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POESIA CIVILE A VERCELLI TRA TRADIZIONE E INNOVAZIONE - Presentazioni, reading e aperitivo letterario    

Una giornata ricca di eventi

Vercelli Città

Sabato 29 ottobre il festival di poesia civile offre una giornata ricca di eventi a Vercelli.

Alle ore 12 la libreria Mondadori, in via Cavour 4, Vercelli, offre un “Aperitivo letterario. Omaggio a grandi poeti traduttori”, con letture da Roberto Sanesi e da Luciano Erba nel centenario della nascita, con presentazioni di Roberto Cicala e Giuseppe Langella.

Luciano Erba (Milano 1922-2010). Francesista e traduttore, ha insegnato Letteratura francese e Letterature comparate alla Cattolica di Milano.

Tra i più importanti poeti italiani del secondo Novecento, ha esordito nel 1951; ha vinto numerosi e prestigiosi premi per le sue opere, tra cui il Viareggio, il Bagutta, il Librex-Montale e il Premio Feltrinelli dell’Accademia dei Lincei.

Saranno lette e commentate poesie da Luciano Erba, L’ippopotamo, edizione commentata a cura di Samuele Fioravanti (Interlinea): nel centenario di Erba, poeta appartato eppure tra i più importanti del Novecento, è infatti uscita un’edizione commentata dell’opera più celebre, L’ippopotamo (premio Librex-Guggenheim-Montale), perché «forse la galleria che si apre / l’ippopotamo nel folto della giungla / per arrivare al fiume, ai curvi pascoli» rappresenta l’emblema della ricerca umana, tra natura, attese e sogni.

In questi testi Erba predilige una poesia di piccole cose quotidiane per parlare dei grandi interrogativi dell’esistenza e della vita civile, nel dubbio (metafisico e aperto alla speranza) che «forse questo e qualsiasi tracciato… / altro non sono / che eventi privi d’ombra e di riflesso / soltanto un segno che segna se stesso».

Roberto Sanesi è nato nel 1930 a Milano, dove è vissuto ed è morto nel 2001.

I suoi libri di poesia sono pubblicati da Guanda (il primo, Il feroce equilibrio, è del 1957), Feltrinelli e Scheiwiller, tra gli altri. Come traduttore si è occupato in particolare di Dylan Thomas, T.S. Eliot, Byron e Blake.

Ha curato diverse antologie come Poesia inglese del dopoguerra, Poeti americani 1900-1956, I centouno capolavori della letteratura inglese.

Su di lui Interlinea ha pubblicato L’interrogazione infinita. Roberto Sanesi poeta e il numero 67 (2022) di “Autografo”.
Saranno proposte letture da Per esempio, edizione critica a cura di Giuseppe Langella (Interlinea): Roberto Sanesi (1930-2001) non fece in tempo ad avviare alla stampa il suo ultimo libro poetico, concepito sul finire del secolo scorso.

Poté estrarne, bensì, alcune decine di testi per due più esigue raccolte, Arrondissement la vie e Il primo giorno di primavera, e qualche altro per corrispondere a specifici inviti, ma il libro in quanto tale, nonostante fosse pronto per essere consegnato a un editore, rimase nel cassetto.

Lo si pubblica qui per la prima volta, in un’edizione critica che rende omaggio a una delle voci più esclusive del Novecento, dando esecuzione testamentaria alle sue ultime volontà.

Alle 17,30, al Museo Leone, via Verdi 30, Vercelli, seguirà la consegna del Premio Lyra giovani 2022 a Raimondo Iemma con interventi e letture; presenta Franco Buffoni e presiede Luigi Di Meglio;

Raimondo Iemma è nato nel 1982 a Torino, dove vive. Ha pubblicato La settimana bianca all’interno del XIV Quaderno di poesia contemporanea (Marcos y Marcos, Milano 2019, a cura di Franco Buffoni) e la raccolta Nuovi misteri (2022, Interlinea).

