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Lunedì 5 atteso l intervento di Don Stefano Bedello, martedì quello di Mons. Marco Arnolfo

IL CARD. ARRIGO MIGLIO APRE LA NOVENA PER LA FESTA DELLA MADONNINA - L'abbraccio dei fedeli ad un Pastore molto amato - Quest'anno, quatto belle novità - I prossimi appuntamenti -  VIDEO E GALLERY DI 60 IMMAGINI

Il luogo illustra i prodigiosi doni che l'amore di Maria non finisce di regalare ai suoi figli

Il colpo d’ala arriva subito, non appena ascoltato l’indirizzo di saluto rivoltogli dal Parroco di Verolengo, Don Valerio D’Amico, suo Cerimoniere in anni (non troppo) lontani.

Il Cardinale Arrigo Miglio inizia la Celebrazione Eucaristica qui al Santuario della Madonnina, in questo venerdì 2 settembre, dando immediatamente prova di cosa voglia dire essere un “Principe della Chiesa”.

Di alto profilo anche la cortesia, la cultura, l’attitudine a porsi in relazione con mondi che sono oltre i confini nazionali.

Lascia tutti piacevolmente stupiti, ma non sorpresi, la naturalezza con cui il Presule, nel ringraziamento rivolto ai presenti, che sono qui per venerare la Madonna ed anche un po’ per stringere a lui la mano, dopo il Concistoro di sabato scorso, si rivolga in francese al Sindaco di La Verpillière, la Cittadina dell’Alvernia-Rodano-Alpi gemellata con Verolengo.

Fu proprio il Cardinale, allora Vescovo di Ivrea, a benedire, qui, il gemellaggio, 11 anni orsono.

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Ma andiamo con ordine.

Il colpo d’ala fa subito capire che il Porporato volerà alto, con la sua pacata, ma efficacissima omiletica, nell’attesa illustrazione delle Letture del giorno.

L’omelia del Cardinale, così come ampi stralci della Celebrazione (appunto, il saluto di Don Valerio, quello ai fedeli ed alle Autorità, la Benedizione finale, la presentazione delle quattro “novità” che quest’anno impreziosiscono ancor più il Santuario) sono raccolte nel video che volentieri offriamo ai Lettori perché resti come documento di questa giornata.

Ma per meglio seguire proprio l’omelia, momento essenziale della Liturgia della Parola, di seguito riportiamo le Letture della Liturgia.

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Prima Lettura

1 Cor 4, 1-5

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi.
Fratelli, ognuno ci consideri come servi di Cristo e amministratori dei misteri di Dio. Ora, ciò che si richiede agli amministratori è che ognuno risulti fedele.
A me però importa assai poco di venire giudicato da voi o da un tribunale umano; anzi, io non giudico neppure me stesso, perché, anche se non sono consapevole di alcuna colpa, non per questo sono giustificato. Il mio giudice è il Signore!
Non vogliate perciò giudicare nulla prima del tempo, fino a quando il Signore verrà. Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora ciascuno riceverà da Dio la lode.

Salmo Responsoriale

Sal 36

Confida nel Signore e fa’ il bene:
abiterai la terra e vi pascolerai con sicurezza.
Cerca la gioia nel Signore:
esaudirà i desideri del tuo cuore.

Affida al Signore la tua via,
confida in lui ed egli agirà:
farà brillare come luce la tua giustizia,
il tuo diritto come il mezzogiorno.

Sta’ lontano dal male e fa’ il bene
e avrai sempre una casa.
Perché il Signore ama il diritto
e non abbandona i suoi fedeli.

La salvezza dei giusti viene dal Signore:
nel tempo dell’angoscia è loro fortezza.
Il Signore li aiuta e li libera,
li libera dai malvagi e li salva,
perché in lui si sono rifugiati.

Vangelo

Lc 5, 33-39
Dal Vangelo secondo San Luca

In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere; così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!».
Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno».
Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio è gradevole!”».

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Tante emozioni in questo momento inaugurale di una Novena che durerà fino alla prossima settimana e che nei prossimi giorni offrirà momenti di grande interesse pastorale.

Già questa sera, 4 settembre (ore 20.30) si potrà ascoltare la parola del Vescovo di Aosta, Mons. Franco Lovignana.

Domani, lunedì, un esperto Liturigista come il Parroco di Santhià, Don Stefano Bedello ed il contributo della Diocesi di Vercelli continua il giorno seguente con il Pastore di tutta la Chiesa di Eusebio, l’Arcivescovo Mons. Marco Arnolfo che, in questo periodo, nella sua qualità di Vice Presidente della Conferenza Episcopale Piemontese, regge la massima responsabilità della Chiesa subalpina, in attesa che sia eletto il Presidente.

I successivi appuntamenti saranno argomento per un ulteriore articolo.

Per ora, ecco le novità annunciate da Don Valerio.

La prima, la preziosa casula che, oggi per la prima volta indossata dal Cardinale, una benefattrice ha donato al Santuario.

Poi – si intravedono nel filmato – i “sondaggi” alle pareti e colonne del tempio: sono l’inizio di un lavoro di ricerca della Soprintendenza ai Beni Culturali, Architettonici e Storici del Piemonte, volto a “leggere” la stratigrafia degli affreschi per profilare un eventuale prossimo lavoro di restauro.

La terza – forse, la più importante, senza nulla togliere alle altre – il bellissimo restauro della splendida statua della Madonna, copia di quella che guarda amorevolmente i suoi figli dalla Chiesa parrocchiale.

Infine, quarta ed ultima novità, la riproduzione di un’antica stampa che riproduce lo storico “pilone” che reca, nell’immagine di Maria aiuto dei suoi figli, la memoria degli eventi prodigiosi in esito ai quali fu qui eretto dapprima il pilone, poi una cappella, poi l’attuale Santuario. Poi… Poi le intenzioni, hanno dovuto fare i conti con il vissuto concreto della storia degli uomini: i progetti di ampliamento si sono arrestati dapprima a causa della violenza napoleonica. Ma, anche in tempo di pace, e forse non tanto diversamente da oggi, fu la “logistica” a costituire il limite per la provvista dei mattoni necessari: le fornaci erano lontane.

Insomma, intrecci che fanno dire come la profezia talvolta non possa fare a meno di intrecciarsi con il pragmatismo, ma l’amore provvidente della Madre di Dio non finisce di sovvenire ai suoi figli.

Vi lasciamo con il filmato e la gallery, non senza, sicuri di interpretare i sentimenti dei presenti e del lettori, avere rivolto

un ringraziamento alla splendida Corale parrocchiale di Verolengo che ha animato la Liturgia ed al gruppo di Chierichetti, veramente scrupolosi ed attenti a che ogni cosa fosse fatta al meglio.

 

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