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Sullo sfondo, la mai esaurita tenzone tra Unione Agricoltori e Coldiretti

TRIPPA PER I GATTI / 935 - Ente Nazionale Risi, i meloniani vercellesi ci provano - Per la nomina del successore di Paolo Carrà, varie esigenze politiche: la prima, fare vedere che Gaetano Nastri non tocca palla - Poi le minori: tenere l'incarico a Vercelli - Dopo si incomincia a pensare ai curricula -

In pole position, però, al momento pare il pavese Giuseppe Croce, un Tecnico - Se la dovrà vedere con Natalia Bobba, di Donne e Riso

Il primo passo potrebbe essere mosso già domani, lunedì 16 ottobre, dal Ministro dell’Agricoltura e Sovranità Alimentare (forse, di nuovo, come un tempo, delle “Risorse annonarie”?), Francesco Lollobrigida.

La pratica è sul tavolo del titolare di Via XX Settembre a Roma da qualche tempo e, come sempre, la nomina del Presidente dell’Ente Nazionale Risi si rivela un round della mai sopita tenzone tra le due più influenti (e rappresentative) organizzazioni di categoria delle imprese agricole: Coltivatori Diretti e Confagricoltura.

Una tensione sempre sensibile a delicati (ma talvolta muscolari) equilibri, tutti giocati su pesi e contrappesi in qualche modo condizionati delle urgenze dell’ora.

Ma andiamo con ordine.

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Dunque, bisogna sapere che l’attuale Presidente di Via San Vittore a Milano, Paolo Carrà, ha portato a termine (a detta di tanti, per non dire tutti, con buoni risultati) il proprio secondo mandato e, perciò, non può più essere rinnovato.

La politica, come spesso succede, non sa che fare.

Sicchè la prima proposta è stata quella solita: commissariate l’Ente, in attesa che decidiamo.

Pare, però, che non si possa commissariare un’Istituzione, soprattutto del peso e calibro come l’Ente Nazionale Risi, soltanto perché qualcuno deve pensare.

Sicchè le cose precipitano o, almeno, vanno avanti.

E si incomincia: questa volta il Presidente potrebbe toccare alla Coldiretti, che non ha più avuto un proprio esponente nell’incarico, dai tempi dell’On. Renzo Franzo.

E di anni, perciò, ne sono passati circa 50.

Dall’altra parte si obbietta: appunto per questo, l’Ente è ormai considerato un “hortus conclusus” di Confagricoltura.

Tanto più in questi tempi – la congiuntura questo direbbe – in cui, di converso, la “Bonomiana” sta occupando tutti i posti più importanti dell’Agricoltura italiana: insomma, pare entrata nelle grazie dei Fratelli (in questo caso: dei Cognati) d’Italia.

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Un bel rebus, di che lambiccarsi il cervello.

Poi a qualcuno viene in mente di guardare (ma dopo, solo dopo) il curriculum di ogni singolo candidato.

E qui arriviamo all’oggi (a domani, lunedì) quando pare in pole position per la nomina un tecnico sicuramente di livello (di area Coldiretti), come il pavese Giuseppe Croce, imprenditore agricolo di 63 anni, già Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi di Milano, componente del Consiglio di Amministrazione  del Consorzio “Terrepadane”, erede (cresciuto in un ambito territoriale ampio) della Federconsorzi, con sede in Piacenza.

Al suo attivo ha anche un Master tenuto dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, sulla gestione delle biomasse e dei processi per la produzione di energia

Gli farebbero – è vero – difetto i quarti di nobiltà meloniana, ma amen, non si può avere tutto nella vita.

A Vercelli il sistema politico sta vivendo giorni di tensione, perché l’idea di riuscire a perdere (anche) il Presidente dell’Ente Risi pare procuri insonnie.

Insonnie che, nel partito di Corso Libertà, sono, forse, sempre preferibili ad un vero e proprio incubo: il timore, tremore e, diciamo pure, terrore, che il Senatore novarese e fratello-coltello, Gaetano Nastri, conti più di loro.

Dal cilindro dei fraterni prestidigitatori bicciolani sarebbero stati, così, estratti tre nomi, da candidarsi alla Presidenza: Massimo Camandona (Sindaco di San Giacomo Vercellese e Consigliere provinciale), Raffaella Oppezzo (Sindaco di Costanzana) e Natalia Bobba (Presidente di Donne e Riso).

Dei tre, l’unica a poter contare sul sostegno di un’Organizzazione agricola (appunto, la Confagricoltura, della quale è esponente anche l’uscente Carrà) è proprio Natalia Bobba che, curiosamente, ha anche alle proprie spalle un rapporto di conoscenza professionale con il “competitor” pavese, se è vero che quest’ultimo è stato suo superiore, come Ispettore generale, quando lei era Perito grandine, entrambi per la Società Cattolica di Assicurazione.

La scelta che il Ministro Lollobrigida firmerà domani è, comunque, solo il primo passo di un lungo processo decisionale: il nominativo indicato sarà poi passato al vaglio del Consiglio dei Ministri, delle Commissioni Agricoltura di Camera e Sanato, per giungere al Colle, al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Come finirà?

Chi vivrà, vedrà.

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