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TRINO - Quando si dice a che Santo votarsi - La tradizione, soprattutto domenicana, assegna a ciascuna persona la figura di un Santo, per imitarne le virtù

Insomma, un esempio da seguire e pregare per la sua intercessione

(marilisa frison) – Alle 16 di questa seconda domenica del mese di Gennaio, in cui si festeggia il Battesimo di Gesù e Papa Francesco ci invita a ricordare annualmente la data del nostro Battesimo (importantissima, perché è la data della nostra iniziazione cristiana) e festeggiarla come si fa per il compleanno, la Fraternita laica di San Domenico o Fraternita laicale domenicana, ramo secolare della Famiglia domenicana, di Trino, si è riunita nella chiesa parrocchiale e si affida alla protezione di un Santo protettore.

Questa originale tradizione, di inizio anno, che consiste nella “estrazione” dei Santi protettori, ciascuno dei quali poi assegnato ad una persona, è di matrice prevalentemente francescana; con il tempo però si è diffusa anche in altri Ordini e Congregazioni religiosi e laici, non ha nulla a che vedere con la corsa di affidarsi alla fortuna con l’acquisto di biglietti di lotterie varie, restando in spasmodica attesa dell’estrazione dei numeri vincenti.

Per l’occasione è giunto in San Bartolomeo, Padre Pio Marcato, da Chieri, e prima di benedire le immaginette dei Santi protettori domenicani ha spiegato la tradizione, che in genere si perpetua nella prima Adunanza nel giorno dell’Epifania.

I domenicani hanno circa 500 Santi in cielo, ma solo 170 sono indicati nel calendario diretto, allora si inizia l’anno estraendo a sorte un Santo protettore, per cui si pregherà durante l’anno e dovrà essere d’esempio nella vita e imitato nelle virtù.

Dietro a ogni immaginetta c’è una piccola traccia della sua vita ed è indicata una virtù.

Nell’allegato video è tutto ben spiegato da Padre Pio Marcato.

Ad aiutare Padre Pio nell’estrazione dei Santi protettori la Presidente della Fraternita trinese, Elisabetta Ranaboldo e il terziario Giancarlo Tione.

È stato fatto uno strappo alla regola, i Santi protettori non sono stati estratti solo per i Terziari domenicani, ma gentilmente ne è stato assegnato uno anche me, la sorte mi abbinata a Beata Agnese di Gesù de Langeac, che diventerà la mia Patrona e dovrò prendere quale modello di vita da conoscere e imitare per l’intero anno, inoltre dovrò pregare per i sacerdoti e i seminaristi e come pratica: offrire le proprie sofferenze a Dio per la salvezza delle anime.

E’ stato un bel momento di fede vedere queste persone che venivano chiamate e andavano a prendere il proprio Santo Patrono inginocchiandosi davanti a Padre Marcato che spiegava loro le virtù del Santo, molti lo prendevano anche per figli e marito.

L’estrazione dei Santi è abbinata al bacio del bambino che era posizionato vicino all’inginocchiatoio.

Giancarlo Tione ha asserito:

“Questa tradizionale consuetudine monastica domenicana ci permette di vivere la Comunione spirituale con la chiesa del Cielo. Abbiamo la grazia di essere imparentati con una schiera innumerevole di Santi e di Beati che da cielo possono esserci utili nel cammino terreno. Certamente non ci sono utili per portarci fortuna o per allontanare da noi le prove o le croci della vita, ma ci sono utili per l’esempio che ci danno nel l’impegno di seguire Cristo come e dietro San Domenico e anche per l’aiuto concreto che dal Cielo ci possono ottenere nei momenti difficili della vita terrena”.

Un Santo protettore, un Santo da imitare, un Santo da conoscere non è solo una bella tradizione ma anche una spinta a vivere con intensità la propria vita di religiosi e di uomini incamminati sulla via della santità.

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