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18/01/2015 - Vercelli - Società e Costume

ZARATE, PROVINCIA DI VERCELLI - Dalla lontana Argentina Nedda Perucchetti ci scrive una lettera di 250 pagine - Con "Bajo el cielo argentino" un ricordo degli anni dell’emigrazione italiana e vercellese in America Latina

Nedda racconta della lettera che cambiò il suo destino e quello del marito Arturo Viaro. E prosegue con il non facile distacco dall’Italia, la navigazione a bordo del piroscafo ‘Gritti’ (cui è dedicata la copertina) per raggiungere la nuova patria con la famiglia



ZARATE, PROVINCIA DI VERCELLI - Dalla lontana Argentina Nedda Perucchetti ci scrive una lettera di 250 pagine - Con "Bajo el cielo argentino" un ricordo degli anni dell’emigrazione italiana e vercellese in America Latina

Vercelli (g.bar.) - ‘Bajo el cielo argentino’, il libro della vercellese Nedda Perucchetti edito Oltreoceano dall’Associaciòn Mujeres Piemontesas della Repubblica Argentina, è arrivato ora anche in Italia.

L’autrice, che vive dal 1950 in Argentina dove si era trasferita dal capoluogo di risaia con il marito Arturo Viaro (scomparso nel 2004), è un’attivissima ottantatreene che abita a Zàrate,  a  90 chilometri da Buenos Aires, sul rio Paranà.

Anche se in tutti questi anni è ritornata raramente in Italia, non ha mai perso i contatti con la sua città d’origine mentre ora i suoi collegamenti diretti  sono più frequenti, mediati dal web attraverso il nostro giornale on line e i social network, attentissima a ciò che accade a Vercelli.

Ha fondato a Zàrate la filiale argentina della Famija Varsleisa, ha collaborato con il giornale ‘La nosa Varsej’, è presidente della Commissione di cultura della Societá Italiana di Zárate e fa parte del direttivo dell’Associaciòn Mujeres Piemontesas della Repubblica Argentina. ‘L'idea del libro é nata casualmente - spiega Nedda - perchè i figli di mio fratello, che aveva nove anni quando siamo venuti in Argentina, mi hanno chiesto di scrivere qualcosa che riguardasse la nostra famiglia. Così ho finito per narrare un po' di me da giovane in Italia e poi della mia vita in Argentina. Insomma, il racconto mi ha preso la mano…’.

Quaranta capitoli, 251 pagine, questa edizione stampata dalla Dictum Ediciones, fa parte di una collana che prende il nome di ‘Mujeres Piemontesas de Argentina’ e propone il testo in castigliano (spagnolo argentino) cui fa seguito nella seconda parte la versione italiana intitolata ‘Sotto il cielo argentino’.

Racconta di lei bimbetta che si era incastrata nella pausa di un concerto dentro la ‘bocca’ di un basso tuba, di nonno Eusebio che in tempo di guerra nascondeva la carne di maiale sotto il sedile del calesse, delle marachelle di quando andava a scuola faceva disperare 'las hermanas del Sagrado Corazòn' di corso Italia… (le suore del Sacro Cuore).

Poi Nedda racconta della lettera che cambiò il suo destino e quello del marito Arturo Viaro. E prosegue con il non facile distacco dall’Italia, la navigazione a bordo del piroscafo ‘Gritti’ (cui è dedicata la copertina) per raggiungere la nuova patria con la famiglia. Quindi le difficoltà di ambientamento, il graduale inserimento nel tessuto sociale argentino e i contatti mai sopiti con Vercelli. Gli incontri con l’ambasciatore d’Italia in Argentina Giuseppe De Rege Thesauro, con gli arcivescovi di Vercelli Albino Mensa e Tarcisio Bertone. 

E ancora l’accoglienza data alle delegazioni della Famija Varsleisa e alla spedizione del Cai di Vercelli al Cerro Tupungato.

E conclude, dopo la descrizione di tanti eventi vissuti ‘Amo l’Argentina che è la patria di mio figlio (…) qui ho la casa dove abito e non ho dubbi che sono al mio posto…’ Ma, come commenta con malcelata commozione, ‘l’Italia sarà sempre il mio Paese’…

Il libro si può trovare a ‘La scatola magica’ via Gioberti 56 oppure in consultazione alla Biblioteca Civica di via Cagna.

fine

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Nedda Viaro Perucchetti
Nedda Viaro Perucchetti


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