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La Diocesi di Ivrea ha un Ufficio Missionario molto attivo

QUELLE VESTI CANDIDE, LAVATE NEL SANGUE DELL'AGNELLO - Anche nel 2021, nel Mondo ben 22 Martiri cristiani - L'anniversario del martirio di Mons. Romero, occasione per riflettere sul sacrificio della vita -

Tanti i legami tra Borgo Revel, Verolengo ed il Crescentinese

Crescentinese, PiemonteOggi

Un lungo elenco, anche quello che si deve compilare per il 2021 da poco trascorso: un elenco di Martiri.

Li conosceremo tra poche righe.

Si è parlato di loro a Borgo Revel, giovedì 24 marzo scorso, quando l’Ufficio Missionario Diocesano di Ivrea ha voluto invitare il popolo di Dio che vive in questa diocesi, per pregare insieme al Vescovo Mons. Edoardo Aldo Cerrato e fare memoria dei Martiri.

Memoria dei Martiri riflettendo sull’idea di martirio, “testimonianza resa a Cristo a prezzo delle vita, in situazioni di rottura”.

Così sintetizza il Card. Carlo Maria Martini dettando i pensieri che avrebbero poi formato il piccolo volume “Chiesa, Vescovo, Martirio” (1983).

Era viva ed ancora sanguinante la ferita procurata all’umanità dall’assassinio del Vescovo Mons. Oscar Romero, poco più di 30 anni fa, il 24 marzo 1980.

Quando il Presule celebrava l’Eucarestia, nel momento della Consacrazione.

Una morte, se non annunciata, certamente da lui stesso in qualche modo preconizzata:

“Il martirio è una grazia di Dio che non credo di meritare. Ma se Dio accetta il sacrificio della mia vita, il mio sangue sia seme di libertà”.

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Il martirio – continua il Card. Martini – si compie quando il dialogo cessa. Così è accaduto al primo Martire, Stefano (…). Stefano sta parlando, ma ad un certo punto è interrotto:

“Gridando con voce grande si coprivano le orecchie e si gettarono come un sol uomo contro di lui” (At.7,57).

Stefano non riesce più a parlare: gli interlocutori non vogliono più ascoltarlo e gli usano violenza.

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Resta scolpita nella memoria la lettura delle ultime parole di San Policarpo, mentre già vede il Patibolo:

“Signore Onnipotente, Padre di Gesù Cristo, tuo amatissimo e benedetto Figlio… Io ti benedico perché mi hai reso degno di questo giorno e di quest’ora, di prendere parte al numero dei Martiri, al calice del tuo Cristo, per la risurrezione della vita eterna, dell’anima e del corpo, nella incorruttibilità dello Spirito Santo”.

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Sono pensieri che si sono affacciati proprio la sera tracorsa nella bellissima chiesa di Borgo Revel, ricca di vestigia storiche, pulsante di vitalità pastorale, retta dal Parroco Don Valerio D’Amico, che è stato ospite discreto quanto attivissimo.

La parola del Vescovo (che riprendiamo integralmente nel nostro video) ha avviato la veglia di preghiera e come incoraggiato la riflessione, culminata nelle parole di Don Matteo Somà, delegato dell’Ufficio Missionario Diocesano.

Bella e costruttiva la partecipazione dei laici parrocchiani, che hanno dato vita ad alcune azioni liturgiche di alto significato simbolico.

Tra queste (integrale, nel nostro video), l’offerta di un lumino posto ai piedi della Croce: uno per ognuno dei Martiri, sacerdoti, religiosi e religiose, laici, uccisi nel 2021.

Sarebbe ingiusto lasciare il Lettore alla gallery ed al video senza avere dedicato un pensiero grato anche alla splendida corale, che ha animato la Liturgia con i canti, scelti con cura, eseguiti come offerta al Signore.

Ma ecco di seguito i nomi e qualche cenno biografico dei nostri Fratelli che hanno reso candide le proprie vesti, lavate nel Sangue dell’Agnello.

