VercelliOggi.it
Il primo quotidiano on line della provincia di Vercelli
Meteo.it
Borsa Italiana
25 May 2018 | Vai alla Prima Pagina
Il Santo del giorno
Cerco/Offro lavoro
PiemonteOggi.it
CasaleOggi.it
BiellaOggi.it
CuneoOggi.it




Dettaglio News
25/01/2018 - Vercelli Città - Politica

VERCELLI, SI CONSUMA IL DIVORZIO TRA ESECUTIVO E CONSIGLIO COMUNALE - Vani gli opachi tentativi di fare votare i Sindacati - Le Opposizioni unite presentano una Mozione di sfiducia - Sei Consiglieri di maggioranza giudicano terminata l'esperienza

Possibile una ricomposizione solo se entreranno in campo onestà intellettuale, rispetto dei Consiglieri e del Consiglio, ripristino dell'agibiltà democratica



VERCELLI, SI CONSUMA IL DIVORZIO TRA ESECUTIVO E CONSIGLIO COMUNALE - Vani gli opachi tentativi di fare votare i  Sindacati - Le Opposizioni unite presentano una Mozione di sfiducia - Sei Consiglieri di maggioranza giudicano terminata l'esperienza

Il divorzio tra la Giunta Comunale di Vercelli ed il Consiglio Comunale è sancito ed è chiaro, plasticamente rappresentato dalle immagini di banchi vuoti, oggi 25 gennaio, quando ad ogni costo e contro ogni logica politicamente elementare, si è voluto convocare l’Assemblea di Palazzo Civico già sapendo che non ci sarebbe stata l’adesione dei Consiglieri.

 

Leggi anche:

 

http://vercellioggi.it/dett_news.asp?id=76961

 

Un modo – l’ennesimo – per mettere tutti davanti al fatto compiuto, sperando poi che in limine mortis e magari con qualche provvedimentino ad hoc siglato alla vigilia (l’ordinanza contro il gioco d’azzardo praticato quasi in tutte le sale slot: il servizio in altra parte del giornale) si potesse sfangarla anche questa volta.

 

***

 

Ma andiamo con ordine.

 

Anzitutto, la “fotografia” della realtà.

 

Tra Giunta e Consiglio i piatti sono (definitivamente?) rotti.

 

 

***

 

Si badi: tra Giunta e Consiglio Comunale, prima ancora che tra maggioranza e Opposizione oppure nell’ambito della maggioranza stessa.

***

 

Oggi ci sono 21 Consiglieri Comunali su 33 che dicono: questa esperienza amministrativa è finita.

 

Come hanno detto chiaramente, a nome i due gruppi (Indipendenti e Sel con Voce Libera) nel documento diramato sabato scorso, prima della riunione dei Capigruppo.

 

La riportiamo pari pari:

 

“Al Presidente del Consiglio Comunale,

 

Al Sindaco

 

E, per conoscenza, agli Organi di Informazione.

 

Con la presente comunichiamo che non parteciperemo né ci riterremo eventualmente rappresentati alla Conferenza dei Capigruppo convocata per lunedì 15 gennaio in vista del prossimo consiglio comunale, ritenendo impraticabile la prosecuzione dell'esperienza amministrativa.

 

Invitiamo ancora una volta il Sindaco a trarre le conclusioni e le conseguenze politiche del caso.

 

Cordiali saluti,

Donatella Capra, Pier Giorgio Comella,

Mariapia Massa, Manuela Naso”.

 

***

 

E’ ben vero che oggi Massa e Comella erano presenti, aderendo all’invito dei Sindacati (di cui diremo tra poco) per l’approvazione delle tariffe.

 

Ma c’è da credere che da domani nulla cambierà.

 

***

 

Il problema è che oggi ci sono 21 Consiglieri Comunali su 32 che dicono: l’esperienza amministrativa è finita.

 

Sono 15 di Opposizione e 6 della ex maggioranza.

 

E quindi è ovvio che l’esperienza amministrativa, per come la si è conosciuta, sia finita.

 

***

 

Perché è finita?

 

Lo spiegano meglio i rappresentanti dell’Opposizione che oggi alle 10 – appena finiti i lavori mai iniziati del Consiglio – hanno tenuto una conferenza stampa per dire tutto ciò che non ha funzionato in questi anni nella relazione tra Esecutivo ed Assemblea.


 

 

***

 

Non c’è molto da aggiungere rispetto al nostro articolo già sopra linkato.

 

Lo spaventoso numero di Mozioni approvate dal Consiglio e disattese con arrogante disprezzo dalla Giunta dice già tutto.

