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La notte è avanzata, il giorno è vicino

IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia nella Prima Domenica d'Avvento - "Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci" - Commento delle Suore Carmelitane di Biella - Video omelia di Fr. Michele Papi

Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà

Dal Libro del Profeta Isaia, Cap. 2, 1 – 5

Messaggio che Isaìa, figlio di Amoz, ricevette in visione su Giuda e su Gerusalemme.
Alla fine dei giorni, il monte del tempio del Signore
sarà saldo sulla cima dei monti e s’innalzerà sopra i colli,
e ad esso affluiranno tutte le genti.
Verranno molti popoli e diranno: “Venite, saliamo sul monte del Signore, al tempio del Dio di Giacobbe, perché ci insegni le sue vie e possiamo camminare per i suoi sentieri”.
Poiché da Sion uscirà la legge e da Gerusalemme la parola del Signore.
Egli sarà giudice fra le genti e arbitro fra molti popoli.
Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci; una nazione non alzerà più la spada
contro un’altra nazione, non impareranno più l’arte della guerra.
Casa di Giacobbe, venite, camminiamo nella luce del Signore.

Dal Salmo 121

Quale gioia, quando mi dissero:
“Andremo alla casa del Signore!”.
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme!

È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore,
secondo la legge d’Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide.

Chiedete pace per Gerusalemme:
vivano sicuri quelli che ti amano;
sia pace nelle tue mura,
sicurezza nei tuoi palazzi.

Per i miei fratelli e i miei amici
io dirò: “Su di te sia pace!”.
Per la casa del Signore nostro Dio,
chiederò per te il bene.

Dalla Lettera di San Paolo Apostolo ai Romani, Cap. 13, 11 – 14

Fratelli, questo voi farete, consapevoli del momento: è ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso la nostra salvezza è più vicina di quando diventammo credenti.
La notte è avanzata, il giorno è vicino. Perciò gettiamo via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce.
Comportiamoci onestamente, come in pieno giorno: non in mezzo a orge e ubriachezze, non fra lussurie e impurità, non in litigi e gelosie. Rivestitevi invece del Signore Gesù Cristo.

Dal Vangelo secondo San Matteo, Cap. 24, 37 – 44

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata.
Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

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UN PENSIERO SULLA PAROLA DALLE SUORE CARMELITANE DEL MONASTERO MATER CARMELI DI BIELLA

I Domenica di Avvento

Attendiamo Colui che ci attende!

(Is 2,1-5; Sl 121; Rm 13,11-14; Mt 24,37-44)

Questa prima domenica di Avvento segna l’inizio di un nuovo anno liturgico in cui saremo accompagnati dalla lettura del Vangelo di Matteo, ex pubblicano, esattore delle tasse, collaborazionista dei romani, odiato dai suoi connazionali ebrei. Matteo non restò incollato alla sua sedia dietro il banco delle imposte, ma quando Cristo passò, fissando il suo sguardo d’amore su di lui, lo trovò pronto a lasciare tutto per seguirlo e iniziare una nuova vita.

L’invito a questa prontezza lo ritroviamo nel vangelo e in tutta la liturgia di oggi: “venite” – recita il versetto del salmo – “andiamo con gioia incontro al Signore!”… “E’ ormai tempo di svegliarvi dal sonno, perché adesso la nostra salvezza è più vicina … La notte è avanzata, il giorno è vicino”, ricorda san Paolo nella seconda lettura. Quindi è necessario tenersi pronti “perché nell’ora che non immaginate viene il Figlio dell’uomo”.

Il tempo dell’Avvento è soprattutto attesa della venuta del Signore: attesa che sempre abita il cuore del cristiano ma che in queste settimane si fa più ardente, più intensa di preghiera. “Vieni, Signore Gesù, vieni presto!” (cf Ap 22,17.20), è il grido della Chiesa. Se è vero che l’Avvento è un tempo di preparazione alla nascita di Gesù, possiamo però sottolineare che in questa prima domenica non si fa tanto memoria della prima venuta del Signore quanto della sua ultima venuta, indicandoci la meta verso cui siamo invitati a orientarci.

Il cammino dell’anno liturgico, e quindi della vita, ha inizio con focalizzare il fine del cammino: Gesù è il senso e la meta della vita, della realtà, della storia. L’invito è: “siate pronti”, non come gli invitati alle nozze della parabola evangelica, che accampano chi una scusa chi un’altra, scegliendo altro e perdendosi la gioia vera e piena alla quale il Signore li chiama (cf Mt 22,1-14).

E’ importante tenere ben fisso lo sguardo verso la meta, ricordarci a cosa siamo chiamati, per alleggerirci di ciò che è solo zavorra, per camminare così più facilmente nel cammino.

Gesù nel Vangelo ci mette in guardia per imparare ad aggrapparci non alle cose futili, ma a saper scegliere ciò che dura nel tempo, in eterno, consapevoli che la sua venuta verrà all’improvviso senza che nessuno possa prevederlo. La cosa importante non è conoscere e ricercare tempi e modi del suo ritorno, ma custodire la fede che il Signore certamente verrà.

Ciò che conta, è coltivare una vita matura, sapendo vivere nell’attesa. Sapendo vivere scorgendo nelle cose di tutti i giorni la presenza del Signore che viene, che interpella, che si dona. Vivere nell’attesa di Colui che deve venire permette di vivere ogni attimo della vita, ogni cosa che si fa, sapendo che lì c’è Dio.

Ogni cosa che compio non è affidata al caos, alla coincidenza, ma è esperienza che Dio dona per stare con Lui. Ogni momento della vita è abitato da Dio. Ecco l’atteggiamento che ci viene chiesto di coltivare fin dall’inizio del cammino liturgico, per essere così trovati sempre pronti all’ultimo invito, quando il Signore – Re dell’Universo – ci chiamerà a entrare nella sua Casa.

 Le Sorelle Carmelitane

Monastero Mater Carmeli – Biella Chiavazza     

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