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Fratel Luigi Manganiello, 49 anni, religioso dei Fratelli delle Scuole Cristiane (FSC), congregazione fondata da San Giovanni Battista de La Salle (“Lasalliani”), è stato colpito violentemente al corpo e alla testa con un oggetto contundente dai ladri che aveva scoperto mentre stavano rubando nei locali della scuola in cui insegnava, nel centro di Barquisimeto (Venezuela). Il suo corpo senza vita è stato trovato la mattina del 6 gennaio 2021 da uno dei guardiani. Il religioso, figlio di genitori italiani emigrati in Venezuela, era nato a Puerto Cabello. Era conosciuto, amato e stimato per la sua opera tra i giovani, svolta da molti anni nel Collegio La Salle, oltre che come insegnante anche come coordinatore della pastorale dei giovani e della pastorale vocazionale. Faceva anche parte della giunta direttiva dell’Associazione venezuelana dell’Educazione cattolica. Nel 2016 era stato ucciso il guardiano della stessa scuola, Ramón Ramírez. (Agenzia Fides 08/01/2021)

P. John Gbakaan Yaji, 38 anni, parroco della chiesa di Sant’Antonio di Gulu, nella diocesi di Minna, in Nigeria, è stato ucciso il 15 gennaio 2021 lungo la strada Lambata-Lapai. Padre Gbakaan, insieme a suo fratello e ad un altro prete, il 14 gennaio si era recato a Makurdi, nello stato di Benue, per andare a trovare sua madre. Il giorno seguente, 15 gennaio, sulla via del ritorno, il sacerdote e il fratello sono stati attaccati da uomini armati lungo la strada. L’assalto è avvenuto intorno alle 9 di sera, nei pressi del villaggio di Tufa. I due uomini sono stati catturati da banditi armati, che poi hanno chiamato la diocesi di Minna, chiedendo un riscatto. Nel frattempo però il corpo esanime del sacerdote è stato ritrovato, legato a un albero, nei pressi della strada dove era avvenuto il rapimento. P. Gbakaan sarebbe stato ucciso a colpi di machete, talmente violenti da rendere difficile il riconoscimento. Nella boscaglia è stata ritrovata anche l’auto su cui viaggiava. Il sacerdote viene ricordato come una persona umile e gentile, dedito al servizio di Dio e della gente. (Agenzia Fides 18/1/2021)

Don Rodrigue Sanon, parroco di Soubaganyedougou, nella diocesi di Banfora, in Burkina Faso, è scomparso il 19 gennaio 2021, mentre si recava a Banfora, dove non è mai arrivato, per un incontro dei sacerdoti con il Vescovo, Mons. Lucas Kalfa Sanon. Le ricerche effettuate hanno portato al ritrovamento della sua automobile e del suo corpo senza vita, il 21 gennaio, nella foresta di Toumousseni, a una ventina di chilometri da Banfora. L’annuncio della morte del sacerdote ha suscitato dolore e interrogativi nella diocesi, soprattutto tra i fedeli della parrocchia di cui era parroco dal 2018, che si sono chiesti se l’omicidio fosse stato opera di banditi oppure di terroristi, visto il contesto di insicurezza del Burkina Faso, denunciato in diverse occasioni dai Vescovi, che ha coinvolto anche sacerdoti e fedeli. (Agenzia Fides 21,22 e 23/1/2021) .

Uomini armati non identificati hanno ucciso, la sera del 24 gennaio 2021, il sacerdote filippino don Rene Bayang Regalado, mentre stava rientrando al Seminario San Giovanni XXIII nel villaggio di Patpat, nei pressi di Malaybalay, città della provincia di Bukidnon, sulla grande isola di Mindanao, nel sud delle Filippine. La polizia ha confermato che don Regalado è stato ucciso nelle vicinanze del Seminario “con diversi colpi di pistola alla testa”. I criminali hanno fermato il suo veicolo su una strada isolata, il suo corpo si trovava a circa tre metri dalla vettura. “Il suo occhio sinistro aveva contusioni come se fosse stato colpito prima della sua morte” ha riferito la polizia, inoltre il braccio sinistro del prete era “legato con un laccio di colore bianco”. Don Regalado era anche conosciuto come “Paring Bukidnon” (“sacerdote di montagna”), in quanto spesso visitava le comunità più isolate, sostenendo le questioni legate alla vita e alle necessità degli agricoltori, promuovendo l’agricoltura biologica e sostenibile. Secondo gli inquirenti della polizia, don Regalado aveva ricevuto in passato minacce di morte. (Agenzia Fides 25/1/2021)

