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L’EQUITAZIONE È UNA COSA DA PAZZI - Parlano i genitori degli atleti di Mounted Games        

Si dice che un pizzico di pazzia sia alla base della felicità, e tra le cose che si ottengono spendendo tanti soldi per l’equitazione, la felicità ha un posto di riguardo

Provincia di Vercelli

Riceviamo e pubblichiamo

Una domanda, anzi la domanda, che più spesso io ed altri genitori ci sentiamo fare è “Ma sei pazza a spendere tutti questi soldi per mandare a cavallo tua figlia/figlio/figli?”

Si dice che un pizzico di pazzia sia alla base della felicità, e tra le cose che ottengo spendendo tanti soldi per l’equitazione, la felicità ha un posto di riguardo.

Proprio quella che si legge negli sguardi dei nostri figli quando salgono per la prima volta su un pony, quella che vi si ritrova quando ce la fanno, non solo perché vincono qualche competizione, ma perché raggiungono un traguardo in più o perché passano un minuto in più in sella insieme al loro compagno equino.

Equitazione è una parola che ne racchiude altre mille ed è per ognuna di loro che noi genitori siamo così pazzi da pagare.

C’è la scoperta che il bambino fa di un mondo nuovo, in mezzo alla natura lontano dalla realtà virtuale in cui sempre più spesso i ragazzi vivono.

C’è l’amore che sempre lo legherà al suo destriero anche se lui lo butterà a terra cento volte o non vorrà ascoltare ed anche dopo anni, quando il pony non sarà più quello di quando aveva iniziato, il legame che li ha uniti sarà sempre lì nel suo cuore.

Ci sono l’autostima e la consapevolezza di sé che acquisiscono stando in sella ad un essere vivente 300 kg più grande di loro.

Ci sono l’imparare il rispetto per l’animale in primis, per il coach e per i propri compagni di squadra, ma anche e soprattutto per sé stesso.

Ci si mette sempre in gioco, in modo costante, perché si impara che si può sempre ottenere di più quando ci si impegna.

In ogni disciplina legata all’equitazione si impara il rispetto delle regole.

Si sviluppa anche un sano senso di sacrificio, quello che gli allenamenti e le gare richiedono, come le levatacce mattutine, o il tornare a casa tardi la notte da una trasferta ed il giorno andare lo stesso a scuola.

Si sviluppa un grosso spirito di adattamento.

Ci si allena o si gareggia con ogni clima, che faccia caldo o piova o nevichi, e non ci si preoccupa se il pranzo o la merenda si consumano su una balla di fieno in mezzo ai corridoi della scuderia, anche se non sono profumati per loro hanno l’odore migliore del mondo.

Si impara a non aver paura di sporcarsi le mani quando al nostro cavallo va pulito il box, o gli va fatta una bella doccia; gli si devono pulire tutti i giorni gli zoccoli, la criniera, la coda ed il manto.

Nell’equitazione si impara a fare squadra, ad aiutarsi, perché oggi una mano può servire a te, ma domani potrebbe servire a me.

Ogni bambino impara ad essere responsabile per sé stesso, perché la mamma e il papà non potranno seguirlo ovunque, dovranno essere responsabili delle proprie attrezzature, indispensabili per poter praticare, oltre che costose e dovranno badare al loro amico a quattro zampe, curarlo sempre e ogni giorno. Il proprio pony va conosciuto bene, in modo da accorgersi subito se qualcosa non va.

E poi si sviluppa una grande gratitudine verso i propri genitori, perché si diventa consapevoli di ciò che si fa per loro e questo è un passo fondamentale nella crescita.

Nell’equitazione il cavallo diventa un’appendice del bambino, sarà felice se lui lo è e sarà agitato se il bambino è nervoso, sentirà sempre come sta il suo padrone. Con lui si faranno le coccole e condivideranno momenti belli e meno belli.

Una delle cose più belle che questo sport da è il conoscere persone da ogni parte d’Italia, ma anche d’Europa, e stringere amicizie che vanno al di là dalla divisa che si porta, unite da una grande passione comune, che dureranno per sempre.

A noi genitori rimane la felicità, la consapevolezza di aver sì, rinunciato a cene, abiti nuovi e vacanze, ma di aver dato tutto questo ai nostri figli.

E poi diciamocelo anche noi genitori stacchiamo la spina quando li portiamo in maneggio, anche noi ci affezioniamo ai loro pony e li viziamo a suon di carote, mele e bombi, anche se i figli ci dicono “Oggi no che si è comportato male”.

Anche noi ci divertiamo quando ci sono le gare, specialmente quando si è in trasferta, perché si sa nel mondo dell’equitazione i genitori del mounted games sono i più esuberanti.

E così, a chi mi chiede se sia pazza a spendere tutti questi soldi per mandare i miei figli a cavallo, dico si sono una pazza felice.

Claudia Preti

Redazione di Vercelli