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27/02/2019 - COLLAUDI ADDOMESTICATI, GIOSTRE PERICOLOSE - Procura e Carabinieri sgominano organizzazione criminale

Operazione Luna Park from Guido Gabotto on Vimeo.

Aveva vinto nientemeno che il premio nazionale “Sicurezza Urbana”, nel 2009.
E’ una delle prime notizie del nostro Portale, allora neonato, che dava conto del riconoscimento tributato a Mauro Ferraris, Comandante della Polizia Locale di Borgo d’Ale.
L’archivio non mente mai.
Residente ora a Cigliano, dove si è candidato alle prossime elezioni del Consiglio Comunale nella Lista Marchetti “RinnoviAmoCigliano”, Mauro Ferraris è da stamane associato alla Casa Circondariale di Billiemme, attinto da una misura di custodia cautelare in carcere che il Magistrato ha concesso su richiesta degli Investigatori, il Procuratore della Repubblica Pier Luigi Pianta, il suo Sostituto Davide Pretti delegato per l’indagine, unitamente al Comando Provinciale dei Carabinieri di Vercelli, che stamane ha illustrato, nel corso della conferenza stampa (con il Comandante Provinciale T. Col. Andrea Ronchey, il Ten. Col. Renato Giraudo) i particolari dell’indagine denominata “Luna Park”.
Tutta la conferenza stampa è a repertorio audiovideo e sarà on line entro questa sera.
Ecco un breve riassunto.
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Bisogna sapere che ogni “giostra”, cioè ogni attrazione che sia attiva presso i luna park, ma anche quelle – ad esempio – nelle gallerie dei Centri Commerciali, deve essere munita di una targhetta, una placca, con gli estremi della certificazione di sicurezza.
Per fare un esempio: è una via di mezzo tra il libretto di circolazione e la targa di un’automobile.
Nella vita operativa della “giostra”, la targhetta segue la stesse e non il proprietario.
Quando la giostra va in disuso, deve essere riconsegnata al Comune che l’ha rilasciata.
Al centro di tutto c’è – ci sono – il Comune, le Amministrazioni Comunali.
Perché la targhetta con l’immatricolazione deve essere rilasciata dal Comando di Polizia Municipale di ogni singolo Comune.
Che, però, non agisce sulla base di una giurisdizione territoriale (ad esempio: a Vercelli le attrazioni attive o costruite a Vercelli, a Trento quelle di Trento e così via) bensì può operare in ragione di scelte riconducibili ad un momento particolare del loro impiego.
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Ed è qui che si innesta il disegno che ha visto vittima il Comune di Borgo d’Ale (poi vedremo quanto vittima lo stesso Sindaco Pier Mauro Andorno, destinatario di pesanti minacce, perché ha individuato e reciso il bubbone) in quanto le indagini hanno asseverato questa architettura del crimine.
Alcuni Professionisti del settore, collaudatori e progettisti (nessuno della provincia di Vercelli) avevano instaurato con il Ferraris un procedimento di collaudo “parallelo” a quello ufficiale, sorgente dal protocollo comunale.
Sicchè il progettista complice avrebbe portato al Comandante della Polizia Locale di Borgo d’Ale le carte con le giostre da collaudare.
Ma qui, invece di procedere alla loro installazione (messa in opera completa) e quindi verifica, si procedeva al rilascio della targhetta con autorizzazione e via.
Tutto questo – a seconda dell’attrazione, dimensioni, complessità – alla “tariffa” tra i 150 e 250 euro.
Si stima che le giostre irregolarmente immatricolate a Borgo d’Ale siano state, nel tempo, oltre 4 mila.
Più di mille di queste sono state sequestrate nelle scorse ore, in 88 provincie d’Italia.
Tutta l’indagine è stata condotta dagli Investigatori di Vercelli, dove il caso è venuto alla luce.
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Dapprima per quella che può dirsi la classica buccia di banana.
A fine 2017 una ragazza di 13 anni, a Legnano, cade da una giostra.
Si tratta del wet and wilde, “la zattera”.
Non rischia la vita, ma una complessa operazione chirurgica ad una gamba.
La prognosi è di molti giorni, sicchè scattano le indagini d’ufficio.
Indagini che, in breve tempo, portano ad individuare come Ente che ha rilasciato la “licenza” proprio il Comune di Borgo d’Ale.
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In breve si mette a fuoco il fatto che il Comune sia come – si passi la battuta – è il comune di Piasco (Cn) per la costruzione delle arpe, lo strumento musicale: vi si produce il 90 per cento delle arpe di tutto il Mondo.
E a Borgo d’Ale si viene a sapere che sono rilasciate quasi tutte le autorizzazioni delle giostre circolanti in Italia.
Al Comune, però, tutta questa messe di giostre borgodalesi non risulta, perché – come detto – si era instaurato un protocollo parallelo.
Sicchè il Sindaco immediatamente si avvede che qualcosa non quadri e subito si reca dai Carabinieri di Cigliano per dichiarare i propri dubbi.
Da lì parte l’indagine.
Man mano che l’indagine procede, cresce l’insofferenza del Ferraris che – al telefono, da tempo sotto controllo – si lascerebbe andare a propositi ritorsivi, anche con gravi intenzioni di violenze fisiche, nei confronti del Primo Cittadino. Il Ferraris parla a potenziali complici che al momento sono tenuti sotto riserbo dagli Inquirenti.
Da tempo – anche per episodi paralleli – il Ferraris era stato disarmato, cioè gli era inibito l’uso dell’arma di ordinanza.
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I professionisti che avevano costruito l’architettura delittuosa, una volta capito che a Borgo d’Ale non si sarebbe più potuto operare, cercano un altro Comandante “disponibile” e lo trovano nel Torinese, a La Cassa.
Poi anche a Montesilvano, in Centro Italia, dove però non vi sono ancora indagati.
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Nessuno degli imprenditori del settore, i “giostrai” risulta al momento indagato, in quanto per ora non è dimostrato se i sette Professionisti attinti stamane da misura cautelare (ma non in carcere) come divieto di dimora o domiciliari, operassero tenendo informati i proprietari delle attrazioni.
Gli indagati in tutta Italia sono complessivamente ad oggi più di trenta, mentre i Carabinieri da stamane impegnati nelle attività di contrasto e sequestro sono ben oltre le 100 unità.
Il “fatturato” presunto del Ferraris e degli eventuali complici, in questi anni, di alcune centinaia di migliaia di euro.