia, del ciclismo amatoriale.

Lascia la moglie e due figli ai quali vanno le sincere condoglianze di VercelliOggi.it.

 

Lunedì 8 agosto alle 18 in Comune a Varallo si terrà una riunione convocata dall’Amministrazione con i Consorzi terrieri di Massera e Salaro, ex frazioni di Sabbia, per la strada carrozzabile.

Sono convocati i Presidenti dei due Enti: per il Consorzio Terrieri Salaro il Signor Ferruccio Cantaruti; per il Consorzio Terrieri Massera il Signor Rino Calzoni.

Annunciata la presenza del Sindaco, ma assai probabile anche quella del Vice Sindaco.

La riunione si presenta non facile e vediamo perché.

***

I Consorzi che si occupano delle varie conurbazioni, contribuendo nei servizi essenziali come la pulizia e il taglio dell’erba, sono da sempre la “voce” di queste porzioni di territorio.

Questi paesi (Massera e Salaro) sono tutt’oggi isolati, senza la possibilità di accesso, nemmeno con auto o fuoristrada.

Quando si presentò il progetto per la fusione (di fatto, una incorporazione del Comune minore in quello maggiore) tra Varallo e Sabbia e nel famoso (famigerato?) “accordo di programma”, che prevedeva la realizzazione di undici opere pubbliche, lungo 10 anni.

In realtà è stata completata (e in metà tempo, 5 anni) una sola

leggi qui

per 2 milioni di euro in favore del territorio incorporato l’ ex Sindaco di Sabbia, Carlo Stragiotti, aveva proposto la costruzione di una strada di accesso per le frazioni di Massera e Salaro.

Proposta accettata dall’allora Sindaco Eraldo Botta – leggi qui

Iniziata l’opera il 26 giugno 2019 (già tardivamente)  – leggi qui –

si sarebbe dovuta completare in tre lotti, un lotto ogni anno, attingendo ai fondi extra della fusione.

Ricordiamo che il “bonus” governativo per incoraggiare le fusioni sarà complessivamente di 11 milioni di euro, di cui 2 si sarebbero, appunto, dovuti spendere per opere a favore della comunità di Sabbia

Dopo l’inizio lavori, le opere l’avanzamento delle opere è stato interrotto a fine 2019, per riprendere (e subito arrestarsi nuovamente) solo nel 2020 e poi ancora nel 2021, causa Covid, crollo di un tornante (!) e cessione dell’azienda appaltatrice

– leggi qui -.

Ad oggi, però, questa strada risulta chiusa, finisce in un bosco senza essere collegata nemmeno con una mulattiera e dei tre lotti (che pare siano diventati quattro) è stato parzialmente finito il primo, anche a causa di un crollo di una massicciata di una curva appena costruita avvenuta due anni fa (quella pocanzi accennata).

Cosa diranno ora ai cittadini durante questa riunione, dopo oltre un anno in cui nulla si è mosso in questo cantiere?

La domanda che in molti si pongono è: perché il Comune di Varallo non rendiconta gli investimenti effettuati con i fondi della fusione (sia la quota di Sabbia che quella “varallese”) ?

Leggi qui

La situazione ad ora rimane ferma, esattamente come fermo è anche l’ex ristorante Pittu Cupal di Sabbia, abbandonato a se stesso, per ora senza che il Comune investa (con i fondi derivanti dalla fusione?) per metterlo a norma, prima di cercare una possibile gestione, su cui pare ci siano state anche delle occasioni interessanti. Stesse situazioni che si vedono anche per le altre opere nel famoso “elenco” (libro dei sogni? Specchio per le allodole?).

Dopo molte riunioni rimaste prive di costrutto i cittadini stanno perdendo la pazienza e questa situazione verrà manifestata durante l’incontro.

Come finirà?

Chi vivrà, vedrà e, probabilmente, se starà nei pressi della sala riunioni, “sentirà” anche… forte e chiaro.

Entusiasmante esibizione, questa sera sul palco di Piazza Antico Ospedale, di Francesco Renga che con la sua voce inconfondibile, calda e profonda ha emozionato i presenti.

Il cantante ha coinvolto il pubblico proponendo i suoi brani tra i quali il famosissimo Angelo, con il quale ha vinto il Festival di Sanremo nel 2005 e Il mio giorno più bello nel mondo, Vivendo adesso e Era una vita che ti stavo aspettando.

Calorosi applausi per Renga che ha interagito con il pubblico regalando forti emozioni.

Redazione di Vercelli

Protagonista del concerto di questa sera è stata Fiorella Mannoia che accompagnata sul palco dai musicisti Diego Corradin alla batteria, Claudio Storniolo al pianoforte e alle tastiere, Luca Visigalli al basso, Max Rosati e Alessandro Doc De Crescenzo alle chitarre e Carlo Di Francesco alle percussioni e alla direzione musicale di tutto lo spettacolo ha intrattenuto e coinvolto il pubblico.

In Piazza Antico Ospedale l’artista ha proposto i suoi successi dai suoi inizi sino all’ultimo suo album “Padroni di Niente”, uno spettacolo molto apprezzato dai suoi fan.

Il prossimo appuntamento è previsto per domani, sabato 6 agosto, con Francesco Renga.

 

Redazione di Vercelli

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