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30/10/2018 - PIANTE CADUTE: vuoi vedere che il vento, tra i condomìni, ha 'fatto corrente'?
Vale forse la pena di dire, in esergo, che in quasi tutta la provincia le cose, nella scorsa notte, sono andate abbastanza bene.
La pioggia ha allentato la pressione sui corsi d’acqua e, a parte qualche tetto volato ed inconvenienti tutto sommato gestibili in Frazione Isolella di Borgosesia, le Autorità non evidenziano criticità particolari.
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A Vercelli possiamo dire che – pure qui – sia andata bene.
Nel senso che sarebbe potuta finire molto peggio se, sotto gli alberi caduti in Viale Rimembranza e Viale Garibaldi, ci fosse stata qualche persona a prenderseli in testa.
Non è successo e bisogna ringraziare – anche per questo il Santo Padre Eterno.
Ma qualche domanda non è fuori luogo.
Anzitutto una: se, al contrario, ci fosse stata la disgrazia?
Uno scenario che, ovviamente, nessuno si augura, ma che occorre tenere all’orizzonte, per prevenire.
Soprattutto da parte di chi, comunque già ora, qualche spiegazione la dovrà cercare.
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E’ noto che, da tempo, il patrimonio vegetazionale ed in particolare quello dendrologico della città versino in condizioni preoccupanti.
Uno dei motivi che, tradizionalmente, Agronomi di valore hanno sempre indicato è quello legato alla insufficiente estensione dell’apparato radicale di molti esemplari di alto fusto.
Fenomeno diffuso, a sua volta causato da (almeno) due fattori: l’asfissia radicale conseguenza del compattamento eccessivo dello strato attivo del terreno, “compresso”, nei viali, da asfalto o altri inerti e, spesso concausa, l’aggressione di parassiti che causano la necrosi delle radici
Compromettendone così l’azione di ancoraggio al terreno, oltre che quella primaria.
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Non da oggi viene segnalato (prassi già ampiamente in atto nel corso della precedente Amministrazione) come sia curioso il fatto che, per verificare le condizioni di salubrità dendrologica, ci si avvalga di Consulenti che possono essere scelti dalla Ditta che ha – tempo per tempo – la cura delle aree verdi cittadine.
Circostanza che, se fosse confermata, pur ammettendo la più perfetta buona fede di chiunque, descrive un insieme di rapporti e ruoli che ai più pare inconferente.
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Le versioni, a proposito dei due diversi sinistri – Viale Rimembranza e Viale Garibaldi – sembrerebbero (ma attendiamo di conoscere i pareri ufficiali, di Tecnici che diranno chi li abbia chiamati ed incaricati) sembrano per ora divergere.
Viale Garibaldi: qui sembra pacifico che si tratti di apparati radicali ormai “alla frutta”.
Concausa un’aggressione parassitaria.
Tanto è vero che in un recente passato è stato necessario abbattere sei o sette esemplari della parte terminale della “lea”, quella prossima a Piazza Roma.
Il Lettore ricorderà bene i comunicati palatini, che evidentemente davano voce a chi pensava che il problema finisse lì dove incominciava, cioè alla fine del Viale.
Invece, a dieci metri, c’è ancora.
Chi avrebbe dovuto controllare?
Chi – soprattutto – sta procedendo?
Sempre il Tecnico della Ditta di Giardinaggio?
Oppure il Comune incarica un Perito che sia “Terzo” tra l’Ente Pubblico ed il proprio Fornitore?
Perché il problema potrebbe essere esteso a tutti gli esemplari del Viale più frequentato di Vercelli: basti ricordare che, nel corso di un mercato domenicale, il furgone di un Ambulante urtò leggermente (zona Bar Principe) una pianta e… vinse il furgone.
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A proposito di Viale Rimembranza vi sarebbe, al contrario chi pensa di poter sostenere una tesi del genere: l’apparato radicale è sanissimo e “importante”.
Tuttavia, questa notte si sarebbe prodotto un fenomeno inedito, in tutti questi 50 anni, e stupefacente.
Il vento si sarebbe insinuato tra i vari condomini, dando luogo a qualcosa che ricorda ( a noi profani ) quanto avviene nel “tubo di Venturi”.
Cioè un’accelerazione dovuta alla compressione degli spazi entro i quali passa l’aria.
Ed hanno avuto la peggio le piante che si trovavano in quella traiettoria.
Può darsi che sentiremo questa suggestiva versione.