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06/11/2020 - VERCELLI, IN CODA PER UN TAMPONE - Ma c'è chi desiste - Saltano le prenotazioni -
Prima di obbiettare sul colore delle zone, è forse meglio dare un’occhiata a questo filmato ed alle immagini messe a repertorio stamane, 6 novembre, tra le 10 e le 11.
Vogliamo ancora ribadirlo: nessuna scusante se i “ristori” a chi ha patito e patisce danni a causa del lock down arrivano tardi o non arrivano proprio, oppure sono poco più che elemosine.
Nessuna scusante, ma questo è tutto un altro argomento.
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L’argomento che in questo momento sta e deve stare a cuore è se e come siano messe in campo tutte le misure per il monitoraggio (prima) ed il successivo contrasto all’epidemia di Coronavirus.
Se e come queste misure siano applicate e se siano efficaci.
Se il Sistema Sanitario della Regione sia in grado di fare fronte alla seconda ondata.
Queste immagini ed i racconti di chi ha vissuto queste ore in coda, di coloro che hanno finito (per la seconda volta) di desistere, dicono che il sistema sia in grande difficoltà.
Sicchè pare avere ben poco costrutto la contestazione al colore di una zona, se nella zona il sistema non è in condizione di assicurare lo screening a tutti coloro che ne facciano richiesta e, soprattutto, si prenotino.
Perché oggi – e nei giorni precedenti, anche – succede esattamente questo.
Una persona si prenota ad un orario.
Arriva dieci minuti prima, poi si trova con cento automobili davanti.
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Il problema delle zone e della corrispondenza di un territorio regionale ad una determinata previsione di intervento, di prudenza, infine di lock down o no, è anche e soprattutto qui.
Ha senso parlare di curve che si stanno piegando, di dati fermi a 10 giorni fa (quelli che avrebbero determinato il giudizio di “rosso” per il Piemonte) quando i cittadini sono fermi in code come questa, che nemmeno nel fine settimana da bollino nero e sul Turchino si formano?
***
C’è ancora molto da fare.
Moltissimo, è chiaro, sul piano dei “ristori”, rispetto a questo non ci sono scusanti.
Ma ci si permette di evidenziare come queste immagini parlino da sole.
L’epidemia c’è, il sistema – che pure, fa tutto ciò che può – arranca, come potrebbero farlo i bastioni posti a difesa di una città e che, in tempi precedenti, governanti miopi avessero smantellato per cannibalizzarne i mattoni, destinandoli alla costruzione di qualche monumento a se stessi.
Ora certe politiche dei “tagli” alla Sanità mostrano la loro faccia deturpata da tanti insulti alla Sanità..
Vale la pena cercare di remare tutti dalla stessa parte.