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TRINO - La "guerra di Giuseppe Ungaretti" - I Lanternin dal Ranatè coniugano il tema del giorno con un inatteso "focus" sul grande poeta -

Incontri sempre avvincenti

(marilisa frison) – Avvincente dialogo con Federico Ottavis, alle 18 di questo lunedì 7 Marzo 2022, nell’appuntamento culturale “Dialoghi”, organizzato d’Al Lantarnin dal Ranatè.

L’argomento iniziale pensato da Federico era sul tema della bruttezza, visto che in genere si parla sempre di bellezza.

La moglie di Mario Martuzzi, reduce da una visita al museo, appena sentita la parola bruttezza ed ancora turbata dal quadro del nano Morgante, ritratto dal Bronzino, ha preso il cellulare e ha fatto vedere le foto fronte/retro del buffone della Corte Medicea, nudo, ed esposto in una sala dedicata, a Palazzo Pitti.

Però, il prof. Ottavis, all’ultimo, non essendoci Massimiliano Sanfedino, ha preferito dirottare su un argomento di attualità: la guerra in Ucraina:

“Ne parlano tutti, ne parliamo anche noi, aggiungiamo qualcosa in più”.

Esorta Federico, sostenendo che è molto difficile parlare di una guerra in corso, “live”, è più semplice parlare di una guerra passata perché si hanno tutti gli elementi sul tavolo e basta metterli in ordine. Dopo aver esposto i suoi pensieri e confrontatosi con i presenti, il relatore si è ricollegato nella sua materia, la letteratura e ha parlato di un poeta che ha raccontato la guerra ed è un poeta di guerra per eccellenza: Giuseppe Ungaretti.
Questo grande poeta nato ad Alessandria d’Egitto, con origini toscane, con la particolarità di scrivere poesie brevi e senza punteggiatura e orpelli, perché scritte velocemente in trincea.
Un poeta moderno e cosmopolita, che si è mosso in tutto il mondo, con una cultura molto particolare essendo vissuto in un contesto arabo.
Nel 1914, quando scoppiò la prima guerra mondiale, Ungaretti partecipò attivamente alla campagna interventista, arruolandosi in seguito nel 19º Reggimento di fanteria della Brigata “Brescia” quando, il 24 maggio del 1915, l’Italia entrò in guerra.

A seguito delle battaglie sul Carso, cominciò a tenere un taccuino di poesie, che furono poi raccolte dall’amico Ettore Serra, un giovane ufficiale.
Ungaretti al fronte scrive per sopravvivere e con le sue poesie ci fa capire la guerra, il dolore, riportando sotto ogni poesia il luogo e la data in cui erano state ispirate. Praticamente un diario di poesia. Federico ci ha letto e spiegato alcune poesie tra cui “Commiato”, in cui il poeta si immerge nel proprio animo. Straordinaria la poesia “Veglia” dedicata all’amico morto in trincea in cui lui difronte alla morte mai si sente così legato alla vita e così desideroso di vivere. “Ho passato una notte intera sdraiato vicino a un compagno ucciso, massacrato, con la bocca contratta dalla morte rivolta verso la luna piena, il rossore e il gonfiore delle sue mani che sono penetrati nel mio intimo. Proprio in quel momento ho scritto lettere piene d’amore. Non mi sono mai sentito così tanto attaccato alla vita”
Questi incontri sono pillole di saggezza, lezioni di vita, i relatori si impegnano e si preparano su argomenti sempre attuali e coinvolgenti.

È veramente un peccato perderli.
Allegato il video integrale.