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FONDAZIONE PIEMONTE DAL VIVO – Gennaio 2022 – Le principali tournèe in Piemonte          

In dettaglio date e luoghi degli spettacoli

CasaleOggi, PiemonteOggi, Regione Piemonte, Vercelli Città

9 gennaio ore 21 Asti Teatro Alfieri

11 gennaio ore 21 Vercelli Teatro Civico

29 gennaio ore 21 – 30 gennaio ore 16 Novara Teatro Coccia

Un tram che si chiama desiderio di Tennessee Williams

traduzione Masolino D’Amico

con Mariangela D’Abbraccio e Daniele Pecci e con Angela Ciaburri, Stefano Scandaletti, Gabriele Anagni, Erika Puddu e Massimo Odierna

regia di Pier Luigi Pizzi

coproduzione con La Pirandelliana e in collaborazione con AMAT

Il grande maestro di fama internazionale Pier Luigi Pizzi dirige il capolavoro del premio Pulitzer Tennessee Williams, in arrivo nelle piazze del Circuito di Piemonte dal Vivo: il 9 gennaio ad Asti al Teatro Alfieri, poi l’11 gennaio a Vercelli al Teatro Civico e infine il 29 e 30 gennaio a Novara al Teatro Coccia.

Ambientato nella New Orleans degli anni ’40, il dramma, alla sua uscita nel ‘51, alzò il velo su temi quali l’omosessualità, il sesso, il disagio mentale, la famiglia come luogo di violenza, il maschilismo, il maltrattamento delle donne, l’ipocrisia sociale.

In scena Mariangela D’Abbraccio nel ruolo di Blanche Du Bois, vedova di un marito omosessuale e alcolizzata che, vittima del cognato, precipiterà nella pazzia. Nel ruolo di Stanley Kowalski, che fu di Marlon Brando, Daniele Pecci.

La leggenda vuole che fosse proprio su un tram, su cui girovagava da studente, che il giovanissimo Tennessee Williams si facesse l’idea di un dramma che svelava il lato oscuro del sogno americano. Questa storia divenne il suo capolavoro, un testo amato, odiato, comunque conosciuto in tutto il mondo, una pietra miliare del teatro e del cinema che ancora oggi si continua a vedere rappresentato con interesse ed emozione.

Il dramma, premio Pulitzer del ’47, mette per la prima volta l’America davanti allo specchio, faccia a faccia con temi come l’omosessualità, il sesso, il disagio mentale, il maschilismo, la violenza domestica, la repressione del femminile, l’ipocrisia sociale.

Il testo è ambientato nella New Orleans degli anni ’40 e narra la storia di Blanche Du Bois, che dopo la perdita della proprietà di famiglia, Belle Reve, si trasferisce dalla sorella Stella, sposata con un uomo rozzo e volgare di origini polacche, Stanley Kowalsky. Blanche è ormai una donna provata dalla vita, alcolizzata, vedova di un giovane ragazzo omosessuale, e cercherà di ricostruirsi un futuro vedendo in Mitch, un amico di Stanley, una possibile via di salvezza, ma il violento conflitto che si innesca tra lei e il cognato, porterà il suo disagio mentale a deflagrare in una pazzia conclamata.

Info e biglietteria: piemontedalvivo.it

14 gennaio ore 21 Pinerolo Teatro Sociale

15 gennaio ore 21 Asti Teatro Alfieri

16 gennaio ore 21 Casale Monferrato Teatro Municipale

Graces coreografia Silvia Gribaudi

drammaturgia Silvia Gribaudi e Matteo Maffesanti

danzatori Silvia Gribaudi, Siro Guglielmi Matteo Marchesi e Andrea Rampazzo

Zebra/Santarcangelo Festival con il sostegno di MIBACT

video: https://vimeo.com/363259025

Con i mezzi della danza contemporanea si può, molto seriamente, scherzare su tutto quello che si vuole prendere di mira.

Silvia Gribaudi è dotata per l’ironia, l’autoironia, il sarcasmo, sa trattare abilmente, con mano leggera e forte, le tante contraddizioni sul tema bifronte della “bellezza della bruttezza” e della “bruttezza della bellezza”, che appassiona la nostra società occidentale/ globale social-mediatizzata.

Graces è un progetto di performance ispirato alla scultura e al concetto di bellezza e natura che Antonio Canova realizzò tra il 1812 e il 1817. Le 3 figlie di Zeus, Aglaia, Eufrosine e Talia erano creature divine che diffondevano splendore, gioia e prosperità.

