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TRINO VERCELLESE - Inaugurazione Mostra “Segnali–pastelli disegni e opere materiche” di Biagio Vellano          

Le opere sono state concesse in prestito dalla compagna dell’artista Pinuccia Clemente

Trinese

Verrà inaugurata, il 23 dicembre alle ore 17, nelle sale storiche di Palazzo Paleologo sito in piazza Garibaldi a Trino Vercellese, la mostra “Segnali–pastelli disegni e opere materiche” di Biagio Vellano: una quarantina di opere realizzate con matite, pastelli, biro acquerellabili, ma, soprattutto, resine, colle viniliche e terre naturali che sono state concesse in prestito dalla compagna dell’artista Pinuccia Clemente.

Si uniscono all’evento il gruppo degli Alpini e la pasticceria Dolcemente che celebreranno, oltre all’apertura della mostra, il Natale con tutti i visitatori offrendo panettone e vin brulè.

L’allestimento dell’esposizione è curato dalla critica d’ arte piemontese, dottoressa Carla Bertone e resterà visitabile fino al 7 gennaio 2023, con il seguente orario:

dal 27al 30/12/22 dalle 15 alle 18,30;

il 31/12 dalle 10 alle 12,30;

dal 2 al 5 e 7/ 01/23 dalle 15 alle 18,30

La mostra è patrocinata dalla Pubblica Assistenza Trinese P.A.T.

Associata ANPAS in collaborazione con il Comune di Trino Vercellese e, in occasione dell’apertura della mostra, verrà presentato l’artista e l’uomo Biagio Vellano– di origini trinesi che ha collaborato fattivamente e gratuitamente per anni con l’amministrazione- oltre che delle autorità, anche del Presidente della P.a.t Mauro Bagna e con intervento critico della dottoressa Bertone.

Di Vellano, a Trino, si ricordano con affetto, anche per gli straordinari presepi realizzati, in anni ormai lontani, in alcune chiese della città.

Resta, come testimonianza della sua attività in questo campo, un  presepe realizzato negli ultimi mesi di vita e donato alla sua Trino, visibile presso la chiesa di San Giovanni Battista durante il periodo natalizio.

L’artista, Biagio Vellano

Biagio Vellano (Trino (VC) 1928- Brusaschetto (Al) 2008), era un uomo di bell’aspetto; un designer e un arredatore di talento; uno spirito introspettivo e coltissimo; un filosofo che amava la vita; un appassionato di archeologia e di musica di jazz; un innamorato rispettoso del creato e dell’Arte nella sua forma più alta e più pura. Biagio Vellano, ha scelto, per questo motivo, di essere artista libero dalla schiavitù di dover vendere per non perdere quella spontaneità che solo la libertà consente.

Una scelta pagata con l’isolamento, con la mancanza di notorietà, con l’assenza di critiche o di consensi, oltre che di riscontro economico.

Malgrado questo la passione che lo ha animato non è mai venuta meno.

Il suo innato talento -che egli viveva come un Dono da dover coltivare- lo ha portato a spendere l’intera vita per l’Arte fino ad ha intaccare la sua stessa salute pur di creare.

Sono grata alla P.A.T ed alla città di Trino per aver organizzato questo importante evento che permette alla comunità intera di vedere e comprendere le opere per cui Biagio Vellano ha dedicato l’intera sua esistenza terrena con il sacrificio; con lo studio approfondito della storia dell’arte; con un  impegno e un rigore continuo che lo portavano a distruggere ciò che per lui non era perfetto e con la consapevolezza di chi si sentiva investito dalla responsabilità di creare e di lasciare un segno.

Pinuccia Clemente

Segnali, La Mostra

Ognuno lascia la sua impronta nel luogo che sente appartenergli di più”, verga lo scrittore e accademico giapponese Haruki Murakami, esprimendo un concetto culturalmente e storicamente universale, come il valore stesso dell’Arte.

Segnali” vuole rappresentare proprio questo concetto.

Allestita nella sua città di origine, Trino Vercellese e nella splendida cornice storica di Palazzo Paleologo, quest’importante rassegna vuole offrire una selezione di opere e di tecniche che più rappresentano il percorso dell’artista Biagio Vellano e la sua ricerca di pura creatività.

Non influenzato dalla materia di partenza, bensì soltanto dalla “materia” ri-creata, Vellano usa liberamente qualsiasi tecnica possa corrispondergli: la pittura ad olio tradizionale; i fondi serigrafici stampati che riprende con diverse tipologie di pastelli, polverosi o cerosi.