 

Ma forse conviene che il Lettore sappia qualcosa di più circa la natura e finalità della Mozione.

 

E’ uno strumento mediante il quale ogni Consigliere, senza guardare il colore politico, può dire: guardate, Signori cari, io ho un’idea per il bene della città.

 

E la sottopongo al voto del Consiglio.

 

Se la Mozione viene votata a maggioranza dal Consiglio, allora la Giunta, che non per niente si chiama Esecutivo, deve dare esecuzione alla decisione.

 

Qualche esempio? La Mozione di VercelliAmica sull’inquinamento acustico, votata a maggioranza dall’Aula, è da 116 giorni che è nel cassetto e nessuno se la fila.

 

La mozione sul controllo degli inadempimenti contrattuali di Atena, votata all’unanimità il 24 novembre scorso, è lì in un cassetto e nessuno se la fila.

 

La mozione sul rifinanziamento dell’Osav, l’Organismo comunale che si occupa e studia l’inquinamento ambientale, che non è quasi mai d’ accordo con Gabriele Bagnasco, è approvata da due mesi e i 10 mila euro (ma si fanno numeri circensi per dare somme analoghe a CinemadaMare) li stanno ancora aspettando adesso.

 

Di casi come questo ce ne sono trenta.

 

Come se la decisione del Consiglio fosse mangime per i polli.

 

Trenta occasioni in cui – sempre per il bene della città – le Opposizioni, ma spesso anche con l’aiuto dei Consiglieri di maggioranza, hanno deciso cose non previste o gradite dalla Giunta.

 

Che infatti se ne è tranquillamente fregata.

 

Al modo del Marchese del Grillo: io so’ io e voi non siete un c… .

 

Anzi, peggio ancora: noi, con le Mozioni della minoranza, ci puliamo.

 

Questa frase è stata effettivamente pronunciata tempo fa, negli sgabuzzi di partito, da un noto ed influente esponente politico della maggioranza.

 

Frase rivelatrice delle modalità di un approccio.

 

O comunque rivelatrice di una aspettativa di igiene perineale che non dovrebbe essere frustrata, se si pensa che le Mozioni consiliari disapplicate, lasciate nel cassetto, ignorate, sono almeno trenta.

 

Par quasi di rivedere l’Alberto Sordi de “I vitelloni” con l’immortale “Lavoratoriiii…. Prrr”.

 

Sappiamo come può andare a finire.


 

 

Guarda anche:

https://www.youtube.com/watch?v=DT25C2nhDpQ 

***

 

Perché la Giunta fa – è, ovviamente, un’opinione - così?

 

Un po’ – forse – per immaturità di un ceto politico, diseducato dal sistema elettorale maggioritario, che permette di avere grandi numeri ad assicurare la potestà decisionale degli Esecutivi e la conseguente irrilevanza dei Consigli.

 

Doppiamente diseducato nelle modalità di selezione del personale politico, essendo ormai possibile che il potere senza controllo del maggioritario sia esercitato da chi racimoli cento o duecento preferenze, che oggi paiono tante, mentre un tempo permettevano si e no di sedere nel Consiglio di Quartiere Ospedale, Aravecchia, Villaggio Concordia.

 

Ma a Vercelli c’è la variabile nota, che vede invece i numeri a disposizione della maggioranza, assai risicati e quindi l’atteggiamento come ne “I vitelloni” pare doppiamente autolesionistico.

 

Perché un conto è fare i gradassi quando si è sostenuti da una maggioranza ampia, un altro è fare i gradassi quando poi si va sotto tutte le volte e – appunto – non si aprono i lavori.

 

La sempre più esigua maggioranza è stata, invece, sempre più autoreferenziale sicchè ad un certo punto i Consiglieri hanno scelto di rappresentare in qualche modo che loro sono espressione di un voto popolare cui devono rispondere: non è sempre ed in ogni caso tollerabile un vero e proprio vilipendio dell’Aula (delle Commissioni, anche) che si traduce nell’umiliazione, conseguente e sistematica, dei cittadini che la minoranza rappresenta.

 

***

 

Queste responsabilità l’Esecutivo le porta tutte e perciò non faccia meraviglia se chi è causa del suo mal deve piangere se stesso.

 

Ma, inoltre, la condizione della maggioranza esigua, si presta all’esercizio di un potere condizionatorio di ogni singolo Consigliere, che si crede a buon diritto determinante.

 

Ancorchè esercitati nella più perfetta buona fede di chicchessia, questi condizionamenti sono un fattore intrinseco di destabilizzazione.

