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Non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito dire; ma giudicherà con giustizia i miseri e prenderà decisioni eque per gli umili della terra

IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia nella Seconda Domenica d'Avvento - "Colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali" - Commento delle Suore Carmelitane del Monastero Mater Carmeli di Biella - Video omelia di Mons. Giacomo Morandi

Io vi battezzo nell'acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali -

Dal Libro del Profeta Isaia, Cap. 11, 1 – 10

In quel giorno, un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e d’intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore.
Si compiacerà del timore del Signore. Non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito dire; ma giudicherà con giustizia i miseri e prenderà decisioni eque per gli umili della terra. Percuoterà il violento con la verga della sua bocca, con il soffio delle sue labbra ucciderà l’empio. La giustizia sarà fascia dei suoi lombi e la fedeltà cintura dei suoi fianchi. Il lupo dimorerà insieme con l’agnello; il leopardo si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un piccolo fanciullo li guiderà. La mucca e l’orsa pascoleranno insieme; i loro piccoli si sdraieranno insieme. Il leone si ciberà di paglia, come il bue. Il lattante si trastullerà sulla buca della vipera; il bambino metterà la mano nel covo del serpente velenoso. Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno in tutto il mio santo monte, perché la conoscenza del Signore riempirà la terra come le acque ricoprono il mare. In quel giorno avverrà che la radice di Iesse si leverà a vessillo per i popoli. Le nazioni la cercheranno con ansia. La sua dimora sarà gloriosa.

Dal Salmo 71

O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto.

Nei suoi giorni fiorisca il giusto
e abbondi la pace,
finché non si spenga la luna.
E dòmini da mare a mare,
dal fiume sino ai confini della terra.

Perché egli libererà il misero che invoca
e il povero che non trova aiuto.
Abbia pietà del debole e del misero
e salvi la vita dei miseri.

Il suo nome duri in eterno,
davanti al sole germogli il suo nome.
In lui siano benedette tutte le stirpi della terra
e tutte le genti lo dicano beato.

Dalla Lettera di San Paolo Apostolo ai Romani, Cap. 15, 4 – 9

Fratelli, tutto ciò che è stato scritto prima di noi, è stato scritto per nostra istruzione, perché, in virtù della perseveranza e della consolazione che provengono dalle Scritture, teniamo viva la speranza.
E il Dio della perseveranza e della consolazione vi conceda di avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti, sull’esempio di Cristo Gesù, perché con un solo animo e una voce sola rendiate gloria a Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo.
Accoglietevi perciò gli uni gli altri come anche Cristo accolse voi, per la gloria di Dio. Dico infatti che Cristo è diventato servitore dei circoncisi per mostrare la fedeltà di Dio nel compiere le promesse dei padri; le genti invece glorificano Dio per la sua misericordia, come sta scritto:
«Per questo ti loderò fra le genti e canterò inni al tuo nome».

Dal Vangelo secondo San Matteo, Cap. 3, 1 – 12

In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!».
E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!”. Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile».

***

UN PENSIERO DALLE SUORE CARMELITANE DEL MONASTERO MATER CARMELI DI BIELLA

Nel deserto si apre una strada nuova

(Is 11,1-10; Sl  71; Rm 15,4-9; Mt 3,1-12)

Nel vangelo di questa seconda domenica di Avvento incontriamo Giovanni Battista che ci istruisce per il cammino, tutto concentrato nell’aprire la strada al Messia che deve venire. Si presenta con caratteristiche spartane, nel cibo, nel vestito, nel luogo deserto dove la sua voce, tuonante e senza mezzi termini, attira a sé molta gente.

L’attesa di Israele e la nostra si compie, non c’è più tempo per indugiare, oggi è giunto il tempo di convertirsi, un tempo non rimandabile oltre, il Regno dei cieli è vicino! Proprio questa è la frase centrale dell’annuncio del Battista: “convertitevi, il Regno dei cieli è vicino”. Sono le stesse parole con cui inizierà la predicazione di Gesù. La prima buona notizia è che Dio è vicino, vicino a tutti e la sua presenza è capace di conciliare nella pace realtà che da sempre vivono l’inimicizia, la contrapposizione. Finalmente la forza del lupo non sarà più minaccia di morte per l’agnello e la mitezza dell’agnello addolcirà la fierezza del lupo. Realtà profetizzata da Isaia che allude a modi trasfigurati di vivere le relazioni, senza più paure, distanze, odi, inconciliabilità.

Il Dio vicino viene come Principe della pace e ci chiama a conversione. La nostra vita può cambiare, la conversione più che un ordine è un’opportunità, la possibilità di cambiare strada, cambiare azioni e pensieri; ogni giorno è possibile il cambiamento, nessuna situazione è senza uscita. Proprio perché il Signore Dio per primo si è con-vertito, si è rivolto a noi offrendoci il suo perdono, aprendo una strada nuova: «Non ricordate più le cose passate, non pensate più alle cose antiche! Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete? Aprirò anche nel deserto una strada» (Is 43,18-19).

Dio raggiunge la nostra radice del vivere, ci permette così di restare diritti come alberi forti, ci permette di sperare contro ogni speranza, ci dona la capacità di portare buoni frutti. Dio è vicino, siamo invitati a vivere la sua vicinanza, anzi ancora di più, a vivere innestati in Lui per portare molto frutto, un frutto degno della nostra conversione. Non basta credere di essere discendenza di Abramo, eredi della benedizione, popolo di Dio. Siamo chiamati a diventare figli di Abramo attraverso un cammino che, nella fede, sceglie di rinnegare l’empietà, l’ingiustizia, l’ipocrisia con la quale farisei e sadducei si avvicinano al battesimo di Giovanni. A loro Giovanni Battista rivolge un duro rimprovero, denunciando di fatto coloro che si reputano “a posto” solo perché illusi che basti appartenere a un determinato ceto sociale per sentirsi tranquilli. Il Battista non tollera questi meccanismi di autogiustificazione che illudono e che portano a sentirsi superiori agli altri. A tutti, infatti, è rivolto l’invito a convertirsi, a riconoscere i propri peccati, a rimettersi nella giusta via. Non c’è più tempo per indugiare, per tentennare, per lasciare che vita scorra senza senso. La salvezza è vicina. Il Messia è vicino!

Le Sorelle Carmelitane

Monastero Mater Carmeli – Biella Chiavazza     

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