Infine, fonde in conglomerati materiali plastici e vinavil, al fine di creare una superficie costellata di relitti che richiamano echi di vita personale; sedimenti geologici ricreati, rifiniti con le sfumature delle terre naturali e con colate di resina lucida e brillantinata, dagli effetti strabilianti.

Nel momento della massima creatività delle avanguardie artistiche, l’artista indaga con tutto sè stesso il modo di ricreare la natura che da sempre ha osservato e catturato con gli occhi e con gli obbiettivi della macchina fotografica.

Nascono così le opere più straordinarie di Biagio Vellano, uniche ed irripetibili, quelle che lo individueranno per sempre nel firmamento della storia dell’Arte.

Se i pastelli sono colore e luce, i materici sono materia e ombra: un microcosmo; una natura ricreata.

Sono ricami di materia colata; di parti sporgenti; ammassi di plastiche combuste con il cannello e lavorate ancora incandescenti, per ricreare rocce, ghiacciai, fondali marini, fango e terra calpestata.

L’artista bruciava strati su strati di plastiche e colature di vinavil mentre le esalazioni nere ardevano nei suoi polmoni.

La cosa più terribile è che sapeva a cosa stava andando incontro… Ma l’Arte non si può fermare, e solo così nascono capolavori.

Le opere che ammiriamo in questa mostra sono sindone del corpo dell’artista, santuari della sua anima.

Biagio Vellano è vissuto e ha creato così in piena libertà.

Ogni giorno, per lui era un nuovo “segnale” insieme ad una nuova scoperta: il quotidiano gli offriva sempre il pretesto per far danzare un pennarello a punta fine su un pezzo di carta di fortuna e poi con semplicità di acquerellarlo sapientemente con la punta del dito bagnato per mostrarne luci e ombre…

La sua Arte pare un’alchimia poiché naturale, spontanea, priva di sovrastrutture.

Sono questi i segnali del vero talento…                                                                       La curatrice

Carla Bertone

 

Finalita’ dell’ iniziativa

La mostra “segnali”, pastelli, disegni ed opere materiche, del nostro concittadino Biagio Vellano,  scomparso nel 2008 – afferma il Presidente della P.A.T. Mauro Bagna -, fa parte delle iniziative culturali ed artistiche che la Pubblica Assistenza Trinese propone gratuitamente, ogni anno in occasione del S. Natale, alla cittadinanza quale segno di gratitudine e riconoscimento degli sforzi e del sostegno, mai venuti meno, all’Associazione sia con il 5 per mille, sia con devoluzioni in genere. L’evento di quest’anno è stato realizzato con il Patrocinio del Comune di Trino, che ha messo a diposizione  le splendide sale storiche di Palazzo Paleologo;  con la disponibilità della Sig.ra Giuseppina Clemente al prestito di alcune delle opere del compagno Biagio Vellano; con la curatela dell’allestimento e dei materiali divulgativi della mostra  della Dott.ssa Carla Bertone, Critico d’Arte,  che da diversi anni si occupa dello studio e della promozione delle opere dell’artista, curando mostre, cataloghi ed eventi. A nome della P.A.T.  sono lieto di poter proporre, con questa mostra, un evento artistico di alto livello, che valorizza un’artista, ignorato dai più giovani, ma che ha lasciato un’impronta importante nella storia dell’arte ma anche nella storia della nostra Città di Trino Vercellese. Biagio Vellano, infatti, è stato Presidente del Gemellaggio di Trino Vercellese nel 1961 promuovendo l’incontro di 7 trinesi, durante l’anno successivo, con la città francese di Chauvigny. Dal 1975 al 1981, durante l’amministrazione del Sindaco Mario Bianchi, è stato Assessore alla Cultura e al Patrimonio Artistico. Nel 1976 si è occupato del rimodernamento della Biblioteca comunale, curandone l’arredamento, attualmente è la sala consigliare. Dal 1952, per molti anni, ha disegnato i costumi storici del carnevale di Trino, esibendo il suo gusto originale unitamente alla sua abilità artistica.  E’ stato, insieme a Silvino Borla e a Ferruccio Bozzacco, uno dei cofondatori attivi dell’Associazione per l’Archeologia, la storia e le belle arti, TRIDINUM, nata nel 1972 da un’idea del Prof. Vittorio Viale che tutt’ora vive. Sperando di vedervi numerosi, Vi invito tutti alla visione di questo prestigioso evento”.

Il Presidente

Pubblica Assistenza Trinese P.A.T.

Mauro Bagna

 

Redazione di Vercelli