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SANTHIÀ – Interrogazione di Alessandro Caprioglio Capogruppo Uniti per La Rinascita sul “Museo Officine Magliola” un pezzo della Città      

L’amministrazione comunale non fa altro che confermare la sua totale inerzia nella difesa del suo patrimonio storico industriale

Santhiatese e Cavaglià

Riceviamo e pubblichiamo il testo integrale dell’interrogazione

Gent.mo Sindaco Signora Angela Ariotti

Gent.mo Consigliere Delegato Cultura, musei e promozione del territorio Renzo Bellardone

Gent.mo Segretario Comunale Dott. Francesco Cammarano

P.c.

Gent.ma Capogruppo Alessandra Ferragatta

Get.mo Capogruppo Gilberto Canova

Gent.mo Capogruppo Biagio Munì

Oggetto: Interrogazione a risposta scritta e ai sensi del D. LGS. 267/2000 ART. 43, comma. 1 in merito al Museo  Officine Magliola e alla storia industriale ad esso legata.

Il sottoscritto Alessandro Caprioglio nato a Torino il 16/01/1972 e residente a Santhià in qualità di consigliere comunale (Gruppo Uniti per la Rinascita) ai sensi dell’articolo 43 comma 1 e comma 3 del d. lgs. 267/2000 e dell’art. 40 comma 1 e seguenti del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale e art. 9 comma 5 dello statuto.

Premesso

Che in occasione del centenario dello stabilimento santhiatese (1901-2001), le Officine Magliola hanno aperto al pubblico un grande Museo-archivio aziendale, che, oltre a rappresentare il “pezzo forte” delle celebrazioni, ha suscitato grande interesse da parte degli studiosi e degli appassionati, italiani e stranieri.

Nella palazzina dell’Archivio, dove sono state raccolte centinaia di fotografie, oltre a documenti, riviste specializzate e materiale pubblicitario d’epoca, hanno trovato posto parti di veicoli, attrezzature e macchine utensili di vario genere, mentre, in un locale adiacente, è stato ricostruito il vecchio ufficio amministrativo della ditta.

Per la ricchezza della documentazione esistente, questo Museo rappresenta un unicum nel panorama italiano delle ditte operanti nel settore delle costruzioni e riparazioni ferroviarie.

Si possono vedere alcune immagini inerenti ai documenti ivi conservati al link: https://youtu.be/b_9L1nri-KE

La valorizzazione di questa realtà farebbe onore sia alle diverse generazioni di imprenditori che si sono succedute nella conduzione dell’impresa, sia al grande numero di dipendenti che, nel corso dei decenni, sono stati più o meno direttamente “coinvolti” nella vita dell’azienda e hanno contribuito a generare quel processo di identificazione dell’azienda con il territorio (il cosiddetto “milieu culturale”), che, come sappiamo, è alla base della formazione di quel “sapere locale” che oggi viene sempre più ricercato come caratteristica culturale di un determinato luogo.

Si pensi, per fare solo qualche esempio, al legame esistente tra Alba e i tartufi, tra il Biellese e il settore tessile, o tra Castellamonte e la ceramica. A Santhià il legame tra cultura e territorio si è costruito anche attraverso il mondo delle ferrovie e delle Officine Magliola.

Il Museo potrebbe rappresentare un attrattore culturale di primaria importanza, ed essere inserito in un percorso di visita e riscoperta che, partendo dalla stazione ferroviaria, prevede una visita alle Officine e poi alla Stazione Idrometrica e alla Centrale Ugliengo, situate tutte a poca distanza.

Un percorso “unico” nel suo genere, che consentirebbe di scoprire esempi di archeologia industriale presenti esclusivamente a livello locale, frutto dell’ingegno e della lungimiranza degli industriali piemontesi attivi tra Otto e Novecento.

Non dimentichiamo che queste realtà hanno contribuito a innalzare le potenzialità di crescita socio-economica delle famiglie locali e a migliorare

la qualità della vita del nostro centro, incidendo dunque in modo diretto nella formazione di un “genere di vita” locale. Per questo meritano senz’altro di essere valorizzate.

Constatando

Che le cose sono andate in tutt’altro modo.

La stazione idrometrica continua ad essere abbandonata a se stessa, nonostante le periodiche “promesse” di restauro e riqualificazione. I magazzini della Centrale Ugliengo e dell’ex Consorzio agrario sono ormai pericolanti e documentano a tutti, residenti e visitatori, il declino del nostro centro.

Anche con riferimento alle Officine Magliola le cose sono andate in modo differente rispetto alle attese. I nuovi acquirenti, subentrati alla storica famiglia biellese, non sono stati in grado di rilanciare l’azienda e oggi la ditta è sottoposta a procedura concorsuale con grave danno economico per i dipendenti e per la città, nella pressoché totale incapacità dell’Amministrazione comunale di difendere un protocollo firmato davanti al Prefetto di quel tempo e di coinvolgere i referenti regionali e nazionali. E anche la speranza di utilizzare almeno lo spazio museale, da rilanciare come patrimonio civico, sta venendo meno, un po’ alla volta.

La proprietà che ha gestito l’impresa negli ultimi tempi si è liberata di gran parte del materiale cartaceo contenuto del Museo, senza neppure cercare di valorizzare – quantomeno dal punto di vista economico – quanto conservato in esso.

L’ultimo “schiaffo” dato alla città è storia recente e consiste nello spostamento di una parte dei materiali conservati nel Museo Magliola presso un altro costituendo Museo ferroviario.

Se è vero che in questo modo si potranno almeno valorizzare gli oggetti trasferiti e preservarli dal degrado, è pure da sottolineare che pare un po’ troppo comodo “depredare” come meglio si crede un patrimonio locale per valorizzarne un altro, tanto più se la cosa è attuata con l’appoggio istituzionale. Senza regole e senza un po’ di buon senso tutto diventa più difficile da accettare.

Evidenziamo

come l’amministrazione comunale non faccia altro che confermare la sua totale inerzia nella difesa del patrimonio storico industriale della nostra Città, nonostante abbia conferito una specifica delega museale ad un Consigliere comunale.

Interroghiamo chiedendo:

di voler conoscere:

  • Cosa si intende fare con il patrimonio museale delle Officine Magliola?
  • Sono stati fatti incontri con i responsabili della curatela fallimentare per acquisire quanto oggetto della procedura in tema storico museale?
  • Vi è un’interlocuzione con la Famiglia Magliola per tentare un’acquisizione del patrimonio museale?
  • Si è a conoscenza della migrazione di pezzi storici verso altri poli museali?
  • Perché non si è considerato di dedicare una zona della Città intitolandola alle Officine Magliola e abbellendola con pezzi della storia della ditta che è patrimonio della Città?
  • Vi sono stati di recente sopralluoghi all’interno dell’area soggetta a curatela, da parte dell’Amministrazione comunale?

Vi è un preciso progetto di creazione del polo Museale Officine Magliola?

  • Vi sono stanziamenti sui capitoli di bilancio per il polo Museale?

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Santhià 04/05/2022

Dott. Alessandro Caprioglio Consigliere Comunale Città di Santhià Capogruppo Uniti per la Rinascita

 

Redazione di Vercelli