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VERCELLI, LAVORATORI ESPULSI DAL LAVORO SE NON VACCINATI - Emanuele Pozzolo: una violenza senza senso, soprattutto sanitario - Solidarietà alle persone discriminate -

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Dal Coordinatore Provinciale di Fratelli d’Italia, Emanuele Pozzolo, riceviamo e pubblichiamo.

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L’articolo 1 della Costituzione italiana recita testualmente: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”.

I nostri Padri Costituenti, ben consapevoli degli orrori dei totalitarismi e della guerra civile, compresero l’importanza del lavoro come strumento fondamentale su cui fondare la dignità dell’essere umano e consentirne uno sviluppo libero e responsabile.

A distanza di molti anni dal Secondo Dopoguerra e dalla stesura della Costituzione repubblicana, pare che l’Italia stia smarrendo, quasi completamente, quella consapevolezza.

Infatti, a decorrere dalla data odierna, 15 febbraio 2022, (con il silenzio complice della più parte dei Sindacati) aumentano le discriminazioni legalizzate sul luogo di lavoro: dopo Medici, Militari e Insegnanti – da oggi – qualunque cittadino italiano con 50 anni compiuti non potrà più lavorare senza essersi “vaccinato” e verrà multato per non aver richiesto l’accesso alle terapie geniche sperimentali anti Covid-19.

L’impossibilità di lavorare e quindi di guadagnare lo stipendio – ancornchè in condizioni di salute e certificatamente non contagiosi (a differenza di tanti possessori di Super Green-Pass) – é una violenza insensata, che lede la dignità umana, esponendo singoli cittadini, padri e madri di famiglia a non avere più i soldi per pagare il mutuo di casa, per fare la spesa e per crescere i propri figli.

Questa è una delle pagine più brutte della storia italiana recente, che sarà ricordata come un giorno di cui avere vergogna: perché tra tanto silenzio colpevole – e nella completa omertà di molti che avrebbero il dovere morale di denunciare – si sta calpestando la Costituzione italiana e si sta avviando la nazione verso un futuro molto pericoloso.

Emanuele Pozzolo