VercelliOggi
il primo portale quotidiano della provincia di Vercelli
L'intera comunità ha risposto all'invito del Parroco Don Valerio D'Amico

VEROLENGO - IL VIDEO - Si rinnova la processione del Venerdì Santo - Ampia partecipazione di fedeli, protagoniste le Confraternite -

Centrale il simulacro della Sindone

Crescentinese, PiemonteOggi

Sempre molto partecipata, la processione del Venerdì Santo a Verolengo, riunisce il popolo di Dio nella commemorazione della morte di Gesù, evento che tuttavia prepara, con l’oltraggio della Croce, la signorìa della Pasqua.

Si tratta di un’azione liturgica che affonda la propria radice in una tradizione remota e rappresentata sempre con una iridescenza simbolica semplice, eppure a suo modo ricercata per renderla più eloquente.

Anzitutto, da un punto di vista sociale, le Confraternite sono protagoniste: Corpus Domini, S. Orsola, Assunta, S. Rosario, Madonnina e SS. Trinità.

Come sappiamo, questi sodalizi rappresentano, nel corso dei secoli ed in tanti contesti locali, oltre quello di Verolengo, come una “saldatura” tra la comunità civile e quella ecclesiale, tra l’istituzione laica e quella religiosa.

Molta cura la rappresentazione ha sempre riservato ai particolari che dicono della “macchinazione” perpetrata per mettere a morte il Giusto: dalla “mano” che rappresenta lo schiaffo di Anna, ai due bastoni, fino al guanto servito per confezionare, senza che il carnefice si pungesse, la corona di spine.

Insieme ad altri (ad esempio le colonne) dicono di uno studio meticoloso per rappresentare, in modo accessibile al popolo, soprattutto nei tempi passati, quando l’informazione e l’istruzione erano patrimonio di pochi, gli elementi di una “storia” che permette alla fede di farsi cultura condivisa.

Il Crocifisso è molto antico e potrebbe risalire addirittura al XVI secolo.

***

Centrale e caratteristica, distintiva della tradizione di Verolengo rispetto ad altre azioni liturgiche nel Piemonte e non solo, la presenza di un simulacro della Sindone.

Ciò deporrebbe per rilevare una sintonia tra lo spirito che anima questa tradizione locale e la “stabilizzazione” torinese del Sacro Lino che, appunto, risale ai provvedimenti adottati dai Savoia nel tardo XVI Secolo.

Dal passato al presente, la gente ha dimostrato anche ieri, Venerdì Santo 2022, di aderire all’invito del Parroco Don Valerio D’Amico ed ha seguito l’effige di Cristo, anche sostenendo la rappresentazione con la partecipazione di molti bambini e ragazzi, soprattutto di quelli che riceveranno i Sacramenti.