Padre Manuel Ubaldo Jáuregui Vega, 36 anni, missionario Saveriano di Yarumal (Istituto per le Missioni estere di Yarumal), nato a Cúcuta, Colombia, è stato assassinato a Zango, comune di Viana, Luanda, capitale dell’Angola, dove operava da 6 anni, come vice parroco della Parrocchia Santissima Trinità. Nel pomeriggio di domenica 7 marzo 2021, nel corso di un lieve incidente in un parcheggio, il sacerdote aveva danneggiato una moto con la sua auto. Sceso dalla macchina per vedere i danni, il proprietario della moto lo ha assalito all’arma bianca provocandogli ferite gravi. Portato in ospedale, vi è morto poco dopo. L’aggressore è stato arrestato. (Agenzia Fides 09/03/2021)

E’ stato trovato morto padre Gumersindo Cortés González, parroco della parrocchia Cristo Rey, a Dolores Hidalgo, Guanajuato, in Messico. Il sacerdote era scomparso sabato 27 marzo. Il giorno dopo, la Procura dello Stato di Guanajuato ha segnalato il ritrovamento del cadavere vicino alla sua auto, nel territorio comunale di Dolores Hidalgo. Il corpo presentava, secondo la polizia, segni di violenza e di colpi di arma da fuoco. La diocesi di Celaya si è rammaricata per la morte violenta del sacerdote, come della morte di tante altre persone, vittime della violenza che si è scatenata nella zona, non solo in seguito alla lotta tra le bande per il controllo del traffico di droghe, ma anche per i furti, i ricatti e la violenza che colpiscono con sempre maggiore frequenza le persone. Il sacerdote, della diocesi di Celaya, era nato il 13 gennaio 1957 ed era stato ordinato sacerdote il 9 marzo 1983. (Agenzia Fides 30/03/2021)

Padre Ferdinand Fanen Ngugban, sacerdote nigeriano, è stato ucciso da uomini armati la mattina del 30 marzo 2021. Ordinato sacerdote nel 2015, attualmente svolgeva il ministero nella parrocchia di St. Paul di Ayetwar, diocesi di Katsina-Ala, nello stato del Benue. Secondo le dichiarazioni della diocesi, il 30 marzo, dopo aver celebrato la Messa, don Ferdinand si preparava a partire per la Messa Crismale che sarebbe stata celebrata nella Cattedrale di San Gerardo Maiella, quando è scoppiato un tumulto tra gli sfollati interni, che si sono rifugiati nei locali della parrocchia. Don Ferdinand, uscito per capire la causa dello scompiglio, è stato colpito alla testa mentre cercava di mettersi al riparo dopo aver visto degli uomini armati. Insieme a lui sono state uccise altre sei persone. Durante il raid del gruppo armato sono state danneggiate e incendiate le case e saccheggiati i villaggi della zona. Oltre alla popolazione, in Nigeria anche molti sacerdoti sono rimasti vittime della violenza negli ultimi mesi, spesso si è trattato di sequestri a scopo di riscatto o di omicidi.

Nadia de Munari, missionaria laica italiana, 50 anni, che apparteneva al gruppo di volontari dell’Operazione Mato Grosso (OMG) operanti in Perù, è morta sabato 24 aprile 2021 dopo essere stata brutalmente aggredita con un machete mentre dormiva. L’aggressione è avvenuta nella notte del 21 aprile nella casa famiglia dove abitava e operava, nel quartiere povero di Nuevo Chimbote, un agglomerato urbano enorme nella periferia della città, sulla costa settentrionale del Perù. La missionaria era ancora in vita il mattino dopo, quando è stata trovata in camera sua, e trasportata in ospedale e operata, ma è deceduta per la gravità delle ferite in varie parti del corpo. Il Vescovo della diocesi di Chimbote, Monsignor Ángel Francisco Simón Piorno, ha affermato che si è trattato di un crimine orribile, che ha gettato nella costernazione l’intera diocesi, e ha ricordato che Nadia era responsabile di sei asili nido e di una scuola elementare per 500 bambini, e delle mense per i poveri che fanno capo all’Operazione Mato Grosso. Oltre a fornire cibo gratuitamente ai minori e alle madri con risorse limitate, l’OMG svolge un lavoro sociale permanente a favore dei più bisognosi della zona. Un giovane peruviano è stato arrestato per il crimine, e secondo la sua confessione, ha ucciso Nadia perché si era svegliata e lo aveva sorpreso mentre stava rubando il suo cellulare. (Agenzia Fides 26/04/2021)