 

Ma è chiaro che anche ogni Consigliere di maggioranza è convinto di esprimere istanze per il bene della città.

 

***

 

Il problema è appunto che tutti lavorano per il bene della città, ma le visioni di come si pervenga a questo bene sono diverse e nessuno ha i numeri per affermare la propria.

 

La situazione di stallo è dunque la conseguenza naturale dal punto di vista meta - fisico e forse inevitabile secondo le categorie politiche.

 

***

 

Siccome ogni seduta di Consiglio Comunale, da qualche tempo a questa parte, è diventata per la Giunta un letto di Procuste, niente di più naturale che cercare appoggi altrove.

 

Il tema delle relazioni con i mondi esterni da parte dell’Esecutivo e soprattutto del Sindaco non va tuttavia banalizzato.

 

Non è infatti la prima volta che sottolineiamo come Maura Forte abbia indubbiamente più consenso (meritato, a nostro modesto avviso) fuori dal Comune che dentro.

 

Importanti corpi intermedi, mondi vitali, sistemi economici di maggiore o minore momento, sono aree naturali di un consenso che è chiaro e percettibile attorno alla figura del Sindaco.

 

***

 

Ma è altresì chiaro che non si può pensare di surrogare con questo consenso quello che manca nell’Aula.

 

A meno che si vada alle urne e lì si verifichi chi sia legittimato a governare, sostenuto appunto dal consenso che ora possiamo solo intuire, anche se con motivate ragioni.

 

***

 

Il tentativo, che pare di dubbia opportunità, portato oggi da parte dei Sindacati, che sembrano dire qualcosa come: “guardate, Signori Consiglieri, votate queste delibere per il bene della città”, sembra un opaco segnale foriero di un rischio: quello di apparire come interferenza che si sarebbe preferito non vedere.

 

Interferenza non già perché i Sindacati non possano dire la loro su temi come tariffe e tasse (integrale al termine dell’articolo il documento) ma soprattutto per i modi: il foglio è stato fatto trovare sul banco di ciascun Consigliere.

 

E non può esserci arrivato da solo: la consegna deve essere stata autorizzata da qualcuno.

 

***

 

Ma questo escamotage non interessa tanto in sé: dal punto di vista dell’analisi è piuttosto il segno di una insicurezza.

 

Come se si cercasse un salvagente, sapendosi in pericolo.

 

La Giunta è così rassegnata al fatto che il Consiglio non la vuole, che cerca in qualche modo di fare “entrare in aula” coloro che – forse – la vogliono.

 

Oggi i Sindacati, domani magari il Magnifico Rettore, poi – perché no – gli Alpini.

 

Mondi rispettabili, ma che la gente non ha eletto.

 

Non è il caso qui di riprendere nozioni vecchie e nuove sul modo di rappresentarsi della società neocorporativa, nozione, peraltro, da reinterpretarsi soprattutto ora, che si è alle prese con la pervasività sociale della macroimpresa atterrata sul territorio, talea di planetarie potenze economiche.

 

***

 

Sembra assai chiaro che la Giunta, la maggioranza, non risolverà nulla se non recupererà un rapporto di coesione e fiduca prima di tutto con se stessa e poi – sia permesso, anche se al riguardo le opinioni sono ovviamente molteplici – anche con l’Opposizione, che deve essere rispettata, sapendo che tutti lavorano per il bene della città.

 

E quindi se le Opposizioni condensano in una mozione una buona idea, che viene approvata dall’aula, non si deve tardare un solo giorno a darne attuazione: è una questione di rispetto istituzionale.

 

E le molteplici mancanze di rispetto ora tornano tutte, come boomerang, al mittente: forse serviranno a trasferire, oltre i bernoccoli, i fondamentali dell’educazione.

 

***

 

Ma le Opposizioni ora non credono più che questa riconciliazione sia possibile, sicchè – sempre oggi – presentano una mozione di sfiducia che presto o tardi approderà in Aula, per dire alla Giunta di “andare a casa”.

 

***

Questa sera gran consiglio al Pd per decidere sul da farsi.


Prendendo anzitutto atto che ora la “maggioranza”, locuzione che si deve forse intendere in senso lacaniano, visto che è la parte minoritaria del Consiglio,
è di undici Consiglieri Comunali, oltre il Sindaco.

 

Su trentatre componenti il Consiglio Comunale.


Gli undici sono gli otto del Pd più i tre di CambiaVercelli.

 

Si può andare avanti altri 14 mesi con il governo di una minoranza?