In scena tre corpi maschili (i tre danzatori Siro Guglielmi, Matteo Marchesi, Andrea Rampazzo) dentro ad un’opera scultorea che simboleggia la bellezza in un viaggio di abilità e tecnica che li porta in un luogo e in un tempo sospesi tra l’umano e l’astratto. In scena anche la coreografa Silvia Gribaudi, che ama definirsi autrice del corpo perché la sua poetica trasforma in modo costruttivo le imperfezioni elevandole a forma d’arte. Qui il maschile e il femminile si incontrano, lontano da stereotipi e ruoli, liberi, danzando il ritmo stesso della natura.

Il mio percorso si muove sul confine permeabile tra pubblico e performer, indagando lo spazio fertile e sottile tra il ridere e il dissacrare, tra poetica e politica. È una ricerca che avviene all’interno del corpo che danza, incontra temi sociali e si compone nell’opera coreografica. Uso l’umorismo per destrutturare il pregiudizio e indagare le deviazioni da un modello riconosciuto, alla costante scoperta di un clown fallibile e rivoluzionario, che osi attraversare la vertigine poetica dell’imperfezione per arrivare, suo malgrado, a creare scintille di bellezza e grazia”. Silvia Gribaudi.

Info e biglietteria: piemontedalvivo.it

18 gennaio ore 21 Vercelli Teatro Civico

22 gennaio ore 21 Asti Teatro Alfieri

23 gennaio ore 21 Savigliano (Cn) Teatro Milanollo

6 febbraio ore 21 Alessandria Teatro Alessandrino

Lisistrata di Aristofane

adattamento e regia di Ugo Chiti

con Amanda Sandrelli e con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Gabriele Giaffreda, Elisa Proietti e con Lucianna De Falco nel ruolo di Spartana

scene Sergio Mariotti

costumi Giuliana Colzi

luci Marco Messeri

musiche Vanni Cassori

Arca Azzurra

durata 1 ora e 30 minuti

Arca Azzurra e Ugo Chiti mettono in scena Lisistrata. Lo fanno rinnovando la loro più che trentennale collaborazione, simbiosi, sintonia, arricchendo il loro comune percorso attraverso gli ultimi decenni della scena teatrale italiana, con la forza, la misura, la dedizione, l’impegno che ha contraddistinto ogni loro spettacolo. Lo fanno grazie alla riscrittura del testo classico da parte di Ugo Chiti, alla sua capacità di interpretare la classicità con occhio contemporaneo e insieme rispettoso dell’originale, con la sua lingua sapida, ricchissima che sembra fatta apposta per rendere l’originale nella sua interezza, reinterpretando quelle parti rese di difficile comprensione dal tanto tempo trascorso. Lo fanno avendo trovato in Amanda Sandrelli una protagonista perfetta per la commedia di Aristofane, una compagna fidata, che nelle scorse due stagioni ha portato con l’Arca Azzurra la sua Mirandolina in giro per i teatri di tutta Italia, dalla Sicilia al Trentino.

In programma per le stagioni 2021/2022 nelle piazze di Piemonte dal Vivo: Vercelli, Asti, Savigliano e Alessandria.

Lisistrata ci guarda dal lontano 411 a.c., anno del suo debutto nel teatro di Dioniso ai piedi dell’Acropoli di Atene e scuote la testa sconsolata di fronte alle tragedie, alle miserie, ai disastri provocati da quella stupidità, arroganza, vanità, superficialità, che sono tutti sostantivi femminili, come la guerra che da questi viene immancabilmente generata, ma che sono immancabilmente attributi maschili.

Lo fa attraverso un meccanismo teatrale modernissimo, una specie di farsa dove molto si ride, ma che in maniera paradossale e insieme umanissima ci fa scoprire senza falso pudore, tra sghignazzi e continui doppi sensi saporosissimi i meccanismi perversi dell’irragionevolezza umana. Lo fa additando senza ipocrisia, con un linguaggio diretto e divertentissimo, i vizi, le perversioni, il malcostume, la corruzione, le debolezze che ci portano da millenni a ritenere la violenza l’unico mezzo per risolvere i conflitti, per appianare le liti. Lo fa mettendo bene in chiaro che questo meccanismo opera sempre e a qualsiasi livello: che sia quello politico e territoriale, sia su ogni altro ambito della vita degli esseri umani, con l’unica conseguenza della sottomissione del più debole. Debole ovviamente solo in termini di forza fisica di risorse materiali da mettere in campo, e non certo di intelligenza, di cultura, di sensibilità.

