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LA RICONOSCENZA DI VERCELLI AGLI EX CIUDIN - Non solo custodi di una memoria identitaria preziosa per tutta la comunità, ora anche curatori di un vero e proprio museo sull'esperienza di ragazzi e ragazze cresciuti in Via Garrone - Non soltanto dolore e abbandono, anche strumenti per una crescita umana e culturale di cui si sarebbe avvantaggiata tutta la città -

La gallery con un'anticipazione del Museo

Non molto nota, posta all’angolo tra Via Alessandro Manzoni e Via Garrone a Vercelli, c’è una chiesetta antica ed ora di nuovo curata con tanta diligenza e passione, dedicata all’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria.

Aperta al culto, è, di fatto, frequentata soltanto quando la benemerita associazione degli ex Ciudin (Presidente Luigi Casalino) celebra qualche ricorrenza.

Oppure, come in questa giornata di dicembre, quando si festeggia la “padrona di casa”, cioè nella Solennità dell’ Immacolata Concezione.

In due recenti occasioni, nello scorso mese di ottobre e mercoledì della settimana scorsa (ha celebrato Mons. Gian Luca Gonzino, mentre nella precedente occasione di ottobre, fu Mons. Giuseppe Cavallone a presiedere l’Eucarestia),

siamo ritornati volentieri nella piccola dimora di Maria. Ha contribuito a che questa esperienza fosse resa possibile, Sorella Maria Rosaria Memoli, della Fraternità della Trasfigurazione.

Da qualche tempo ci sono belle novità.

Bisogna, infatti, sapere che questa è stata per decenni la chiesa annessa all’Ospizio dei poveri, che ospitava i piccoli “Ciudin”, bambini e ragazzi, maschi e femmine, che non avevano famiglia, o che avevano una famiglia troppo povera perché potesse occuparsi di loro.

Fino allo scorso anno si entrava nella navata unica e l’osservatore comune neppure si sarebbe potuto accorgere che, proprio a fianco, a sinistra di chi guarda l’altare, in quello che pareva un magazzino, era invece custodita una seconda Cappella: quella a suo tempo adibita ad ospitare le ragazze.

I maschi da una parte, le femmine dell’altra.

Istituzioni, regole e tempi diversi.

E’ proprio in questa seconda sezione della chiesa che, negli ultimi mesi, sono avvenuti i “prodigi” più rilevanti.

Prodigi di dedizione, amore per l’Associazione, per tutti i Ciudin che non ci sono più (tra tutti, Luigi Fiorini, recentemente scomparso e che vediamo nelle immagini, tra le foto poste sull’altare, anch’egli impegnato nel recupero di questa Cappella).

Se la navata principale è come “custodita” da una sacra effige di Maria, che dall’alto guarda con amore i suoi figli (anche quest’opera, oggetto di un pregevole restauro), la chiesa delle ragazze rivela un ulteriore tesoro che si sta recuperando.

Le immagini che corredano questo articolo mostrano il costituendo Museo dei Ciudin.

Tanti ricordi di valore affettivo e storico inestimabile.

Si può vedere la divisa che indossavano i ragazzi, un repertorio fotografico unico, gli strumenti musicali che rappresentano un simbolo significativo di questo percorso di vita.

Una vita certamente dolorosa, priva del calore di una famiglia.

Ma non si trascurava di avviare i piccoli Ciudin non soltanto allo studio delle ordinarie materie scolastiche, bensì anche allo studio della musica, imparando a suonare uno strumento musicale: fattore sempre importante per la formazione della persona.

Di tutto questo si è fatto carico, insieme a qualche amico, con intelligenza e passione, l’infaticabile Luigi Sarello: hanno quasi completato il lavoro e presto potranno offrire alla città questo importante tassello che concorre a tratteggiare l’immagine della nostra identità: Vercelli senza la lunga esperienza e la austera testimonianza dei Ciudin non sarebbe la stessa.

Ciascuno di noi porta nel cuore l’insegnamento di qualche persona che passò di lì, formando in Via Garrone ed in questa piccola chiesa, affidato alla materna protezione di Maria, Immacolata Concezione, la propria personalità, crescendo a questa scuola, imparando la dura realtà della vita ed impegnato a rendere il Mondo (e Vercelli) un posto un po’ migliore di come l’avesse trovato.

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