Omer Dalyom Dallet, ventenne, aiutante del padre che era responsabile di un dispensario comunitario, è rimasto ucciso dall’esplosione di una mina che il 5 maggio 2021 ha investito la vettura della Missione cattolica di Niem, affidata alla Congregazione del Sacro Cuore di Gesù di Bétharram, nella Repubblica Centrafricana. Insieme a lui c’erano Padre Arialdo Urbani e un collaboratore, che stavano rientrando a Niem dopo una visita al villaggio di Service Kolo. Il giovane Omer aveva chiesto un passaggio per andare a trovare la sorella, ricoverata all’ospedale della Missione. Nonostante gli avvertimenti di p. Arialdo sul rischio della presenza di mine sul percorso, Omer aveva insistito e alla fine era stato accontentato. A circa 10 km da Niem, nei pressi del villaggio di Zakau, la macchina della missione è saltata sulla mina, e ad avere la peggio è stato proprio il giovane che è rimasto ucciso, mentre gli altri due passeggeri hanno riportato qualche ferita. Quella dei missionari non è stata la prima autovettura colpita dalle mine disseminate lungo la strada tra Niem e Kolo. Omer apparteneva a una buona famiglia cattolica praticante. (Agenzia Fides 6/5/2021)

Don Alphonsus Bello, 30 anni, è rimasto ucciso la notte del 20 maggio 2021, quando un gruppo di uomini armati ha preso d’assalto la parrocchia di St. Vincent Ferrer a Malunfashi, nello Stato di Katsina, nel nord della Nigeria, ferendo alcune persone. Don Bello è stato rapito insieme ad un altro sacerdote, l’ex parroco don Joe Keke, poi liberato il 3 giugno. La mattina del 21 maggio il corpo di don Bello è stato ritrovato senza vita nei terreni agricoli dietro la Scuola di Formazione Catechistica. Il sacerdote apparteneva all’arcidiocesi di Kaduna, ma era distaccato nella diocesi di Sokoto e impegnato nella parrocchia di Malumfashi a Katsina. (Agenzia Fides 21/5/2021; 4/6/2021)

Due giovani cattolici 18enni, Alfred Ludo e Patrick Bo Reh che a Demoso (nella diocesi di Loikaw, Myanmar) si erano messi a disposizione per portare cibo e aiuti umanitari agli sfollati in fuga dal conflitto tra l’esercito regolare birmano, che bombardava città e villaggi, e le forze popolari di difesa, sono rimasti uccisi. In uno dei loro viaggi per consegnare aiuti, il 27 maggio 2021, Alfred e Patrick sono stati colpiti e uccisi dai proiettili sparati dai cecchini. La comunità cattolica locale li ha definiti “martiri ed eroi che hanno dato la vita per aiutare il prossimo, come Cristo Gesù”. (Agenzia Fides 28/5/2021)

Fra Juan Antonio Orozco Alvarado, OFM, è rimasto vittima, insieme ad altre persone, di uno scontro fra bande armate che si disputano il territorio. La mattina del 12 giugno 2021, mentre stava per celebrare la messa nella comunità di Tepehuana de Pajaritos, alcuni membri armati del cartello di Jalisco Nueva Generación (CJNG) e del cartello di Sinaloa hanno iniziato ad attaccarsi. Il sacerdote e il piccolo gruppo di fedeli della comunità che lo avevano accolto e con lui si stavano recando in chiesa, si sono trovati nel mezzo dello scontro armato. Padre Juan Antonio Orozco Alvarado è stato ucciso. Era originario di Monclova, aveva 33 anni, era parroco a Santa Lucía de la Sierra, nel municipio di Valparaíso nello stato di Zacatecas, Jalisco. “Padre Juanito”, come era conosciuto, aveva iniziato solo 6 mesi fa il suo lavoro pastorale nella zona. (Agenzia Fides 14/06/2021; 19/06/2021)

