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GIORNATE FAI DI PRIMAVERA – Le proposte della Delegazione di Vercelli      

In dettaglio i luoghi aperti e le modalità di partecipazione

Vercelli Città

Sono 96 i beni aperti in tutto il Piemonte dal FAI (Fondo Ambiente Italiano) che si attesta la prima impresa culturale italiana per numero di risorse in campo.

Tra questi anche quelli che saranno aperti dalla Delegazione FAI di Vercelli guidata da Paoletta Picco cui va il ringraziamento al Comune di Vercelli nella persona del sindaco avv. Andrea Corsaro (per l’apertura di Arca in occasione del prolungamento della mostra sulle sculture di Francesco Messina e per la splendida occasione di apertura al pubblico della Capella Petteneati).

Quest’ultima, ieri, 18 marzo, in occasione della Conferenza tenutasi dal FAI Piemonte nella meravigliosa cornice di Palazzo Madama a Torino, è stata definita gioiello inestimabile da Luca Mana, Direttore Museo Accorsi-Ometto e Delegato Cultura FAI Piemonte e Valle d’Aosta.

Un grazie altrettanto sentito da parte della Delegazione FAI di Vercelli a monsignor Marco Arnolfo (arcivescovo di Vercelli) e ai monsignori Giuseppe Cavallone e Eusebio Regis per l’apertura di Palazzo Arcivescovile e dell’Antica Biblioteca Capitolare nonché a Piero Bellardone per quella del Museo del Tesoro del Duomo e all’Arch. Daniele De Luca, direttore ufficio diocesano per i Beni Culturali e delegato Cultura FAI di Vercelli per la costante attenzione verso Delegati e giovani FAI.

Un ultimo grazie a Fabrizio Tabacchi, capo Gruppo Giovani FAI di Vercelli che ha collaborato con Sara Minelli e Silvia Faccin (entrambe della Fondazione Museo del Tesoro del Duomo e Archivio Capitolare)  e a tutti i volontari e delegati FAI di Vercelli e agli studenti Ciceroni dell’I.I.S. Lagrangia e I.I.S. Avogadro di Vercelli.

VERCELLI

La Delegazione FAI di Vercelli propone per l’edizione 2022 delle GFP che si svolgerà il 26 e il 27 marzo prossimi  le seguenti aperture:

1) Antica Biblioteca Capitolare: con ingresso da corso Italia 101 – Vercelli

Agli occhi del visitatore si presenterà un’imponente sala, con soffitto affrescato con rappresentazione di un cielo azzurro, ricco di  elementi architettonici. Lungo le pareti sono organizzate preziose scansie lignee, chiuse da grandi ante in legno a celare scaffali. Presenti altre due sale minori e anche un “passaggio segreto”: un piccolo vano che ha conservato per molti anni manufatti preziosi e documenti oggi fruibili nelle sale di Museo, Archivio e Biblioteca Capitolare.

Durante la visita verrà raccontata la storia e la genesi dei preziosi volumi, dei beni mobili, dei pezzi di oreficeria che nel corso dei secoli hanno arricchito il patrimonio del Capitolo della Cattedrale, certamente una tra le più importanti della penisola.

La Biblioteca Capitolare di Vercelli appartiene al Capitolo Metropolitano della Cattedrale di Sant’Eusebio e affonda le sue radici nel Medioevo. Non sappiamo esattamente quando si collochi la sua creazione, ma certamente i canonici che nei secoli si sono succeduti potevano trovare strumenti di formazione, studio e riflessione nei testipresenti all’interno della Biblioteca.

Il testo più antico che conserva è infatti il Codice A, Vetus Latina tradizionalmente attribuita a Sant’Eusebio, realizzata da uno o più amanuensi, forse locali, nella seconda metà del XV secolo.

 Oltre al codice A la Biblioteca ha una collezione unica e inestimabile formatasi grazie a donazioni e lasciti di vescovi, canonici ed altri personaggi più o meno illustri, che l’hanno arricchita di produzioni dello scriptorium vercellese ma anche di codici provenienti da altre zone di produzione italiane ed europee.

Il fondo medievale consta di 260 manoscritti (dal IV al XVIII secolo) ai quali si aggiungono: oltre 3200 libri a stampa (incunaboli, cinquecentine ed edizioni dei secoli successivi); edizioni musicali (XVI-XVII secolo); la collezione dei Sinodi Diocesani (XVI-XIX secolo).