 

Viderint Consules.

 

La cosa che per onestà intellettuale tutti dovrebbero riconoscere è che tariffe, opere pubbliche già deliberate, sistema di riduzioni fiscali, sarebbero attuate benissimo anche da un Commissario, in caso di scioglimento del Consiglio.

 

Gioverà alla politica ed alla buona amministrazione parlare con sincerità: se la Giunta va a casa alla città di Vercelli non succede assolutamente niente di male.

 

Succede qualcosa di male alla Giunta.

 

Se qualcuno avesse così in mente di dire: se ci mandate a casa fate il male della città, si ridurrebbe ad una posizione puerile e ridicola.

 

Non è così che si potranno realisticamente tirare nuovamente le fila per una riconciliazione oggi forse ancora possibile.

 

Non è spostando il tiro, che si centrerà il bersaglio.

 

***

 

 

In serata il seguente comunicato diramato dal Sindaco, che riportiamo integralmente.

 

 

“Premetto una considerazione di natura “tecnica”: ho letto che alcuni Media hanno sottolineato la mia assenza stamattina in aula consiliare.

 

Devo ricordare che il sindaco non conta per il raggiungimento del numero legale per aprire le sedute. Quindi ero semplicemente nel mio ufficio a lavorare.

 

Nel merito, non posso che prendere atto delle assenze che oggi hanno determinato il mancato svolgimento di un Consiglio Comunale che aveva all’ordine del giorno atti deliberativi destinati alle fasce sociali più deboli e non solo (addizionale IRPEF, regolamento TARI, tariffe mense scolastiche ecc.) e propedeutici al bilancio 2018 che vedrebbe a Vercelli l’apertura di diversi cantieri, il miglioramento della viabilità e l’arrivo in Città di milioni di euro in contributi.

 

Mi meraviglia pure che sia sostanzialmente stato vano – almeno in parte – l’appello che le forze sindacali hanno rivolto nei giorni scorsi a tutti i Consiglieri Comunali sottolineando l’importanza dell’approvazione delle tariffe dei servizi sociali e dei servizi pre e post scuola e trasporto. “Si tratterebbe – si legge nella nota delle OO.SS. CGIL, CISL e UIL provinciali – del primo intervento strutturale e complessivo, dopo anni di interventi a “spot”, a favore dei bisogni della parte meno abbiente e più in difficoltà della Città di Vercelli”.

 

Ritengo di non dover aggiungere altro alle preoccupazioni espresse dai Sindacati e naturalmente effettuerò con estrema rapidità le mie verifiche di carattere politico riservandomi di assumere le decisioni conseguenti per il bene della Città, augurandomi che non vengano gettate alle ortiche le buone opportunità per cui questa Amministrazione ha lavorato in questi anni e che sono in arrivo”.

 

Maura Forte

 

***

 

Ed ora quello dei Sindacati, che i Consiglieri si sono trovati sul banco in Aula, stamane alle 9.

 

 

“ Gentile Presidente, Gentili consiglieri,

premesso che non è nostra intenzione entrare nella discussione politica in atto sul Governo della città di Vercelli, ci permettiamo di sollecitare codesto Consiglio e la Giunta Comunale affinché venga approvato, nel più breve tempo possibile, il nuovo piano tariffario del Comune delle “Tariffe dei servizi sociali e dei servizi pre-post scuola e trasporto scolastico”, nelle modalità che ci sono state illustrate nella riunione del 9 gennaio u.s..

Si tratterebbe, infatti, del primo intervento strutturale e complessivo, dopo anni di interventi a “spot”, a favore dei bisogni della parte meno abbiente e più in difficoltà della Città di Vercelli.

Un eventuale rinvio dell’approvazione del piano tariffario, temiamo possa segnare la parola fine su un provvedimento di equità da noi, e da parte della popolazione vercellese, atteso da anni. Facciamo appello al senso di responsabilità di codesto Consiglio affinchè, prima della fine della legislatura, si approvi il bilancio previsionale, con annesso piano tariffario.”

 

CGIL – CISL - UIL

 

 

 

NON SONO DISPONIBILI ALTRE IMMAGINI
VercelliOggi.it - Network ©
Iscrizione R.O.C. n° 23836 - Data ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2014 - Direttore responsabile: Guido Gabotto
Via F. Petrarca 39 - Vercelli - Tel. 0161 502068 - Fax 0161 260982
Mail: info@vercellioggi.it - Note Legali - Privacy
Supporto tecnologico: Etinet s.r.l - 12038 Savigliano (CN) - www.etinet.it