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19/11/2019 - L'ultimo saluto a Pier Antonio Rigolino - Il Comunista che parlava come Don Lorenzo Milani
Forse non lo sapeva.
O forse sì, perché non di rado rivelava letture che non ci si sarebbe aspettati.
Non che il personaggio sia mai stato banale, ma magari non ci si immaginava che sapesse cosa potessero scrivere i preti.
Però, se pensiamo che quella grande verità la scrisse Don Lorenzo Milani, forse i conti tornano.
Qual è questa verità?
Don Lorenzo insegnava che fare “parti uguali tra disuguali” è intrinsecamente iniquo.
E oggi, 19 novembre, dando l’ultimo saluto a Pier Antonio Rigolino, suo nipote Stefano ricorda che il nonno, un giorno, gli insegnò la differenza tra eguaglianza ed equità.
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Siamo ai Cappuccini, davanti alle scuole.
Il feretro è esposto agli amici e compagni (sì, diciamolo: in tanti, tantissimi, non hanno proprio nulla né da rinnegare, né da rimproverarsi per essersi chiamati e poi ancora chiamarsi “Compagni”) che, nonostante la pioggia battente, vogliono essere presenti al commiato.
Sono i nipoti Stefano e Flavio a parlare del nonno.
I loro interventi, insieme a quello di Ezio Robotti sono in video in questa pagina.
Un piccolo, ma autentico e veritiero documento di storia, non semplicemente di passato, di come la Sinistra italiana e vercellese sia stata; forse, anche un piccolo segno di speranza, non già in vista di “ritorni”, ma di ripresa e rinascita di un mondo progressista che da quella radice può ancora generare esperienze buone per il futuro.
***
Dunque, cosa insegnò Pier Antonio ai suoi nipoti?
Tra le tante cose, questa.
Un giorno, Stefano gli pose il problema della differenza, non sempre facile da cogliere, tra equità ed eguaglianza.
E Pier Antonio fu chiaro, con un esempio eloquente: se siamo in sei attorno al tavolo e dobbiamo dividere una sola torta, se facciamo sei parti uguali, seguiamo il principio dell’eguaglianza.
Che non è necessariamente ed automaticamente equo.
Perché il nostro compito è capire chi, tra i sei, abbia più bisogno ed a lui deve essere data la fetta più grande.
***
Non bisogna, dunque, fare parti uguali tra disuguali.
Aveva letto Don Lorenzo Milani, oppure è vero che la sapienza, esigente nel mettere al centro l’uomo con la propria dignità insopprimibile, non si ferma, né si arrende, non cede e non si concede ai confini di destra e sinistra assunti dalla fredda geografia parlamentare?
***
Com’era il carattere di Pier Antonio?
Lo dice Flavio che richiama l’episodio dei delfini in Russia.
Nella Russia Sovietica, dove un giorno Pier Antonio si recò per un viaggio.
Viaggio organizzato dal Pcus, il Partito Comunista Sovietico.
Nel corso di un’escursione, capitò che in mare comparissero alcuni delfini.
Dal vivo Pier Antonio e altri con lui non li avevano mai visti.
La guida (che, detto per inciso, quando in Unione Sovietica c’era il Pcus, era anche sempre un po’ un vigilante: memorie del 1976, ndr.) fece osservare che non ci fosse più tempo e si dovesse rispettare il programma, verso altre destinazioni.
Gentilmente, Pier Antonio gli chiese di consegnargli per un momento l’orologio.
Quello – com’è, come non è – lo fece.
E Pier Antonio, con flemma tutta cappuccinatta, semplicemente portò indietro di un quarto d’ora le lancette dell’orologio e quindi lui ed i compagni di escursione poterono ammirare, dal vivo, i delfini.
Quale non fu, rientrati alla base, la messe di rimproveri che dovettero raccogliere.
Perché, appunto, il Pcus era qualcosa di serio.
Ma lui, semplicemente, senza perdere la flemma (del resto nessuno del Pcus aveva, verosimilmente, fatto esperienza ai Cappuccini), replicò che dalle nostre parti non c’è il mare e nemmeno i delfini, ma solo risaie e rane.
E, dunque, quella era un’esperienza unica, che nella vita ci vuole.
Insomma, gli Studiosi si interrogheranno ancora a lungo su una questione complessa: riuscì Enrico Berlinguer a modificare la politica del Pcus?
Ma noi sappiamo che Pier Antonio Rigolino resta certamente l’unico Comunista italiano ad essere riuscito a modificare i programmi del Partito guida.
***
Consegniamo Pier Antonio alla piccola Storia di questa comunità, di una Vercelli cui nel corso della sua vita ha fatto del bene.