C.so Italia 101 (prenotazione obbligatoria per visite sabato  26 marzo dalleore 10.30-12.30; 14.30; 15.-17.30; e domenica 27 marzo solo al pomeriggio dalle ore14.30-17.30.

2) Mostra delle sculture di Francesco Messina “Francesco Messina. Prodigi di bellezza. 120 opere a 120 anni dalla nascita”, inaugurata lo scorso dicembre, è stata prorogata proprio in vista delle GFP 22 sino al 30 marzo. La mostra è realizzata dal Comune di Vercelli in collaborazione con la Fondazione Francesco Messina.

La mostra racconta, attraverso 120 opere dello scultore, la sua alacre e longeva attività.

Daniele De Luca, delegato FAI alla Cultura di Vercelli e curatore della mostra spiega come in Arca siano stati collocati i pezzi più prestigiosi dello scultore messinese. Si tratta soprattutto di marni, di bronzi e di terracotte policrome che privilegiano i temi più cari a Messina: il mondo della danza e delle ballerine, i giovani sportivi, (i nuotatori, e i pugili), i grandi personaggi (Cristoforo Colombo, Lady Macbeth), i busti e le teste di illustri poeti, pittori e letterati del ‘900 (Quasimodo, Lucio Fontana).

Ultimi ma non per minor impatto visivo, i bozzetti e le piccole sculture che raccontano l’amore di Messina per i cavalli: al trotto, al galoppo, maestosi nella loro bellezza elastica. Sono affidati a suggestivi pannelli le fasi della elaborata esecuzione del cavallo morente che campeggia davanti alla sede RAI di via Mazzini a Roma, realizzato dallo scultore a fine anni ’60.

Le sale di Palazzo Arcivescovile ( già appartamento dei Savoia) accolgono invece le sculture sacre di Messina: maggi a Santa Rita, Santa Rosa, Maria maddalena, al cardinal Shuster, a Papa Pio XII. Le opere sono visitabili nelle sedi:

ARCA, piazzetta S. Marco 1 – Vercelli (prenotazione obbligatoria per visite con inizio alle 10.30; 11.30; 15; 16; 17 sia di sabato che di domenica).

Palazzo Arcivescovile, piazza Alessandro d’Angennes, 5; visite solo i pomeriggi di sabato e di domenica con inizio alle ore 14.30; 15.30; 16.30.

3) La cappella Pettenati all’interno della IV navata della chiesa di San Marco

Aggiunta nel XV secolo e adiacente alla navata sinistra della chiesa duecentesca di San Marco, ora sconsacrata, la quarta navata, risulta oggi separata dal corpo della chiesa da tamponature sagomate a nicchia. Un tempo ospitava una serie di cappelle gentilizie riccamente decorate, tra le quali la cosiddetta “cappella Pettenati”.

L’edificio era infatti appartenuto all’antica famiglia Pettenati, documentata a Vercelli fin dal sec. XIII e successivamente confluita nella famiglia Berzetti di Murazzano nel sec. XVII..

La Cappella, inaugurata ufficialmente poco prima delle GFP 2022, si aprirà al grande pubblico proprio grazie all’appuntamento primaverile del Fondo Ambiente Italiano e mostrerà, in un ambiente riccamente decorato con volta affrescata a stelle, affreschi decisamente mirabili rivelatisi durante i lavori di risistemazione della copertura.

L’affresco più importante è quello rivolto a nord e riferito a San Nicola da Tolentino ma, di non minor interesse, è l’affresco che ritrae una coppia nobiliare (probabilmente i Pettenati). 

Di altrettanta  suggestione l’affresco che si riferisce al miracolo del salvataggio di un bambino dall’annegamento nella vicina roggia.  Altre sinopie rivelano la volontà di realizzare affreschi successivi poi non eseguiti.

La Cappella Pettenati, già ridotta a usi profani prima della sconsacrazione della chiesa di San Marco, è stata acquistata dal Comune di Vercelli nel 2009 con l’obiettivo di salvaguardarne e recuperarne le decorazioni.

ARCA, piazzetta S. Marco 1 – Vercelli (prenotazione obbligatoria per visite sia sabato 26 marzo che domenica 27 marzo con inizio alle ore alle 11; 12; 14.30; 15.30; 16.30; 17.30).  

Prenotazioni obbligatorie con scelta di giorno e orario di visita e contributo su: www.faiprenotazioni.it

Entrata con Green Pass.

Redazione di Vercelli