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SHADOW REFLECTIONS/ RIFLESSI D’OMBRA - Intervista ad Angelo Musillo    

Conosciamo l’artista poliedrico e raffinato che sarà presente all’evento culturale

Vercelli Città

Conosciamo più da vicino Angelo Musillo, ricercatore nelle arti, docente ed artista poliedrico e raffinato che sarà presente all’evento culturale “Shadow reflections/Riflessi d’ombra” in programma, a Vercelli, nel periodo autunnale.

Angelo Musillo quando nasce la sua passione per l’arte?

Mi ricordo quando, da bambino, vedevo delle cose strane, o per meglio dire, immaginavo.

Mentre lavavo i denti la mattina guardavo le strane ombre che si disegnavano nel lavandino, sulla parte in acciaio, e lo pensavo come la porta di un altro mondo.

Come questo tanti piccoli e grandi altri esempi.

L’artista è colui che vede oltre, quindi la facoltà principale da possedere per fare arte potrei definirla meta osservazione.

Dico questo perché io credo di essere vicino al concetto di arte come, in primis, pensiero artistico più che azione artistica.

Se si è un creativo ogni cosa che si fa ha in sè un seme di quella natura, dalla cucina, alla scrittura, all’interior design, alla moda, alla musica, al dialogo parlato, alla fotografia, alla scuola, e ovviamente alla propria persona.

Quindi io credo, per arrivare alla risposta, che la passione per l’arte intesa in questo senso sia connaturata in me, una domanda più interessante, invece, potrebbe essere quando ho preso consapevolezza di questo processo e come…

Ci parli della sua ricerca artistica                                                           

Iniziando ad acquisire conoscenza musicale dalla pratica come pianista e conoscenza artistica dalla pratica come visual artist, mi sono avvicinato al mondo della Ricerca vera e propria.

La formazione in ambiente accademico e la professione come docente specializzato mi hanno portato ad individuare diversi punti di contatto tra le varie figure che abitano la mia persona ad oggi.

La ricerca artistica e la docenza si intersecano, nella mia esperienza, in quello che è l’approccio proprio della cosiddetta pedagogia clinica. Kλίνη, in greco ‘letto’ e κλινικός, ‘medico che visita l’ammalato ai piedi del letto’.

Così come il medico, per risolvere un problema, deve osservare da vicino, toccare con mano, allo stesso modo il ricercatore-artista e il docente. Solo così si produrrà nuova conoscenza.

La ricerca, dunque, è un punto di intersezione.

Nel mio caso, quindi, tra professione e formazione.

Svolgendo le attività di docente di Istruzione di scuola Secondaria ho la fortuna di poter esercitare la Ricerca quotidianamente.

L’insegnante, l’educatore, è ricercatore, un pedagogista clinico che sa osservare, cogliere e ricavare da quello che c’è (dato empirico) quello che non c’è (sforzo creativo) per rilevare, prima, e risolvere, poi, uno o più problemi.

E questa, a mio parere è anche la definizione perfetta dell’essere artista.
Io, nello specifico, mi occupo di vari prodotti artistici, in diversi campi. CDs, tele, articoli di ricerca, scritti didattici, fotografie, performance, video-art.

Cosa prova quando crea?

La parte più eccitante del processo creativo è sicuramente l’intuizione.

Un lampo, un istante, che modellato, definito, smontato e rimontato in nuova forma è capace di appagarmi, ma mai completamente perché si sa l’artista è insoddisfatto per definizione.

Se parliamo di arte intesa come pittura non mi soffermo molto sulla tecnica o la componente figurativa, ma mi servo del supporto, del mezzo artistico per liberare il concetto, la tela non è il prodotto finale ma il tramite.

C’ è una sua opera a cui lei è particolarmente legato?

Si chiama 2/4 legato speculare.

É stato il primo elaborato pittorico della mia serie “Gesture like Sketch / Il Segno come Traccia”.

Ed è proprio in questo modo che ho scoperto la Ricerca.

Sono solito approfondire e trovare del lavoro ‘in più’ da fare, così, la sera prima di un esame di Direzione di Coro, concentrandomi sul movimento, segno nell’aria, ebbi un insight e il giorno seguente portai degli elaborati pittorici alla prova.

La proposta è quella di regalare un pennello ad un Direttore d’orchestra/coro e nascondergli la bacchetta.

La traduzione su carta dei suoi movimenti, un segno (gesture), ovvero la musica ridotta aiminimi termini, le sue impronte, la sua traccia (sketch) lasceranno intravedere sulla partitura/spartito solo alcuni capisaldi del linguaggio musicale, come le pulsazioni (2/2, 3/4, 9/8, etc.), la dinamica (p, mf, f, etc.), il fraseggio (legato, portato, staccato, etc.) di un movimento espresso tramite il segno pittorico che, in questo caso, è strettamente descrittivo delle intenzioni del brano (es. segno con pennellessa stretta=p; segno con pennellessa di medio spessore=mf; segno con pennellessa larga=f), coniando una vera e propria notazione collaterale, che fungerà da spartito per improvvisare.

Interessante sarà anche la differenziazione dei diversi supporti e delle diverse tecniche pittoriche che si deciderà di utilizzare, assimilabili ai vari generi musicali (classico, jazz, pop, etc.).

Una sua mostra che ricorda volentieri

Come avete capito la mia anima creativa è figlia di almeno due genitori artistici: Papà Conservatorio e mamma Accademia di belle arti. Quindi sicuramente la mostra a cui sono più legato è una personale del 2019.

Infatti, durante l’estate ideai e organizzai un evento musicale e teatrale, ‘Ha tanti cieli la Luna’, presso il Castello del Malconsiglio di Miglionico (MT), eseguendo al pianoforte l’intera raccolta dei Notturni di F. Chopin ed allestendo una personale nelle sale del maniero con più di 50 opere e così in quell’occasione sono riuscito a coniugare la figura dell’artista-pittore con il musicista “sdoppiandomi” ma rimanendo sempre uno ed in più nella mia terra di origine, la Lucania.

C’ è un artista a cui si ispira o che le piace in modo particolare?

Mi piace il modo di pensare della Abramović, la parrucca di Bach, il museo delle cianfrusaglie delle sorelle Agazzi, e farei pazzie per la lente di ingrandimento dell’ Holmes di Conava Doyle, o in alternativa mi accontenterei della bacchetta magica della Rowling.

A cosa sta lavorando adesso?

Ho appena finito di realizzare delle riviste per una didattica inclusiva, oggetti di studio ma anche attraenti per la grafica (sempre curata da me), per promuovere l’ “imparare giocando”, l’apprendimento significativo, la didattica laboratoriale e quella metacognitiva. Inoltre sto progettando la realizzazione di tre volumi, a mo’ di libri d’artista, riprendendo il concetto de “Il Segno come Traccia” e dandogli nuova vita, anche grazie alla collaborazione di un interiore design, un curatore di interni.

Dove possiamo visionare i suoi lavori?

Li trovate sul mio profilo

Youtube: Angelo Musillo.

Facebook: AM I AM – Angelo Musillo

Instagram: @amiam_angelomusillo

Un suo messaggio di saluto per la città di Vercelli

Sono molto curioso di fare un salto in questa città ricca d’arte, non ci sono mai stato! Ricordo di una mia amica che era proprio di Vercelli, chissà che non sia l’occasione giusta per rincontrarla!

Ci vediamo presto Vercelli, AM.

 

Redazione di Vercelli