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27/04/2020 - Regione Piemonte - Salute & Persona

VERSO LA GIORNATA MONDIALE DEDICATA ALLE VITTIME DELL'AMIANTO - Problema tutt'altro che risolto: non è superfluo ricordarlo anche oggi - Nel 2019 premiato anche il vercellese Franco Pistono

Non per caso, la Giornata coincide con quella già dedicata alle Vittime del Lavoro.






VERSO LA GIORNATA MONDIALE DEDICATA ALLE VITTIME DELL'AMIANTO - Problema tutt'altro che risolto: non è superfluo ricordarlo anche oggi - Nel 2019 premiato anche il vercellese Franco Pistono
I premiati 2029 Andrea Caselli, Riccardo Coppo, Franca Durando, Cinzia Manzoni, Comune di Monfalcone, Franco Pistono, Bruno Pesce, Cosimo Semeraro, Ruggero Vigliaturo.

Domani, 28 aprile, è la Giornata che il Forum Mondiale sull’Amianto ha scelto perché sia giorno del ricordo delle Vittime dell’Amianto.

Non per caso, coincide con quella già dedicata alle Vittime del Lavoro.

Pubblichiamo oggi questo messaggio che arriva da Casale, dove naturalmente il problema è più sentito, perché qualche eco giunga anche a Vercelli, città tutt’altro che immune dalla presenza di fibrocemento. 

Ne riparleremo anche domani.

***

Giornata Mondiale per le Vittime dell’Amianto

Il 28 Aprile 2020 sarà la Giornata Mondiale Vittime dell’Amianto, e nonostante i tempi eccezionali che stiamo vivendo, la Città di Casale Monferrato, simbolo mondiale della Lotta all’Amianto non vuole rinunciare a celebrare l’anniversario.

Era il 28 gennaio 2005, quando durante il Forum Mondiale sull’Amianto a Porto Alegre, in Brasile, l’Abrea, Associazione Brasiliana degli Esposti all’Amianto, propose che il 28 Aprile, già Giornata Mondiale per le Vittime del Lavoro, diventasse una data dedicata specificatamente alle Vittime dell’Amianto. 

Vittime che continuano a essere mietute, in tutto il mondo, in nome di una visione che vede il valore economico più importante del valore delle vite umane. 

Una storia, questa, che ancora cerca la sua unica conclusione possibile: ottenere un mondo libero dall’Amianto. Una storia che vede ancora poteri forti in lotta con Città, associazioni, singoli cittadini che agiscono contro l’uso d’Amianto. 

Secondo i dati le vittime di amianto nel mondo sono circa 100.000*. Un numero che sarebbe certamente in grande crescita se fra i paesi che ancora estraggono, lavorano, commercializzano l’Amianto, fosse accertata come causa della morte il mesotelioma. Ma una fotografia dell’Africa, dell’India, della Cine, della Russia non dispone dei teleobbiettivi che consentirebbero un ritratto nitido del numero di morti per amianto. Un limite questo che sembra non casuale, in un mondo in cui l’EPA, Environmental Protection Agency Americana, reinserisce l’amianto nella lista dei materiali legalmente utilizzabili in edilizia (lo stesso Ente aveva denunciato il pericolo derivante dall’Amianto nel 1989) aumentando vertiginosamente la percentuale di superficie terrestre dove l’Amianto è legale.

Eppure c’è una piccola città che si è fatta spazio e continua a crescere, simbolicamente, contando sempre di più nel dibattito mondiale su questo tema. Casale Monferrato è la Città simbolo nel mondo della lotta all’Amianto. La prima ad averlo vietato sulla sua superficie comunale, la prima ad aver denunciato la pericolosità di questa fibra, la prima ad aver portato a processo in Italia una multinazionale (Eternit S.p.a.), la prima ad aver costruito un monumento per la Lotta all’Amianto. 

Qui, da anni, sindacati (CGIL, CISL e UIL), associazioni (fra tutte l’Afeva Associazione Familiari e Vittime dell’Amianto), istituzioni pubbliche (il Comune e la Regione attraverso l’Arpa Piemonte soprattutto) lavorano insieme su tre parole chiave: bonifica, ricerca, giustizia.

Il luogo della città che rappresenta questo impegno è il Parco Eternot. Nato sui resti della fabbrica di manufatti d’Amianto più grande d’Europa, l’Eternit, questo luogo è stato convertito, attraverso un processo durato tre decenni, governato con continuità dalle amministrazioni che si sono susseguite e partecipato attivamente dagli abitanti della città. Il 10 Settembre 2016 questo luogo è stato restituito alla socialità. Fin dalla sua inaugurazione si è rivelato essere un grande monumento composto da azioni, monumenti, piante posti per ricordare le vittime d’Amianto ma anche e soprattutto, per celebrare la Città della Lotta all’Amianto.

Un monumento vivo, il Vivaio Eternot composto di piante di Davidia Involucrata, progetto di Gea Casolaro, raccoglie attorno a sé una rete umana composta dai volontari che curano le piante, dalle scuole che si occupano degli innesti, dalle persone, enti, istituzioni che ogni anno ricevono il Premio Eternot per essersi distinti positivamente nella lotta all’amianto.

Dalla data di inaugurazione del parco, ogni 28 Aprile, si è tenuta in città una grande giornata di celebrazione, dedicata alle persone che per colpa dell’amianto non ci sono più, con la volontà di fare un punto sulla situazione, sostenere le realtà che lottano per un mondo libero dall’amianto e stimolare la bonifica, la ricerca, la giustizia.

