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Il 24 agosto una storica battaglia tra le due fazioni

ECHI DA UNA GRANDE PATRONALE - Perchè San Bartolomeo è Patrono di Trino? - I motivi si devono fare risalire alle lotte tra Guelfi e Ghibellini - IL VIDEO

La Santa Messa, occasione per ascoltare anche una avvincente storia di Natanaele - Guarda il filmato

(marilisa frison) – Una grande festa la Solennità di San Bartolomeo 2022. La scorsa domenica alle 11 la chiesa e le cappelle erano gremite di presenze.

È stato reso grande onore al Santo Patrono, sull’altare in bella vista, bandiere, labari, stendardi, vessilli delle Associazioni e Confraternite trinesi, che avevano preso posto nei banchi, presente il Sindaco Daniele Pane con la giunta, il Maresciallo Emilio Farina, la Polizia Municipale, i grandi festeggiati assieme al Patrono, i ragazzi della Leva 2004 giunti accompagnati dalla banda musicale cittadina.

Bello vedere tanta gente riunita sotto lo stesso tetto in nome di Bartolomeo.

La Santa messa è stata aperta con una presentazione biografica di Natanaele da parte del domenicano Giancarlo Tione, a presiedere il parroco don Patrizio Maggioni, che ha ringraziato il Sindaco, le autorità e le numerose Associazioni presenti in divisa e con stendardi a celebrare e chiedere la protezione del Santo Patrono e protettore, ma non solo per questo, ha voluto ringraziarle soprattutto per il grande servizio che rendono alla città e alla comunità trinese.
Nell’omelia ha evidenziato l’importanza dell’unità: “Anche nel nostro corpo umano se le cellule si dividono, non restano unite, provocano malessere: il cancro. E se noi non saremo uniti subiremo lo stesso male tremendo: il cancro della società, del Paese in cui viviamo. L’individualismo, il pensare sempre solo a se stessi, a occupare sempre i posti migliori e per questo ci si aggredisce, si mente, per poter mantenere la propria posizione nella logica dell’esisto solo io”.
Tanti i riferimenti sulla sincerità di San Bartolomeo, che ci invita a non occupare il primo posto, ma a essere gli ultimi e a essere autentici.
Il coro ha animato in modo armonioso la celebrazione con una novità: intonando la preghiera del Padre Nostro.
Il Presidente della Pat Mauro Bagna, presente alla Santa messa ha fatto i complimenti ai coristi e ai musicisti per la bravura nell’esecuzione dei canti.
Il parroco ha anche dialogato con i ragazzi della Leva, dicendo loro che: “È giusto far festa, che anche Gesù faceva festa con i suoi apostoli, la cosa importante però è l’amicizia, l’unità, lo stare insieme, io spero che un domani voi possiate essere le forze nuove di queste Associazioni, queste belle realtà trinesi”.
Dopo la benedizione solenne finale, impartita con la reliquia del Santo Patrono, tutti fuori per una foto ricordo davanti al portone ligneo della chiesa.


Questa domenica tutte le celebrazioni eucaristiche hanno avuto luogo in San Bartolomeo, proprio per omaggiare il Santo Patrono.
Ma perché proprio San Bartolomeo è il Patrono di Trino?
L’ha riportato il parroco su il Notiziario di questa domenica:
“La nostra chiesa parrocchiale sorse nel 1278, quando cominciò a decadere l’utilizzo della chiesa di San Michele in Insula ed era necessario inaugurarla e darle un nome.
Nella politica del Basso Medioevo, precisamente dal XII secolo, c’erano anche nel Marchesato del Monferrato le due fazioni politiche contrapposte Guelfi e Ghibellini, e proprio il 24 agosto 1278 il marchese Guglielmo il Grande aveva vinto un’importante battaglia contro i “Guelfi Vercellesi”, sconfiggendoli a Trino.
Secondo tradizione ricorrendo San Bartolomeo, il 24 agosto, giorno della vittoria, il marchese Guglielmo il Grande decise di inaugurare la chiesa in onore al Santo e di conseguenza ne è diventato il Patrono, protettore della città e dei trinesi.
Questa preziosa informazione la dobbiamo allo storico trinese Bruno Ferrarotti, che l’ha ricavata da un inciso di Riccardo Orsenigo su un vecchio volume di Vercelli Sacra, editore Ferrari, Como, 1909”.
La chiesa parrocchiale sabato sera è rimasta aperta fino a tarda notte, per consentire a chi veniva a far festa di poter entrare e dire una preghiera a San Bartolomeo.
Era esposto il Santissimo Sacramento e la Pala d’altare del Guala, che raffigura San Bartolomeo che battezza i reali d’Armenia era suggestivamente illuminata e i canti che provenivano dall’altare si fondevano con quelli delle piazze.