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PROGETTO CNR MOES - Da Tirana a Casale per scoprire l’archeologia industriale del cemento    

Il vice sindaco Capra: «Un interessante incontro per far scoprire il nostro ricco patrimonio legato al cemento»

CasaleOggi

L’Amministrazione comunale di Casale Monferrato, mercoledì 13 luglio, ha ospitato in Municipio alcuni docenti e studiosi della Facoltà di Architettura e Urbanistica del Politecnico di Tirana.
L’incontro si è svolto nell’ambito dell’accordo internazionale di cooperazione scientifica tra il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) italiano e il Ministero dell’Istruzione della Repubblica di Albania (MoEs).

Il progetto di ricerca congiunto, denominato Cnr/MoEs Patrimonio industriale: una risorsa “fragile” da valorizzare, dalla conoscenza al riutilizzo compatibile e sostenibile, prevedeva proprio una giornata di apprendimento a Casale Monferrato dedicata allo studio della consistenza del patrimonio archeologico industriale del cemento casalese, in collaborazione con il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino, l’Aipai – Associazione Italiana per il Patrimonio Archeologico Industriale e l’associazione culturale Il Cemento nell’identità del Monferrato Casalese.

Gli ospiti, accolti dal vice sindaco Emanuele Capra e dal dirigente Alessandro Ravazzotto, sono stati introdotti alla storia della locale industria del cemento e agli attuali interventi di valorizzazione del patrimonio industriale con alcune illustrazioni presentate da Manuel Ramello dell’Aipai e da Gian Mario Rossino dell’Associazione Il Cemento.

A seguire, la delegazione guidata da Manuela Mattone, professore associato in Restauro al Dipartimento Architettura e Design del Politecnico di Torino, ha visitato tre siti dell’industria cementiera casalese: il Paraboloide, deposito di clinker a volta parabolica costruito tra il 1922 e il 1923 all’interno della cementeria Italcementi di viale Indipendenza e dismessa dopo il 1948; la Furnasetta, forno verticale in mattoni del 1872 unica testimonianza rimasta dell’antico opificio Marchino dell’antico viale Priocco, e il complesso industriale ex Cementi Alta Italia (Cai) nel quartiere Ronzone, sorto nel secondo dopoguerra sul sito dell’antica cementeria Fratelli Palli.

I progetti di recupero e valorizzazione dell’area del Paraboloide e della Cai sono stati esposti in maniera dettagliata durante la visita ai cantieri di lavoro, con particolare riferimento agli aspetti legati alla rigenerazione urbana e paesaggistica.

«È stato un incontro interessante e che ha sicuramente dato l’opportunità di far conoscere un aspetto decisamente importante della città – ha sottolineato il vice sindaco Capra –. Il cemento ha rappresentato, e ancora lo fa, un aspetto economico e sociale unico, che ha modellato anche architettonicamente il territorio. Aver conservato ancora alcuni di questi luoghi, si sta dimostrando ora un punto di forza che stiamo cercando di valorizzare al meglio: basti pensare che il progetto di riqualificazione del Paraboloide è stato inserito tra quelli finanziati con i fondi del Pnrr».

Nel pomeriggio la delegazione è stata poi accolta nella Chiesa di Santa Caterina da Marina Buzzi Pogliano, presidente dell’omonima associazione, e da Enrica Caire, progettista del restauro. L’illustrazione delle fasi dei lavori e della valorizzazione della caratteristica architettura della chiesa e della cupola ellittica hanno concluso la giornata studio.

 

 

RedAzione di Vercelli