Simón Pedro Pérez López, indigeno tzozil, catechista della parrocchia di Santa Catarina, a Pantelho, diocesi di San Cristóbal de las Casas (Messico), è stato ucciso la mattina del 5 luglio 2021 da uno sconosciuto in motocicletta che gli ha sparato alla testa. Simón Pedro Pérez López si trovava al mercato di Simojovel insieme al figlio, quando è avvenuto l’attentato in cui sono rimaste ferite altre due persone. Tutti e tre sono stati portati in ospedale, dove Simón Pedro Pérez López è morto. Era catechista, promotore e difensore dei diritti dei popoli indigeni, accompagnava le comunità nella presa di coscienza dei loro diritti e nelle richieste di giustizia, sempre lottando pacificamente. Era stato anche presidente dell’Organizzazione civica “Abejas de Acteal”, i cui membri hanno intrapreso una lotta pacifica nella ricerca della giustizia dopo il massacro di 45 persone di etnia Tzotzil, per la maggior parte donne e bambini, mentre erano in chiesa, avvenuto nel 1997. ll comunicato della diocesi di San Cristóbal de las Casas dopo l’omicidio ricorda: “Il sangue di Simón Pedro e di tutte le persone assassinate possa essere il seme per la liberazione dei popoli, per risvegliare la coscienza di lottare per la pace, per costruire un future migliore per i bambini e le bambine indigene, che soffrono emarginazione, persecuzione e sfollamento. Il sangue grida pace, il sangue grida giustizia, ma non grida vendetta”. (Agenzia Fides 07/07/2021)

Padre Olivier Maire, Superiore provinciale di Francia della Compagnia di Maria (Monfortani), è stato assassinato il 9 agosto 2021, nella casa provinciale di Saint Laurent sur Sèvre, in Francia, da un cittadino ruandese che ospitava da tempo nella comunità e di cui si prendeva cura, Emmanuel Abayisenga. Questi era coinvolto nell’incendio della Cattedrale di Nantes del 18 luglio 2020, ed era in attesa del processo. Era tornato da poco nella comunità dopo un ricovero in ospedale psichiatrico. Originario della diocesi di Besançon, p. Maire aveva 60 anni, era stato ordinato sacerdote nel 1990, aveva vissuto molti anni in Uganda come responsabile della formazione e poi a Roma, in quanto Assistente generale della Compagnia di Maria. Uomo di profonda cultura, in particolare biblica e patristica, era conosciuto anche per la sua apertura e la profonda fede. “Padre Olivier Maire è morto vittima della sua generosità, martire della carità” si legge nel comunicato di Mons. François Jacolin, Vescovo di Luçon. “Lascia una testimonianza di carità cristiana, sulle orme di san Luigi Maria di Montfort e di Cristo che ci ha insegnato a metterci a servizio degli altri, in particolare di coloro che sono in difficoltà…E non si va verso gli altri senza esporsi”. (Agenzia Fides 10/8/2021)

Suor Mary Daniel Abut, e suor Regina Roba, della Congregazione del Sacro Cuore di Gesù, sono state uccise a sangue freddo durante un agguato stradale lungo l’autostrada Juba-Nimule, in SudSudan, il 16 agosto 2021. Le due religiose uccise viaggiavano su un autobus insieme ad altre cinque consorelle, rientravano a Juba dopo aver partecipato alle celebrazioni del centenario della parrocchia dell’Assunzione di Nostra Signora, a Loa, e con loro c’erano altri cinque passeggeri. Uomini armati hanno bloccato l’autobus con una macchina a cui avevano dato fuoco. I cinque passeggeri e quattro delle religiose hanno tentato la fuga nascondendosi nella boscaglia, ma i criminali hanno raggiunto Suor Mary Daniel Abut, e suor Regina Roba, come altri due passeggeri e li hanno uccisi a sangue freddo. Una quinta persona è stata travolta dall’automezzo dei criminali in fuga, rimanendo uccisa. Suor Mary Daniel era la direttrice della Usra Tuna School di Juba, mentre suor Regina era tutor e amministratrice presso il Catholic Health Training Institute (CHTI) nella diocesi cattolica di Wau. Il Presidente Sud sudanese Salva Kiir ha incolpato del crimine i gruppi che non hanno firmato l’accordo di pace del 2018. Sua Ecc. Mons. Stephen Ameyu Martin Mulla, Arcivescovo di Juba, nell’omelia dei funerali delle due suore ha detto: “Queste sono le nostre martiri che rimarranno nei nostri ricordi. Le nostre sorelle sono morte a causa della loro fede”. (Agenzia Fides 18/8/2021;19/8/2021;21/8/2021)

