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KOSOVO - Tavola rotonda per una coesistenza pacifica     ​  

Faccia a faccia tra leaders religiosi a Camp Villaggio Italia in Kosovo

PiemonteOggi, Regione Piemonte

Si è svolto ieri, venerdì 4 marzo, presso Camp Villaggio Italia a Pejë, un importante incontro tra il Comandante del Regional Command West (RC-W) di KFOR, Colonnello Marco Javarone, e una cospicua rappresentanza dei leader religiosi del Kosovo Occidentale. Il primo obiettivo dell’incontro è stato quello di riunire di persona i rappresentanti delle diverse confessioni religiose, dopo quasi due anni di emergenza pandemica.

I partecipanti che hanno aderito a quest’iniziativa sono Padre Lorenz Sopi sacerdote cattolico di Pejë, l’Imam Musli Arifaj Presidente del Concilio Islamico di Pejë, Padre Janjič Sava archimandrita del Monastero di Visoki Decani, Visar Koshi leader sunnita di Gjakova, Rujdi Shehu leader saadij di Gjakova, Padre Shan Zefi Vicario Generale della Cattedrale di Prizren, Demiri Votim leader della Comunità Ebraica del Kosovo, Syla Driton rappresentante della “Tekke” di Junik e Madre Haritina del Patriarcato di Pejë.

KFOR è qui per sostenere lo sviluppo di un Kosovo stabile, multietnico e pacifico e adempie al suo mandato operando al fine di mantenere sia un ambiente sicuro e protetto sia la libertà di movimento: l’intento comune è mantenere quindi una pacifica convivenza tra tutti gli esseri viventi delle comunità, considerando le differenze come moltiplicatori di valori” così ha esordito il Colonnello Javarone. L’Ufficiale ha continuato il suo discorso introduttivo ponendo l’accento sull’importanza di tutte le religioni, poiché espressione dell’atteggiamento positivo verso le comunità attraverso il dialogo che evoca consistenza, uguaglianza e arricchimento reciproco.

Tutti i partecipanti hanno convenuto che, nonostante la storia e le tradizioni diverse, i doveri principali di tutte le religioni sono: occuparsi della salute spirituale dei propri fedeli mettendo da parte ogni convinzione politica, giungere alla verità tramite l’amore e diffondere “urbi et orbi” un messaggio comune di pace, tolleranza e pacifica convivenza. La formula individuata è stata: “Siccome tutti figli di un unico Dio, è necessario per la coesistenza pacifica, accogliere le diversità di ciascuno cambiando noi stessi, nel rispetto l’uno degli altri”.

Al termine della tavola rotonda i partecipanti hanno preso un impegno comune a invitare le guide spirituali delle altre fedi alle rispettive prossime feste religiose, in modo da fornire a tutti i credenti un pratico esempio di fattivo rispetto e collaborazione. 

Redazione di Vercelli