Nel 2005 ha ricevuto il premio Sandro Penna per la poesia inedita.
Dalla quarta di copertina del libro Nuovi misteri: «La poesia legge nel pensiero» scrive Raimondo Iemma, giovane autore che indaga l’esistenza alla ricerca di «nuovi misteri», fatti di visioni, invenzioni e disastri («ai quali si potrà sempre riparare / ma non al loro incombere ed è per questo / che sono già accaduti») con una scrittura che intriga, queste pagine ci aiutano a capire perché la poesia, con ogni lettore, «ha un appuntamento che non può mancare».

Alle 18,30 seguirà la presentazione di Giuseppe Langella, Pandemie e altre poesie civili (Mursia), con aperitivo finale in onore dei poeti.

Giuseppe Langella è nato a Loreto (Ancona) nel 1952 e vive a Milano. Insegna Letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università Cattolica e dirige il Centro di ricerca Letteratura e cultura dell’Italia unita.

Studioso di Manzoni e di Svevo, della letteratura risorgimentale e dell’ermetismo, si è occupato anche di riviste militanti, di scrittori cattolici e di prosa d’arte.

È inoltre autore di un aggiornato manuale scolastico a uso dei trienni liceali, Letteratura.it (Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori, Milano 2012).

Come poeta ha esordito con Otto Escursioni (nell’opera collettanea Ascensioni umane, Grafo, Brescia 2002), pubblicando a seguire Giorno e notte.

Piccolo cantico d’amore (San Marco dei Giustiniani, Genova 2003) e Quasi una trenodia (“Poesia”, marzo 2007).

Con Il moto perpetuo (Aragno, Torino 2008) ha vinto, fra l’altro, il premio Metauro. Nel 2013 ha dato alle stampe, nella “Lyra” di Interlinea, La bottega dei cammei. 39 profili di donna dalla A alla Z. A Ponte di Legno, “paese della poesia”, gli è stato dedicato un totem con incisa una sua lirica.

Con Guido Oldani è tra i fondatori del “Realismo terminale”. Fa parte, inoltre, del collettivo dei “Pentagrammatici”.

Il suo interesse, umano oltre che storicoletterario, per le vicende della Grande Guerra viene da lontano, come testimonia il convegno sugli Scrittori in divisa.

Memoria epica e valori umani (Grafo, Brescia 2000) da lui organizzato in occasione della LXXIII adunata
dell’Associazione nazionale alpini.

Dalla quarta di copertina del libro Pandemie e altre poesie civili:

Sfocia ogni crisi in una pandemia: questa è la legge del mondo globale, il tempo del realismo terminale.

Una Spoon River dell’anima mundi è questa di Giuseppe Langella, un nocciolo del mondo che, respirando, trapana il pianeta per intero. Naturalmente qui, il funambolico quanto consapevole autore, transita per le riserve della storia letteraria, ma con piede leggero, quasi come se non vi attingesse.

Così la traccia dantesca fa solo capolino e l’appalesarsi del percorso narrativo sarebbe ariostesco alla Fenoglio, se non si conclamasse anche un cenno del gusto popolare della ballata medievale, ad avvertita portata di mano.

Langella, di formazione milanese, sciacqua i panni nel melting pot della penisola attuale e il frammento inglese o comunque sempre d’oltralpe, si mescola con il termine colto, senza temere il referto giornalistico.

Allora, la lettura di questo tutt’uno di pagine in corsa, ci affastella fuori dal confezionamento abitudinario, nel sapore dei giorni di spaccatura irreversibile del linguaggio, che ci è dato consumare, in questa liberazione dal cementificio del tardo Novecento, oggi totalmente fuori tempo.” Guido Oldani.

Alle 21, in Cripta S. Andrea, viale De Gasperi, Vercelli, un evento in collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale: “Premio nazionale di traduzione di poesia civile inedita in Italia” con keynote speech di Paola Laskaris dell’Università di Bari, interventi dei professori e delle professoresse del Dipartimento di Studi Umanistici e proclamazione delle vincitrici e dei vincitori: sezioni angloamericana, francese, inglese, spagnola e tedesca.

 

 

Redazione di Vercelli