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INCENERITORE A CAVAGLIÀ - Valledora tra sfruttamento e riscatto          

Incontro a Ivrea il 24 marzo allo Zac!

Santhiatese e Cavaglià

Si svolgerà allo Zac! a Ivrea il 24 marzo prossimo alle ore 20.30 un incontro organizzato dalle associazioni che si stanno battendo contro l’inceneritore a Cavaglià.

Verrà proiettato un documentario del 2009 dal titolo Valledora: la terra del rifiuto.

Il film, realizzato da Matteo Bellizzi, è stato commissionato e prodotto dagli abitanti della Valledora. Si identifica con questo nome un territorio tra le province di Vercelli e Biella che viene così chiamato perché vi passava l’antico alveo della Dora Baltea, ed è tuttora un’importante area di ricarica della falda acquifera. Vi si trova per questo tanta ghiaia, lasciata dai fenomeni geologici e di dilavamento, ed è diventata quindi una zona molto sfruttata per l’escavazione. Per molti anni i buchi delle cave sono poi stati riempiti dai rifiuti. La quantità e estensione delle discariche è tale che i rifiuti sono arrivati da ogni dove, creando un rischio ambientale rilevante.

E’ anche la porta del Biellese e del Canavese – spiega Alberto Conte del Movimento Lento, associazione che sarà ospite della discussione dopo il film -. Santhià è sia sulla linea ferroviaria Torino-Milano che sull’autostrada A4. Si accede da lì al Biellese e anche all’Anfiteatro Morenico d’Ivrea. Per chi come noi lavora per il turismo slow a piedi e in bicicletta sono due zone molto interessanti. Anzi dovrebbero essere parte di un’area vasta unica, che ha già dei percorsi tracciati e segnalati da fare camminando o sulle due ruote”.

Sa quello di cui parla Alberto Conte essendosi occupato per molti anni di Via Francigena, il percorso che porta a piedi (ma anche in bicicletta) pellegrini e turisti slow da oltralpe. Inoltre da tre anni Movimento Lento promuove e gestisce il Cammino d’Oropa, uno dei più importanti itinerari a piedi d’Italia.“Non capiamo come si possa pensare di costruire un inceneritore con due camini, uno dei quali alto 90 metri, proprio all’ingresso del Biellese e dell’Anfiteatro Morenico. Vuol dire togliere la possibilità di riqualificare attraverso il turismo slow un’area dal notevole potenziale”.

La serata vedrà anche gli interventi di Luigi Bondonno, sindaco di Alice Castello, Anna Andorno del Movimento Valledora e il coordinamento sarà affidato a Nevio Perna e Daniele Gamba di Legambiente.

L’inceneritore di Cavaglià è in fase di Valutazione d’Impatto Ambientale, procedura in carico alla Provincia di Biella, dal luglio scorso quando A2A depositò il progetto.

Grazie al lavoro di associazioni e cittadini sono state riconosciute molte lacune e mancanze alla proposta in valutazione, tanto che ci aspettavamo il suo rigetto – spiega Anna Andorno del Movimento Valledora – invece è stata concessa una lunga proroga fino a settembre 2022 affinché il proponente possa rispondere alla corposa richiesta di integrazioni”.

In questa partita non vi è accordo tra gli enti pubblici preposti “vi sono infatti più di 30 Comuni tra Vercellese, Canavese e Biellese che hanno approvato mozioni contrarie all’impianto – spiega Luigi Bondonno Sindaco di Alice Castello, da dove è partita la prima delibera di contrarietà – inoltre la Regione, che è titolare delle strategia di gestione dei rifiuti ha ribadito, anche con l’assessore Marnati sollecitato da Sean Sacco del M5S, che non può configurarsi nel caso di Cavaglià un’anticipazione di decisione da parte della Provincia di Biella. Quelle relative alla realizzazione di un eventuale altro termovalorizzatore in Piemonte sono scelte strategiche che fanno capo alla Regione”.

“Non vorremmo vedere ancora prevalere gli interessi privati delle aziende – aggiunge Anna Andornosu quelli pubblici legati alla salute e all’ambiente. Proprio per questo continueremo a fare iniziative per spiegare e raccontare ai cittadini e agli amministratori i rischi che stiamo correndo e le opportunità che potremmo perdere”.

Le emissioni dell’inceneritore avranno effetti potenziali in un raggio di 25 km da Cavaglià, quindi su un’area vasta che comprende Vercelli, Biella e Ivrea. Proprio la stessa zona a cui fa riferimento Alberto Conte per sottolinearne il potenziale turistico in chiave slow.

Il 24 sarà interessante mettere a confronto la storia di sfruttamento della Valledora con il suo possibile riscatto.

Redazione di Vercelli