P. Joshephat Kasambula, 68 anni, ex parroco di Lwamata nella diocesi di Kiyinda-Mityana, in Uganda, è stato assassinato a sangue freddo la sera del 18 agosto 2021, da una persona nota come tossicodipendente. P. Joshephat era andato a controllare i lavori su un appezzamento di terra della sua famiglia. Qui avrebbe incontrato il suo assassino che soggiornava illegalmente nella masseria. Il sacerdote ha chiesto spiegazioni su chi lo avesse autorizzato ad accedere al terreno e alla casa, ma è stato colpito alla schiena con un corpo contundente ed è morto sul colpo. Secondo i testimoni, il presunto omicida è un noto tossicodipendente e si ritiene che fosse sotto l’effetto di qualche stupefacente al momento dell’omicidio. Subito dopo si è dato alla fuga, (Agenzia Fides 19/8/2021)

Il corpo senza vita del sacerdote messicano don José Guadalupe Popoca è stato ritrovato la mattina del 31 agosto 2021 all’interno della parrocchia di San Nicolás de Bari, nella città di Galeana, municipio di Zacatepec, nello stato di Morelos (Messico). Secondo il referto medico, il parroco è stato ucciso da colpi d’arma da fuoco alla testa nella notte tra il 30 e il 31 agosto. Don José Guadalupe era nato a Jiutepec, Morelos, 43 anni fa ed era stato ordinato sacerdote il 15 agosto 2007. Aveva svolto il ministero sacerdotale in diverse parrocchie della diocesi di Cuernavaca, dedicandosi in particolare ai ragazzi e ai giovani. Lo stato di Morelos è tra i più violenti tra gli stati messicani, con un alto numero di omicidi, rapimenti e furti. (Agenzia Fides 1/09/2021)

Il 6 settembre 2021, a Cap Haitien, nel nord di Haiti, don André Sylvestre, 70 anni, è stato aggredito da due giovani in motocicletta mentre usciva da una banca portando un borsello. Raggiunto da colpi di arma da fuoco, è morto in sala operatoria. I criminali non hanno potuto appropriarsi del borsello in quanto subito circondati dalla folla. Padre Sylvestre era molto apprezzato e amato nella sua parrocchia di Nostra Signora della Misericordia di Robillard, inoltre gestiva un orfanotrofio e assisteva i senza dimora. Le bande criminali si affrontano senza sosta per le strade delle cittadine haitiane, in una spirale di violenza che purtroppo non si è mai fermata. I sacerdoti sono stati a lungo considerati intoccabili per la loro attività a favore dei poveri, ma negli ultimi mesi la violenza ha colpito anche i membri delle Chiese. (Agenzia Fides 08/09/2021)

Peter Bata, capo catechista, è rimasto ucciso insieme ad altre persone il 26 ottobre 2021 durante l’assalto di un gruppo armato alla parrocchia cattolica di Mupoi, in Sud Sudan. Il 30 ottobre 2021 anche la Comunità Solidale, situata presso la Parrocchia di Riimenze, è stata depredata da ignoti armati. La diocesi di Tombura Yambio ha condannato fermamente gli atti di vandalismo, rapina e uccisione del personale della Chiesa non solo nella diocesi ma anche in qualsiasi altra parte del Sud Sudan. Ha inoltre esortato sia il governo nazionale che quello statale a salvaguardare lo stato di diritto e ad aderire ai principi nazionali e internazionali per la tutela dei diritti umani. La diocesi ha chiesto al governo dello Stato di dare sicurezza e protezione alla Chiesa, alle sue proprietà e al personale, garantendo il recupero di tutto ciò che è stato rubato, sia nella Parrocchia di Mupoi che nella Comunità Solidale di Riimenze e di altre proprietà interreligiose, e che gli autori siano arrestati e perseguiti secondo la legge. (Agenzia Fides 11/11/2021)

Don Luke Adeleke, 38 anni, ordinato il 19 agosto 2017, parroco di Sant’Antonio a Ijemo Fadipe, nella diocesi di Abeokuta, capitale dello Stato sudoccidentale di Ogun, è stato ucciso mentre tornava a casa dopo aver celebrato la Messa della vigilia di Natale, la sera del 24 dicembre, nella cappella succursale della parrocchia, ad Ogunmakin. Mentre percorreva in automobile la strada che costeggia la foresta, è stato colpito alle gambe dai proiettili esplosi da una banda di uomini armati, che probabilmente volevano fermare la vettura per effettuare un sequestro a scopo di riscatto. Ferito, il sacerdote è riuscito a guidare fino ad avvicinarsi all’ospedale, ma quando è arrivato era in fin di vita per il sangue che aveva perso.