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09/02/2011 - L'UNITA' D'ITALIA VISTA DAL FAI - Il contributo vercellese al Risorgimento

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L’Italia ha 150 anni e la Sezione vercellese del Fai – Il Fondo italiano per l’Ambiente – compie un anno.
Che relazione c’è tra le due ricorrenze? Nessuna: tranne che, invece, si pensi con intelligenza ed amore al nostro Paese ed allora si colga ogni occasione utile per promuoverne la storia, la tradizione, la cultura. In modo coinvolgente ad appassionante, utile davvero a trasferire – come si diceva un tempo “sul territorio” – saperi e sensibilità intellettuali. Le quali, peraltro, in Italia non sono mai state disgiunte, nelle loro migliori e più feconde espressioni, in senso verticale e meno che meno verticistico. E’ cultura ciò che ha una radice nel popolo ed è popolare non certo ciò che è grossolano o di modesta levatura. Le nostre periferie, i contesti agro rurali che costituiscono la cifra identitaria dello Stato Nazionale nato dal Risorgimento, sono protagonisti di eccellenze (come, anche troppo, se non purtroppo, si dice oggi ) in nulla inferiori alla elaborazione di cui sono capaci i centri urbani e metropolitani, i contesti industriali e post industriali, i ceti sociali che in essi sono protagonisti.
Insomma, non è un caso che si parta – per questo tour di quattro incontri distribuiti in vari centri della provincia di Vercelli – da Cigliano, dove – ad esempio – nella prima metà dell’Ottocento nacque una banda musicale cittadina che è poi assurta a livelli di qualità e finezza interpretativi di assoluto valore. Un centro che – come pochi, putroppo, sanno, ma ora ci pensa il Fai a comunicare… - ospita dalla fine degli Anni Settanta (del 1800…) un elevatore idraulico. Progetto e realizzazione tecnica che possono tranquillamente assimilarsi - per ingegnosità dell’opera, arditezza tecnica, capacità innovativa e, soprattutto, decisività del suo apporto nel miglioramento e bonifica fondiari delle campagne - alla poderosa forza di cambiamento che fu il Canale Cavour. Campagne fino ad allora poco redditizie perché difficilmente irrigabili, divennero non solo più economicamente remunerative, ma anche più salubri, come avviene con una corretta gestione di un bene prezioso come l’acqua.
Appuntamento – come hanno oggi illustrato in una interessante conferenza stampa l’Arch. Maria Bice Sartoris, Capo delegazione del Fai di Vercelli e la Prof. Raimonda Bresciani, personalità eminente della Cultura della nostra provincia – a Cigliano. Nella città ancora giustamente memore del grande Don Evasio Ferraris, sabato 19 febbraio si terrà un ciclo di manifestazioni che diranno tutto questo e, soprattutto, ci aiuteranno a non dimenticare quanto gli uomini e le donne della nostre provincia hanno dato per fare l’Italia una scegliendo come propria Capitale – come avrebbe detto Camillo Cavour – Roma e Roma sola.
Ampi servizi sui programmi della giornata di Cigliano e sulle altre manifestazioni in provinca sulle edizioni cartacee di VercelliOggi in edicola sabato 12 e sabato 19 febbraio 2011