VercelliOggi
Il primo quotidiano online della provincia di Vercelli
Provincia di Vercelli
Egli è principio

IN PRINCIPIO ERA IL VERBO - Letture dalla Liturgia nella Solennità di Cristo Re - «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso» - Commento alle Letture delle Suore Carmelitane di Biella - Video omelia di Mons Claudio Doglio - 

Là sono posti i troni del giudizio, i troni della casa di Davide.

 

Dal Secondo Libro di Samuele, Cap. 5, 1 – 3

In quei giorni, vennero tutte le tribù d’Israele da Davide a Ebron, e gli dissero: «Ecco noi siamo tue ossa e tua carne. Già prima, quando regnava Saul su di noi, tu conducevi e riconducevi Israele. Il Signore ti ha detto: “Tu pascerai il mio popolo Israele, tu sarai capo d’Israele”».
Vennero dunque tutti gli anziani d’Israele dal re a Ebron, il re Davide concluse con loro un’alleanza a Ebron davanti al Signore ed essi unsero Davide re d’Israele.

Dal Salmo 121

Quale gioia, quando mi dissero:
«Andremo alla casa del Signore!».
Già sono fermi i nostri piedi
alle tue porte, Gerusalemme!

È là che salgono le tribù,
le tribù del Signore,
secondo la legge d’Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i troni del giudizio,
i troni della casa di Davide.

Dalla Lettera di San Paolo Apostolo ai Colossesi, Cap. 1, 12 – 20

Fratelli, ringraziate con gioia il Padre che vi ha resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce.
È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre
e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore,
per mezzo del quale abbiamo la redenzione,
il perdono dei peccati.
Egli è immagine del Dio invisibile,
primogenito di tutta la creazione,
perché in lui furono create tutte le cose
nei cieli e sulla terra,
quelle visibili e quelle invisibili:
Troni, Dominazioni,
Principati e Potenze.
Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui e in vista di lui.
Egli è prima di tutte le cose
e tutte in lui sussistono.
Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa.
Egli è principio,
primogenito di quelli che risorgono dai morti,
perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose.
È piaciuto infatti a Dio
che abiti in lui tutta la pienezza
e che per mezzo di lui e in vista di lui
siano riconciliate tutte le cose,
avendo pacificato con il sangue della sua croce
sia le cose che stanno sulla terra,
sia quelle che stanno nei cieli.

Dal Vangelo secondo San Luca, Cap. 23, 35 – 43

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto».
Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei».
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male».
E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

***

UN PENSIERO DALLE SUORE CARMELITANE DEL MONASTERO MATER CARMELI DI BIELLA

Solennità di Cristo Re dell’universo

Diffondiamo il regno dell’amore

(2Sam 5,1-3; Sal 121; Col 1,12-20; Lc 23,35-43)

Questa domenica segna la fine dell’anno liturgico. Il mistero di Cristo Gesù con la sua incarnazione, predicazione, morte e risurrezione, ci viene raccontato nello scorrere dei giorni, nelle letture che ascoltiamo durante la celebrazione dell’ Eucarestia feriale e festiva.

E’ un ciclo armonico che anno dopo anno ci conduce alla nostra “fine”. La nostra vita viene sostenuta e illuminata dalla Parola di Dio.

La solennità di questa domenica riaccende la luce principale su Cristo, autore e perfezionatore della nostra fede, che è il centro dell’universo, tutto è in lui e tutto vive per lui.

Oggi è un giorno bello per riscoprire il senso cosmico del nostro vivere. E’ giornata bella per percepire l’universalità del nostro vivere. E’ opportunità per riflettere sulla dimensione dell’eternità nascosta nel breve attimo presente che viviamo.

Il Vangelo ci riporta nella conclusione le parole del ladrone, crocifisso accanto a Gesù: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». E Gesù: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».

Oggi, dice Gesù, sarai con me. Questa è la fede che può sostenere i nostri giorni. Quando ci sentiamo crocifissi nelle difficoltà, nelle malattie, nei disagi economici, lo sguardo non è da ripiegare su noi stessi,  ma va gettato immediatamente su Gesù che è lì accanto a noi per ricordarci che c’è un oggi che ci apre alla eternità. Oggi sarai con me in Paradiso: se credo che la vita eterna non è domani o dopodomani, non è alla fine del mondo, ma è racchiusa nello scorrere dei secondi delle nostre giornate.

Il ladrone si fida di Gesù più di se stesso. Lui sa che il suo agire non si è mosso su scelte di bene, ma non cade nella disperazione, la presenza di Gesù gli porta luce di Paradiso e lui è proprio lì che vuole andare, perché ha capito che tutto passa, ma l’amore resta, e che anche se non siamo stati in grado di amare, la misericordia di Dio ci riveste, ci cinge di forza, e ci ricrea nuovi, toglie la polvere a quell’immagine di Dio che in noi si è appannata, ma che non si è mai persa.

«Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». La preghiera semplice e di cuore che possiamo fare in questi giorni è proprio questa richiesta. Risvegliamo la memoria di Dio, perché si ricordi di noi, anche se in realtà siamo noi che dobbiamo ricordarci di lui, perché già oggi possiamo sentirci in Paradiso con lui.

Se noi viviamo con amore e per amore, se noi speriamo contro ogni speranza, se noi ricambiamo il male con il bene, allora nel nostro piccolo stiamo portando il Paradiso sulla terra, stiamo vivendo la risurrezione che è già in atto nella storia del mondo e nella nostra storia. Gesù è re di un regno che non ha confini, che non ha muri e barriere: respiriamo la solidarietà e la gratuità di questo regno.

Le Sorelle Carmelitane

Monastero Mater Carmeli – Biella Chiavazza     

                                                                              

notizie correlate