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Se "asfaltar no es gubernar", figuriamoci "demoler"

VERCELLI, CAVALCAVIA DI CORSO AVOGADRO, ULTIMO ATTO - Oggi iniziata la demolizione dell'infrastruttura - Senza un vero perchè e senza sapere che fare dopo

Se ne va un altro pezzo di città: solo costi, nessun beneficio

Vercelli Città

Non c’è che una stagione: l’estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L’autunno la ricorda, l’inverno la invoca, la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla.

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Così scriveva Ennio Flaiano e, ammesso che la modesta opinione di chi scrive possa interessare qualcuno, l’abbiamo sempre pensata così anche noi.

Vista d’Estate, la città e la campagna che la circonda, guardate dall’alto, sembrano ancora più belle.

Questa mattina, ancora ospiti del VercelliPalace Hotel abbiamo dato un’occhiata ai lavori di demolizione del Cavalcavia di Corso Avogadro.

Come tanti Lettori certamente sanno, quell’area è ancora troppo vicina in linea d’aria alla Casa Circondariale, perché un drone possa decollare.

Di prima mattina i Lettori hanno incominciato ad inviare contributi, dei quali ringraziamo: oggi si è iniziata la demolizione vera e propria; da qualche settimana (come si vede dal “tendone” ancora installato) le operazioni preliminari.

Come se fossero imparentati con i TRex, i mezzi d’opera, con poderose pinze, fanno bocconi della massicciata.

E’ certo uno degli ultimi momenti in cui potremo vedere un altro pezzo di città che viene demolito.

In vista di cosa non si sa.

Ma si sa dai tempi di Salvator de Madariaga che “asfaltar no es gubernar”.

Figuriamoci “demoler”.