Quest’anno purtroppo non sarà possibile trovarci insieme e proseguire su questa strada ma la città non vuole rinunciare al suo ruolo. Per questo motivo Legambiente Circolo Verdeblu, con il patrocinio dell’Afeva e del Comune di Casale Monferrato, si fa promotrice di un’iniziativa che ricalca alcune esperienze virtuose recenti in tema di informazione coniugandole con la sempre più importante presenza di questi temi su internet e lancia un bando per la redazione di una pagina dedicata al Parco Eternot, alla sua storia, al Vivaio e al Premio Eternot che verrà pubblicata su Wikipedia (12.000 caratteri massimo, con corredo di foto e immagini).

Il bando è riservato ai ragazzi in età scolastica domiciliati nel territorio del Monferrato. La pagina che risulterà più completa e pertinente verrà selezionata da una Commissione composta dal Sindaco di Casale Monferrato Federico Riboldi, dal Presidente di Afeva Casale Monferrato Giuliana Busto, da Gea Casolaro, artista che firma il monumento alla città della lotta all’amianto, e dal Presidente di Legambiente di Casale Monferrato Vittorio Giordano.

Il singolo o il gruppo vincitore riceverà 300 euro in denaro.

L'iscrizione e la partecipazione al concorso sono completamente gratuiti e riservati a ragazzi singoli o a gruppi (max di tre ragazzi ciascuno). Il concorso apre ufficialmente il 28 Aprile 2020 e si concluderà il 29 Maggio 2020 alle ore 12.00. Gli elaborati dei concorrenti dovranno pervenire tassativamente entro e non oltre tale data e inviati, in formato PDF, all'indirizzo mail della Legambiente di Casale.

 

DICHIARAZIONI:

 

il progetto di Gea Casolaro con il Vivaio Eternot e le sue piante di Davidia, rappresenta la voglia di rinascita di una città lungamente e duramente colpita dal dramma colpevolmete causato dall'Eternit. Una rinascita basata sulla memoria, sulla lotta per le bonifiche, per la giustizia e per la salute, e sulla responsabilità che istituzioni, associazioni e cittadini si sono assunti di prendersi cura della città e del territorio per, e soprattutto con, le generazioni future. Pensare, progettare, far crescere una città e un territorio con l'impronta della sostenibilità ambientale è ciò che ispira la nostra iniziativa in un momento difficilissimo come quello che viviamo a causa del Covid 19.

Legambiente Circolo Verdeblu

 

Non potendo celebrare dal vivo il 28 aprile -in collaborazione con la direzione curatoriale del progetto Arte Pubblica per il Parco Eternot e del monumento stesso-, abbiamo pensato, nel pieno spirito del Premio Vivaio Eternot, di coinvolgere i/le più giovani nella scrittura di una pagina Wikipedia dedicata a questo monumento vivo e al Parco che lo ospita, grazie al contributo di Legambiente Circolo Verdeblu che ha appoggiato con entusiasmo l'iniziativa e che ringrazio per il contributo in denaro che ha messo a disposizione. Sarà anche questo un modo per informare sulla pericolosità dell’amianto, per mantenere vivo il ricordo delle tantissime vittime, e per mostrare l’esempio di chi continua ogni giorno a lottare perché di amianto non si muoia mai più. Un modo per portare avanti il Premio Eternot anche in questa situazione difficile.

Gea Casolaro

L’Afeva in occasione del 28 aprile rinnova il proprio impegno per ricordare le vittime dell’amianto, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori colpiti dal Covid-19.

È necessario pensare al ruolo della sanità pubblica e alla prevenzione, per affrontare tutti i problemi accantonati dalla pandemia, perché non si dimentichi.

Solleviamo un allarme, perché si sono interrotti i programmi di intervento sulla questione amianto, dai servizi giudiziari, ai programmi di sorveglianza sanitaria, all’implementazione delle politiche pubbliche, delle tutele e dei nuovi programmi per le cure e la ricerca, soverchiate dalla crisi coronavirus. Devono riprendere al più presto, in sicurezza.

Il 28 aprile vuol essere uno stimolo a chiedere una nuova qualità dell’organizzazione sociale e produttiva, per uno sviluppo sostenibile che salvaguardi la salute pubblica, gli ambienti di lavoro e di vita e la tutela della salute e dell’ambiente.

Tratto dalla dichiarazione collettiva di Afeva di Casale Monferrato, dell’Emilia Romagna, della Sardegna e Associazione Vittime Amianto di Napoli, in occasione della Giornata Mondiale per le vittime dell’amianto 2020

In un momento storico di emergenza come quello attuale ricordare cosa significhi la sofferenza per la morte delle persone a noi vicine, è ancora più importante. Non potendolo fare di persona, credo sia fondamentale coinvolgere i giovani in un'attività che lascerà un segno concreto nello spazio virtuale. Un ricordo duraturo, che si aggiungerà ai molti che in questi anni la nostra città ha voluto realizzare, a partire dal Parco Eternot dove, in occasione proprio della Giornata Mondiale Vittime Amianto, deporrò a nome della cittadinanza di Casale e del Monferrato una corona di alloro. Un piccolo gesto che però vuole sottolineare l'impegno di un intero territorio contro l'amianto.

Sindaco di Casale Monferrato Federico Riboldi

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