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04/01/2020 - L'ULTIMO SALUTO AL NOTAIO GIUSEPPE TORELLI - Darà una sistemata al Catasto del Cielo, così gli Angeli avranno nuvole...senza sorprese
Duomo di Vercelli gremito, oggi 4 gennaio, per l’ultimo saluto al Notaio Giuseppe Torelli, che ci ha lasciati nei giorni scorsi, vinto da un male incurabile.
Abbiamo qualche ritegno a dire “vinto” perché il male, invero, ha solo reso ancora più viva la percezione, unanime, della sua grandezza e della sua inestimabile qualità di uomo profondamente buono.
Le testimonianze di oggi ne sono soltanto un piccolo esempio, un frammento di tutto il bene che tanta gente a Vercelli gli ha voluto e gli vuole.
Nel video che offriamo ai Lettori, realizzato stamane nel corso del rito esequiale, il commosso e sapiente ricordo della sorella Paola (con l’altra sorella Lucia, i genitori e gli adorati nipoti, la famiglia di Giuseppe Torelli); si concede e ci regale una iridescenza preziosa di quella ironia che lui avrebbe tanto gradito.
Dice Paola: in Cielo ci sarà forse un Catasto da sistemare un po’; gli angeli hanno bisogno di avere una nuvola su cui posarsi, senza sorprese.
E tu con la tua precisione non tarderai a mettere le cose a posto.
Molto bello anche il riconoscimento di quanto sia stata vicina a Giuseppe Torelli quella che lui stesso chiamava la sua “famiglia vercellese”, i suoi Collaboratori, un gruppo coeso di persone professionalmente competenti e leali, umanamente consapevoli di quanto lui valesse e ricambiasse i loro sentimenti.
Invero, Giuseppe Torelli non solo era un Professionista assolutamente diligente; era uno Studioso a tutto tondo.
Aveva il gusto della conoscenza, la considerazione alta del Sapere, la modestia e l’umiltà della persona veramente grande.
Tante le personalità oggi presenti, protagonisti nel mondo delle Professioni e della Pubblica Amministrazione.
Per tutti ha parlato il Presidente del Consiglio Notarile di Vercelli, Novara e Casale, Gian Vittorio Cafagno.
Ma è bello pensare anche a Giuseppe Torelli solo di fronte al Padre.
Quel Padre che per lui aveva voluto una mente veramente superiore ed un cuore naturalmente capace di bene.
Quel Padre che oggi a lui accorda il privilegio più importante, il riconoscimento più ambito, il sigillo di una vita ben spesa, dicendogli: vieni, servo buono e fedele.