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ENTE DI GESTIONE DELLE AREE PROTETTE DEL PO PIEMONTESE  - “Carmagnola Bees” al Bosco del Gerbasso

Nuovi semi per la foresta condivisa del Po piemontese

Il sindaco di Carmagnola, Ivana Gaveglio e la sua amministrazione insieme all’Ente di gestione delle Aree protette del Po piemontese sono impegnati a far espandere e prosperare il Bosco del Gerbasso, un intervento in favore del progetto della “Foresta condivisa del Po piemontese e della biodiversità.

Un bosco con radure tenute a prato, situato nel Parco naturale del Po piemontese e nella Zona Speciale di Conservazione e Zona di Protezione Speciale IT1110024 “Lanca di San Michele”, in cui è stata avviata un’azione sperimentale di incremento delle specie erbacee che rientra nella collaborazione pluriennale fra i due enti.

La volontà è di migliorare la qualità ecologica e produttiva delle aree a prato, offrendo nutrimento agli insetti impollinatori – anche le api che abitano le arnie collocate su invito  del Comune di Carmagnola e gestite per proprio conto da un apicoltore esperto – e aumentando le caratteristiche organolettiche e nutrizionali del fieno falciato.

Le linee guida sono state definite con il contributo del Museo Civico di Storia Naturale: si effettuerà un intervento di trasemina cioè di semina sulla cotica erbosa già presente, dopo aver prima smosso e poi rullato il terreno, in modo che le nuove piantine possano crescere in mezzo alle altre e vadano a contrastare varietà esotiche che stanno occupando i prati.

Le indicazioni prevedono anche che per lasciare spazio alle fioriture lo sfalcio sia fatto più tardi del consueto mese di maggio e che macchie irregolari di erbe vengano falciate solo a fine anno affinché le api e gli altri impollinatori non siano mai lasciati senza fiori.

L’Ente-Parco fornirà il miscuglio di semi denominato a proposito “Carmagnola Bees”, un mix scelto ad hoc composto da loietto perenne, festuca rossa e falascona, erba mazzolina, trifogli bianco e violetto, squarroso e incarnato, meliloto, lupinella, veccia e grano saraceno, tutte piante tipiche dei prati tradizionali. Unica eccezione, specie di origine nordamericana assolutamente non invasiva, la facelia a foglie di tanaceto, di cui le api sono estremamente ghiotte. Graminacee come le festuche, il loietto e l’erba marzolina sono particolarmente utili da un punto di vista foraggero; mentre le varie specie di trifogli sono state inserite anche per i loro fiori, meliloto e veccia sono la migliore scelta per quanto riguarda la fioritura.

La trasemina interesserà una superficie di quasi 6 ettari, circa 15 giornate piemontesi, e sarà messa in opera dall’agricoltore che gestisce i terreni in convenzione con il Comune di Carmagnola con 370 Kg di semente, una dose variabile a seconda delle condizioni dei prati delle radure, calcolato tra 20-25 Kg per giornata piemontese. “Carmagnola Bees” è fornito dalla ditta Bottos srl di San Vito al Tagliamento (PN), sede di Piobesi (TO).

Le nuove erbe in primavera creeranno un ricco tappeto fiorito, un esempio gestionale che potrà essere replicato anche sui terreni acquisiti di recente dal Comune di Carmagnola e che renderanno il bosco ancora più grande.

Redazione di Vercelli

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