Info e biglietteria: piemontedalvivo.it

10 gennaio ore 21 Cuneo Teatro Toselli

11 gennaio ore 21 Saluzzo Teatro Magda Olivero

12 gennaio ore 21 Ciriè Teatro Magnetti (apertura stagione 2022)

Locke di Steven Knight

interpretazione e regia Filippo Dini e le voci al telefono sono di (in ordine di apparizione):

Sara Bertelà – Bethan

Eva Cambiale – moglie di Gareth

Alberto Astorri – Donal

Emilia Piz – Lisa

Iacopo Ferro – Sean

Mattia Fabris – Gareth

Mariangela Granelli – Katrina

Valentina Cenni – sorella Margareth

Carlo Orlando – Davids

Giampiero Rappa – Dottor Gullu

Fabrizio Coniglio – Cassidy

scene e costumi Laura Benzi

luci Pasquale Mari

colonna sonora Michele Fiori (sistema audio in olofonia “HOLOS”)

regia del suono David Barittoni

aiuto regia Carlo Orlando

produzione

Teatro Franco Parenti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – Teatro Stabile di Torino

durata 75 minuti

Dal grande successo cinematografico diretto da Steven Knight con protagonista Tom Hardy, in scena la trasposizione teatrale affidata a Filippo Dini, attore e regista tra i più interessanti del panorama teatrale italiano.

Un uomo esce da un cantiere, si sfila un paio di stivali da lavoro e sale su una bella auto. Qui inizia il suo viaggio. Durante il tragitto, Locke parla al telefono con altre persone. Non conosciamo le sue emozioni e i suoi pensieri, ma sono le telefonate a raccontarci la sua storia ed è la forma dei suoi rapporti a svelarcelo. Locke è un uomo borghese: ben vestito, con un buon lavoro, un buon reddito e una bella famiglia. A casa lo aspettano due figli, una moglie, la partita alla tv, le birre e il barbecue. Il cantiere al quale lavora è la costruzione di un edificio di grande prestigio e per la mattina seguente è prevista “la più grande colata di calcestruzzo dell’edilizia urbana londinese”.

Tutti si fidano di lui, ha tutto sotto controllo, è “il più bravo capocantiere d’Inghilterra”.

Quella notte però Locke non torna a casa, ma parte per un lungo viaggio. Succede qualcosa che cambierà per sempre la sua esistenza e compirà una scelta che distruggerà la sua vita per come l’ha conosciuta e costruita fino a quel momento. Un testo sull’assunzione di responsabilità e sull’estrema fragilità degli edifici morali sui quali costruiamo le nostre famiglie e le nostre sicurezze.

La vicenda narrata in “Locke” è un grande inno al coraggio, alla sua espressione più potente e più arcaica: il coraggio di abbandonare la propria vita, le proprie certezze, i successi personali, i propri affetti, per iniziare una nuova esistenza, misteriosa, ignota, forse terribile, ma espressione del proprio miglioramento personale.

Ivan Locke compie il suo viaggio in nome della salvezza, sfida le leggi umane e divine, per poter riscattare l’umanità: è un eroe epico, riscritto nel mondo contemporaneo, e come tale, sacrifica tutto, rinuncia alla propria vita e si fa metafora della nostra salvezza.

Tutti noi viaggeremo con Ivan Locke, e all’arrivo troveremo una persona diversa.

Ogni giorno ognuno di noi si trova in viaggio con lui, alla ricerca di risposte, alla ricerca di un significato che dia senso alla sofferenza, alla fragilità, ai nostri errori e a quelli altrui.

Ogni giorno siamo in viaggio con Ivan, nella speranza che il cambiamento continuo che la vita ci prepara, non sia troppo doloroso, con il costante augurio di avere abbastanza forza, abbastanza ironia, per poterlo sopportare. Stephen Knight ci dice: non avere paura, guida con determinazione verso il tuo domani, con coraggio, vai nel posto peggiore per te, se è quello che desideri, se è quello che devi; al tuo arrivo sarai una persona nuova, forse ti sarai procurato qualche ferita, forse ti sarai trovato costretto a ferire qualcuno durante il viaggio, ma di sicuro avrai rubato il tuo pezzo di cielo.

Dalle note di regia di Filippo Dini.

Info e biglietteria: piemontedalvivo.it

Redazione di Vercelli